Relazione tra Ipotiroidismo e Ipoglicemia: Un'Analisi Approfondita

Le malattie della tiroide e il diabete mellito rappresentano le endocrinopatie di più frequente riscontro nella pratica clinica e possono essere associate nella stessa persona, in diverse età.

Interazione tra Funzione Tiroidea e Diabete

Un'alterata funzione tiroidea può influenzare la tolleranza al glucosio e peggiorare il controllo metabolico in pazienti con diabete. La tireotossicosi, ovvero il quadro clinico che si instaura in risposta all’esposizione dei tessuti agli ormoni tiroidei presenti in eccesso (ipertiroidismo) aumenta il rischio di emergenze iperglicemiche, mentre l’ipotiroidismo di rilievo clinico può determinare un peggioramento del compenso della glicemia. Inoltre, il diabete di tipo 2 scarsamente controllato è spesso associato ad alterazioni transitorie della funzione tiroidea.

Le conseguenze dell’associazione tra alterazioni della funzione tiroidea e diabete mellito possono aumentare il rischio cardiovascolare e le complicanze microangiopatiche del diabete in particolare nei soggetti con diabete di tipo 2.

Prevalenza e Associazione

Un’ampia metanalisi condotta su oltre 10.900 pazienti diabetici ha rivelato una frequenza media di malattia tiroidea dell’11%, senza differenze tra diabete di tipo 1 (DMT1) e DMT2, ma con prevalenza più alta nelle donne. Le tireopatie autoimmuni (AITD) sono le più frequenti patologie autoimmuni associate al DMT1. La frequenza di disfunzione tiroidea nel DMT2 appare uguale a quella descritta nel DMT1, verosimilmente a causa dell’età più avanzata dei pazienti con diabete di tipo 2.

Ipotiroidismo e Diabete: Un Legame Comune

L’ipotiroidismo (deficit della produzione di ormoni tiroidei) è la forma più comune di disfunzione tiroidea nei pazienti diabetici, con una prevalenza del 5.7%. È stata riportata una prevalenza dell’8.6% nella popolazione diabetica femminile e del 6% negli adolescenti diabetici.

Effetti dell'Ipotiroidismo sulla Resistenza all'Insulina

In corso di ipotiroidismo si determina una condizione di insulino-resistenza, che potrebbe ridurre la capacità di assorbimento degli zuccheri. Il deficit di ormoni tiroidei sembra infatti determinare una ridotta espressione dei trasportatori di glucosio dell’orletto a spazzola dell’intestino, che potrebbe ridurre la capacità di assorbimento glucidico. Inoltre, l’ipotiroidismo si associa a una riduzione della produzione endogeno di glucosio da parte del fegato. Pertanto la minore capacità di metabolizzare il glucosio in periferia è bilanciata da una ridotta produzione epatica di glucosio e da un minore assorbimento intestinale di carboidrati.

Nel diabete mellito in terapia ipoglicemizzante, lo sviluppo di uno stato ipotiroideo può esporre ad aumentato rischio di ipoglicemia per la ridotta produzione endogena di glucosio.

L’ipotiroidismo manifesto, a causa dei possibili effetti su dislipidemia, ipertensione arteriosa e insulino-resistenza, può amplificare il rischio CV associato al diabete di tipo 2.

Per quanto concerne l’ipotiroidismo subclinico, nei soggetti con diabete non è stata rilevata una più alta progressione verso l’ipotiroidismo manifesto rispetto alla popolazione generale.

Ipertiroidismo e Diabete

L’incidenza dell’ipertiroidismo (eccessiva produzione di ormoni tiroidei) in corso di diabete aumenta di circa l’1% rispetto alla popolazione generale ed è più rara dell’ipotiroidismo. La prevalenza di disfunzione tiroidea nelle diabetiche è tre volte più elevata rispetto alla popolazione femminile generale durante la gravidanza, in particolare nel 1° trimestre, e nel 1° anno post-partum.

Fino al 25% delle donne con DMT1 può presentare una disfunzione tiroidea post-partum (PPTD), da attribuirsi al rebound autoimmune del post-partum in una pre-esistente tiroidite di Hashimoto misconosciuta.

Associazione tra Disfunzione Tiroidea e DMT1 in Età Pediatrica

La tireopatia autoimmune, in particolare la tiroidite di Hashimoto, è la più comune patologia autoimmune nei bambini e adolescenti con DMT1.

La maggior parte dei pazienti al momento della diagnosi è asintomatica e un’alterata funzione tiroidea (franca o subclinica) si manifesta solo in pochi soggetti, l’80% dei quali è ipotiroideo e il 20% ipertiroideo.

La tireopatia autoimmune (AITD) sembra correlata con l’insorgenza del DMT1 in età prepuberale e le manifestazioni cliniche sono più severe rispetto ai diabetici senza AITD. Questi dati sottolineano l’importanza di uno screening per la tireopatia autoimmune nella popolazione con DMT1, ponendo particolare attenzione all’età prepuberale.

L’ipotiroidismo subclinico è associato a un incremento del rischio di episodi ipoglicemici sintomatici.

