La relazione con gli zuccheri è sempre più spesso alterata. Una forma particolare, detta ipoglicemia reattiva o postprandiale, si manifesta tipicamente dopo i pasti, spesso a distanza di due o tre ore dal loro termine.
Insulina e Resistenza Insulinica
L’insulina, prodotta dal pancreas, è una sostanza fondamentale per il metabolismo degli zuccheri. Quando l’organismo è infiammato, la superficie delle cellule diventa più rigida e l’insulina fa molta fatica ad attivare i canali per il passaggio del glucosio. In quel caso si parla di “resistenza insulinica” e serve quindi molta più insulina del normale perché la cellula riceva il suo nutrimento.
Immaginiamo una persona che abbia un livello di infiammazione da alimenti elevato (perché mangia ripetutamente gli stessi alimenti). Il BAFF prodotto nell’organismo (misurabile dal test PerMè o dal test Recaller 2.0) cresce di livello e provoca un aumento della resistenza insulinica. In questi casi, compaiono sintomi di ipoglicemia eccessiva e i sistemi organici di riequilibrio, sopraffatti dalla presenza di una quantità eccessiva di insulina, non riescono a tenere i livelli di glucosio a livelli accettabili.
Definizione di Ipoglicemia Reattiva
Il termine di ipoglicemia “reattiva” dipende proprio dal fatto che l’ipoglicemia è facilmente indotta dalla assunzione di zuccheri (glucosio o fruttosio), di amidi raffinati e a veloce assorbimento e di alcol o polioli (che vengono metabolizzati come il fruttosio); sono tutti prodotti che stimolano una immediata produzione di insulina cui segue, nel giro di 10-20 minuti un crollo della glicemia con comparsa dei sintomi caratteristici detti appunto “reattivi” alla precedente assunzione zuccherina.
Cause dell'Ipoglicemia Reattiva
Il più delle volte la causa di questa condizione rimane misconosciuta. A tal proposito sono state formulate diverse ipotesi; la prima è che gli individui colpiti da ipoglicemia reattiva siano troppo sensibili all'adrenalina, un ormone - ribattezzato dello stress - che produce sintomi analoghi a quelli provocati dalle crisi ipoglicemiche, e il cui rilascio è favorito dall'ipoglicemia. Un'altra ipotesi è che questi soggetti non producano quantità sufficienti di glucagone, un ormone che si oppone all'eccessivo calo glicemico contrastando le azioni dell'insulina.
Un pasto particolarmente ricco di carboidrati semplici (zuccheri), come ad esempio una scorpacciata di dolci, rappresenta un fedele alleato dell'ipoglicemia reattiva. L’incremento importante della glicemia che si determina, richiede uno sforzo extra al pancreas di produzione di insulina che viene utilizzata proprio per tamponare e revertire l’iperglicemia. Così, nell'individuo sano il glucosio entra prepotentemente nelle cellule, con una rapida diminuzione delle sue concentrazioni ematiche; si parla quindi di ipoglicemia reattiva, una condizione che come abbiamo visto ad inizio articolo stimola il centro ipotalamico della fame.
Fattori di Rischio
Esistono alcuni fattori di rischio che possono predisporre all'ipoglicemia reattiva:
- Individui con Conformazione corporea di tipo “pancreatico” con grasso localizzato in zona addominale.
- Difficoltà a perdere peso.
- Familiarità per Diabete.
A livello medico l'alterata tolleranza glucidica accompagnata da iperinsulinemia viene considerata uno stato prediabetico, con possibile e probabile evoluzione a diabete mellito conclamato.
Diagnosi
La diagnosi di ipoglicemia reattiva può essere posta sulla base dei risultati dell'OGTT, il "famoso" test da carico orale di glucosio. In questo esame si somministra per via orale una soluzione acquosa di circa 75 grammi di glucosio, registrando i valori glicemici (ed eventualmente quelli insulinemici) ad intervalli di tempo prestabiliti (30', 60', 90', 120', 150', 180', 210', 240', 270' 300').
