Isteroscopia e Sanguinamento: Cause, Procedura e Cosa Aspettarsi

L'isteroscopia è una tecnica chirurgica che permette di "vedere" all'interno della cavità uterina, attraverso uno strumento chiamato isteroscopio. Questo è un tubo rigido e sottile che possono variare da circa tre a 4,5 mm per i modelli diagnostici. L'isteroscopio è dotato di fibre ottiche, attraverso le quali viaggia la luce; esso viene introdotto all'interno dell'utero, attraverso la vagina.

Indicazioni per l'Isteroscopia

L'isteroscopia è una procedura ginecologica di tipo endoscopico, che consente di valutare dall'interno lo stato di salute dell'utero - in particolare della cavità uterina, del canale cervicale e dell'endometrio - e, in caso di bisogno, di intervenire chirurgicamente, al fine di curare una qualche condizione medica.

Isteroscopia Diagnostica

L'isteroscopia diagnostica è indicata soprattutto quando una donna presenta un sanguinamento uterino anormale, soprattutto nel periodo perimenopausale, per evidenziarne la causa. Spesso la causa è rappresentata da iperplasia endometriale, polipo endometriale, mioma sottomucoso o carcinoma endometriale. Un'altra indicazione all'effettuazione dell’isteroscopia è l’infertilità o sterilità di coppia: l'esame viene effettuato, per ricercarne ed individuarne la causa come avviene quando vengono riscontrate aderenze intrauterine, polipi o fibromi a prevalente sviluppo intracavitario oppure malformazioni uterine che possono spaziare da forme lievi di utero setto a quadri complessi di utero bicorne.

L’isteroscopia diagnostica si utilizza anche durante la vita fertile per indagare le cause del ciclo con flusso molto abbondante, un disturbo che può essere frequente in perimenopausa. Le perdite di sangue anomale, però, possono anche essere il sintomo-spia di una patologia molto diffusa in menopausa: l’Atrofia Vulvo Vaginale, una condizione cronica e progressiva di cui soffre 1 donna su 2 dopo i 50 anni.

È un esame endoscopico poco invasivo (mini-invasivo) che consente di esplorare la cavità uterina e della cervice mediante una microcamera montata su una sonda. Si esegue in laboratorio e non necessita di anestesia.

Nelle donne in età fertile, la visita con ecografia ginecologica aiuta anche nella diagnosi di adenomiosi, cioè la presenza di endometrio nella parete muscolare dell’utero, di miomi uterini, ovvero lesioni uterine benigne, e della loro localizzazione, di anomalie nell’anatomia dell’utero, come ad esempio i setti uterini; nelle pazienti sottoposte a precedente chirurgia uterina (taglio cesareo), l’ecografia aiuta la diagnosi di istmocele, ovvero la presenza degli esiti di una cicatrizzazione anomala del taglio cesareo, simile a un’ernia che si sviluppa nella parete dell’utero.

In caso di lesioni del corpo uterino, di norma è raccomandata l’esecuzione di una isteroscopia, cioè di una valutazione diretta della cavità uterina con esame endoscopico, che permette allo specialista di vedere e studiare l’utero al suo interno.

L'isteroscopia diagnostica richiede una preparazione particolare, che serve a scoprire l'idoneità di una donna a una simile procedura e a informarla di come dovrà comportarsi, perché tutto proceda per il meglio.

  • Un'accurata anamnesi (o storia clinica).
  • Un tampone cervico-vaginale.
  • Un'ecografia transvaginale.
  • Analisi del sangue.
  • Un test di gravidanza.

Per le donne mestruate, il momento più indicato per eseguire un'isteroscopia diagnostica (ma anche quella operativa) è nei primi 7 giorni che seguono le mestruazioni.

Isteroscopia Operativa

L'isteroscopia operativa, invece, è indispensabile per correggere chirurgicamente dall'interno della cavità endometriale, quindi con una tecnica mini-invasiva, senza aprire affatto la parete addominale. Serve per trattare:

  • aderenze intrauterine
  • malformazioni uterine, come il setto uterino
  • rimuovere selettivamente i polipi endometriali, i fibromi uterini sottomucosi
  • rimuovere i corpi estranei intrauterini, come la spirale il cui filamento di recupero sia risalito all'interno della cavità uterina
  • permette il prelievo selettivo di particolari aree dell'endometrio nelle pazienti che accusano sanguinamenti uterini anomali resistenti alla terapia medica
  • consente di effettuare la distruzione mirata delle aree di endometrio disfunzionali, e persino l'ablazione completa di tutto l'endometrio

Recentemente sono state pure proposte tecniche di sterilizzazione tubarica irreversibile mediante l'applicazione di particolari elementi a forma di spirale all'interno delle tube, posizionandoli per mezzo del isteroscopia operativa. L'isteroscopia operativa permette di effettuare con tecnica mini-invasiva raffinatissimi interventi per la correzione delle malformazioni uterine, in modo da massimizzare le probabilità di una gravidanza nelle donne affette da malformazioni uterine congenite; tale tipo di intervento si chiama “metro plastica”.

