Le patologie che interessano l’esofago, lo stomaco e il duodeno sono le cosiddette “malattie del benessere”: colpiscono soprattutto le popolazioni occidentali, che godono di uno stile di vita florido e di un’alimentazione particolarmente ricca ma spesso non equilibrata. Per diagnosticarle è necessario ricorrere ad alcuni esami specifici: in particolare l’esame endoscopico si rivela essenziale per escludere la presenza di neoplasie o infiammazioni croniche.
Spesso si fa confusione nel campo degli esami diagnostici, soprattutto quelli che prevedono l’utilizzo di strumenti d’indagine destinati a indagare le strutture anatomiche dall’interno. L’endoscopia digestiva è la tecnica diagnostica che comprende tutti quegli esami in cui si utilizza l’endoscopio, un tubicino flessibile dotato di videocamera, per valutare lo stato e la conformazione delle vie digerenti. Quella che è comunemente nota come gastroscopia è più estesamente nominata esofagogastroduodenoscopia (EGDS). Attraverso questa procedura diagnostica è quindi possibile analizzare l’interno dell’esofago, l’organo in cui il cibo passa dalla faringe allo stomaco, dello stomaco stesso e del duodeno, la prima parte dell’intestino tenue.
Attraverso la gastroscopia, è possibile non solo ottenere dati precisi e soprattutto immediati, ma anche eseguire biopsie: prelevare piccole quantità di tessuto per poi analizzarle successivamente al microscopio permette di formulare diagnosi ancora più puntuali, grazie allo studio della struttura della mucosa e della possibile presenza di microrganismi. Nel caso dell’esofagogastroduodenoscopia con biopsia, spesso il medico va alla ricerca di un batterio responsabile della gastrite cronica, Helicobacter Pylori: la gastrite cronica può infatti degenerare in forme tumorali. Ma la biopsia durante la gastroscopia non esaurisce qui la sua utilità: può agevolare il medico nel rilevare ulcere gastriche o duodenali, esofagite, tumori a esofago, stomaco o duodeno.
Come si svolge la gastroscopia?
Prima della procedura, il paziente deve rimuovere occhiali o protesi dentarie. In seguito, viene fatto distendere in genere sul fianco sinistro e gli si applicano gli strumenti utili a monitorare frequenza cardiaca e pressione arteriosa. L'esame sfrutta un apparecchio sottile e flessibile, chiamato gastroscopio, con un diametro di solito inferiore al centimetro, e dotato di una "videocamera" con fonte luminosa all'estremità. Si introduce quindi l’apposito strumento nell'esofago, quindi nello stomaco e nella prima parte dell'intestino tenue, il duodeno, permettendo di vedere perfettamente l'interno del tratto digestivo su monitor.
La durata di una gastroscopia è solitamente di pochissimi minuti, tempo che può espandersi nel caso il medico debba effettuare ulteriori interventi. Se cosciente, il paziente deve mantenersi il più rilassato possibile per non incorrere in una possibile sensazione di rigurgito.
Gastroscopia con sedazione
Non di rado richiesta dal paziente, la gastroscopia in sedazione si effettua per evitare alla persona di provare malessere. La gastroscopia senza sedazione potrebbe infatti provocare fastidi come senso di costrizione o conati di vomito. La gastroscopia può essere eseguita sia con sedazione cosciente che con sedazione non cosciente, a seconda delle esigenze del paziente e delle pratiche mediche dell’istituto.
Gastroscopia con sedazione cosciente
Gastroscopia con sedazione cosciente, durante la quale si somministra per via orale un anestetico poco potente, con il solo obiettivo di portare il paziente a rilassarsi il più possibile. Durante la sedazione cosciente, al paziente viene somministrato un sedativo leggero per alleviare l’ansia e il disagio associati alla procedura. Durante l’esame il paziente rimane cosciente e in grado di rispondere ai comandi del medico, ma si sentirà rilassato e sonnolento. La sedazione cosciente può contribuire a rendere l’esame più confortevole per il paziente senza compromettere la sicurezza.
Gastroscopia con sedazione profonda
Gastroscopia con sedazione profonda, che invece consente al paziente di addormentarsi del tutto. Questo comporta l’intervento di un anestesista specializzato, che somministrerà l’anestetico per via endovenosa in modo graduale durante l’intera procedura. Durante la sedazione non cosciente, il paziente viene sedato più profondamente e addormentato durante l’esame. Questo tipo di sedazione è più comune in pazienti che possono essere particolarmente ansiosi o che richiedono procedure più invasive. Durante la sedazione non cosciente, il paziente non è consapevole dell’ambiente circostante e non ricorda l’esame una volta sveglio.
Anche se è generalmente considerata sicura quando eseguita da personale medico qualificato in un ambiente adeguatamente attrezzato, la gastroscopia con sedazione profonda comporta rischi e potenziali effetti collaterali, come qualunque altro intervento che preveda una anestesia generale.
