Chi non ha mai provato quel fastidioso bruciore durante la minzione o un’irrefrenabile urgenza di andare in bagno? I sintomi tipici, come disuria, frequenza e urgenza minzionale, rendono le IVU molto fastidiose. La buona notizia è che molto si può fare per prevenire questi episodi.
Cosa sono le infezioni delle vie urinarie (IVU)?
Le IVU sono patologie comuni causate dalla proliferazione di agenti patogeni nell’apparato urinario, che comprende reni, ureteri, vescica e uretra. Possono interessare le basse vie (uretra, vescica) o le alte vie (ureteri, reni). Sono classificate come non complicate in soggetti sani e complicate in presenza di fattori di rischio o anomalie. In condizioni normali, l’urina presente nella vescica non contiene batteri o altri microrganismi.
Chi è più colpito dalle IVU?
Per quanto riguarda, invece, la prevalenza, le donne ne soffrono più frequentemente degli uomini, con un rapporto di 4 a 1. Le IVU sono molto più comuni nelle donne, con un rapporto di circa 4 a 1 rispetto agli uomini, specialmente tra i 20 e i 50 anni. Circa il 40% delle donne sperimenta almeno un episodio nella vita. Anche i bambini possono contrarre infezioni urinarie. L’incidenza aumenta in entrambi i sessi dopo i 50 anni e nelle persone anziane, diabetiche, ricoverate o con catetere.
Fattori di rischio
rapporti sessuali: l’elevato numero di rapporti sessuali è risultato essere il più importante fattore di rischio per le IVU ricorrenti nelle donne giovani con tratto urogenitale normale. uso di diaframma e spermicidi: questi metodi contraccettivi si associano a un aumento del rischio, sebbene siano poco diffusi in Italia. Negli uomini, la prostata può essere un fattore che facilita l’infezione o ne ostacola la risoluzione. cateterismo urinario: la presenza di un catetere urinario è significativamente associata alle IVU, in particolare a quelle nosocomiali. La probabilità di colonizzazione batterica aumenta con la durata del cateterismo, raggiungendo il 100% dopo 4 giorni con sistemi a circuito aperto e dopo 30 giorni con sistemi a circuito chiuso. Il cateterismo intermittente è associato a un minor rischio rispetto a quello a permanenza.
Riconoscere i sintomi: segnali comuni e meno evidenti delle infezioni urinarie
I sintomi tipici includono dolore o bruciore durante la minzione (disuria), aumento della frequenza (pollachiuria) e urgenza minzionale. Possono presentarsi anche dolore sovrapubico, urine torbide o con tracce di sangue, e febbricola. Le infezioni renali (pielonefrite) causano dolore al fianco, febbre alta, brividi e malessere generale.
Sintomi comuni
- urine con un cambiamento nell’aspetto, che possono diventare torbide, avere un odore intenso o presentare tracce di sangue (ematuria).
- dolore o disagio nella zona pelvica o nella regione inferiore dell’addome.
Sintomi meno evidenti o vaghi
Alcuni sintomi possono essere meno specifici e più difficili da individuare. Questi sintomi vaghi sono particolarmente rilevanti nelle persone anziane, in quelle con demenza, con una bassa risposta immunitaria o con il diabete.
Diagnosi di IVU
Il primo passo nella diagnosi di un’IVU è una valutazione clinica. Il medico raccoglierà informazioni sui sintomi del paziente, che possono includere bruciore durante la minzione, frequente bisogno di urinare, dolore nella parte bassa dell’addome e urine torbide o con sangue. Successivamente, il medico può richiedere un esame delle urine.
Diagnosi Clinica
1. La diagnosi si basa sui sintomi tipici, come bruciore o dolore quando si fa pipì, bisogno frequente o urgente di urinare.
Esami di Laboratorio
Gli stick urinari (per nitriti o esterasi leucocitaria) hanno un valore predittivo non soddisfacente e un elevato rischio di falsi positivi (14-31%). Il loro utilizzo è indicato solo quando i segni di infezione sono sfumati.
Questo test di base consiste nella raccolta di un campione di urina che verrà analizzato in laboratorio per rilevare la presenza di batteri, leucociti (globuli bianchi) e nitriti, tutti indicatori di infezione. L’esame delle urine può essere accompagnato da una coltura delle urine, che permette non solo di confermare l’infezione ma anche di identificare il tipo specifico di batterio responsabile.
È indicata in casi specifici: cistite che non migliora con terapia empirica o con precoce ricaduta, in gravidanza (sia per screening che per cistite), negli uomini con sospetta IVU, nei pazienti cateterizzati con sintomi, in pazienti immunocompromessi, con anomalie urinarie o con IVU ricorrenti. L’urinocoltura non è di routine nelle cistiti non complicate in donne senza patologie di base.
In alcuni casi, soprattutto se si sospettano complicazioni o se le infezioni sono ricorrenti, può essere necessario eseguire ulteriori test diagnostici. Tra questi troviamo l’ecografia renale e della vescica, la cistoscopia (una procedura che utilizza una piccola telecamera per esaminare l’interno della vescica) e la tomografia computerizzata (TC) dell’apparato urinario. Ad esempio, negli anziani i sintomi potrebbero essere meno evidenti o confondersi con altre condizioni mediche.
Il trattamento delle IVU
Quando si ha un’infezione delle vie urinarie con sintomi causata da batteri, la cura principale sono gli antibiotici. Per le cistiti non complicate nelle donne, si raccomanda nitrofurantoina, cotrimoxazolo o fosfomicina, sconsigliando i fluorochinoloni a causa dell’aumento delle resistenze. Nelle IVU complicate o negli uomini, i fluorochinoloni possono essere usati empiricamente in attesa dell’antibiogramma. La terapia va corretta in base alla sensibilità batterica.
È importante completare il ciclo di antibiotici. Misure di supporto come bere molti liquidi e svuotare spesso la vescica sono consigliate.
- Cistite semplice (nelle donne)
- IVU ricorrenti (nelle donne)
- IVU negli uomini
- IVU nei pazienti con catetere urinario
- IVU in gravidanza
- infezioni del tratto urinario superiore (ureterite negli ureteri e pielonefrite nei reni)
2. Oltre agli antibiotici, si possono considerare altre strategie per prevenire le ricadute, come i prodotti a base di mirtillo rosso (compresse o capsule sembrano più efficaci del succo). Questi prodotti potrebbero aiutare impedendo ai batteri (E.
3. Se possibile, è consigliato fare l’urinocoltura prima di iniziare la terapia antibiotica. Nel frattempo, si inizia una terapia antibiotica. Se un uomo ha un secondo episodio di IVU in un anno, è utile cercare se ci sono problemi strutturali o funzionali nel tratto urinario.
4. È molto comune che i pazienti con catetere sviluppino batteriuria. Se i sintomi sono lievi e localizzati, si può aspettare l’esito dell’urinocoltura prima di dare l’antibiotico. Ma se ci sono sintomi più seri (febbre, brividi, confusione, vomito), bisogna iniziare subito.
5. Anche le IVU in gravidanza sono considerate complicate.
Per le donne, una corretta igiene dopo l’uso della toilette (pulire dalla parte anteriore a quella posteriore) è fondamentale.
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