Perché si fa l'isteroscopia operativa?

L'isteroscopia operativa serve a stabilire se è in corso un'infezione a livello cervicale o vaginale. Con più precisione:

  • Accertare la presenza di fibromi o polipi uterini, o aderenze intrauterine
  • Capire i motivi di un’infertilità o indagare i motivi che portano una donna ad avere aborti spontanei ricorrenti
  • Valutare lo stato di salute generale dell’endometrio, durante la menopausa
  • Valutare il fenomeno dell’ iperplasia endometriale
  • Risalire alle cause di un‘irregolarità nel ciclo mestruale, di una perdita anomala di sangue dall’utero
  • Ricercare le cause delle mestruazioni nelle donne che hanno superato la menopausa
  • Pianificare nei dettagli un intervento chirurgico a livello dell’utero
  • Verificare la presenza anomala di tessuto endometriale nel miometrio (adenomiosi)
  • Accertare la presenza di un’anomalia congenita a carico dell’utero
  • Prelevare un campione di endometrio da sottoporre, successivamente, a opportune analisi di laboratorio (biopsia). Tale pratica permette di accertare la presenza di un carcinoma endometriale (un tumore maligno dell’endometrio) e stabilirne lo stadio di avanzamento.

In caso di isteroscopia operatoria la preparazione richiede necessariamente:

  • digiuno dalla mezzanotte del giorno precedente l'intervento
  • buona pulizia intestinale e ottimali igiene dell'area genitale e perineale

Il giorno dell'intervento, in casi selezionati, si effettua la profilassi antibiotica e la paziente è invitata a svuotare la vescica. L'anestesia è necessaria.

Come si Esegue l'Isteroscopia

L'isteroscopio viene introdotto, attraverso la vagina, nel canale cervicale fino ad arrivare alla cavità uterina, che viene distesa con un mezzo gassoso (isteroscopia diagnostica) o liquido (isteroscopia operativa ed anche, in dipendenza dell'apparecchiatura in uso, in corso di isteroscopia diagnostica) al fine di permettere la visione della superficie mucosa: infatti, la cavità uterina è normalmente "virtuale" e, per diventare una vera cavità ha bisogno di essere distesa da un mezzo gassoso oppure liquido.

Quando l'isteroscopio è finalmente nell'utero e quest'ultimo si è dilatato a sufficienza, il ginecologo dà avvio all'esplorazione visiva di cavità uterina, endometrio e canale cervicale. Si ricorda che quanto riprende l'isteroscopio, attraverso la sua telecamera e con l'aiuto della fonte luminosa, è visibile da tutto lo staff medico su un apposito monitor esterno.

Nel caso di isteroscopia operatoria si possono introdurre strumenti miniaturizzati, come forbici o pinze, attraverso l'isteroscopio, oppure si utilizza il resettoscopio che permette di tagliare e coagulare mediante una sorgente di energia elettrica dalle particolari caratteristiche fisiche.

Al termine dell'intervento, l'isteroscopio è rimosso e il mezzo di distensione refluisce dalla cavità uterina che ritorna alle dimensioni iniziali. Non sono necessari punti di sutura o medicazioni.

Anestesia

L'isteroscopia diagnostica richiede una preparazione semplice tanto è vero che non è indispensabile il digiuno dalla mezzanotte del giorno precedente l'intervento. L'esame si può eseguire senza anestesia. Nei casi di stenosi del canale cervicale è necessario ricorrere all'anestesia e alla dilatazione del canale cervicale stesso sia per evitare dolore anche intenso all'assistita e, soprattutto per evitare che si possano verificare le "crisi vaso-vagali", ossia brusche diminuzioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa e, in casi estremi, possono anche creare seri problemi per la salute della donna.

In caso di isteroscopia operatoria l'anestesia è necessaria. Quando è prevista l'anestesia, allo staff medico composto dal ginecologo e dai suoi infermieri si aggiunge un'altra figura professionale: l'anestesista. Senza la pratica dell'anestesia, la paziente sottoposta a isteroscopia diagnostica potrebbe avvertire un leggero fastidio/dolore, durante l'introduzione dell'isteroscopio nella vagina e nel canale cervicale.

L’isteroscopia viene eseguita con un ricovero giornaliero che dura dalle ore 7 alle ore 17 dello stesso giorno, in anestesia, una blanda sedazione.

Cosa Aspettarsi Dopo l'Isteroscopia

L'isteroscopia diagnostica non causa disturbi particolari e la paziente riprende rapidamente le proprie attività. In alcuni casi può avvertire un lieve indolenzimento dell'addome e in altri un lieve dolore nella regione delle spalle, dovuto al passaggio del gas attraverso le tube, con conseguente moderata distinzione del diaframma e, di conseguenza anche lieve irritazione secondaria del nervo frenico.

