Isteroscopia con Biopsia Endometriale Senza Anestesia: Pro e Contro

L'isteroscopia è una procedura ginecologica di tipo endoscopico che consente di valutare dall'interno lo stato di salute dell'utero, in particolare della cavità uterina, del canale cervicale e dell'endometrio. In caso di bisogno, permette di intervenire chirurgicamente al fine di curare una qualche condizione medica. L'isteroscopia si basa sull'utilizzo di uno strumento noto come isteroscopio. Quest'ultimo è un lungo tubicino, simile a una cannuccia per bere, che, grazie alla dotazione di una telecamera e un sistema di collegamento a un monitor, funge da sonda esplorativa dell'utero e delle cervice, dopo il suo inserimento nella cavità uterina, attraverso l'apertura vaginale.

L'isteroscopia è una procedura eseguita generalmente in regime ambulatoriale o di Day Surgery; pertanto, salvo casi particolari, non prevede mai il ricovero ospedaliero del paziente.

Isteroscopia Diagnostica: Cos'è?

L'isteroscopia diagnostica è l'isteroscopia avente lo scopo di valutare dall'interno lo stato di salute dell'utero, e permette di prelevare un campione di endometrio da sottoporre, successivamente, a opportune analisi di laboratorio (biopsia).

Preparazione all'Isteroscopia Diagnostica

L'isteroscopia diagnostica richiede una preparazione particolare, che serve a scoprire l'idoneità di una donna a una simile procedura e a informarla di come dovrà comportarsi, perché tutto proceda per il meglio. Questa preparazione comprende:

  • Un'accurata anamnesi (o storia clinica).
  • Un tampone cervico-vaginale.
  • Un'ecografia transvaginale.
  • Analisi del sangue.
  • Un test di gravidanza.

Per le donne mestruate, il momento più indicato per eseguire un'isteroscopia diagnostica (ma anche quella operativa) è nei primi 7 giorni che seguono le mestruazioni.

L’isteroscopia può essere eseguita in qualsiasi fase del mese quando si è in menopausa o se si assumono contraccettivi estro-progenistici (evitando i giorni del ciclo mestruale), ma sempre a vescica vuota. In età fertile si raccomanda di sottoporsi all’esame nella prima metà del mese, ovvero entro il 14° giorno dall’inizio dell’ultimo ciclo.

La Procedura

Della durata di 10-15 minuti, l'isteroscopia diagnostica prevede l'inserimento nella cavità uterina, attraverso l'apertura vaginale, dell'isteroscopio, il quale funge da sonda esplorativa. Il canale cervicale e la cavità uterina vengono dilatate per consentire l’esame con anidride carbonica o con soluzione fisiologica sterile.

In questa fase della procedura, è importante il monitoraggio attento, da parte dell'intero staff medico, della pressione intrauterina, la quale deve rimanere a un valore compreso tra i 60 e i 70 mmHg. Quando l'isteroscopio è finalmente nell'utero e quest'ultimo si è dilatato a sufficienza, il ginecologo dà avvio all'esplorazione visiva di cavità uterina, endometrio e canale cervicale.

Si ricorda che quanto riprende l'isteroscopio, attraverso la sua telecamera e con l'aiuto della fonte luminosa, è visibile da tutto lo staff medico su un apposito monitor esterno.

Anestesia: Sì o No?

In determinate circostanze, l'isteroscopia diagnostica potrebbe richiedere l'anestesia locale. Quando è prevista l'anestesia, allo staff medico composto dal ginecologo e dai suoi infermieri si aggiunge un'altra figura professionale: l'anestesista. Senza la pratica dell'anestesia, la paziente sottoposta a isteroscopia diagnostica potrebbe avvertire un leggero fastidio/dolore, durante l'introduzione dell'isteroscopio nella vagina e nel canale cervicale.

Il fastidio più comune è simile ai crampi del ciclo mestruale a livello del pube o della spalla a causa della distensione dell’utero, ma tende a scomparire subito dopo l’intervento. In caso di dolore molto forte è possibile sospendere l’esame ed effettuarlo in sala operatoria con un’anestesia generale.

