Tachipirina e Alterazione degli Esami del Sangue: Cosa Sapere

Molto spesso, nell’esecuzione delle analisi di laboratorio, ci si trova davanti a situazioni in cui sono presenti alterazioni conseguenti all’assunzione di farmaci. A volte si tratta di effetti diretti e voluti del farmaco e pertanto l’analisi deve evidenziare o meno l’efficacia della terapia; altre volte si tratta di conseguenze non volute o di veri e propri effetti collaterali. Uno dei medicinali più famosi per il contenuto di paracetamolo è la Tachipirina®. Il paracetamolo è disponibile in diverse formulazioni farmaceutiche adatte alla somministrazione per via orale, per via rettale e per via parenterale.

È disponibile in diverse formulazioni: compresse, sciroppo, gocce, supposte e soluzioni per infusione. I medicinali che lo contengono - sia da solo che in associazione ad altri principi attivi - sono molteplici. Alcuni di questi sono liberamente acquistabili senza ricetta medica (farmaci da banco o OTC, oppure farmaci SOP o Senza Obbligo di Prescrizione), mentre altri necessitano di presentazione di ricetta medica generalmente ripetibile; in entrambi i casi, trattasi di farmaci classificati in fascia C il cui costo è a totale carico del cittadino.

Il paracetamolo può essere utilizzato - fatto salvo il cui non vi siano controindicazioni note - per abbassare la febbre in presenza di COVID-19. Inoltre, quando il paracetamolo per via orale è somministrato in concomitanza a farmaci in grado di ridurre la velocità di svuotamento gastrico (come, ad esempio, gli anticolinergici e gli analgesici oppioidi) può verificarsi una diminuzione della biodisponibilità dello stesso paracetamolo.

Interferenza del Paracetamolo negli Esami del Sangue

L'utilizzo di dosi elevate di paracetamolo e/o l'uso del principio attivo per periodi di tempo prolungati possono causare gravi disturbi al fegato e alterazioni anche gravi a carico di sangue e reni. Pertanto, appare chiaro quanto sia importante assumere il farmaco seguendo le indicazioni del medico o le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo.

L'assunzione concomitante di paracetamolo e alcol aumenta il rischio di danni al fegato. Dopo la sua assunzione, il paracetamolo viene metabolizzato principalmente nel fegato. Esiste, però, anche un'altra via minore per il metabolismo del paracetamolo che prevede il coinvolgimento del citocromo P450 (CYP450) e, più precisamente, del CYP2E1. La metabolizzazione del principio attivo ad opera di questo citocromo porta alla sintesi di un intermedio reattivo e tossico del paracetamolo: l'N-acetil-p-benzochinonimmina (NAPQI).

Generalmente, per gli individui adulti si considera tossico un sovradosaggio acuto di circa 7,5 g o più di principio attivo nelle 24 ore. Valori simili possono causare citolisi epatica che può evolvere fino alla necrosi completa e irreversibile cui conseguono insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica, encefalopatia. Queste condizioni possono portare anche al coma e alla morte.

Fasi dell'Intossicazione da Paracetamolo

  • Fase II: si sviluppa dalle 24 alle 72 ore dopo l'ingestione. In questa fase si può comunemente assistere alla comparsa di dolore all'ipocondrio destro e all'alterazione dei marker biologici di funzionalità epatica. Nel dettaglio, si possono verificare aumento delle AST e delle ALT (rispettivamente, aspartato aminotransferasi e alanina aminotransferasi).
  • Fase III: si sviluppa fra le 72 e le 96 ore dopo l'ingestione della sovradose di paracetamolo. Compaiono sintomi di insufficienza epatica e vomito e si assiste al picco dei livelli di AST, ALT, bilirubina e del tempo di protrombina.

In caso di sovradosaggio da paracetamolo è previsto lo svuotamento del contenuto dello stomaco tramite lavanda gastrica e la somministrazione di un antidoto specifico: l'N-acetilcisteina. La probabilità di comparsa di epatotossicità e la sua gravità possono essere previste con un prelievo di sangue e con la seguente determinazione dei livelli plasmatici di paracetamolo.