Dopo l'isteroscopia operatoria alcuni malesseri sono invece usuali, anche se scompaiono nel volgere di pochi giorni. Può essere avvertito dolore alla spalla, alla schiena o all'addome, sempre da riferire al mezzo usato per distendere la cavità uterina. Può manifestarsi fastidio alla deglutizione a causa dell'uso da parte del anestesista della maschera laringea o dell'intubazione tracheale eseguita per facilitare la respirazione; frequente anche una certa difficoltà alla concentrazione nelle ore successive all'intervento a causa dell'anestesia (le attività che richiedono una particolare concentrazione, come guidare l'automobile, vanno evitate per 48 ore, anche per ragioni di tipo legale ed assicurativo). Per qualche giorno può persistere una piccola perdita di sangue dalla vagina.

Convalescenza a Casa

Una volta a casa, si raccomanda il riposo. Se la procedura ha richiesto l’anestesia bisogna essere affiancati da un adulto per almeno 24 ore, finché gli effetti degli anestetici non sono completamente spariti. Durante tale periodo, non si dovrà né guidare né assumere alcolici.

La convalescenza può accompagnarsi a:

  • Crampi, simili ai dolori mestruali.
  • Perdite o sanguinamento, che possono persistere anche una o due settimane.

Questi effetti collaterali sono normali e non devono destare preoccupazione, anche se bisognerà ricorrere al medico se particolarmente intensi.

La degenza postoperatoria è minima, cosicché, se l'intervento non è stato particolarmente complesso e lungo il recupero dell'assistita è stato un uomo già nel corso delle prime ore, essa può rientrare a casa la sera stessa od al più tardi la mattina del giorno seguente. La sera dopo l'intervento la dieta è libera.

La convalescenza domiciliare è breve; i rapporti sessuali, anche se non costituiscono sicuramente il problema principale dell'assistita, possono essere ripresi regolarmente dopo 2-3-giorni. Il trattamento successivo all'isteroscopia varia da paziente a paziente ed in base all’indicazione dell'intervento.

Ripresa delle Normali Attività

Chi si sottopone all'isteroscopia diagnostica può tornare a svolgere le proprie attività quotidiane già dal giorno seguente la procedura. La maggior parte delle donne può riprendere le proprie attività, compreso il lavoro, il giorno dopo l’isteroscopia. La paziente può guidare se sono stati usati solo anestetici locali o in assenza di anestesia.

Alle donne che hanno sostenuto un'isteroscopia diagnostica, i ginecologi raccomandano l'astensione dall'attività sessuale per circa 7 giorni o, in presenza di sanguinamento vaginale, fino al termine di quest'ultimo.

Rischi e Complicazioni

L'isteroscopia diagnostica è quasi priva di rischi. L'isteroscopia diagnostica è una procedura sicura per la maggior parte delle donne. In occasione di un'isteroscopia, il rischio di complicanze è meno dell'1%, quindi una vera rarità.

L'isteroscopia operativa invece comporta i seguenti rischi ed effetti collaterali:

  • nausea e vomito per effetto dell'anestesia
  • piccoli ematomi in sede d'iniezione endovenosa per l'anestetico
  • perforazione dell'utero possibile, ma infrequente
  • lesioni di organi addominali molto raramente

Per effetti avversi di una procedura diagnostica od operativa, i medici intendono problematiche di lieve entità e di carattere temporaneo, come:

  • Lieve sanguinamento vaginale
  • Dolore e crampi a livello addominale

Per complicanze di una procedura diagnostico od operativa, i medici intendono problematiche di una certa rilevanza clinica, che possono avere luogo durante o dopo la suddetta procedura.

Controindicazioni

L'isteroscopia diagnostica presenta una serie di controindicazioni, le quali, peraltro, valgono anche in caso di isteroscopia operativa.

Vantaggi dell'Isteroscopia

L'isteroscopia presenta vantaggi indiscutibili, tra i quali soprattutto la visione diretta dell'interno della cavità uterina. L'isteroscopia operativa, inoltre, consente di eseguire interventi chirurgici non eseguibili con nessun altra tecnica e, per di più si fregia dei seguenti punti a favore:

  • non richiede l'apertura dell'addome e dell'utero, prerogativa questa che riduce il trauma sugli organi pelvici e non lascia cicatrici interne o esterne
  • riduce di conseguenza anche il rischio di infezioni dovute alla contaminazione con l'ambiente

Alternative all'Isteroscopia Diagnostica

Le alternative all'isteroscopia diagnostica sono:

  • l'ecografia pelvica, meglio transvaginale, per la diagnosi di fibroma uterino sottomucoso, polipo endometriale, iperplasia endometriale
  • l'isterosalpingografia, per la diagnosi di aderenze uterine o fibromi sottomucosi che deformino la cavità intrauterina

Interpretazione dei Risultati

Se dalla procedura di isteroscopia diagnostica emerge la presenza di una grave condizione, il ginecologo informa immediatamente la paziente di ogni eventuale problematica o anomalia e le espone i possibili trattamenti. Se, invece, dall'esame ginecologico in questione non emerge nulla di significativo, i risultati sono disponibili dopo pochi giorni.

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