I disturbi della tiroide causano effetti significativi sul controllo glicemico e sul metabolismo dei lipidi, e possono avere un impatto sui valori di colesterolo e gli altri lipidi, secondo uno studio pubblicato su Cureus. Le tireopatie sono le più frequenti endocrinopatie dopo il diabete mellito e si associano ad un aumento del rischio cardiovascolare che è determinato da una complessa interazione di processi di tipo aterogeno ed emodinamico.
La relazione tra malattie tiroidee e aterosclerosi, in particolare, è attualmente oggetto di molti studi volti a spiegarne i meccanismi etiopatogenetici e a migliorarne il trattamento.
L'associazione tra ipotiroidismo e dislipidemia è un fatto consolidato. Inoltre l’ipotiroidismo aumenta l’ossidazione del colesterolo plasmatico principalmente perché è alterato il pattern di captazione del colesterolo che risulta aumentato.
Cos'è l'Ipotiroidismo?
La tiroide è una ghiandola, a forma di farfalla, presente all’interno del collo posizionata tra trachea e laringe, che produce gli ormoni che controllano il metabolismo. La tiroide è una ghiandola posta alla base del collo, proprio al di sotto della laringe, e costituita da due grandi lobi laterali e da uno stretto istmo che li connette. Il tessuto tiroideo è composto da piccole unità dette follicoli, al cui interno avviene la sintesi degli ormoni calcitonina e quelli tiroidei.
Gli ormoni tiroidei sono il T4 ed il T3. In presenza di ipotiroidismo si utilizza la tiroxina sintetica, una terapia ormonale sostitutiva che possa recuperare la funzionalità della ghiandola. Gli ormoni tiroidei controllano e regolano l’assetto lipidico e delle lipoproteine ed è per questo che in caso di ipotiroidismo si riscontrerà una ipercolesterolemia.
L’ipotiroidismo è un disturbo della tiroide che provoca una molteplicità di sintomi tra cui perdita di capelli, stanchezza, mancanza di concentrazione mentale, aumento di peso, stipsi e gozzo. Un ulteriore aspetto è la presenza di colesterolo alto o in generale di dislipidemia, che incidono negativamente sulla salute, in particolare su quella cardiocircolatoria.
Ipotiroidismo e Colesterolo: Qual è il Legame?
La relazione tra ipotiroidismo e colesterolo alto è evidente sia nei casi di ipotiroidismo manifesto sia in quelli di ipotiroidismo subclinico, uno stato in cui i livelli di ormoni tiroidei sono normali ma quelli di Tsh, la molecola che ne regola la produzione, sono elevati. Questo legame tra ipotiroidismo e colesterolo si inserisce in un più ampio quadro di aumento del rischio cardiovascolare associato alla ridotta funzionalità tiroidea.
L’ipotiroidismo può provocare un aumento dei grassi ematici attraverso modifiche nella sintesi, assorbimento, circolazione e metabolismo dei grassi. In particolare è frequente osservare un aumento del colesterolo totale, del colesterolo LDL e dei trigliceridi.
Inoltre l'ipotiroidismo riduce la captazione degli acidi grassi derivanti dai trigliceridi ed è associata ad una minore degradazione dei grassi tra cui il colesterolo. Ne consegue che le cellule sono meno attive nel metabolismo dei grassi con un conseguente accumulo di trigliceridi e di colesterolo LDL a livello del fegato, che diventa più vulnerabile nelle sue funzioni e struttura. Il deposito dei grassi è per di più accentuato dal sovrappeso e dal basso tasso di consumo metabolico basale, entrambi favoriti dall’ipotiroidismo.
Un altro meccanismo con cui gli ormoni tiroidei riducono il colesterolo è lo stimolo della sintesi degli acidi biliari, tramite l'espressione di CYP7A1, e della secrezione biliare del colesterolo tramite l'aumento dell'espressione di ABCG5/ABC.
Studi e Ricerche
I ricercatori hanno valutato questa ipotetica associazione tra profilo tiroideo, stato glicemico e vari indici lipoproteici studiando 108 soggetti, di cui 37 normali (Gruppo I), e 71 con diabete mellito di tipo 2 (T2DM) (Gruppo II). Le caratteristiche basali dei due gruppi sono state confrontate per età, sesso, presenza di ipertensione, glicemia a digiuno e indice di massa corporea (IMC).
