La Risonanza Magnetica (RM) è una procedura diagnostica non invasiva e ripetibile che consente di ottenere, tramite l’impiego di campi di induzione magnetica e di onde a radiofrequenza, immagini di altissima risoluzione e di qualità dei tessuti e degli organi. In tal caso è una tecnica diagnostica basata sull'utilizzo di un campo magnetico e onde elettromagnetiche a radiofrequenza. La Risonanza Magnetica fornisce immagini dettagliate del corpo umano.
La RM è, dal punto di vista tecnologico, molto più recente rispetto alla TAC ed è tuttora in piena evoluzione. È una tecnica multiplanare, che acquisisce direttamente le immagini in tre dimensioni e che sfrutta processi biochimici. La ricostruzione delle immagini è in funzione del legame biochimico delle molecole, basandosi sulla struttura della materia. Questo comporta un’altissima risoluzione di contrasto delle immagini, che consente di cogliere formazioni anatomiche strutturalmente diverse, ad esempio il muscolo e il tendine, la cartilagine e l’osso.
Utilizzo della Risonanza Magnetica
Sono molti gli utilizzi della Risonanza Magnetica. La risonanza magnetica viene utilizzata in moltissimi campi: in ambito neurologico, neurochirurgico, traumatologico, oncologico, ortopedico, cardiologico, gastroenterologico. In oncologia viene utilizzata per la diagnosi, la stadiazione e la valutazione della risposta al trattamento di diversi tipi di cancro. Questo esame è più utile della TAC nella patologia muscolo-scheletrica e in ambito neurologico, per lo studio dell’encefalo e del midollo spinale.
In particolare, la struttura di Città di Lecce Hospital è equipaggiata con il sistema di RM MAGNETOM Sola, che consente di eseguire esami all’avanguardia, come l’imaging multiparametrico della prostata e la cardio-RM avanzata.
I pazienti vengono indirizzati verso un esame piuttosto che verso l’altro dallo specialista che, in base alla sua esperienza e alla problematica da studiare, sceglie le indagini per approfondire il caso. Si tratta di tecnologie che possono essere complementari e, per questo, gli esami vengono spesso richiesti insieme per una valutazione complessiva più completa e per una diagnosi maggiormente attendibile.
Come Funziona la Risonanza Magnetica
La Risonanza Magnetica (RM) si basa sull’utilizzo di campi magnetici, prodotti da un grande magnete; gli impulsi radio registrati e raccolti vengono convertiti da un computer in immagini anatomiche tridimensionali visualizzabili sul monitor.
Il meccanismo che sta alla base della tecnica di RM sfrutta le proprietà magnetiche dei nuclei di alcuni elementi chimici ed in particolare dell'idrogeno dell'acqua presente nei tessuti. Al centro di ogni atomo di idrogeno c'è una particella ancora più piccola, chiamata protone che si comporta come un piccolissimo magnete. Quando i protoni dei nuclei si trovano esposti ad un campo magnetico di intensità molto superiore a quello terrestre si muovono orientandosi in base ad esso (per esempio come l’ago di una bussola), acquisiscono energia e rimangono in questo stato di equilibrio “forzato”.
Questo equilibrio può essere alterato da un impulso a radiofrequenza specifico che nella RM, viene fornito attraverso un'antenna posizionata in prossimità dell'area da analizzare. Dopo tale emissione, i protoni modificano il loro stato energetico e successivamente, con differenti velocità, ritornano al loro stato di equilibrio (risonanza).
Il paziente viene fatto sdraiare supino su un lettino. Il paziente viene introdotto all'interno della macchina di RM, un tubo abbastanza largo e confortevole, aperto alle due estremità e con apparecchiature che permettono di comunicare con il personale incaricato di condurre l'esame. In questa macchina, viene irradiato da un campo magnetico ad elevata intensità.
I segnali vengono poi trasmessi a un computer e trasformati in immagini tridimensionali. In queste immagini i tessuti si presentano di colore chiaro se ricchi di acqua, a causa dell'abbondante presenza di atomi di idrogeno (elemento basilare dei tessuti biologici) e scuri se ne sono poveri.
Durante l’esame lo strumento può produrre rumori fastidiosi, dovuti a fenomeni fisici intrinseci alla tecnica. Il paziente potrà essere dotato di tappi o cuffie per le orecchie. All’interno del locale RM è presente un grande magnete ed un lettino al centro della stanza. Durante l’acquisizione degli esami la macchina emette una serie di rumori ripetitivi. È importantissimo rimanere assolutamente fermi sia quando il rumore è presente (la macchina sta effettivamente lavorando), sia nei momenti di silenzio (tra una scansione e la successiva). In ogni momento è possibile comunicare con l’esterno tramite un sistema di interfono.