- Depressione respiratoria: può causare una riduzione della respirazione, specialmente in persone con problemi respiratori preesistenti o in individui molto sensibili ai sedativi. Questo può portare a una diminuzione del livello di ossigeno nel sangue, una condizione nota come ipossia.
- Ipotensione: la sedazione può abbassare la pressione sanguigna, causando vertigini e sensazione di svenimento.
- Reazioni allergiche: anche se rari, alcuni pazienti possono sviluppare reazioni allergiche ai farmaci utilizzati per la sedazione. Queste reazioni possono variare da lievi (ad esempio, eruzioni cutanee) a gravi (ad esempio, shock anafilattico).
- Nausea e vomito: dopo la sedazione, alcuni pazienti possono sperimentare nausea e vomito. Questo è più comune nei pazienti che hanno avuto esperienze negative con la sedazione in passato o che sono particolarmente sensibili ai farmaci.
- Disorientamento o confusione: alcuni pazienti possono sperimentare disorientamento o confusione dopo il risveglio dalla sedazione, specialmente se la sedazione è stata profonda. Questi sintomi di solito si risolvono rapidamente.
- Lesioni ai denti o alle labbra: durante l’introduzione dell’endoscopio, c’è un rischio molto basso di lesioni ai denti, alle labbra o alla gola, più comune se il paziente ha protesi dentali o problemi anatomici della bocca.
- Rischi associati alla procedura endoscopica: indipendentemente dalla sedazione, esiste sempre un piccolo rischio di complicanze legate alla procedura endoscopica stessa, come sanguinamento o perforazione dell’intestino. Tuttavia, questo rischio è generalmente basso.
Prima di sottoporsi a una gastroscopia con sedazione profonda, è importante discutere con il medico i rischi e i benefici della procedura, nonché eventuali preoccupazioni specifiche relative alla sedazione. Inoltre, è essenziale seguire le istruzioni pre-operatorie fornite dal medico per garantire la sicurezza e il successo dell’esame.
Gastroscopia transnasale
A seconda della singola situazione, è possibile considerare la gastroscopia transnasale come una strada integrabile o perfino alternativa alla procedura standard. Ormai utilizzata da diversi anni anche in Italia, è una tecnica che richiede però l’utilizzo di tecnologie ben precise, non disponibili in tutti i centri. Le immagini derivanti dello stomaco sono di ottimo livello, in alcuni casi addirittura più precisa rispetto alla gastroscopia tradizionale. Interessanti sono i vantaggi dati da questa metodologia, che è adatta anche a soggetti con caratteristiche di cui bisogna tenere debito conto: cardiopatie, bronchiti, età avanzata. Anche durante questa procedura è possibile prelevare frammenti di mucosa gastrica per poi eseguire biopsie o altre tipologie di analisi. Questo stato emotivo più favorevole porta un’ulteriore agevolazione: non è più necessaria la sedazione e di conseguenza può tornare subito alle proprie normali attività.
Gastroscopia con videocapsula
Comunemente nota anche come gastroscopia con pillola, questa procedura è una novità nel campo della diagnostica. Durante la gastroscopia con videocapsula, questa pillola consente al proprio passaggio di registrare delle immagini, esattamente come farebbero i normali endoscopi. Queste immagini vengono trasmesse al registratore portatile fissato all’addome del paziente con gli opportuni adesivi e arrivano al computer, attraverso cui il medico può visualizzare l’apparato digerente ed esaminare la situazione. Ma questa tipologia di esame non è però adatta a tutti.
Preparazione e cosa aspettarsi dopo la gastroscopia
Quando si tratta di gastroscopia, il digiuno è essenziale: è necessario non consumare cibi per almeno 6-8 ore prima della procedura, in modo che residui di cibo non ostacolino la visualizzazione ottimale degli organi e del loro interno. Eventualmente, nel caso l’esame si tenga durante le ore pomeridiane, il paziente può fare una colazione non impegnativa con tè e fette biscottate, sempre rispettando il limite degli orari. È possibile bere acqua e assumere i medicinali abituali fino a 4 ore prima della gastroscopia.
Subito dopo la gastroscopia il medico informerà il paziente sull'esito dell'esame e fornirà indicazioni precise sulle misure da prendere. Il paziente è libero di andare, ma si consiglia di non consumare cibi o bevande prima di percepire nuovamente sensibilità di lingua e palato, o che scompaia il senso di gonfiore alla gola: è bene quindi scegliere un pasto leggero e riposare il più possibile. Se si è sottoposto a gastroscopia con sedazione profonda, deve evitare nelle seguenti 12/24 ore attività che richiedono particolare impegno o prontezza di riflessi.
Prima di essere dimesso, il paziente riceve il referto con le immagini più rilevanti acquisite durante la gastroscopia. Nel caso sia stata eseguita una biopsia, il paziente dovrà evitare di assumere alimenti caldi, perché aumenterebbero il rischio di emorragie.
