Glicemia Alta e Fame: Cause e Rimedi

La glicemia alta, o iperglicemia, si verifica quando i livelli di glucosio nel sangue superano i valori normali. Generalmente, valori superiori a 126 mg/dl a digiuno sono indicativi di una glicemia elevata. Avere glicemia alta non significa necessariamente essere diabetici, ma è un segnale che il corpo potrebbe non essere in grado di gestire correttamente il glucosio.

Cos'è la Glicemia e Come Funziona

La glicemia è il valore che indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è uno zucchero semplice, necessario al funzionamento delle nostre cellule. I livelli di glucosio nel sangue vengono regolati da alcuni ormoni, tra cui i più importanti sono l’insulina e il glucagone.

L’Insulina è un ormone, coinvolto in diversi processi all’interno dell’organismo, prodotto dal pancreas. Dopo la digestione di un pasto contenente carboidrati, i livelli di zucchero nel sangue aumentano contestualmente all’assorbimento intestinale. In risposta il pancreas rilascia insulina nel sangue, fino a raggiungere le cellule dei diversi tessuti e segnalando alle stesse di prelevare il glucosio circolante, con il risultato che i livelli ematici di questo zucchero diminuiscono.

Quando i livelli di glucosio nel sangue salgono, dopo i pasti, il pancreas produce l’insulina. Uno stile di vita sano ed un corretto regime alimentare, contribuiscono a rendere questo meccanismo perfetto e benefico per la nostra salute.

Il Ruolo dell'Insulina

L'insulina, un ormone prodotto dal pancreas, regola i livelli di zucchero nel sangue, ma in alcune persone, il corpo può diventare resistente all'insulina o produrne in quantità insufficiente. Quando ciò accade, il glucosio non riesce a entrare nelle cellule per essere utilizzato come energia, causando un accumulo nel sangue.

Tipicamente, l’insulino-resistenza fa sì che il corpo produca più insulina per compensare - una condizione nota come iperinsulinemia. In caso di insulino-resistenza le cellule smettono di rispondere all’insulina quando questa arriva in corrispondenza della loro superficie; come risposta il pancreas produce quantità ancora maggiori di ormone, la cui quota nel sangue aumenta ulteriormente portando ad una condizione denominata iperinsulinemia.

Cause della Glicemia Alta

Le cause principali della glicemia alta sono legate a fattori genetici e ambientali. Il diabete di tipo 1, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario distrugge le cellule del pancreas che producono insulina, è una delle cause più comuni nei giovani.

Il diabete di tipo II rappresenta invece la causa principale di iperglicemia. Si tratta di una patologia purtroppo molto diffusa. Oltre ad essere prodotta meno insulina del necessario, in questo caso, anche le cellule non rispondo più in maniera corretta a questo ormone. A differenza del diabete di tipo I, l’insorgenza del diabete di tipo II è legata ad uno stile di vita errato e ad un regime alimentare sregolato.

Il diabete di tipo 2, invece, è spesso associato a stili di vita non corretti, come una dieta ricca di zuccheri e grassi, sedentarietà e sovrappeso. Diversi fattori possono contribuire allo sviluppo di insulino-resistenza, ma il più sottovalutato dagli stessi pazienti è l’aumentata quantità di grassi circolanti nel sangue (genericamente descritto come colesterolo). Nonostante il ruolo importante dei grassi, è bene sottolineare che la condizione di insulino-resistenza può affliggere anche soggetti normopeso o sottopeso.

Esistono anche situazioni temporanee che possono causare un rialzo della glicemia. Infezioni acute, traumi, interventi chirurgici o gravi malattie possono indurre una risposta ormonale che aumenta i livelli di glucosio nel sangue. La gravidanza può essere accompagnata da un'alterazione temporanea del metabolismo del glucosio, condizione nota come diabete gestazionale. Alcune malattie del pancreas, come la pancreatite cronica o i tumori pancreatici, possono compromettere la produzione di insulina e causare iperglicemia.

