La leucemia è un termine generico che indica un gruppo di neoplasie maligne del sangue e del midollo osseo. Queste malattie sono caratterizzate da una produzione incontrollata di globuli bianchi anomali, che interferiscono con la normale funzione del midollo osseo e del sistema immunitario. L'interpretazione dei valori ottenuti dagli esami del sangue gioca un ruolo cruciale nella diagnosi, nella stadiazione e nel monitoraggio della leucemia. Comprendere questi valori, le loro implicazioni e come si relazionano tra loro è essenziale per una gestione efficace della malattia.
Cosa è la Leucemia?
Le cellule che costituiscono la parte corpuscolata del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) originano da cellule immature, dette anche cellule staminali, prodotte dal midollo osseo, un tessuto di consistenza gelatinosa contenuto all'interno della parte spugnosa delle ossa piatte nell’adulto e di quelle lunghe nel bambino. Nelle persone colpite da leucemia vi è una proliferazione incontrollata di queste cellule staminali, dette cellule leucemiche o blasti, che interferisce con la crescita e lo sviluppo delle normali cellule del sangue.
Tipologie di Leucemia
Le leucemie vengono comunemente distinte in acute e croniche, in base alla velocità di progressione della malattia. Nella leucemia acuta il numero di cellule tumorali aumenta velocemente e la comparsa dei sintomi è precoce, mentre nella leucemia cronica le cellule maligne tendono a proliferare più lentamente, pur accumulandosi in quantità maggiore. Con il tempo, però, anche le forme croniche possono, in una percentuale variabile di casi, diventare aggressive.
Un'altra importante distinzione riguarda le cellule da cui origina il tumore. Se la malattia nasce dalle cellule linfoidi del midollo osseo (dalle quali si sviluppano i globuli bianchi chiamati linfociti) si parla di leucemia linfoide, se invece la cellula di partenza è di tipo mieloide (dalla quale si sviluppano globuli rossi, piastrine e globuli bianchi diversi dai linfociti) si parla di leucemia mieloide.
Pertanto, i tipi più comuni di leucemia sono quattro:
- la leucemia linfoblastica acuta (LLA);
- la leucemia linfocitica cronica (LLC);
- la leucemia mieloide acuta (LMA);
- la leucemia mieloide cronica (LMC).
Esistono poi altri tipi di leucemia più rari, come la leucemia a cellule capellute.
Quanto è Diffusa
I tumori che colpiscono le cellule del sangue sono molto più frequenti nell'età infantile che in quella adulta. Le leucemie acute, in particolare, rappresentano oltre il 25 per cento di tutti i tumori dei bambini, collocandosi quindi al primo posto tra le neoplasie pediatriche più frequenti. Più in dettaglio, la leucemia linfoblastica acuta rappresenta circa il 75 per cento di tutte le leucemie diagnosticate in bambini fino a 14 anni, mentre quella mieloide acuta rappresenta il 15-20 per cento.
Negli adulti, invece, la maggior parte delle leucemie acute è rappresentata dalle forme mieloidi, mentre quelle linfoblastiche sono meno frequenti, circa il 25-30 per cento. Le leucemie croniche sono invece tipiche dell'età adulta mentre sono rare in età pediatrica.
In Italia, secondo le stime più aggiornate, mediamente vengono diagnosticati 17,5 casi di leucemia ogni 100.000 maschi e 10,5 ogni 100.000 femmine, che si traducono in un numero stimato di circa 4.700 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e circa 3.200 tra le donne.
In base ai dati AIRTUM (Associazione italiana registri tumori), la forma più frequente di leucemia degli adulti è la leucemia linfatica cronica a cellule B (30 per cento di tutte le leucemie), mentre la leucemia linfoblastica acuta rappresenta il 20 per cento delle forme leucemiche dell’età avanzata. La leucemia mieloide cronica ha un’incidenza (1-2 casi annui ogni 100.000 adulti) più bassa della leucemia mieloide acuta (3,5 casi annui ogni 100.000 adulti).
Chi è a Rischio
Gran parte delle leucemie deriva da anomalie del DNA che vengono acquisite in modo casuale durante la vita. In particolare, la leucemia mieloide cronica è caratterizzata dalla comparsa di un cromosoma anomalo, il cromosoma "Philadelphia", nel quale si viene a creare un nuovo gene (BCR-ABL). Si tratta del prodotto della fusione di due porzioni di DNA che, in condizioni normali, si trovano su due cromosomi diversi, il 9 e il 22. Le cause dei tumori infantili sono quasi sempre sconosciute.