Gastroscopia: domande frequenti
Il Gastroenterologo spesso è chiamato a risolvere problematiche di Sedazione in Gastroscopia.
Le domande che più frequentemente vengono rivolte allo Specialista Gastroenterologo su questa pratica sono:
- Devo fare una Gastroscopia. E’ possibile farla in anestesia totale?
- Allora durante la Gastroscopia non respirerò spontaneamente?
- Ma allora cosa devo fare per non sentire nulla?
- L’anestesia per la Gastroscopia prevede solo l’uso di questo Diprivan?
- Dovrò fare anche una Colonscopia? Mi dicono che è un esame che può essere doloroso. Anche per questa indagine è sufficiente il Diprivan? Potrei eseguire la Gastroscopia e la colonscopia insieme?
- Per eseguire gli esami endoscopici con l’assistenza del medico anestesista devo recarmi in una Clinica privata? Oppure è possibile anche negli Ospedali pubblici?
Devo fare una Gastroscopia. E’ possibile farla in anestesia totale?
Per Anestesia Generale generale (o totale) si intende una sedazione profonda, indotta da farmaci antidolorifici ed ipnoinducenti, somministrati dal medico anestesista, il quale deve contestualmente provvedere alla respirazione assistita del paziente, durante tutto il periodo dell’intervento e dell’anestesia stessa. Egli deve intubare la trachea del paziente e ventilarlo, con il respiratore automatico. Ciò è necessario in quanto i farmaci antidolorifici ed ipnotici somministrati deprimono i centri respiratori ed il paziente non respira più spontaneamente.
Allora durante la Gastroscopia non respirerò spontaneamente?
L’anestesia generale non è necessaria per un esame endoscopico. La Gastroscopia può essere eseguita sia con una sedazione cosciente che con una sedazione profonda in respiro spontaneo. La prima, sedazione cosciente, prevede la somministrazione di un farmaco sedativo od ipnoinducente leggero, generalmente della famiglia delle benzodiazepine, che non richiede necessariamente l’assistenza medica anestesiologica, anche se questa è sempre opportuna. Con questo tipo di sedazione, che non è una vera anestesia, il paziente, seppur sedato, avverte comunque i fastidi e gli eventuali stimoli nocicettivi provocati dalla procedura. La sedazione cosciente infatti non è un’anestesia.
Ma allora cosa devo fare per non sentire nulla?
Esiste, ormai da vari anni, un farmaco molto maneggevole, ma più potente delle benzodiazepine, che si chiama propofol (nome commerciale Diprivan), il quale induce una anestesia, ma con respiro spontaneo del paziente. Si chiama infatti sedazione profonda in respiro spontaneo perché induce una vera anestesia, cioè analgesia, ed induce il sonno, ma deprime poco (poco più delle benzodiazepine) i centri bulbari deputati alla respirazione. Questa è una vera anestesia, ma non necessita l’intubazione tracheale del paziente, in quanto questi continua a respirare autonomamente. E’ necessaria però l’assistenza medica anestesiologica, per una valutazione clinica del paziente, per decidere gli opportuni dosaggi dei farmaci e per intervenire con una respirazione assistita, endotracheale o con maschera facciale, qualora i parametri fisiologici del paziente sedato lo richiedano.
L’anestesia per la Gastroscopia prevede solo l’uso di questo Diprivan?
In genere questo farmaco è sufficiente. Talora è opportuna una premedicazione locale faringea con un farmaco anestetizzante (xilocaina in formulazione nebulizzante o spray). Tal altra il medico anestesista può decidere di somministrare preventivamente per via venosa una benzodiazepina (cioè un blando sedativo) o un così detto tranquillante maggiore, della famiglia delle fenotiazine. Raramente è necessario associare un antispastico intestinale (Buscopan o Glucagone).
Dovrò fare anche una colonscopia? Mi dicono che è un esame che può essere doloroso. Anche per questa indagine è sufficiente il Diprivan? Potrei eseguire la gastroscopia e la colonscopia insieme?
La Colonscopia è un’indagine che può presentare dei passaggi dolorosi dovuti allo stiramento dei mesenteri a causa della conformazione convoluta del viscere, a causa di pregressi interventi chirurgici e di briglie aderenziali. Anche la presenza di una infiammazione (flogosi) della mucosa o dei diverticoli può rendere l’esame non facilmente tollerabile. Anche per questo esame è sufficiente la sedazione profonda in respiro spontaneo indotta dal Diprivan. Utile associare il Buscopan, specialmente se la procedura è operativa e necessita che il viscere sia il più possibile fermo, cioè non mosso dalla fisiologica peristalsi. Certamente è possibile eseguire nella stessa seduta i due esami endoscopici, gastroscopia e colonscopia, cosicchè un unico intervento anestesiologico servirà per entrambe le procedure.
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