Precauzioni Prima degli Esami del Sangue

Le misure da adottare vanno prese già qualche giorno prima del prelievo. Tra queste bisogna fare notare che non bisogna modificare le proprie abitudini alimentari nei giorni prima del prelievo e che occorre osservare un digiuno di almeno 8 ore prima di fare quasi tutte le analisi e di almeno 12 ore se devono essere dosati i trigliceridi. Prima di fare alcuni esami si può anche mangiare (più avanti vedremo quali sono questi dosaggi che fanno eccezione).

Va pure evitato al mattino prima del prelievo sia il caffè che il thè, specie se diabetici o anche un succo di frutta al pompelmo o ai frutti di bosco se ci apprestiamo a fare il tempo di protrombina. Non si devono sostenere sforzi fisici intensi nelle 12 ore prima del prelievo (diversi esami quali il cpk, la prl, gli enzimi epatici ecc. potrebbero risultare sfalsati). Non si deve fumare da almeno 6 ore e nell’intervallo tra i prelievi seriati (es prima del dosaggio del Cea, o in caso di curva glicemica).

Non assumere alcool nelle 12 ore precedenti, (specie per il dosaggio degli enzimi epatici,tipo ggt), né farmaci (specie se si deve dosare aldosterone, renina, acth oppure non assumere antistaminici e cortisonici prima del dosaggio delle allergie o intolleranze, o antibiotici prima di un esame colturale, ecc). Va fatta eccezione per quelli di assoluta necessità, tipo antiipertensivi o ipocolesterolemizzanti. Gli altri farmaci vanno sempre segnalati al medico o all’analista.

Anche l’eccessivo digiuno oltre le 24 ore è sbagliato esso crea abbassamenti di glicemia, colesterolo, trigliceridi, proteine, di t3, t4, ft3, ft4. Il digiuno prolungato di contro crea aumento di bilirubina, di acidi urici e di creatinina. E’ concesso al mattino appena alzati un bicchiere di acqua. Va segnalato pure lo stato mestruale. Evitare l’attività fisica intensa nelle 24 ore prima del prelievo.

Non è necessario essere a digiuno quando si esegue il dosaggio dei farmaci antiepilettici o dei farmaci cardioattivi o degli ormoni tiroidei. Sono spesso ritenuti errori di laboratorio quelle variazioni fisiologiche dovute a ciclo mestruale, cicli ritmici diurni, cicli ritmici infradiani, esercizio fisico, stress mentale, gravidanza, ecc. Basti vedere il dosaggio degli Ormoni sessuali i quali seguono i ritmi infradiani e diani per renderci conto di tale affermazione. La Prolattina come pure il cortisolo tendono a diminuire nell’arco della giornata.

Effetti Indesiderati del Paracetamolo

Il paracetamolo, così come qualsiasi altro principio attivo, può causare diversi effetti indesiderati, anche se non tutti i pazienti li manifestano o li manifestano nello stesso modo. Di seguito saranno riportati alcuni degli effetti indesiderati che potrebbero manifestarsi con l'utilizzo dei medicinali a base di solo paracetamolo.

Si ritiene che l'azione analgesica sia riconducibile ad un'azione diretta esercitata a livello del Sistema Nervoso Centrale (SNC), probabilmente mediata dal sistema oppioide e da quello serotoninergico, ma non solo. La ciclossigenasi è un enzima di cui si conoscono tre diverse isoforme: la COX-1, la COX-2 e la COX-3. Il compito di questi enzimi è quello di convertire l'acido arachidonico in prostaglandine, prostacicline e trombossani.