Alcune malattie genetiche, come la sindrome di Down, sono associate a un rischio da 10 a 20 volte superiore di sviluppare una leucemia nei primi dieci anni di vita. Per quanto riguarda gli adulti, esiste un collegamento tra l'esposizione a dosi massicce di radiazioni e alcuni tipi di leucemia. C’è inoltre un'associazione con l'esposizione a sostanze chimiche come il benzene, un componente naturale del petrolio, e la formaldeide, un composto organico presente anche in natura e utilizzato nell'industria chimica. Anche una radioterapia o una chemioterapia effettuate in precedenza per curare altre forme tumorali può aumentare il rischio di alcuni tipi di leucemia.
Sono stati infine identificati alcuni fattori di rischio non modificabili, sui quali cioè non si può intervenire per ridurre il rischio, come l'età avanzata e il sesso maschile.
Sintomi
La leucemia cronica può non dare sintomi nelle fasi iniziali, perché le cellule leucemiche interferiscono in modo limitato con le funzioni delle altre cellule. Invece nella leucemia acuta i sintomi si presentano precocemente e possono peggiorare con estrema rapidità.
Le cellule leucemiche, al pari delle altre cellule presenti nel sangue, si spostano all'interno dell'organismo. A seconda del numero e della localizzazione le manifestazioni possono essere diverse. Per esempio, febbre, sudorazioni notturne, stanchezza e affaticamento, mal di testa, dolori ossei e articolari, perdita di peso, pallore, suscettibilità alle infezioni, facilità al sanguinamento oppure ingrossamento della milza e dei linfonodi.
Talvolta i blasti leucemici possono infiltrare anche organi (lo stomaco, l'intestino, i reni, i polmoni) o il sistema nervoso dando sintomi specifici che indicano un cattivo funzionamento dell'organo coinvolto.
Tutti questi sintomi non sono sicuri segni di leucemia, perché sono comuni a molte altre malattie; occorre quindi rivolgersi al medico per approfondire la natura di eventuali disturbi.
Prevenzione
In linea generale, poiché non si conoscono con certezza le cause che portano ad ammalarsi di leucemia, non è possibile definire precise strategie di prevenzione. Tuttavia è consigliabile evitare, quando possibile, l'esposizione a elevate dosi di radiazioni; per esempio, sarebbe meglio limitare un eccesso di esami radiologici a scopo diagnostico.
Emocromo Completo: La Base della Valutazione
L'emocromo completo (CBC) è un esame del sangue di routine che fornisce informazioni cruciali sulle cellule del sangue, inclusi i globuli rossi (eritrociti), i globuli bianchi (leucociti) e le piastrine (trombociti). Nel contesto della leucemia, l'emocromo completo è spesso il primo passo diagnostico. Le anomalie nei valori possono suggerire la presenza della malattia e guidare ulteriori indagini.
Globuli Bianchi (Leucociti): Conta e Differenziale
La conta dei globuli bianchi (WBC) misura il numero totale di leucociti nel sangue. In caso di leucemia, la conta dei globuli bianchi può essere significativamente elevata, a causa della proliferazione incontrollata di cellule leucemiche. Tuttavia, in alcune forme di leucemia, soprattutto nelle fasi iniziali o in alcune varianti croniche, la conta dei globuli bianchi può essere normale o persino ridotta.
Il differenziale leucocitario è un'analisi più dettagliata che identifica e quantifica i diversi tipi di globuli bianchi: neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili. Nella leucemia, il differenziale può rivelare una predominanza di cellule immature (blasti) o un'anomala proporzione dei diversi tipi di globuli bianchi. Ad esempio, un'elevata percentuale di blasti (cellule immature) è un indicatore tipico di leucemia acuta.
Il parametro dell’emocromo da tenere d’occhio quando si parla di LLC è il numero di un particolare tipo di globuli bianchi detti linfociti. Tuttavia, è bene sottolineare che l’aumento del numero di linfociti può avere anche altre cause, molto più banali (per esempio la presenza di un’infezione in corso).
Globuli Rossi (Eritrociti): Anemia e Indici Eritrocitari
La leucemia può interferire con la produzione di globuli rossi, portando all'anemia. L'anemia si manifesta con una riduzione del numero di globuli rossi (RBC), dell'emoglobina (Hb) e dell'ematocrito (Hct). I sintomi dell'anemia includono affaticamento, debolezza, pallore e mancanza di respiro.