Fattori che Influenzano la Glicemia

  • alterazioni del microbiota intestinale: nell’intestino vivono miliardi di batteri in perfetto equilibrio tra di loro e con il nostro corpo.
  • Nel diabetico in terapia ipoglicemizzante, l'iperglicemia deriva molto spesso dall'insufficiente somministrazione di insulina o di farmaci ipoglicemizzanti.
  • I cortisonici, mimando l'azione del cortisolo, aumentano le concentrazioni sieriche di glucosio al pari dell'epinefrina (adrenalina).
  • ridurre bruscamente il livello di attività fisica o consumare un pasto ricco di carboidrati contribuisce, soprattutto nel paziente diabetico, ad elevare significativamente i livelli glicemici.

Sintomi dell'Iperglicemia

L'iperglicemia può manifestarsi attraverso una serie di sintomi caratteristici che possono variare in intensità a seconda dei livelli di glucosio nel sangue e della durata dell'alterazione. Nelle fasi iniziali, soprattutto nel prediabete, i sintomi possono essere lievi o assenti, rendendo la condizione difficile da riconoscere senza esami specifici.

Altri sintomi comuni in condizioni di iperglicemia sono la perdita di peso (quando la condizione cronicizza), l'annebbiamento della vista, la facile affaticabilità, la nausea ed il vomito, la sonnolenza, l'arrossamento e la disidratazione cutanea, la xerostomia (scarsa ed alterata secrezione salivare), l'alito acetonemico (odore di frutta matura) e le infezioni da candida.

Quest'ultimo sintomo è dovuto alla perdita di glucosio con le urine (glicosuria), che favorisce la colonizzazione batterica delle vie urinarie.

Quando le cellule non riescono a utilizzare il glucosio per la produzione di energia (a causa di insulino-resistenza o deficit assoluto di insulina, rispettivamente diabete di tipo 2 e di tipo 1), l’organismo si trova in difficoltà e inizia a degradare le riserve proteiche e lipidiche.

La diagnosi precoce dell’iperglicemia può essere determinante per prevenire le gravi complicanze microvascolari (retinopatia, nefropatia, neuropatia) e macrovascolari (infarto, ictus) associate al diabete mellito.

La Fame e la Glicemia

Avere fame significa percepire un nitido, viscerale, fisico, psicologico e istintivo bisogno di mangiare. La fame è uno stimolo fisiologico essenziale alla sopravvivenza delle specie animali. Fortunatamente, ad oggi, "in Italia non si muore di fame".

Nell'uomo, il controllo dell'assunzione di cibo richiede il coinvolgimento di molti fattori. Il mediatore ormonale che agisce sui centri nervosi della sazietà è chiamato leptina. A supporto della teoria lipostatica è stato pubblicato un interessante studio sulla relazione positiva tra leptina e sovrappeso.

L'intricato sistema di feedback della fame, tuttavia, è composto da numerosi aspetti fisici, chimici, meccanici e psicologici, responsabili della produzione e ricezione di specifici mediatori neuro-endocrini (soprattutto di natura peptidica).

In assenza di specifiche e particolari malattie metaboliche o endocrine, l'iperalimentazione dell'obeso non è provocata solitamente da un "reale" bisogno di cibo. Il binge eater mangia in modo compulsivo "qualsiasi cosa" e "senza alcun criterio od ordine" e, soprattutto, mentre lo fa è in una condizione mentale di non totale coscienza/consapevolezza.

Com'è inoltre dimostrato dall'esperienza clinica degli ultimi decenni, non è mai saggio tentare di "sopprimere" la fame. È impossibile non avere attacchi di fame se la dieta è insufficiente. Un taglio calorico di 350-500 kcal, tra femmine e maschi, è generalmente sufficiente.

A chi trascorre molte ore senza mangiare, è bene rammentare non tutti hanno la stessa tolleranza al digiuno. Alcune persone mostrano una stabilità glicemica più precaria di altre.

Gestione e Rimedi per la Glicemia Alta

Il controllo della glicemia richiede un approccio completo che include modifiche dello stile di vita e, quando necessario, terapie farmacologiche specifiche. La dieta gioca un ruolo fondamentale: è importante limitare il consumo di carboidrati semplici e zuccheri raffinati, preferendo alimenti a basso indice glicemico e ricchi di fibre.

