Dopo una gastroscopia, alcuni pazienti possono sperimentare irritazione alla gola. È importante comprendere le possibili cause e i rimedi per alleviare questo fastidio. Sicuramente è esito del passaggio della fibra ottica utilizzata per l'esame.
Cause dell'Irritazione alla Gola Post-Gastroscopia
Reflusso Gastroesofageo
Il reflusso gastroesofageo (MRGE) è una condizione in cui i succhi gastrici risalgono dallo stomaco verso l'esofago, talvolta fino alla gola. A causarlo è un malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore (LES), un anello muscolare che funge da valvola tra esofago e stomaco. In condizioni di normalità, lo sfintere esofageo inferiore impedisce la risalita del contenuto gastrico.
Tuttavia, se questa valvola si indebolisce o si rilassa a sufficienza può perdere la sua funzionalità e permettere ai fluidi gastrici di risalire lungo l'esofago e, talvolta, di raggiungere la gola. In quest'ultimo caso, significa che i fluidi acidi sono riusciti ad oltrepassare anche lo sfintere esofageo superiore. Il reflusso può essere un evento acuto, che si verifica occasionalmente, ad esempio, dopo pasti molto abbondanti e ricchi di cibi difficili da digerire.
Il reflusso gastroesofageo notturno interessa metà delle persone che soffrono di questo disturbo. Questa variante si distingue per la presenza di un reflusso più forte rispetto a quello diurno. Il reflusso notturno presenta sintomi sia tipici esofagei sia extra esofagei. Quando sintomatica, è caratterizzata dalla presenza di manifestazioni quali eruttazione, rigurgito, reflusso gastroesofageo, dolori addominali.
L'ernia iatale come tale non provoca particolari disturbi, ma crea le condizioni per lo sviluppo di altre patologie. Il cedimento dello iato diaframmatico rende possibile la risalita di parte dello stomaco nel torace, soprattutto in presenza di forte pressione addominale.
La persistenza dello stimolo irritativo altera la struttura della mucosa che riveste l’esofago, riducendo l’elasticità caratteristica di questo organo, che si restringe (stenosi esofagea) e rende difficoltosa la deglutizione. La tosse è uno dei sintomi atipici delle condizioni che sono legate al contatto della mucosa esofagea e della gola con il materiale acido di origine gastrica. Spesso si presenta all’esame dell’otorinolaringoiatra, dal quale il paziente si presenta pensando che si tratti di un problema di sua competenza.
Durante la visita medica, il gastroenterologo raccoglie il racconto del paziente, ascolta la sua storia per rilevare informazioni utili a formarsi un’idea del quadro clinico. Esofagogastroduodenoscopia (EGDS), comunemente nota come gastroscopia, o endoscopia dell’apparato digerente superiore. Le immagini rilevate dall’endoscopio permettono di visualizzare lo stato della mucosa esofagea e gastrica. Durante la gastroscopia il paziente è lievemente sedato.
Odinofagia
Questa deglutizione dolorosa si manifesta perché la regione faringea ed esofagea risulta essere infiammata, e il passaggio dei cibi può innescare la sintomatologia. Sebbene l’odinofagia sia spesso confusa con il mal di gola (faringite) o con il comune bruciore di stomaco (gastrite), in realtà si distingue per la sua specifica insorgenza durante il processo di deglutizione. Inizialmente, il paziente avverte un disagio o un fastidio nella gola durante il tentativo di inghiottire cibo, liquidi o saliva. Il dolore può essere localizzato nella faringe e nell’esofago prossimale.
A seguito di infezioni batteriche o virali, il dolore durante la deglutizione può essere accompagnato da febbre e linfonodi gonfi. Se il dolore è associato a reflusso gastroesofageo, si può avvertire anche un forte bruciore al petto (pirosi), una voce roca e una tosse persistente.
Una delle cause più comuni è l‘infezione della gola, che può essere virale o batterica. Anche condizioni come le tonsilliti, la candida orale e ascessi dentali possono provocare dolore durante la deglutizione. Negli ultimi anni la ricerca ha infine evidenziato un legame sempre più stretto tra l’odinofagia e disturbi psicologici, in particolare ansia e stress. L’ansia può infatti intensificare la percezione delle sensazioni corporee, rendendo l’esofago più sensibile al passaggio del cibo.
