L'ipocloridria è la riduzione dell'attività secretoria dello stomaco, con particolare riferimento alla scarsa produzione di acido cloridrico. La normale produzione dei succhi è quindi fondamentale per una adeguata digestione del cibo e assorbimento dei nutrienti; per questo le persone affette da ipocloridria spesso soffrono di acidità gastrica e reflusso gastroesofageo dovuto alla lunga permanenza del cibo nello stomaco.
Cos'è l'Ipocloridria?
La secrezione acida dello stomaco rappresenta un'ottima difesa contro i germi introdotti con il cibo, partecipa alla digestione delle proteine e degli alimenti in genere, e facilita anche l'assorbimento dei cationi bivalenti e trivalenti (calcio, zinco, rame, ferro, magnesio, selenio, boro) a livello intestinale. Per il ruolo di primo piano ricoperto dall'acido cloridrico, l'ipocloridria e l'acloridria si associano a sintomi e disturbi importanti e fastidiosi.
Sintomi dell'Ipocloridria
La condizione di ipocloridria è, spesso, accompagnata da assenza di disturbi (sintomi) a livello dell'apparato gastrointestinale. Altri disturbi sono collegati alle conseguenze generali dell'assenza di secrezione acida e comprendono la comparsa di anemia da carenza di ferro e alterazioni della flora batterica intestinale (detta disbiosi). Recentemente è stata anche osservata una carenza della vitamina D con probabile alterazione dell'assorbimento del calcio.
Sono presenti anche i sintomi spesso associati al reflusso gastroesofageo come alitosi, rigurgito e bruciore (bruciore retrosternale). La mancata attivazione del pepsinogeno a pepsina si ripercuote negativamente sulla digestione delle proteine, sovraccaricando i sistemi digestivi intestinali. A questo livello, i protidi e gli altri nutrienti non completamente digeriti sfuggono all'assorbimento, provocando meteorismo, flatulenza, malassorbimento e diarrea. Quest'ultima può essere ulteriormente aggravata dal proliferare dei germi sopravvissuti alla scarsa attività antisettica dell'acido cloridrico.
La carenza di vitamina B-12 può determinare problemi neurologici quali disturbi a carico dei nervi con comparsa di sensazione di intorpidimento, formicolio, freddo e/o bruciore delle mani e dei piedi; disturbi quali perdita di memoria, apatia, depressione.
Cause dell'Ipocloridria
La secrezione acida dello stomaco si riduce fisiologicamente con l'invecchiamento, tanto che l'ipocloridria interessa fino al 15% delle persone di età superiore ai 65 anni. Ipocloridria ed acloridria si registrano comunque anche durante la giovinezza, per le cause più svariate. All'origine del problema possono esistere disordini autoimmuni, per i quali l'organismo produce anticorpi contro le cellule deputate alla produzione di acido cloridrico.
Anche la terapia radiante concentrata a livello gastrico può danneggiare le cellule parietali provocando acloridria. Infine, interventi chirurgici come bypass gastrici o resezioni dello stomaco rappresentano un'ulteriore e possibile causa di malattia.
L'ipocloridria può avere anche origini iatrogene, dovute cioè all'assunzione di farmaci antiacidi, come gli inibitori della pompa protonica o gli H2-antagonisti.
Il batterio Helicobacter Pylori sopprime la produzione di HCL, oltre a erodere la mucina, che protegge la mucosa dello stomaco dall’ambiente acido. Il risultato è una gastrite, in presenza d’ipocloridria. Un eccesso di zuccheri e grassi può inibire la produzione di HCL, così come la sovralimentazione. L’ipotiroidismo e l’posurrenalismo possono determinare una carenza di HCL.
Un’infezione da Helicobacter pylori è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo della gastrite atrofica e dell’ulcera peptica. Se non trattata, un terzo di tutti i soggetti infetti svilupperanno la gastrite atrofica. L’atrofia della mucosa gastrica può essere causata anche (raramente) da una patologia autoimmune. L’Helicobacter colonizza la mucosa dello stomaco e l’infezione è spesso contratta nella prima infanzia. Sia l’infezione da Helicobacter pylori che la gastrite atrofica possono essere asintomatiche.