Gli indici eritrocitari, come il volume corpuscolare medio (MCV), l'emoglobina corpuscolare media (MCH) e la concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC), forniscono informazioni sulla dimensione e sul contenuto di emoglobina dei globuli rossi. Questi indici possono aiutare a distinguere tra diversi tipi di anemia, ma non sono specifici per la leucemia.
Piastrine (Trombociti): Trombocitopenia e Rischio di Sanguinamento
La leucemia può anche influenzare la produzione di piastrine, causando trombocitopenia (basso numero di piastrine). La trombocitopenia aumenta il rischio di sanguinamento e lividi. I sintomi possono includere sanguinamento dal naso, sanguinamento delle gengive, emorragie cutanee (petecchie o porpora) e sanguinamento prolungato dopo tagli o lesioni.
Diagnosi
La diagnosi è sempre preceduta dalla rilevazione dei dati clinici del paziente (anamnesi) e da un esame fisico, attraverso il quale si ricerca l'eventuale presenza di linfonodi ingrossati o l'aumento di volume del fegato e della milza. La visita medica è molto importante per controllare se vi è un ingrossamento dei linfonodi, del fegato oppure della milza e per scoprire eventuali segni sospetti come, per esempio, pallore o emorragie frequenti.
La maggior parte dei pazienti mostra qualche anomalia nell'esame emocromocitometrico. Lo striscio periferico consente di evidenziare la presenza di blasti in pazienti con leucemie acute.
Esami del Sangue
Gli esami del sangue, in particolare l'emocromo (la conta delle cellule del sangue) e gli indicatori del funzionamento di reni e fegato, danno informazioni utili: nella leucemia, infatti, il numero di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine è alterato rispetto ai valori standard. Con il sangue del prelievo si effettua anche uno "striscio" che consente di osservare le cellule del sangue al microscopio. Questo semplice esame è molto utile per la diagnosi, perché le cellule tumorali hanno un aspetto diverso dalle cellule normali.
Per diagnosticare la LLC deve essere presente una linfocitosi di grado variabile (numero elevato di linfociti compreso fra 10.000 e 150.000/mm3). La conta assoluta dei neutrofili è di solito normale; il numero di globuli rossi e delle piastrine è leggermente diminuito. Secondo i criteri codificati dal gruppo FAB (French-American-British, che organizza caratteri morfologici e citochimici in schemi che consentono di classificare diversi tipi di leucemia), una condizione per confermare la diagnosi di LLC è rappresentata dalla presenza di elementi linfocitari atipici (prolinfociti, immunoblasti e linfoblasti) inferiore al 10% nella formula leucocitaria.
La LMC è definita con la conta dei globuli bianchi: l'esame emocromocitometrico evidenzia una leucocitosi che può variare da 20 a 300 x 109/l WBC (WBC = numero di globuli bianchi per litro di sangue). La valutazione morfologica del sangue periferico rivela elementi maturi e immaturi della serie granulocitaria neutrofila e si osserva spesso un incremento del numero degli eosinofili, dei monociti e/o in particolare dei basofili. A differenza dei cloni leucemici delle LMA, queste cellule sono mature e funzionali. Il numero delle piastrine può essere normale (nel 60% dei casi), aumentato (30%) o ridotto. Un quadro di modesta anemia può accompagnarsi ai reperti di leucocitosi e/o trombocitosi. La fosfatasi alcalina leucocitaria è in genere ridotta o assente.
Per classificare le LMA si ricorre all'impiego di opportune colorazioni panottiche (permettono la contemporanea osservazione di tutte le cellule ematiche) di strisci di sangue periferico e di midollo osseo, per la caratterizzazione morfologica.
Esami del Midollo Osseo: Conferma Diagnostica e Classificazione
Se l'emocromo completo suggerisce la possibilità di leucemia, è necessario eseguire un esame del midollo osseo per confermare la diagnosi e determinare il tipo specifico di leucemia. L'esame del midollo osseo prevede l'aspirazione e/o la biopsia di un campione di midollo osseo, solitamente dall'osso iliaco.
Il medico, usando il microscopio, esaminerà il campione per cercare di identificare la presenza di cellule tumorali: l'agoaspirato midollare consente di eseguire un esame citologico, mentre la biopsia permette di svolgere una caratterizzazione istologica. Il campione di sangue midollare prelevato può essere sottoposto anche ad altre indagini diagnostiche: esame morfologico (identificazione microscopica dei blasti), citochimica, citometria a flusso, citogenetica e biologia molecolare.
