Birra Analcolica e Glicemia: Cosa Devi Sapere

La domanda “quale birra non alza la glicemia?” riguarda molti appassionati. Chi convive con il diabete cerca una birra leggera. Anche gli sportivi valutano l’impatto degli zuccheri fermentabili. Questo articolo spiega stile, composizione e consigli di consumo.

Il Mercato della Birra Analcolica

Il mercato della birra analcolica è in rapida espansione e si prevede che le vendite continueranno ad aumentare nei prossimi anni. Negli ultimi anni la birra analcolica è diventata sempre più apprezzata, non solo in Italia ma anche a livello internazionale. Secondo dati recenti, due italiani su tre che consumano birra scelgono, almeno occasionalmente, la versione senza alcol. A spingere questa tendenza sono soprattutto l’attenzione crescente verso stili di vita più sani e l’offerta sempre più varia di birre analcoliche presenti sul mercato.

Ma quanto ne sappiamo su questa bevanda? Quali sono i suoi effetti sulla salute? La birra analcolica è davvero senza alcol? E come viene prodotta?

Come Viene Prodotta la Birra Analcolica?

  • Rimozione dell’alcol a fine produzione: La birra viene prodotta con il metodo tradizionale e successivamente l’alcol viene rimosso tramite distillazione sottovuoto o filtrazione a membrana (osmosi inversa).
  • Evitare la formazione di alcol durante la produzione: Si agisce già durante la fermentazione, interrompendola precocemente o utilizzando lieviti speciali che producono pochissimo alcol.

La Birra Analcolica è Davvero Senza Alcol?

Non sempre. In Italia, la legge permette di definire “analcolica” una birra che contiene fino a 1,2% di alcol in volume (Legge 16 agosto 1962, n. 1354). Questo significa che molte birre analcoliche in commercio non sono del tutto prive di alcol. A livello europeo non esiste una norma che regolamenti la birra, per cui il grado alcolico massimo fissato per la birra analcolica non è uguale in tutti i Paesi. In Germania e Belgio, ad esempio, una birra analcolica può contenere fino allo 0,5% di alcol, in Spagna fino all’1%, mentre in Francia il limite è identico a quello italiano, cioè 1,2%.

Birra Analcolica e Salute

In generale, la birra analcolica non fa male e non presenta particolari controindicazioni per la maggior parte delle persone. Un po’ diverso è il discorso delle birre analcoliche in cui l’alcol, anche se in minima quantità, è presente (in Italia la birra analcolica può avere un grado alcolico compreso tra 0,0 e 1,2 % vol). Questo perché, come sottolinea l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), non esiste un livello di consumo di bevande contenenti alcol privo di rischi. Esiste solo un consumo definito “a basso rischio”, cioè associato a una bassa probabilità di sviluppare malattie legate all’alcol.

Chi Dovrebbe Prestare Attenzione?

  • Celiaci: Essendo per legge da malto di orzo e/o di frumento, la birra analcolica, come quella classica, in genere contiene glutine, quindi non è adatta ai celiaci. In questi casi, è bene orientarsi su birre senza glutine, prodotte utilizzando malto deglutinato oppure ingredienti alternativi a orzo e frumento come mais, riso, quinoa o grano saraceno.
  • Donne in gravidanza: Le future mamme possono bere birra analcolica solo se il prodotto riporta chiaramente in etichetta la dicitura "0,0% vol", che garantisce l’assenza totale di alcol. È fondamentale, infatti, sapere che durante la gravidanza non esiste una quantità sicura di alcol.
  • Donne che allattano: Sì, ma solo se si tratta di birra realmente priva di alcol, identificabile in etichetta con la dicitura "0,0% vol". Durante l’allattamento, infatti, anche piccole quantità di alcol consumate dalla madre passano nel latte materno e possono essere assunte dal neonato. L’alcol, inoltre, può ridurre temporaneamente la produzione di latte, con il rischio di limitare l’alimentazione del bambino nelle ore successive.
  • Bambini: No, la birra analcolica non è adatta ai bambini, anche se priva di alcol o con una gradazione molto bassa. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Istituto Superiore di Sanità, le bevande senza o a basso contenuto di alcol possono contribuire a normalizzare il consumo di alcol nei più piccoli, aumentando il rischio che da adolescenti sviluppino comportamenti legati al bere.