L’altra causa di riduzione della secrezione acida è la gastrite atrofica, mentre uno stomaco sano è sempre fortemente acido. E’ essenziale proteggere lo stomaco acloridrico contro l’acetaldeide, un agente cancerogeno di gruppo 1 (IARC 2009).
Uno stomaco ipocloridrico o acloridrico (con poco acido o privo di acido) è causato da una infiammazione cronica della mucosa (ad esempio presenza di gastrite atrofica), o dall’uso prolungato di inibitori di pompa protonica (PPI). Nella gastrite atrofica, la mucosa gastrica è danneggiata, impedendo il suo normale funzionamento. Questa condizione è associata ad un aumentato rischio di sviluppare il cancro gastrico. Nella gastrite atrofica, la mancanza di acido gastrico può portare a malassorbimento di vitamina B12 e di micronutrienti, tra cui ferro, calcio e zinco. La conseguenza più frequente del malassorbimento di ferro e di vitamina B12 è l’anemia. La carenza di vitamina B12 può anche causare sintomi neurologici.
Diagnosi dell'Ipocloridria
Nei pazienti che soffrono di ipocloridria si registrano normalmente alti livelli di gastrina nel sangue; quest'ormone viene secreto allo scopo di aumentare la secrezione acida dello stomaco e favorire la digestione. Come la gran parte degli ormoni, anche la gastrina è soggetta ad un meccanismo feed-back, per cui quando l'acidità gastrica diminuisce aumenta di riflesso il suo rilascio, e viceversa.
La forma sintetica di quest'ormone può essere somministrata dal medico per porre diagnosi di ipocloridria, che risulta positiva quando il pH gastrico rimane elevato (>4.0) nonostante l'effetto stimolatorio dell'ormone.
Trattamento dell'Ipocloridria
Il trattamento dell'ipocloridria dipende dalle origini del disturbo e dalla sua evoluzione. Per quanto riguarda l'alimentazione - spesso integrata con sali minerali e vitamine (in particolare la B12) - particolare attenzione viene posta alla freschezza e alla salubrità degli alimenti potenziali veicoli di tossinfezioni alimentari (come la maionese, le uova, le carni ed i molluschi), che devono essere consumati possibilmente previa generosa cottura (in particolare le carni macinate).
Vediamo alcune possibili opzioni.
- Possono essere richieste specifiche integrazioni alimentari, per colmare carenze nutrizionali, che, nei casi più gravi, andranno eseguite per via venosa (nutrizione parenterale).
- In presenza di deficit enzimatici, può essere utile o necessaria la supplementazione di enzimi digestivi animali o vegetali.
- Diete di esclusione possono essere utili in presenza di intolleranze alimentari e celiachia (evitando, ad esempio, gli alimenti che contengono glutine).
- L’assunzione di probiotici può essere utile per ripristinare il normale equilibrio della flora batterica intestinale, nelle sindromi da malassorbimento, dovute o associate a disbiosi. I probiotici sono batteri vivi e vitali, ad azione benefica, in grado di ripristinare e riequilibrare la microflora intestinale alterata.
Una della soluzioni può essere l’assunzione per via orale durante i pasti di acido cloridrico diluito. I farmaci più comuni, come l’inibitore della pompa protonica (IPP) omeoprazolo, bloccano i succhi gastrici ed è vero che alleviano il dolore e il fastidio. Ma solo per la durata dell’assunzione, perché non correggono l’origine del problema.
Consigli pratici per migliorare l’assorbimento
- Masticare bene e a lungo prima di deglutire il cibo.
- Integratori di HCL betaina, in caso d’ipocloridria confermata.
- Lo zinco è un oligominerale importante per stabilire la giusta cloridria.
- Piante amare, come l’imperatoria o la genziana, sono utili per stimolare la produzione di acido.
- La presenza di Helicobacter Pylori deve essere accertata dal Gastroenterologo con esame istologico, esame delle feci o urea breath test, e trattato specificamente.
- Il metabolismo tiroideo deve essere trattato, se necessario, previa consulenza endocrinologica.
- Le carenze enzimatiche potranno essere supplite da prodotti specifici, previa valutazione gastroenterologica.