L'analisi di un campione di midollo osseo stabilisce la diagnosi di leucemia. Il midollo osseo, nella LLA, si presenta, generalmente, con un infiltrato omogeneo e cospicuo da parte dei linfoblasti, piccoli e con scarso citoplasma, che sostituiscono i normali elementi del midollo osseo. I mieloblasti sono caratterizzati dai corpi di Auer, che sono molteplici raggruppamenti di materiale granulare azzurrofilo, che formano aghi allungati, visibili nel citoplasma dei cloni leucemici. In caso di LMC, l'aspirato midollare rivela una marcata ipercellularità con iperplasia della serie granulocitaria e spesso anche megacariocitaria. La biopsia ossea midollare conferma l'iperplasia mieloide con riduzione marcata del compartimento eritroide e con scomparsa quasi totale della componente adiposa.
Immunofenotipizzazione e Citogenetica
Nelle leucemie linfoidi la determinazione dell'immunofenotipo permette la caratterizzazione dei linfociti: con la citofluorimetria è identificata l'origine dei linfoblasti (distingue le cellule B dalle T). La LLC esprime alcuni antigeni di superficie come il CD38, il CD19, il CD20, il CD23, il CD52 ecc. Inoltre, la citometria consente la dimostrazione della presenza di Ig di superficie e dell'espressione monoclonale nelle leucemie linfoidi (esempio: tutte le cellule esprimono solo catene leggere delle Ig di tipo κ oppure solo di tipo λ). Alcuni antigeni specifici della linea mieloide, come CD13, CD33, CD41 ecc.
Mediante questo tipo di esami è possibile effettuare l’immunofenotipizzazione dei linfociti presenti nel sangue. Analisi citogenetica convenzionale (ricostruzione del cariotipo): indagine che rileva la presenza di anomalie cromosomiche nelle cellule patologiche. Quest'analisi riconosce le anomalie "primarie" (presenti in tutte le cellule anomale), responsabili delle fasi precoci di trasformazione. Identifica le alterazioni "secondarie" responsabili delle fasi di evoluzione clonale.
Analisi Citogenetica Molecolare
Analisi citogenetica molecolare: la FISH (ibridizzazione in situ fluorescente) è un'indagine che unisce competenza di citogenetica e di tecniche molecolari. Per la diagnosi di Leucemia Mieloide Cronica, i test citogenetici sono indispensabili. Il cromosoma Philadelphia è evidenziabile nel 90-95% dei casi di LMC. L'utilizzazione della FISH (ibridizzazione in situ fluorescente) mediante sonde specifiche per i geni BCR e ABL, consente di quantificare il clone Ph positivo. L'analisi in RT-PCR definisce il tipo di trascritto BCR/ABL. La LMA è caratterizzata da numerose anomalie cromosomiche che sono state e continuano ad essere identificate: queste consentono, in modo particolare, di distinguere le leucemie de novo (ad insorgenza primitiva) dalle secondarie. L'analisi citogenetica delle LLA rivela la presenza di aberrazioni cromosomiche clonali nel 90% dei pazienti. Il 30-50% delle forme di LLA presenta un cariotipo pseudodiploide, mentre il 30% ha un assetto iperdiploide (alterazioni nel numero dei cromosomi). Le anomalie citogenetiche riscontrate nella LLC comprendono: +12 (trisomia del cromosoma 12 presente nel 25% dei casi), 14q+, alterazioni strutturali a carico dei cromosomi 13, 11, 6, 17 (in particolare, delezione del braccio lungo dei cromosomi 13, 6 e 11 e la delezione del braccio corto del cromosoma 17).
Rachicentesi
Un'indagine diagnostica a cui si ricorre talvolta per approfondire la valutazione della Leucemia linfoblastica acuta e della Leucemia mieloide acuta, è la rachicentesi, che consiste in una puntura lombare (nella parte bassa della schiena); mediante un ago sottile inserito tra le ultime due vertebre, viene prelevato un campione di liquido cefalorachidiano (liquido che riempie gli spazi attorno a cervello e midollo spinale).
Come si Cura
La terapia dipende dal tipo di leucemia, dal suo stadio e dal fatto che la malattia sia in fase acuta o cronica. Importante è anche l'età al momento della diagnosi.
Il trattamento delle leucemie si avvale spesso dell'utilizzo di più terapie in combinazione o in sequenza, con lo scopo di offrire ai pazienti la remissione della malattia e in alcune forme anche la guarigione definitiva, o comunque la migliore qualità di vita possibile.
La chemioterapia comprende uno o più farmaci somministrati per bocca o per via endovenosa; nel caso siano presenti cellule leucemiche nel liquido cefalorachidiano, i farmaci chemioterapici possono anche essere somministrati per mezzo di un ago inserito attraverso due vertebre lombari.