Miti da Sfatare sulla Birra Analcolica

  • Danneggia il fegato? No, la birra senza alcol non danneggia il fegato. I problemi epatici legati al consumo di birra sono causati dalla presenza di alcol, non dagli altri ingredienti della bevanda.
  • È dannosa per la prostata? No, la birra analcolica non è dannosa per la prostata. Al momento, infatti, nessuno studio scientifico ha dimostrato un legame tra consumo di birra o birra analcolica e problemi alla prostata.

Birra Analcolica e Glicemia: Cosa Sapere

Sì, ma in misura moderata e generalmente contenuta. Una bottiglia da 330 ml di birra analcolica contiene circa 15 grammi di carboidrati, di cui pochi sono zuccheri semplici. Pur essendo priva di alcol, la birra analcolica va consumata con cautela, soprattutto da chi ha glicemia elevata o diabete: in questi casi è meglio limitarne l’assunzione più che nelle persone sane. Trattandosi di un alimento voluttuario, va considerata alla stregua di un dolce o di una bibita zuccherata.

Fa Ingrassare?

No, la birra analcolica in sé non fa ingrassare. Nessun alimento è in grado di causare da solo un aumento di peso. Va detto che la birra analcolica ha un contenuto calorico nettamente inferiore rispetto alla birra tradizionale, perché è priva (o quasi) di alcol, che rappresenta una delle principali fonti di calorie nella birra. Per dare un'idea concreta: una lattina da 33 cl di birra analcolica apporta in media circa 70 kcal, contro le circa 130 kcal della stessa quantità di birra classica con gradazione attorno al 5% vol.

Si Può Guidare Dopo Averla Bevuta?

Sì, si può guidare dopo aver bevuto una birra analcolica, ma con qualche attenzione. Molte birre analcoliche contengono fino allo 0,5% di alcol, e per legge possono arrivare anche all’1,2%. Una bottiglia da 330 ml con grado alcolico pari a 0,5% vol. contiene circa 1,3 g di alcol, cioè un decimo di una birra classica con gradazione di 5% vol.

Birra Analcolica e Benessere: L'Innovazione di J Beer

Parliamo della J Beer, la birra analcolica con JAXplus®, creata in collaborazione con Heallo. È evidente che c’è stata una grande innovazione in questa creazione, con un’enfasi sul basso impatto glicemico.

La birra alcolica è nota per avere un alto indice glicemico (circa 110), caratteristiche che non la rende raccomandata per coloro che soffrono di diabete, prediabete o hanno problemi di intolleranza al glucosio. Il dosaggio estremamente basso della fibra (costituente solo il 5% sui carboidrati) assicura la massima efficacia e consente di affermare con legittimità che la nostra birra ha un ridotto impatto glicemico.

Birra Analcolica vs. Birra Dealcolata

Questa birra analcolica è il risultato di un nuovo ceppo di lievito brevettato, il quale consente di produrre una birra con un contenuto alcolico straordinariamente basso: è una vera birra, ma con un livello di alcool minimo, attualmente allo 0,3%. La dealcolazione, invece, implica la rimozione dell’alcool da una birra normale attraverso varie tecniche, ma questo processo comporta la perdita di aromi, CO2, e nutrienti essenziali come oligoelementi e sali minerali. Di conseguenza, è necessario aggiungere aromi e luppoli artificiali.

J Beer si è rivelata essere molto più di una semplice bevanda perché offre un doppio vantaggio: mi regala il piacere di gustare una birra e allo stesso tempo aiuta il mio benessere. La sua catalogazione merceologica, infatti, è di “birra funzionale” o “performance beer”, infatti chi la apprezza particolarmente è lo sportivo. Le prospettive per la sua diffusione appaiono quindi davvero entusiasmanti, sia sul mercato nazionale che internazionale, soprattutto nel Nord America.