- L’infiammazione intestinale deve essere accertata, con valutazione specialistica, e trattata con farmaci specifici, associati, eventualmente, a nutrienti suppletivi.
- L’insufficienza epatica va accertata e curata con la dieta, con terapie specifiche e con acidi biliari.
Dieta per malassorbimento intestinale
Un’alimentazione corretta non garantisce il giusto apporto di nutrienti, perché, ciò che assumiamo, potrebbe non essere effettivamente assorbito. Sono numerosi i fattori che determinano un corretto assorbimento e sono molte le cause di malassorbimento.
Gli alimenti idonei in assoluto sono tutti quelli ben digeribili e assorbibili, e quindi ben tollerati dal Paziente stesso, che assicurino all’organismo il giusto fabbisogno calorico.
Nelle forme malassorbitive più lievi, è sufficiente consumare alimenti che aiutino ad integrare le specifiche carenze diagnosticate. Per esempio, in caso di anemia da deficit di Ferro o di vitamina B12, un consumo equilibrato di carne e uova consentirà di ripristinare tali perdite.
Differenza tra ipercloridria e ipocloridria
L’ipercloridria è un termine utilizzato per descrivere alti livelli di acidità gastrica. In effetti, l’eccessivo bruciore di stomaco è un disturbo dell’apparato digerente legato all’aumento della secrezione gastrica. Questa secrezione è costituita principalmente da acido cloridrico e può causare infiammazioni quando supera la mucosa che protegge lo stomaco. I sintomi di ipercloridria sono molto simili a quelli dell’ipocloridria, ossia bassa acidità gastrica. Infatti, la cura e i trattamenti per l’ipercloridria non devono essere sottovalutati, ma stabiliti con uno specialista dopo diversi esami. Trascurare l’eccessiva acidità di stomaco può provocare anche l’ulcera.
Il trattamento più generico prevede la somministrazione di farmaci antiacidi, a base di sostanze alcaline, che possono neutralizzare tramite reazione chimica l’acido in eccesso presente nello stomaco, alleviando tutti i sintomi molto rapidamente. Nei casi più gravi è necessario assumere i farmaci inibitori della pompa protonica, per inibire dalla radice la secrezione acida. La frutta, al contrario, è un alimento molto consigliato, perché contiene degli acidi organici che hanno una forte azione alcalinizzante, neutralizzando l’acido cloridrico. Ipercloridria e omeopatia sono spesso associate se si tratta di un bruciore di stomaco causato dallo stress di tutti i giorni, oppure molto sporadico, provocato da lauti pasti.
Uno dei rimedi naturali più noti, per esempio, e la liquirizia, un alimento particolarmente utile in caso di bruciore di stomaco e ipercloridria perché neutralizza l’eccesso di acido cloridrico. Tuttavia, non si può abusare di questo rimedio, anche se naturale, perché alza di molto la pressione. Un altro caso è costituito dal bicarbonato di sodio. È sufficiente sciogliere un cucchiaino di bicarbonato in un bicchiere di acqua a temperatura ambiente per risolvere il problema di nausea e indigestione, in pochissimo tempo. Infatti, la reazione tra bicarbonato e acido cloridrico è praticamente istantanea, portando un immediato sollievo dai sintomi più fastidiosi.
Infine, il bruciore di stomaco è spesso inserito nei disturbi psicosomatici, perché l’apparato digerente è tra i primi bersagli di stress e ansia. Le cause di questo collegamento non sono ancora molto chiare, ma si suppone che una forte tensione muscolare possa provocare un’eccessiva secrezione di succhi gastrici. Inoltre, lo stress innesca la produzione di adrenalina nel corpo, un ormone che tende ad avere un’azione inibitore sulla muscolatura sia dello stomaco, che dell’intestino. Una volta innescata la cascata adrenalinica, le pareti dello stomaco si immobilizzano, non riuscendo più a rimescolare gli alimenti e quindi a digerire in modo adeguato. A questo punto, è semplice comprenderele origini del disturbo: se da un lato lo stress provoca il rilascio di succhi gastrici, dall’altro l’adrenalina impedisce allo stomaco di utilizzare queste secrezioni.
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