La Pasta e il Colesterolo: Guida Completa per una Dieta Sana

Soffri di colesterolo alto? Cerchi una dieta che possa aiutarti? È, quindi, molto importante non sottovalutare l’importanza di una buona alimentazione. Prima di darti indicazioni utili sul regime alimentare da seguire in caso di colesterolo alto, occorre fare qualche passo indietro. Partendo proprio da una semplice domanda: cos’è il colesterolo? In poche parole, è un lipide (o grasso) che svolge funzioni importantissime per il nostro organismo, ma se è in eccesso può creare seri problemi di salute.

L’ipercolesterolemia crea danni in maniera silente senza dare sintomi e di solito è grazie alle analisi del sangue che ci prescrive il Medico di base che veniamo a conoscenza di avere il colesterolo elevato. Se guardiamo i risultati delle analisi, troveremo dei termini e delle sigle accanto alla parola colesterolo, come totale, LDL (colesterolo cattivo) - che può aumentare il rischio cardiovascolare (aterosclerosi) - e HDL (colesterolo buono). Ora che abbiamo compreso meglio cos’è il colesterolo, quali sono i suoi valori ottimali e cosa può influenzarli, è il momento di parlare di alimentazione, passando in rassegna i cibi consigliati e quelli, invece, da evitare.

Come detto sopra, ci sono svariate motivazioni per l’aumento ematico del colesterolo e l’alimentazione è solo una di queste, anche se è di fondamentale importanza una corretta e sana alimentazione. Purtroppo, però, la dieta da sola non basta per riportare i valori nei range di riferimento entro i quali dovrebbero stare. Infatti, il nostro fegato lo sintetizza e se questo meccanismo di produzione è difettoso, i valori ematici di questo grasso saranno ugualmente alti. Ovviamente, se questo non portasse ai miglioramenti sperati, il Medico di base consiglierà l’introduzione di integratori o farmaci che possano aiutare a gestire al meglio questa problematica, sempre accompagnati da un’alimentazione corretta e da un’adeguata attività fisica.

Si stima che nei paesi occidentali sia colpita dal colesterolo alto circa il 15-20% della popolazione. Il colesterolo alto, chiamato anche ipercolesterolemia, è uno dei fattori di rischio per ictus, infarto e, in generale, per l’insorgenza delle malattie cardiovascolari.

«Il colesterolo è un grasso presente in tutte le cellule dell’organismo ed è coinvolto in molte funzioni», spiega Massimiliano Piolanti, biologo nutrizionista. «È precursore della vitamina D e degli ormoni steroidei», dice l’esperto. Quando però è elevato si accumula nelle arterie e forma le cosiddette placche che causano il restringimento dei vasi sanguigni che a sua volta rende più difficile l’afflusso di sangue al cuore e aumenta il rischio di andare incontro a infarto e a tanti disturbi a carico del cuore e delle arterie. «Il rischio di avere il colesterolo alto aumenta per diverse ragioni. In primis per gli stili di vita poco salutari tra cui il fumo, la sedentarietà e una dieta poco sana», dice l’esperto.

Alimenti da Preferire e da Evitare

A tavola dovremmo prediligere gli alimenti di origine vegetale, ricchi di fibre (integrali) e antiossidanti, incrementare l’introduzione di fitosteroli, ridurre gli alimenti di origine animale con alto contenuto di grassi saturi e colesterolo (<200 mg al giorno) a favore di quelli contenenti acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e acidi grassi polinsaturi (come Omega 3 e Omega 6). Di fondamentale importanza è anche la riduzione o l’eliminazione di alcolici e superalcolici.

Cibi da consumare con prudenza:

  • Carne di manzo
  • Carne di agnello
  • Carne di maiale
  • Carne di pollo (con la pelle)
  • Lardo di maiale
  • Formaggi e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi
  • Oli vegetali ricchi di grassi saturi (palma, cocco, palmisto)
  • Snack salati
  • Prodotti da forno
  • Alimenti fritti (in particolar modo fuori casa)
  • Bevande alcoliche

Alimenti consentiti:

  • Frutta e verdura: tutte, poiché ricchi di vitamine e in particolar modo di vitamina A (riconoscibile per il colore intenso che dona ai vegetali che la contengono) e di vitamina C (riconoscibile per il sapore acidulo che conferisce agli alimenti che la contengono). Frutta e verdura, invece, è meglio mangiarle a crudo per non degradarne i nutrienti.
  • Pesce: Mangiarlo almeno due o tre volte alla settimana, va bene anche quello surgelato. Sì a merluzzo, nasello, sogliola, spigola, trota, orata, dentice, salmone, spada, alici, sgombri e sarde. Il tonno va bene, anche in scatola, a patto che sia al naturale.
  • Legumi
  • Cereali, preferendo quelli integrali a quelli lavorati. Tra i cereali sono pertanto consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo.

Per quanto riguarda i formaggi, sono da evitare quelli che ricchi di grassi. Latte e derivati: latte e yogurt grassi, mascarpone, pecorino, provolone, formaggini, ricotta di pecora, taleggio, grana, fontina, groviera, gorgonzola, robiola. Uova: non più di due uova intere, una volta alla settimana, in sostituzione del formaggio.