Consigli per il Consumo

  • Non bere a stomaco vuoto.
  • Monitorare frequentemente la glicemia.
  • Tenere a portata di mano una fonte di zuccheri di emergenza.
  • Indossare un’identificazione medica.
  • Evitare birre molto alcoliche o molto zuccherine.
  • Fare attenzione all’attività fisica.
  • Consultare il proprio medico.

Birra Artigianale e Indice Glicemico: Uno Studio

Scopo del presente studio è stato quello di valutare l’IG e ToAC in soggetti sani, dopo assunzione di tre diversi tipi di birra artigianale, che differiscono per il colore e per l’aggiunta di cereali (farro) o legumi (lenticchie o cicerchia).

Nel presente studio sono stati reclutati 7 soggetti sani (4 M, 3 F), con età di 22±1 (media±DS) anni, indice di massa corporea di 24±3 kg/m2, non fumatori e con normale tolleranza glucidica.

Tutti i partecipanti hanno continuato la loro dieta usuale fino a tre giorni prima dello studio e nei due giorni antecedenti il test, così come il giorno stesso dello studio, una dieta con almeno 150 grammi di carboidrati al giorno, senza cibi e bevande ricche in antiossidanti, nella misura massima di una porzione di verdura e di un frutto al giorno, secondo uno schema alimentare, che è stato fornito a ciascuno di loro. La sera precedente il test essi hanno consumato un pasto contenente pane, formaggio, pomodori e frutta (15% energia giornaliera, 55% CHO), e sono rimasti a digiuno per almeno 10 ore prima del test.

La mattina dello studio, alle ore 8, è stata misurata la glicemia capillare in duplicato. Subito dopo, una delle bevande da testare è stata consumata in circa 10 minuti (birra chiara al farro o birra ambrata (rossa) alla cicerchia o birra al doppio malto (scura) alla lenticchia o vino bianco frizzante). Sono state utilizzate come standard di riferimento una soluzione di glucosio (15 gr di glucosio in acqua) o di glucosio-alcolica (15 gr di glucosio e 15 ml di alcol 95% in 300 ml di acqua).

Campioni di sangue capillare sono stati prelevati 30, 60, 90 e 120 minuti dopo l’assunzione delle bevande per misurare in tempo reale la glicemia.

Risultati dello Studio

  • Indice glicemico: L’IG delle tre birre è risultato rispettivamente 93 (birra al doppio malto (scura) alla lenticchia), 85 (birra chiara al farro) e 84 (birra ambrata (rossa) alla cicerchia). Rispetto ai dati della letteratura (IG=110) i valori delle tre birre artigianali è risultato inferiore, in particolare la birra alla cicerchia ha mostrato il valore più basso.
  • Capacità antiossidante: La capacità ossidante totale è aumentata dopo assunzione della birra scura e rossa di circa il 10%. L’aumento della capacità antiossidante, di circa il 40%, è risultato simile dopo assunzione di birra chiara e vino grechetto.

Alternative e Consigli Aggiuntivi

La birra analcolica spesso riduce gli zuccheri fermentabili. Puoi verificarne caratteristiche nella pagina dedicata alla birra analcolica. Il basso contenuto d’etanolo tende a limitare anche gli zuccheri residui. Una session beer resta un’altra opzione valida. Trovi dettagli su questo stile in cosa significa birra session.

  • Le gluten free contengono maltodestrine diverse.
  • I malti chiari rilasciano meno zuccheri complessi. Scopri la differenza tra malto e luppolo.
  • L’ammostamento a temperature basse riduce maltosio libero. Leggi come avviene la fase di ammostamento per birre light.
  • Alcuni birrifici usano enzimi per abbattere zuccheri.
  • Il cold crashing favorisce la precipitazione di zuccheri residui. Analizza il processo di cold crashing.
  • La fermentazione mista a volte riduce più carboidrati. Scopri le tecniche di fermentazione mista.
  • Il krausening restituisce schiuma senza aggiunte zuccherine. Leggi su krausening.
  • Anche la fermentazione in botte impatta il residuo zuccherino.