Cosa Aspettarsi Dopo l'Isteroscopia

Alle donne che hanno sostenuto un'isteroscopia diagnostica, i ginecologi raccomandano l'astensione dall'attività sessuale per circa 7 giorni o, in presenza di sanguinamento vaginale, fino al termine di quest'ultimo. Chi si sottopone all'isteroscopia diagnostica può tornare a svolgere le proprie attività quotidiane già dal giorno seguente la procedura.

Rischi e Complicanze

L'isteroscopia diagnostica è una procedura sicura per la maggior parte delle donne. In occasione di un'isteroscopia, il rischio di complicanze è meno dell'1%, quindi una vera rarità. Per effetti avversi di una procedura diagnostica od operativa, i medici intendono problematiche di lieve entità e di carattere temporaneo, tra cui:

  • Lieve sanguinamento vaginale.
  • Dolore e crampi a livello addominale.

Per complicanze di una procedura diagnostico od operativa, i medici intendono problematiche di una certa rilevanza clinica, che possono avere luogo durante o dopo la suddetta procedura.

Rispetto a test più invasivi, l’isteroscopia diagnostica è una pratica veloce (dura circa 20 minuti), che non lascia cicatrici e riduce al minimo il trauma sugli organi pelvici e il rischio di infezioni. Inoltre non richiede il digiuno e l’assunzione di farmaci prima dell’esame. La paziente potrà da subito riprendere le normali attività di vita quotidiana.

Controindicazioni

L'isteroscopia diagnostica presenta una serie di controindicazioni, le quali, peraltro, valgono anche in caso di isteroscopia operativa.

Risultati dell'Esame

Se dalla procedura di isteroscopia diagnostica emerge la presenza di una grave condizione, il ginecologo informa immediatamente la paziente di ogni eventuale problematica o anomalia e le espone i possibili trattamenti. Se, invece, dall'esame ginecologico in questione non emerge nulla di significativo, i risultati sono disponibili dopo pochi giorni.

Isteroscopia e Cancro Endometriale

Tenendo conto del fatto che il cancro dell'endometrio si sviluppa all'interno dell'utero e che per tale motivo usualmente non si rileva al Pap test, è necessario che il ginecologo prelevi un campione di tessuto endometriale e lo faccia analizzare al microscopio per accertare la presenza di eventuali cellule tumorali. Con uno strumento sottile dotato di una piccola telecamera sulla punta e di una piccola ansa, il ginecologo può visualizzare la cavità uterina e prelevare in modo mirato un campione di tessuto da analizzare.

Una volta confermata la presenza del tumore, è necessario eseguire ulteriori accertamenti per verificare se le cellule tumorali si sono diffuse ad altre parti dell’organismo (stadiazione). La stadiazione è importante per la scelta del trattamento più indicato.

Stadi del Tumore Endometriale

  • Stadio I: il tumore è limitato al corpo dell'utero, ma non ha invaso la cervice.
  • Stadio III: il tumore è esteso fuori dall'utero entro le pelvi o ai linfonodi.
  • Recidiva: il tumore si ripresenta dopo il trattamento.

Trattamenti per il Cancro Endometriale

La chirurgia è il trattamento più comune.

  • Isterectomia e annessiectomia (detta anche salpingo-ovariectomia) bilaterale: è l'intervento tramite il quale il chirurgo rimuove l'utero, le salpingi (o tube di Falloppio) e le ovaie.
  • Isterectomia e annessiectomia bilaterale con dissezione dei linfonodi pelvici e/o addominali, seguita da radioterapia interna o esterna sulla pelvi.
  • Isterectomia e annessiectomia bilaterale con o senza dissezione dei linfonodi pelvici e addominali, seguita da radioterapia interna o esterna sulla pelvi.

Altre opzioni terapeutiche includono:

  • La chemioterapia: distrugge le cellule tumorali attraverso la somministrazione di farmaci.
  • La radioterapia: utilizza radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule neoplastiche.
  • L'ormonoterapia: consiste nella somministrazione di ormoni per bloccare la crescita delle cellule tumorali.

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