La diagnosi è certa se la glicemia scende al di sotto dei 45 mg/dL, mentre è probabile se i i valori minimi di glicemia sono compresi tra i 45 ed i 55 mg/dL. Questo innanzi tutto non deve destare preoccupazione, in quanto il valore glicemico determinato potrebbe essere stato influenzato dal tempo materiale impiegato dall'analista per leggere il suo dato. Più tempo passa più il valore riscontrato diminuisce. Per tale motivo spesso si usano degli additivi per impedire la sedimentazione del glucosio ematico all'interno della provetta.
Altra cosa che mi incuriosisce è il motivo per il quale si è sottoposta ad un simile esame... ha una familiarità per diabete tipo 2? Le dirò anche che esistono cause (anche banali) di ipoglicemia dopo test da carico orale che vanno, per esempio dall'interferenza farmacologica, ad una banale ipersecrezione di incretine (ormoni prodotti a livello intestinale che intervengono nel metabolismo glucidico).
Gestione e Trattamento
Spesso è utile integrare le impostazioni nutrizionali individualizzate con alcuni minerali o alcune sostanze che hanno la capacità di migliorare la sensibilità insulinica. Tra questi di sicuro il Cromo è tra i più importanti (Glucontrol Base o Picocromo Super Concentrated, al dosaggio di 1 compressa/capsula al giorno) mentre alcuni sali di magnesio (MG3) si affiancano all’inositolo (una particolare vitamina che aiuta la regolazione del consumo energetico) nel riequilibrio del metabolismo zuccherino.
Seguire una dieta equilibrata, cercando di limitare l'apporto di alcol e zuccheri semplici a favore di quelli complessi, che devono comunque essere consumati con una certa moderazione. Il carico glicemico di un pasto è infatti più importante dell'indice glicemico dei singoli alimenti. Riguardatevi sempre da un pasto con Troppi Carboidrati e Mal Bilanciati.
Ipoglicemia Reattiva Dopo Bypass Gastrico Roux-en-Y
In seguito ad un intervento di Roux-en-Y, alcuni pazienti riportano una condizione di ipoglicemia reattiva. In condizioni normali l’assorbimento dello zucchero verrebbe rallentato tappa per tappa, ma dopo il bypass gastrico passa rapidamente attraverso lo stomaco per essere altrettanto rapidamente assorbito dall’intestino.
La rapida successione di sintomi, specialmente se gravi come lo svenimento, dell’ipoglicemia reattiva può essere molto pericolosa: basti pensare a cosa succederebbe ad un paziente che perde i sensi alla guida per via di un calo di zuccheri. Fortunatamente si tratta di una condizione temporanea, che dura solo finché i livelli glicemici non si normalizzano.
I benefici del bypass gastrico Roux-en-Y superano di gran lunga i rischi di complicazioni come quella dell’ipoglicemia reattiva, che nella maggior parte dei casi può essere arginata da una dieta attenta e seguendo i suggerimenti degli specialisti.
Cambiamenti Fisiologici Dopo Bypass Gastrico
Dopo un bypass gastrico, si verificano diversi cambiamenti fisiologici significativi:
- La capacità media dello stomaco si riduce drasticamente.
- Lo stomaco perde la valvola piloro, che regolava il rilascio di cibo.
- Il percorso del cibo viene reindirizzato, bypassando il duodeno.
Ruolo del Pancreas
Il pancreas è localizzato subito sotto lo stomaco, e ha diverse funzioni digestive tra cui la regolazione degli zuccheri nel sangue. Quando la glicemia sale, il pancreas reagisce rilasciando l’ormone insulina, che stimola i tessuti e le cellule ad assorbire gli zuccheri in eccesso, facendo tornare la glicemia a livelli normali.
In caso di diabete questo meccanismo viene meno: nel diabete di tipo 1 il pancreas non è più in grado di rilasciare insulina, mentre nel tipo 2 è il corpo a non rispondere all’insulina rilasciata.
Importanza del Glucosio per il Cervello
Il carburante del cervello è lo zucchero, che permette tutte le sue funzioni. Altre fonti di energia, come grassi o proteine, sono inutilizzabili da quest’organo.
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