L'esame è sicuro e indolore. La persona viene fatta sdraiare in posizione supina su un lettino mobile, che scorre all'interno del macchinario. Il macchinario, a forma di tubo aperto alle estremità, funge da magnete e crea un campo magnetico che crea immagini tridimensionali. Il paziente è sempre in contatto vocale, acustico e visivo con gli operatori, che eseguono un controllo costante durante tutta la fase di esame.
Durata dell'esame
La Risonanza Magnetica Nucleare ha una durata variabile ma mediamente la permanenza all'interno della macchina è di circa 30 minuti. In genere, l'esame può avere una durata dai 15 ai 60 minuti. La durata può variare in relazione a esigenze cliniche e al numero di distretti anatomici (tratti anatomici) da esaminare.
L'indagine può durare da pochi minuti a tempi superiori all'ora.
Preparazione all'esame
Generalmente per poter effettuare questo tipo di esame non è necessario seguire nessuna particolare preparazione. Tuttavia, al fine di avere tutte le necessarie indicazioni è indispensabile che il paziente si confronti con il proprio medico di fiducia. Inoltre, prima dell'esame il paziente deve compilare un questionario riguardante il proprio stato di salute. Ciò aiuta il personale medico a garantire che il paziente effettui la scansione in sicurezza. Una volta completato il questionario, verrà inoltre chiesto di dare il consenso firmando alcuni moduli.
Prima dell'esame il paziente deve togliere tutti gli oggetti di metallo (orologio, occhiali, forcine, gioielli, ecc.) e gli indumenti che possono contenere fibre o parti metalliche (corsetti, panciere, reggiseni body, ecc.); deve inoltre rimuovere tutti i prodotti cosmetici e le protesi dentarie.
Poiché la strumentazione RM produce forti campi magnetici, è importante non introdursi nel magnete con oggetti metallici, siano essi a diretto contatto con il corpo che negli indumenti, come orologi, gioielli, orecchini e collane, piercing, apparecchi acustici, parrucche (alcune parrucche contengono tracce di metallo). Per lo stesso motivo, è necessario informare se si è portatori di protesi dentarie, di valvole cardiache artificiali, di dispositivi impiantati nell'orecchio o nell'occhio (cocleare o oculare), di dispositivi a batteria che controllano il battito cardiaco (pacemaker), di clip metalliche inserite in seguito ad interventi chirurgici, ecc.
Solitamente il paziente dovrà indossare abiti senza cerniere metalliche, chiusure, bottoni, sottopiedi, cinture, fibbie, ferretti del reggiseno, punti metallici applicati sugli abiti portati in lavanderia, ecc..
Per evitare che le immagini siano illeggibili, è molto importante stare fermi durante tutta la misura.
E' consigliabile indossare indumenti comodi, camicia o maglietta con maniche larghe, che si possano alzare facilmente in caso debba essere fatta un’iniezione con il mezzo di contrasto. Non è necessario andare accompagnati.
Gadolinio: Mezzo di Contrasto
Durante la RM, a discrezione del radiologo e in relazione al tipo di patologia da studiare, potrà essere somministrato un mezzo di contrasto per via endovenosa. A differenza di altre indagini diagnostiche (come per esempio l'angiografia o la TAC) la quantità di mezzo di contrasto generalmente necessaria per la Diagnosi è relativamente modesta (10-20 ml). L'uso del mezzo di contrasto non comporta effetti collaterali, a parte rari casi di reazione allergica.
Il mezzo di contrasto usato nella risonanza magnetica è un liquido che viene somministrato al paziente per via endovenosa. L’elemento fondamentale contenuto nel liquido è il Gadolinio. Tale elemento chimico reagisce alle onde elettromagnetiche creando un contrasto paramagnetico, rendendo più nitide le immagini. Il Gadolinio è estremamente sicuro. Negli ultimi anni è stato dimostrato un accumulo di Gadolinio in alcune regioni del cervello in pazienti che hanno ricevuto numerose dosi di Gadolinio. Questo può accedere anche in pazienti che non hanno patologie renali. L’utilizzo del Gadolinio deve essere valutato dal medico richiedente, dal paziente e dal Radiologo.