Alimentazione e Glicemia: Cosa Mangiare e Cosa Evitare

Per tenere sotto controllo i valori glicemici nel sangue, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Il primo nodo da sciogliere riguardai carboidrati. I carboidrati, infatti, sono fondamentali nella nostra alimentazione ed è impensabile rinunciarvi a vita. La prima regola è quella di non esagerare a tavola e mangiare più del necessario.

Altro aspetto fondamentale è imparare a scegliere quegli alimenti che provocano nel nostro organismo una risposta ormonale favorevole, ottenibile attraverso un lento rialzo della glicemia. In tal modo, si scongiura un picco glicemico.

Esistono diversi parametri, come appunto l’indice glicemico e il carico glicemico, che permettono di prevedere come un alimento si comporterà una volta ingerito.

Indice Glicemico e Carico Glicemico

  • Indice glicemico: indica la capacità di un alimento di far salire la glicemia rispetto a 50g di glucosio in acqua.
  • Carico glicemico: esprime l’effetto di un pasto sulla glicemia, rispetto non solo al suo indice glicemico ma anche alla quantità di carboidrati presenti.

Gli alimenti da evitare o comunque dei quali è bene limitare la quantità, perché ad alto indice glicemico, sono quelli contenenti zuccheri aggiunti, semplici e molto raffinati. Tra questi:

  • zuccherodolci
  • umi
  • pane, pizza e pasta ottenuti da farine molto raffinate
  • patate

Particolare attenzione è da prestare anche alla frutta molto zuccherina e ai prodotti derivati:

Verdure e ortaggi non costituiscono, in linea generale, un problema. Attenzione soltanto a carote e zucca che contengono maggiori quantità di zuccheri. Questo non significa eliminare dalla dieta tutti questi cibi. L’aspetto fondamentale sta nel limitare l’assunzione di questi alimenti. Se ad esempio si desidera mangiare l’uva, è consigliabile consumarne una porzione non eccessiva e limitarne la frequenza di consumo.

Alimenti a Basso Indice Glicemico da Preferire

Gli alimenti da preferire sono quelli contenenti carboidrati complessi, in quanto sono alimenti a basso indice glicemico. A questi è vivamente consigliato associare cibi ricchi di fibre. Per la frutta, invece, optare per quella a più basso contenuto di zuccheri.

Un trucco per diminuire l’indice glicemico di un alimento, è associarlo in un pasto ad alimenti che contengono fibre, proteine e grassi.

Per rispettare le giuste proporzioni, non è necessario gestire tabelle e calcoli complessi. Oltre alle proporzioni, è fondamentale fare attenzione anche alle quantità da consumare. Queste devono corrispondere a quelle che sono le esigenze energetiche del proprio organismo.

Per tutti i piatti è consigliabile un condimento senza eccesso di sale, suggerito invece l’utilizzo di spezie e un cucchiaio di olio EVO.

Integrazione Naturale

Alcuni integratori naturali potrebbero contribuire al controllo della glicemia. La cannella ha mostrato proprietà ipoglicemizzanti naturali. Il cromo e il magnesio possono migliorare la sensibilità all'insulina.

Monitoraggio della Glicemia

Misurare i valori della glicemia è importantissimo, oltre ad essere molto facile. Si può fare benissimo in maniera autonoma, a casa propria, grazie all’utilizzo di un semplice misuratore glicemia. Ma quando misurare la glicemia?

  • Durante la giornata oscillazioni che vanno dai 60 ad 140 mg/dl sono considerate normali.

Esami Diagnostici

Il primo tra questi è il test di tolleranza al glucosio. Nei nostri laboratori, è possibile eseguire un apposito CheckUp per la valutazione del funzionamento del Pancreas oppure esami specifici per la Glicemia come la Curva ed il Dosaggio, non è necessaria la prenotazione, essendo un prelievo sanguigno bisogna seguire le indicazioni base per la preparazione agli esami.

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