Nuove Scoperte e Studi Recenti

Milano, 23 giugno 2016 - L’ipotiroidismo lieve, anche in assenza di sintomi, aumenta del 13% la probabilità di sviluppare diabete di tipo 2. Il rischio aumenta fino al 40% in persone con ridotta funzionalità tiroidea e già affette da pre-diabete.

Questa scoperta deriva da uno studio prospettico di coorte che ha incluso 8.452 persone con età media di 65 anni partecipanti al Rotterdam Study, un ampio studio che dal 1990 ha coinvolto 14.926 cittadini over 55 a Rotterdam, nei Paesi Bassi, e il cui studio è quello di identificare i fattori di rischio e le cause di malattie presenti nella popolazione anziana, quali malattie cardiovascolari, endocrine, epatiche, neurologiche, psichiatriche.

Durante gli 8 anni di follow-up, degli 8.452 partecipanti 1.100 hanno sviluppato un pre-diabete e 798 un diabete di tipo 2, mostrando un maggiore rischio di sviluppare la patologia diabetica in presenza di alti valori di TSH, anche all’interno dei normali parametri di riferimento.

Raccomandazioni Cliniche

“Questo studio mostra chiaramente, spiega il Prof. Roberto Vettor, Direttore della Clinica Medica 3 e del Centro per lo Studio e per la Terapia Integrata dell’Obesità Laboratorio Endocrino-Metabolico Università di Padova, l’influenza non solo di un ridotto funzionamento tiroideo ma anche di una funzionalità tiroidea al limite inferiore della normalità sull’incidenza di pre-diabete e diabete di tipo 2.

L’insieme di questi dati ci suggerisce l’importanza di effettuare in tutti i pazienti con diabete uno screening per la funzionalità tiroidea.

Alla luce dei recenti risultati emersi dal Rotterdam study un test di screening di funzionalità tiroidea dovrebbe essere proposto nelle persone con pre-diabete. La terapia sostitutiva, con levotiroxina (l’ormone sintetico della tiroide) potrebbe essere utile non solo nel ridurre la possibilità di una progressione della malattia tiroidea subclinica verso l’ipotiroidismo sintomatico, ma anche per ridurre l’evoluzione delle complicanze di malattie a importante impatto cardiovascolare quali l’aterosclerosi (2), l’obesità e il diabete di tipo 2 (1) qualora a esse si associ una funzionalità tiroidea deficitaria anche se in maniera subclinica.

Oggi le nuove formulazioni di levotiroxina, in soft gel e forma liquida, consentono la migliore personalizzazione e stabilità della cura.

Tiroidite di Hashimoto e Ipoglicemia

Spesso le persone con tiroidite di Hashimoto manifestano sintomi di ipoglicemia poche ore dopo aver mangiato un pasto. Questi sono sintomi che indicano un basso livello di zucchero. Di solito, le persone con ipoglicemia postprandiale hanno con sé caramelle, cioccolatini o succhi, che di solito consumano a intervalli regolari, non appena si sentono un po’ strani, nel tentativo di prevenire i sintomi dell’ipoglicemia.

Approcci Terapeutici e Metabolismo

Attraverso la nostra esperienza clinica, abbiamo scoperto che correggere le carenze del corpo in vitamine e altri elementi, ripristinare il metabolismo e regolare il peso a livelli normali, cambia radicalmente in meglio il decorso della malattia di Hashimoto e migliora la qualità della vita dei pazienti.

Effetti dell'Ipotiroidismo sul Metabolismo

Gli effetti della scarsa presenza degli ormoni tiroidei producono modificazioni sostanziali del metabolismo dell’intero organismo. I segni clinici possono essere rappresentati dalla cute secca e desquamante, in alcuni casi gravi e prolungati con le palme delle mani di colore giallo (in rapporto alla deposizione sottocutanea di caroteni), perdita del pilizio ( in particolare della parte esterna delle sopracciglia). La voce può diventare più roca e la lingua può ingrossarsi.

Vi è inoltre un ridotto metabolismo di tutti gli organi con i relativi scompensi che ne derivano, come menorragia e polimenorrea ovvero flussi mestrualii eccessivi o eccessivamente frequenti.

Inoltre gli ormoni tiroidei, in condizioni normali, stimolano la produzione di UCP1 (uncoupling protein), proteine disaccoppianti ovvero in grado di favorire la diffusione facilitata di protoni verso la matrice mitocondriale dissipando il gradiente di concentrazione.

La somministrazione di ormone tiroideo sintetico puro, la levotiroxina sodica, deve essere assunta dal malato per tutta la vita. Gli ormoni tiroidei sono essenziali per la regolazione del metabolismo corporeo.

Gli ormoni tiroidei contribuiscono alla regolazione del metabolismo energetico e dei carboidrati oltre che alla funzione pancreatica, mentre il diabete condiziona la funzionalità tiroidea in maniera variabile. La relazione tra queste patologie è un’interazione complessa.

Nelle situazioni cliniche in cui vi è una resistenza all’insulina come l’obesità si può osservare un aumento volumetrico della ghiandola tiroide. Inoltre, l’ipertiroidismo altera il controllo glicemico in soggetti diabetici e l’ipotiroidismo può aumentare la suscettibilità alle ipoglicemie complicando così la gestione del diabete trattato con insulina.

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