Recentemente è stata segnalata un’influenza del mezzo di contrasto paramagnetico sullo slatentizzarsi di una sindrome chiamata fibrosi nefrogenica sistemica nei pazienti con insufficienza renale grave, acuta o cronica o con disfunzione renale dovuta a sindrome epato-renale nel periodo perioperatorio del trapianto di fegato.
Al fine di analizzare alcuni tessuti e vasi sanguigni in modo più dettagliato può essere necessario iniettare un agente di contrasto. Tuttavia, l'uso di tali agenti in alcuni pazienti può risultare pericoloso. Pertanto possono essere richieste, prima di effettuare la RM, alcuni esami. Inoltre il paziente dovrebbe segnalare al personale eventuali problemi di insufficienza renale, coagulazione del sangue o particolari reazioni allergiche.
Il mezzo di contrasto non è sempre somministrato. Infatti, esso risulta utile in alcuni casi specifici come, ad esempio, distinguere tra vecchie lesioni e nuove lesioni attive in un'area precisa. In generale, questo tipo di liquidi farmacologici è sicuro “pur tenendo in considerazione i rischi generici di ipersensibilità, caratteristici di ogni formulazione iniettabile” (Circolare del Ministero della Sanità 900.VI/11.AG./642 del 17.9.97).
I pazienti con insufficienza renale lieve o severa devono eseguire preliminarmente il dosaggio della creatinina del sangue (ESUR 2012) e presentare il risultato dell'esame al personale medico che valuterà la funzionalità renale. Infatti, i pazienti affetti da insufficienza renale moderata e severa ai quali venga somministrato un mezzo di contrasto sono esposti maggiormente al rischio di sviluppare una rara patologia nota come Fibrosi Sistemica Nefrogenica (FSN).
Controindicazioni
Le uniche controindicazioni sono relative ai pazienti portatori di pacemaker o di clips vascolari cerebrali.
Ci sono condizioni in cui la risonanza magnetica non si può fare, in particolare se si ha:
- Pace maker o defibrillatore interno. In questo caso bisogna sentire il parere del cardiologo che valuterà le caratteristiche del pace maker e quelle del macchinario dove si va a fare la risonanza magnetica. Perché? Il macchinario della risonanza magnetica può interferire con il pace maker o il defibrillatore interno e può bloccarne il funzionamento. Esistono pace maker compatibili che funzionano anche in risonanza magnetica, ma il parere deve essere dato dal cardiologo.
- Protesi oculari magnetiche Perché? Ciò che è metallico o ferromagnetico non può entrare nella risonanza magnetica perché si può riscaldare, si può dislocare, oppure può interferire con l'acquisizione delle immagini.
- Stimolanti di crescita ossea (dispositivi che stimolano l’accrescimento del tessuto osseo o la calcificazione) Perché? Possono interferire con l'acquisizione delle immagini
Esistono altre condizioni (per esempio presenza di clips vascolari o schegge in materiale ferromagnetico) in cui la risonanza magnetica non viene fatta. Prima dell’esame viene richiesto di compilare un foglio con domande sulle condizioni che non permettono di fare la risonanza magnetica, e quelle per cui è necessario avere il parare del medico, o del radiologo. Tutte queste domande vengono comunque ripetute dall’operatore prima dell’esame.
E’ importante leggere il foglio informativo che viene consegnato prima di fare l’esame, e chiedere le cose non chiare o i dubbi che si hanno al neurologo e all’operatore al momento della prenotazione o dell'esame.
È molto importante informare il Radiologo se si sospetta la presenza di un oggetto metallico all’interno del corpo, in modo che possa essere confermata od esclusa con un altro esame (radiografia o TC).
In caso l’esame di risonanza magnetica sia considerato salvavita per la persona, il medico valuterà come procedere. Si possono considerare esami alternativi, come la tomografia assiale computerizzata, se utili per ciò che si vuole andare a vedere e valutare. Oppure, dove le indicazioni lo permettono, per esempio se c’è una protesi metallica o ferromagnetica a distanza dall’area di interesse (la persona ha una protesi al ginocchio e deve fare la risonanza magnetica all’encefalo) si può fare la risonanza magnetica avvisando che può esserci qualcosa che si scalda o si muove, dicendo alla persona di suonare il campanello presente nel macchinario per avvisare l’operatore. Le possibili alternative vengono in ogni caso valutate dal medico per decidere come procedere.