La Pasta: Alleato o Nemico?

Un piatto di pasta potrebbe diventare un ottimo alleato nella lotta al colesterolo non-HDL, quello comunemente definito “cattivo”, e nelle alterazioni metaboliche associate all’uso di farmaci psichiatrici o a fattori genetici. Ma attenzione, per ottenere gli effetti desiderati non basterà acquistare una comune pasta al supermercato, sarà necessario seguire la ricetta messa a punto dai ricercatori dell’Università Aldo Moro di Bari.

Gli studiosi italiani hanno sperimentato gli effetti di questa pasta speciale su 300 persone, pubblicando gli esiti della ricerca sulla rivista European Psychiatry. Gli esiti sono piuttosto incoraggianti: chi ha consumato quotidianamente la pasta sperimentale ha mostrato una significativa riduzione del colesterolo non-HDL nel sangue, suggerendo un effetto protettivo concreto. Ma lo studio non si è fermato al solo trial clinico. Attraverso esperimenti in vitro condotti su cellule epatiche, il team del professor Piero Portincasa, del dipartimento di Medicina di precisione e rigenerativa e Area Jonica, ha evidenziato come l’estratto della miscela utilizzata nella pasta riduca la quantità e la dimensione delle gocciole lipidiche accumulate nelle cellule del fegato.

Lo studio ha ricevuto il supporto finanziario del Ministero dello Sviluppo Economico tramite il progetto Sinma (Sindrome metabolica blockchain agrifood), che mira a coniugare innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile nel settore agroalimentare, promuovendo prodotti che possano migliorare la salute pubblica. Il potenziale di questa pasta “speciale” è dunque doppio: non solo un alimento quotidiano ma anche uno strumento nutraceutico in grado di contrastare alterazioni metaboliche spesso difficili da gestire, soprattutto in popolazioni vulnerabili come i pazienti in trattamento con farmaci psichiatrici.

Tipologie di Pasta e Loro Impatto:

  • Pasta integrale: Contiene più fibre rispetto alla pasta raffinata, che possono aiutare a ridurre l’assorbimento di colesterolo nell’intestino e migliorare la salute cardiovascolare.
  • Pasta di legumi: Ricche di proteine e fibre, con un indice glicemico più basso rispetto alla pasta tradizionale.

Consigli Pratici per la Dieta

Se le analisi del sangue hanno messo in evidenza livelli di colesterolo troppo alti, cosa si può fare per limitare i danni? Via libera a cereali, legumi e vegetali: questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e aiutano a ridurre i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale. In caso di colesterolo alto è bene quindi consumare porzioni normali di cereali, preferendo quelli integrali a quelli lavorati, e di legumi, assumendo questi ultimi almeno 2-4 volte a settimana.

Il pesce è il benvenuto: il consumo almeno 2 o 3 volte alla settimana è consigliato a chi ha problemi di colesterolo alto grazie alla particolare composizione del suo grasso. Va però ricordato che sono da preferire cotture alla griglia, al cartoccio o al vapore, mentre la frittura è da evitare. Poco olio e di quello buono. I grassi saturi di origine animale provocano l’aumento dei livelli di colesterolo, mentre quelli insaturi di origine vegetale sono in grado di ridurlo. Si può consumare la carne, sia rossa che bianca. Vanno preferiti, però, i tagli magri.

Meno grassi è meglio: è bene limitare al minimo il consumo di insaccati, formaggi e uova che contengono quantità piuttosto elevate di grassi e che influenzano negativamente il tasso di colesterolo. Per tenere sotto controllo questo valore può essere d’aiuto fare attenzione ai cibi che si portano ogni giorno a tavola. «Un consumo esagerato e frequente di grassi e zuccheri raffinati favorisce il disturbo», dice l’esperto, che suggerisce cosa mangiare a pranzo per combattere il colesterolo alto.

Altri consigli utili:

  • Limitare i grassi saturi, presenti nelle carni rosse e nei formaggi.
  • Preferire cotture al vapore, alla griglia o al cartoccio.
  • Usare olio extravergine d’oliva a crudo per condire.
  • Consumare verdure a volontà, ricche di steroli vegetali e fibre.
  • Scegliere pane, pasta e cereali integrali.

L’alimentazione, da sola, però non sempre è sufficiente. Praticare attività fisica che aumenta il colesterolo ‘buono’ a scapito di quello ‘cattivo’. Eliminare i chili e soprattutto il girovita in eccesso, arrivando a valori inferiori a 80 cm per la donna e a 94 cm per gli uomini.

Ricorda sempre che la risposta alla sete è l’acqua. Vanno bene, comunque, anche tè, caffé con moderazione, orzo e tisane poco zuccherati (massimo un cucchiaino). Condire con l’olio extravergine d’oliva, sopratutto a crudo. Da evitare assolutamente burro, margarina, olio di semi vari e strutto.

Scegliere sempre la parte più magra della carne e togliere il grasso visibile. Il pollo va mangiato solo dopo averlo privato della pelle, che va tolta prima della cottura. Da evitare le carni più grasse (oca, anatra,castrato), il cervello, il fegato, la pancetta, lo zampone, i wurstel, cotechino e salsiccia.

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