Sono stati raccolti campioni di sangue dai pazienti, per analizzare l’emoglobina glicata (HbA1c) e il profilo lipidico, che includeva colesterolo totale (TC), trigliceridi (TG), colesterolo lipoproteico ad alta densità (HDL-C) e colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C). Sono stati valutati anche l’ormone stimolante la tiroide (TSH) e la triiodotironina (fT3).
Nei soggetti con T2DM erano presenti livelli significativamente più elevati di colesterolo totale, trigliceridi e LDL-C rispetto ai soggetti non diabetici. È stata osservata anche una correlazione positiva significativa tra TSH e TC nel gruppo di controllo normale, e sono state rilevate correlazioni positive significative per TG e LDL-C tra i soggetti non diabetici. Tra i pazienti con T2DM, il TSH era correlato positivamente in maniera significativa con i TG e il colesterolo LDL. Nello stesso gruppo, tra i rapporti lipidici, TG/HDL-C e LDL-C/HDL-C erano significativamente correlati al TSH. Inoltre, sono state riscontrate correlazioni positive significative tra TSH e HbA1c.
Ipotiroidismo Subclinico: Un Caso Particolare
L'ipotiroidismo subclinico, la cui prevalenza aumenta con l'età ed è maggiore nel sesso femminile, è il caso paradigmatico in cui l'opportunità di un trattamento ormonale sostitutivo è tuttora controversa e discussa. In caso di ipotiroidismo subclinico, invece, la terapia sostituiva aiuta a gestire i problemi di colesterolo solo in alcuni casi.
Per di più ci sono dubbi anche sui benefici del trattamento farmacologico su altri fattori di rischio cardiovascolare e, più in generale, sulla necessità di iniziare la terapia sostitutiva in fasi subcliniche della patologia.
Trattamento dell'Ipotiroidismo e Impatto sul Colesterolo
Quella che viene prescritta è una terapia sostitutiva, cioè l’assunzione degli ormoni che la tiroide non riesce più a produrre in livelli sufficienti. Fatto si è che la terapia sostitutiva con Levo-tiroxina normalizza i livelli di colesterolemia totale ed LDL e rispristina il normale trasferimento alle HDL di trigliceridi e fosfolipidi con riduzione dello spessore medio intimale e miglioramento della funzione endoteliale, come riscontrato nella pratica clinica quotidiana e confermato e dimostrato da Razvi et al.
Se le alterazioni del colesterolo sono determinate da una problematica della tiroide, ripristinando gli ormoni tiroidei, si normalizza anche il colesterolo.
Considerazioni Aggiuntive
L'ipotiroidismo è causa frequente di ipercolesterolemia secondaria e pertanto andrebbe sempre ricercato in tutti i soggetti dislipidemici, specie se di non chiara origine genetica. Per i motivi su esposti sarebbe utile screenare gli ipercolesteriolemici per ipotiroidismo, magari con il solo dosaggio del TSH, prima di iniziare il trattamento con statina. Soprattutto perché l’ipotiroidismo non trattato e misconosciuto può favorire la rabdomiolisi indotta da statina.
In uno studio olandese la prevalenza di ipotiroidismo si attesta intorno al 4,2% e gli autori raccomandano lo screening per ipotiroidismo e IRC prima di iniziare la terapia ipocolesterolemizzante con statina.
Ipotiroidismo e Dieta: Esiste un Legame?
Tra ipotiroidismo e dieta può esistere un legame, in particolare quando la ridotta funzionalità della tiroide è dovuta a un apporto insufficiente dello iodio necessario per sintetizzare gli ormoni tiroidei. Quando il colesterolo è alto è istintivo per tutti pensare alla dieta come causa principale ma nessuno pensa alla tiroide che può avere effetti sul livello del colesterolo nel sangue.
A far aumentare i livelli di colesterolo sono i grassi saturi (presenti in alimenti di origine animale come il latte e la carne) e i cosiddetti grassi trans (prodotti attraverso il processo di idrogenazione e presenti in alcune margarine e in diversi prodotti da forno). E gli alimenti che contengono colesterolo? Nemmeno con quelli si dovrebbe esagerare. Per chi ha già Ldl alte, soffre di malattie cardiovascolari o convive con il diabete il limite sotto il quale mantenersi è 200 mg di colesterolo al giorno.
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Conclusioni
L’associazione tra tiroide e colesterolo è molto importante e non va sottovalutata. In ogni caso, anche in assenza di una precedente diagnosi di ipotiroidismo è importante verificare se eventuali alterazioni dei livelli di colesterolo siano dovute a una disfunzione della tiroide.
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