Gravidanza
E' prudente non far fare la risonanza magnetica alle donne in gravidanza, in particolare nel primo trimestre di gravidanza, anche se non è stata comprovata la sensibilità dell'embrione ai campi magnetici e di radiofrequenza utilizzati per queste indagini. In genere è quindi preferibile non fare la risonanza magnetica a donne incinta soprattutto nei primi mesi, a meno che ci siano situazioni di pericolo per la vita della madre (per esempio se è necessaria la risonanza magnetica per fare una diagnosi differenziale con malattie gravi, come tumore o encefalite).
Per le donne che allattano è consigliabile raccogliere e conservare il proprio latte prima dell’esame, e sospendere l’allattamento al seno nelle 24 ore successive all’esame. Il mezzo di contrasto potrebbe infatti passare nel latte, in piccole quantità.
Condizioni che richiedono la valutazione del medico radiologo
Quando può essere eseguita solo dopo la valutazione del medico radiologo se:
- Si soffre di claustrofobia
- Si è portatori di:
- protesi auricolari o nell’orecchio interno
- valvole cardiache, cateteri cardiaci
- protesi cardio-vascolari
- protesi ortopediche
- neurostimolatori
- pompe per infusione di farmaci
- protesi dentarie fisse o mobili
- Si è stati vittime di incidenti stradali o di caccia per cui nel corpo potrebbero essere presenti schegge metalliche
- Si lavora o si è lavorato come fabbro, tornitore, carrozziere...per cui nel corpo potrebbero essere presenti schegge metalliche
- Si è in gravidanza, o si allatta al seno
- Si ha un dispositivo intrauterino (spirale) - le donne che hanno dispositivi intrauterini dopo aver effettuate l’esame di risonanza magnetica dovrebbero fare una visita di controllo ginecologica per verificare il posizionamento del dispositivo, che potrebbe spostarsi per effetto del campo magnetico del macchinario.
Queste sono alcune condizioni per cui viene richiesto al medico di valutare l’opportunità di fare l’esame, in base al rischio di surriscaldamento o spostamento dell’oggetto, o a quanto può interferire con l’esame di risonanza magnetica.
Controindicazioni all'uso del mezzo di contrasto
L’esame di risonanza magnetica con mezzo di contrasto è controindicato per chi ha avuto manifestazioni allergiche gravi dopo precedenti somministrazioni di mezzo di contrasto - per esempio shock anafilattico, asma grave, edema della glottide - oppure per chi ha malattie allergiche acute in atto - per esempio asma, orticaria generalizzata, angioedema. In questi casi, il neurologo valuterà come procedere e potrà proporre alla persona altre metodologie di indagine.
Se una persona ha avuto manifestazioni allergiche lievi o moderate dopo una precedente somministrazione di mezzo di contrasto, oppure se ha in atto reazioni allergiche come l’orticaria, o una rinite allergica non controllata da antistaminici o steroidi in spray nasali, è considerata a rischio per il mezzo di contrasto. Dovrà quindi, se è necessario fare l’esame con mezzo di contrasto, assumere dei farmaci prima dell’esame, che riducano il rischio di reazione allergica. Anche in questo caso il neurologo deciderà se proporre altre metodologie di indagine.
Se la persona non ha mai avuto allergie, oppure ha avuto precedenti reazioni allergiche a farmaci, ma NON dopo la somministrazione precedente di mezzo di contrasto, può fare la risonanza con mezzo di contrasto, perché non c’è controindicazione all’effettuazione dell’esame.
Tipologie di Macchinari RM
Esistono diverse tipologie di macchinari per la risonanza magnetica, ognuna con caratteristiche specifiche:
- Risonanza Magnetica ad Alto Campo 1.5 Tesla: Sfrutta la tecnologia digitale per immagini di alta qualità e velocità. Adatta per la ripetizione di esami a breve distanza di tempo grazie all'assenza di radiazioni ionizzanti.
- Risonanza Magnetica Aperta ad Alto Campo 1.2 Tesla: Ideale per pazienti claustrofobici, offre la possibilità di avere un accompagnatore durante l'esame e garantisce elevata qualità diagnostica.
- Risonanza Magnetica ad Alto Campo 3 Tesla: Apparecchiatura di ultima generazione con tecnologia di acquisizione immagini digitalizzata e alta accuratezza. Ottima per esami cerebro-vascolari e neurologici.
- Risonanza Magnetica O-Scan: Sistema compatto per la diagnosi degli arti, con seduta ergonomica per il paziente.