La leucemia mieloide cronica è stata la prima forma tumorale per la quale è stato messo a punto un farmaco a bersaglio molecolare, chiamato imatinib, che inibisce la proteina prodotta dal gene di fusione BCR-ABL. Successivamente sono state sviluppate molte altre terapie mirate attive nelle leucemie.
Vi sono poi le terapie che stimolano il sistema immunitario a riconoscere e a distruggere le cellule leucemiche. In alcune leucemie si utilizzano, per esempio, l'interferone alfa per rallentare la crescita delle cellule tumorali, o anticorpi monoclonali che colpiscono le cellule leucemiche, favorendone la distruzione da parte del sistema immunitario. Un approccio terapeutico innovativo per il trattamento di determinate leucemie che non rispondono ai trattamenti convenzionali è l’immunoterapia con le cellule CAR-T. Le cellule CAR-T sono i linfociti T propri del paziente che vengono geneticamente modificati così da essere equipaggiati con la molecola CAR (recettore chimerico antigenico). Grazie a tale molecola, una volta che vengono reintrodotte nel paziente, le cellule CAR-T riconoscono in modo specifico e con grande efficienza le cellule tumorali da uccidere.
In alcuni casi si ricorre al trapianto di cellule staminali emopoietiche per sostituire le cellule malate, distrutte con alte dosi di chemio o radioterapia, con quelle sane di un donatore compatibile. Spesso il donatore è un fratello o un familiare, ma può essere anche un estraneo che possiede cellule compatibili con quelle del paziente.
Linee Guida per la Diagnosi
Secondo le linee guida dell’Associazione Europea di Oncologia Medica (ESMO), gli esami del sangue specialistici che abbiamo descritto in precedenza sono sufficienti per effettuare la diagnosi di LLC. Secondo le linee guida della società europea di Oncologia Medica (ESMO), nella maggioranza dei pazienti, è inopportuno ricorrere a esami più invasivi come la biopsia dei linfonodi o del midollo osseo, che possono invece rivelarsi utili per la diagnosi solo quando l’immunofenotipizzazione non fornisce informazioni chiare e dirimenti.
Esempio di Interpretazione dei Valori: Leucemia Mieloide Acuta (LMA)
Consideriamo un paziente con sospetta leucemia mieloide acuta (LMA). Un possibile scenario dei risultati degli esami potrebbe essere il seguente:
- Emocromo Completo:
- Globuli Bianchi (WBC): 30,000/μL (valori normali: 4,500-11,000/μL)
- Differenziale: 70% blasti mieloidi
- Globuli Rossi (RBC): 2.5 x 10^6/μL (valori normali: 4.5-5.5 x 10^6/μL)
- Emoglobina (Hb): 8 g/dL (valori normali: 13.5-17.5 g/dL)
- Piastrine (PLT): 20,000/μL (valori normali: 150,000-400,000/μL)
- Esame del Midollo Osseo:
- Morfologia: Infiltrazione del midollo osseo da parte di blasti mieloidi (>20%)
- Citogenetica: Presenza della traslocazione t(15;17)
- Immunofenotipizzazione: Blasti positivi per i marcatori CD33 e CD117
In questo caso, l'elevata conta dei globuli bianchi con predominanza di blasti mieloidi, l'anemia e la trombocitopenia suggeriscono fortemente la presenza di LMA. L'esame del midollo osseo conferma la diagnosi e rivela la presenza della traslocazione t(15;17), che è caratteristica della leucemia promielocitica acuta (APL), un sottotipo di LMA.
Tabella riassuntiva dei valori ematici nella diagnosi di leucemia:
| Parametro | Valori Normali | Valori nella Leucemia | Significato |
|---|---|---|---|
| Globuli Bianchi (WBC) | 4,500-11,000/μL | Variabile, spesso elevati | Proliferazione di cellule leucemiche |
| Differenziale Leucocitario | Neutrofili, Linfociti, Monociti, Eosinofili, Basofili in proporzioni normali | Prevalenza di blasti (cellule immature) | Indicatore di leucemia acuta |
| Globuli Rossi (RBC) | 4.5-5.5 x 10^6/μL | Spesso ridotti | Anemia dovuta all'interferenza con la produzione di globuli rossi |
| Emoglobina (Hb) | 13.5-17.5 g/dL | Spesso ridotta | Anemia |
| Piastrine (PLT) | 150,000-400,000/μL | Spesso ridotte | Trombocitopenia, rischio di sanguinamento |
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