Altre Cause
- Irritazione meccanica: Il passaggio dello strumento durante la gastroscopia può causare irritazione temporanea.
- Infezioni: Infezioni virali o batteriche preesistenti possono essere aggravate dalla procedura.
- Esofagite eosinofila: Per definizione è una malattia immuno-mediata cronica dell’esofago con conseguente e predominante infiammazione eosinofila dell’esofago.
Rimedi e Trattamenti
Modifiche allo Stile di Vita
- Dieta: Sono raccomandati pasti leggeri e poco abbondanti. È anche consigliabile non coricarsi subito dopo mangiato, ma attendere 2-3 ore. La dieta dovrebbe avere carattere restrittivo, in caso di sovrappeso o obesità.
- Peso: Alle persone con ernia iatale in sovrappeso o obese viene raccomandata una dieta restrittiva: perdere peso aiuta a ridurre la pressione addominale e quindi la spinta sullo stomaco.
- Abitudini: Non sdraiarsi nelle 2-3 ore successive ai pasti, ma rimanere in posizione eretta o seduta. Quando si va a dormire, mantenere la testa in leggera elevazione rispetto al resto del corpo. Mantenere il peso corporeo ideale. Se si è in una condizione di sovrappeso od obesità, perdere peso. Smettere di fumare.
Terapie Farmacologiche
- Inibitori della pompa protonica (IPP): Di solito vengono prescritti farmaci che riducono la secrezione acida dello stomaco, come gli inibitori della pompa protonica (omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo) e gli antiacidi.
- Antireflusso: Altri prodotti che possono essere utili in questi casi sono quelli antireflusso: si tratta di medicinali che formano uno strato protettivo sulla mucosa dell’esofago, impedendo che venga direttamente a contatto con i succhi gastrici che refluiscono.
- Antinfiammatori: Farei dei gargarismi con del the molto scuro a temperatura ambiente ed utilizzerei, per qualche giorno, un antinfiammatorio per via orale, a stomaco pieno.
- Corticosteroidi: Qualora gli inibitori di pompa protonica dovessero risultare non efficace si prescrivono corticosteroidi, come fluticasone e budesonide, che devono essere ingeriti e non inalati in modo da rivestire le pareti dell’esofago contribuendo a ridurre l’infiammazione.
Rimedi Naturali
- Estratti di finocchio: Gli estratti di finocchio aiutano a ridurre il meteorismo, perché hanno attività antifermentativa. Contribuiscono così a prevenire i dolori addominali e ad accelerare lo svuotamento dello stomaco.
- Tisane lenitive: Per alleviare il disagio, si consigliano tisane lenitive a base di camomilla, che hanno proprietà antinfiammatorie.
Intervento Chirurgico
Come approfondito nei paragrafi precedenti, nella maggior parte dei casi i sintomi possono essere tenuti sotto controllo modificando gli stili di vita. Quando operare, quindi?
Quando Rivolgersi al Medico
Quando la qualità della vita è compromessa dalla presenza continuativa di sintomi riferibili a una cattiva digestione, c’è dolore alla bocca dello stomaco, rigurgito oppure nausea, vomito ricorrente, un senso di bruciore che risale dallo sterno ogni volta che si beve un goccio di vino o di caffè, è utile rivolgersi al medico che nel caso, può richiedere l’intervento del gastroenterologo. Indipendentemente dalla durata, è essenziale monitorare l’evoluzione dei sintomi e comunicare eventuali cambiamenti al proprio medico.
Tabella Riepilogativa dei Rimedi
| Rimedi | Descrizione | Benefici |
|---|---|---|
| Modifiche allo stile di vita | Dieta, perdita di peso, postura | Riduzione della pressione addominale e del reflusso |
| IPP e Antiacidi | Farmaci che riducono l'acidità gastrica | Alleviano il bruciore e proteggono l'esofago |
| Rimedi naturali | Finocchio, camomilla | Proprietà antinfiammatorie e riduzione del meteorismo |
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