Dosaggio del Paracetamolo

Il paracetamolo è disponibile in differenti formulazioni farmaceutiche adatte a diverse vie di somministrazione. Di seguito sono riportate alcune indicazioni sulle dosi di paracetamolo abitualmente impiegate in terapia. Si tratta di valori puramente indicativi, riportati per il solo scopo illustrativo. La quantità di paracetamolo da somministrare per via endovenosa dipende dal peso corporeo del paziente, dalle sue condizioni di salute e dall'eventuale presenza di terapie farmacologiche in corso.

Paracetamolo in Gravidanza

Fermo restando che le donne in gravidanza e le madri che allattano al seno devono informare il medico della loro condizione prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco, se necessario, il paracetamolo può essere utilizzato nelle gestanti. Alcuni medicinali contenenti paracetamolo in associazione ad altri principi attivi possono essere controindicati durante la gravidanza e/o l'allattamento al seno. Informazioni dettagliate sono riportate sul foglietto illustrativo di ciascun farmaco contenente paracetamolo.

Nel caso in cui si soffra di allergia nota nei confronti del paracetamolo, il medico consiglierà al paziente quali altri farmaci analgesici e/o antipiretici assumere. In funzione del medicinale preso in considerazione, possono esserci ulteriori controindicazioni all'impiego.

In questo articolo si è cercato di fornire una panoramica generale sulle principali caratteristiche dei medicinali che contengono paracetamolo. Considerato un farmaco sicuro, alle giuste dosi il paracetamolo può essere utilizzato anche in bambini molto piccoli. A scanso di equivoci, si precisa che il paracetamolo utilizzato correttamente e alle dosi prescritte dal medico e riportate sul foglietto illustrativo rimane, a tutti gli effetti, un farmaco sicuro da utilizzare.

Studio inglese del 2024 sul Paracetamolo

Alla fine di gennaio 2025 ha iniziato a far parlare di sé uno studio inglese condotto da ricercatori dell'Università di Nottingham pubblicato a novembre 2024 sull'Arthritis Care & Research, rivista ufficiale dell'American College of Rheumatology e dell'Association of Rheumatology Health Professionals (Kaur J, et al.). Ciò che ha colpito in questo studio è l'affermazione secondo cui il paracetamolo non sarebbe così sicuro come si è creduto finora. Tuttavia, come si può facilmente immaginare, una frase del genere estrapolata dal suo contesto e replicata all'interno di titoli sensazionalistici può mettere in allarme molte persone.

Nel dettaglio, si tratta di uno studio osservazionale su migliaia di pazienti di età uguale o superiore ai 65 anni che sono stati esposti o meno al paracetamolo. Gli obiettivi dello studio sono stato quelli di esaminare l'incidenza di alcuni effetti collaterali gravi gastrointestinali, cardiaci, cardiovascolari e renali nella popolazione generale esposta al paracetamolo rispetto alle persone non esposte ed esaminare la relazione dose-risposta tra prescrizione di paracetamolo ed eventi avversi specifici.

Riassumendo e semplificando al massimo, i risultati ottenuti dalle osservazioni effettuate dai ricercatori hanno evidenziato il verificarsi di un'incidenza maggiore di ulcerazione, perforamento e sanguinamento gastrointestinale, di ulcere peptiche non complicate, di emorragia del tratto gastrointestinale inferiore, d'insufficienza cardiaca, d'ipertensione e d'insufficienza renale cronica nei partecipanti esposti al paracetamolo rispetto ai partecipanti non esposti.

Ciò ha portato quindi gli studiosi a concludere che il loro studio "fornisce le prove più recenti in merito al rischio di importanti eventi avversi associati alla somministrazione orale di paracetamolo nella popolazione generale, nonché nelle persone con OA (osteoartrite) di età ≥ 65 anni. Dopo la pubblicazione di questo studio non sono certo mancate le critiche. Si tratta, infatti, di uno studio osservazionale che non può confermare la correlazione diretta fra assunzione di paracetamolo ed eventi avversi gravi. Il paracetamolo è un farmaco e - anche se ritenuto uno dei più sicuri analgesici da impiegare - come qualsiasi altro farmaco può causare effetti collaterali.

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