Rischi e precauzioni
La RM è una procedura sicura. Non ci sono rischi di radiazioni e, pertanto, l'indagine è sicura, indolore e sostanzialmente priva di effetti collaterali. A differenza della TC che utilizza radiazioni (raggi X), la RM utilizza esclusivamente un campo magnetico e frequenze radio. Non utilizzando radiazioni è inoltre un esame completamente sicuro in gravidanza, essendo addirittura utilizzata per la valutazione dello stato di salute di un bambino prima della nascita (la cosiddetta Risonanza Magnetica fetale).
Per gli effetti legati all’utilizzo di un potente magnete, la RM è una metodica sensibile ai materiali metallici non compatibili con il campo magnetico stesso. Il campo magnetico è in grado di causare attrazione di oggetti metallici, sia esternamente (oggetti presenti nel locale o indossati dalla persona), sia internamente (protesi, clips chirurgiche, altri oggetti metallici). Il campo magnetico può inoltre causare il malfunzionamento di oggetti elettronici, come ad esempio i Pacemaker cardiaci.
È possibile mangiare e bere normalmente, ed assumere farmaci.
A volte, è necessario iniettare un mezzo di contrasto per via endovenosa per evidenziare alcune strutture che altrimenti non sarebbero visibili o parzialmente interpretabili nelle immagini. Il mezzo di contrasto è in generale sicuro, ed il rischio di effetti collaterali è molto basso.
Alcuni pazienti possono provare una sensazione di claustrofobia all’interno dello scanner. In alcuni centri sono presenti magneti “aperti” che riducono la sensazione di claustrofobia. Una RM è una procedura indolore, quindi di solito non è necessario l'anestesia o medicazione antidolorifica. Tuttavia, se il paziente è claustrofobico (non riesce a stare all'interno di ambienti chiusi), prima di iniziare può chiedere una lieve sedazione per rilassarsi. In questo caso dovrà essere riaccompagnato a casa da un parente o amico (il paziente non può guidare). Inoltre, il paziente avrà a disposizione anche un pulsante per chiamare aiuto o semplicemente per richiamare l’attenzione del personale.
Tuttavia, a seconda del tipo di zona da analizzare vi sono alcune condizioni che impediscono all'esame di svolgersi.
Rispettando le cautele sopra descritte, l’unico possibile rischio nel corso della risonanza magnetica è una reazione allergica alla sostanza usata come mezzo di contrasto, il gadolinio, che generalmente è molto più rara e lieve di quella prodotta da mezzi di contrasto a base di iodio usati per gli esami radiografici. In ogni caso è bene avvertire il personale se in passato si sono verificate reazioni allergiche di questo tipo o se si è affetti da gravi disfunzioni renali.
La risonanza magnetica non prevede l’uso di sostanze radioattive né di radiazioni ionizzanti come quelle dei raggi X, ma sfrutta campi magnetici di alta intensità e onde a radiofrequenza simili a quelle utilizzate per la radio e la televisione, che interessano le cellule degli organi da esaminare, soprattutto quelli ricchi di acqua. Di conseguenza, allo stato attuale delle conoscenze non c’è ragione di credere che la risonanza magnetica possa provocare danni, nemmeno a distanza di tempo.
Alma Center Servizi Medicali
Gli esami di Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) si eseguono presso la Struttura Alma Center Servizi Medicali in sedute quotidiane e sono erogabili sia in regime privato che in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. E’ possibile eseguire Risonanze Magnetiche Nucleari sia con che senza somministrazione di mezzo di contrasto (mdc) in sedute praticamente quotidiane e previa prenotazione.
La relazione dell’esame, assieme al CD contente le immagini e le ricostruzioni tridimensionali degli organi esaminati, può essere ritirata presso lo sportello accettazione tra i tre e i sette giorni successivi l’indagine. Il nostro centro è dotato di due Risonanze Magnetiche di ultima generazione, interamente digitali, con elevata intensità di campo magnetico e dotate di bobine dedicate ai vari distretti corporei altamente sensibili ed efficienti.Per eseguire una Risonanza Magnetica Nucleare con mezzo di contrasto sono richiesti una serie di esami diagnostici preliminari esaminati dal medico anestesista in sede d’esame e consultabili alla sezione modulitica. E’ inoltre richiesta una profilassi preventiva per i soggetti allergici e la sospensione di utilizzo del farmaco metformina nelle 48 ore precedenti l’esame.
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