Suggerimenti per un Consumo Responsabile

  • Riduci l’assunzione a un solo bicchiere per pasto. Per maggiori dettagli, leggi 2 o 3 birre al giorno.
  • Mangia un piatto bilanciato prima. Scopri gli abbinamenti in aperitivo con birra.
  • Segui un diario alimentare. Consulta la guida su birra e dieta chetogenica.

Altre Guide Utili

  • Scopri come comprare birra online.
  • Scegli la birra artigianale perfetta.

L’Importanza dei Polifenoli

Una revisione della letteratura pubblicata su Nutrients nel 2021 (“Moderate Consumption of Beer and Its Effects on Cardiovascular and Metabolic Health: An Updated Review of Recent Scientific Evidence”) ha confermato che un moderato consumo di birra può ridurre il rischio di incorrere in patologia cardiovascolare e, più in generale, quello di morte. Responsabili di questo effetto protettivo sarebbero i polifenoli del luppolo, conservati nel processo di produzione della birra perché le conferiscono il tipico sapore amarognolo.

Tra i benefici indicati dalla revisione del 2021 vi sono un aumento del colesterolo HDL e una riduzione tanto della rigidità della tonaca delle arterie, quanto dei marker per lo stress ossidativo.

La Birra Analcolica e i Benefici Cardiovascolari

Di recente un team afferente alla Facoltà di Farmacia, al Centro di Ricerca Lucio Lascaray e alla Scuola di Infermieristica Vitoria-Gasteiz dell’Università di Basque Country, al BIOARABA Institute of Health e all’Istituto di Sanità Carlos III, tutti in Spagna, e alla National University of Litoral and National Scientific and Technical Research Council (CONICET), in Argentina, si domanda se la birra analcolica possa portare gli stessi benefici di quella tradizionale.

Per rispondere, il gruppo ha condotto un’altra revisione sistematica della letteratura, stavolta incentrata sulla birra non alcolica e sul confronto con la birra tradizionale. I risultati (“Features of Non-Alcoholic Beer on Cardiovascular Biomarkers. Per riassumente, gli autori concludono che la birra non alcolica è meglio di quella tradizionale nel prevenire lo stress ossidativo e preservare la funzione endoteliale, e anche nell’inibire l’attività trombogenica.

Al contrario, diversamente da quanto detto prima, la birra alcolica sembra aumentare l’aggregazione piastrinica, aumentando l’attività trombogenica; tuttavia, riesce ad aumentare i livelli di colesterolo HDL, considerati protettivi per le patologie cardiovascolari.

Dal momento che il colesterolo HDL può essere comunque incrementato in altri modi, per esempio con l’assunzione di olio d’oliva, gli autori suggeriscono di passare dalla birra alcolica a quella non alcolica, aggiungendo olio alla propria dieta e aumentando l’attività fisica: insieme, questi interventi dovrebbero ridurre considerevolmente il rischio cardiovascolare.

In definitiva, comunque, la revisione non ha portato a certezze: gli studi già presenti in letteratura sono infatti pochi, condotti su popolazioni piccole, e tengono in considerazione una serie di parametri tra loro differenti e difficili poi da mettere insieme.

Riferimenti:

  • Marcos A, Serra-Majem L, Pérez-Jiménez F, Pascual V, Tinahones FJ, Estruch R. Moderate Consumption of Beer and Its Effects on Cardiovascular and Metabolic Health: An Updated Review of Recent Scientific Evidence. Nutrients.
  • Sancén M, Léniz A, Macarulla MT, González M, Milton-Laskibar I, Portillo MP. Features of Non-Alcoholic Beer on Cardiovascular Biomarkers. Can It Be a Substitute for Conventional Beer? Nutrients.

leggi anche: