L'ipoacusia da rumore è una condizione comune caratterizzata dalla diminuzione dell'udito a causa dell'esposizione a suoni forti. Il nostro orecchio può percepire sia suoni molto lievi sia suoni estremamente forti. Come ci occupiamo della cura della vista, del nostro sorriso, dell'alimentazione e della vita attiva, così è importante che la nostra routine di self-care includa anche il test dell'udito. Sentire bene ci fa stare meglio: prendersi cura del nostro udito, infatti, significa prendersi cura di noi stessi.
Cause e Fattori di Rischio
L'insorgere di questo tipo di problema è influenzato dalla durata e dall'esposizione al rumore. La diminuzione dell'udito causata dal rumore varia da persona a persona perché esiste una certa predisposizione a sviluppare ipoacusia (calo uditivo).
Secondo l’Occupational Health and Safety Administration (OSHA), a 5-10 milioni di americani sono a rischio di perdita dell’udito causata dal rumore (Questa patologia), perché sono esposti a suoni più forti di 85 dBA in modo duraturo nel mondo del lavoro. Quarantotto milioni di americani impegnati in sport di tiro, la causa più comune di non professionale Questa patologia (socioacusis). Non esistono differenze nette tra individui giovani e meno giovani nella loro predisposizione alla perdita dell’udito causata dal rumore (Questa patologia).
Per la maggior parte dei pazienti con ipoacusia da rumore, le cause sono riconducibili a ragioni di lavoro. È il caso, per esempio, degli operai impiegati nelle fabbriche, ma anche di artigiani, carpentieri, saldatori, meccanici, muratori e così via. Contestualmente, l’ipoacusia da rumore è una potenziale minaccia per i più giovani che hanno l’abitudine di ascoltare la musica in cuffia ad alto volume.
Altri fattori di rischio includono:
- Fattori fisiologici come il corredo genetico, il sesso, l’età.
- Fattori patologici come labirintopatie, diabete, vasculopatie, ototossicità indotta da farmaci e/o sostanze industriali neurotossiche (piombo, mercurio, monossido di carbonio, solfuro di carbonio, toluene, tricloroetilene, benzene, xilene).
- Fattori ambientali: il rischio di danno cocleare aumenta se alla nocività da rumore si associano vibrazioni che si trasmettono per via ossea ai liquidi labirintici e quindi alle cellule cigliate.
Un particolare rilievo assume in medicina sociale ed in medicina legale, lo studio del deterioramento uditivo in rapporto alFeffetto sinergico del rumore industriale, del rumore sociale e della senescenza auricolare.
Soglie di Rischio e Prevenzione
In generale, comunque, la soglia considerata critica per evitare danni all'udito è di 90 decibel (come il rumore di un ristorante rumoroso), quella del dolore intorno ai 120 decibel (come una sirena o un clacson a meno di un metro di distanza dall'orecchio). L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha anche fissato dei valori medi di rumore da non superare per evitare che insorgano anche disturbi extrauditivi (es. 45 decibel durante la notte (dalle 22 alle 6).
Prevenire l’inquinamento acustico e difendersi dai suoi effetti dannosi, significa mettere in atto interventi appropriati perché sorgenti sonore quali macchine per lavorazioni industriali e artigianali, elettrodomestici, autovetture, aerei ecc., non emettano intensità sonore così elevate da determinare disturbo, fastidio e danno. Nel quotidiano è fondamentale, ove possibile, evitare ambienti rumorosi, ascolto di musica ad alto volume e praticare hobby (es. caccia e poligono di tiro) che producono elevati livelli di rumore. Per i lavoratori esposti al rumore industriale è fondamentale utilizzare tappi o cuffie antirumore (DPI).
La prima forma di prevenzione è rappresentata dall’uso di appositi otoprotettori, meglio conosciuti come tappi antirumore.
Esame Audiometrico: Uno Strumento Fondamentale
Per la prevenzione dei danni da rumore è fondamentale effettuare un esame audiometrico, una procedura semplice, non invasiva, della durata di pochi minuti. Si esegue all’interno di una cabina insonorizzata inviando, mediante una cuffia, dei suoni - testando frequenze prestabilite comprese tra 125 e 8000 Hertz - prima in un orecchio poi nell'altro. Si inizia con un'intensità sonora molto bassa (0 dB) fino ad arrivare alla minima intensità percepita dal soggetto testato che, una volta udita, lo dovrà segnalare (schiacciando un pulsante o alzando la mano) al tecnico che esegue l'esame.
Tutti i dati vengono trascritti su un grafico (simbolo O per l'orecchio destro e X per il sinistro) che avrà sull'asse delle ordinate la minima intensità sonora percepita espressa in decibel (dB) e sull'asse delle ascisse le varie frequenze (Hz). In alcuni casi per determinare la sede del danno uditivo si deve definire la soglia della via ossea (evidenziata sull’audiogramma con i simboli > per l’orecchio destro e < per il sinistro).
Interpretazione dei Tracciati Audiometrici
L’esame dell’udito o audiogramma o esame audiometrico tonale si presenta come un grafico a due colori di non immediata interpretazione, ecco alcuni consigli per poterlo comprendere. Ricordo inoltre che questo è l’esame più frequente che viene fatto da un otorinolaringoiatra. L’esame è costituito da un grafico dove nell'asse delle ordinate [asse verticale] c’è la perdita uditiva espressa in decibel (dB). In alto viene indicata la perfezione acustica, cioè suoni di intensità di 0 dB e a scendere le varie perdite, normalmente fino a - 120 dB.Sull'asse delle ascisse [asse orizzontale] sono riportate le varie frequenze.
I suoni si distinguono in base alla frequenza, cioè al numero di vibrazioni al secondo o cicli al secondo. La frequenza si esprime in Hertz (Hz). I suoni gravi, per esempio la voce baritonale, il suono di un tamburo, sono ben diversi dai sibili o dai fischi (suoni acuti). I suoni gravi o bassi (125 - 250 - 500 Hz) sono sulla sinistra del grafico e gli acuti o alti (3000 - 4000 - 8000 Hz) sono a destra.Nell’esame audiometrico viene testata la capacità uditiva per le principali frequenze percepibili dall'orecchio umano. La capacità uditiva umana è variabile in rapporto all'età. Nei giovani normoudenti si va da 16 Hz a 20.000 Hz.
Con l’esame audiometrico tonale possiamo riconoscere se c’è una perdita uditiva e vedere il suo andamento. Dalla forma della curva e dal confronto tra via aerea e via ossea distinguiamo tre tipi fondamentali di ipoacusia:
- Ipoacusia di trasmissione: Via ossea normale e Via aerea abbassata.
- Ipoacusia neurosensoriale o percettiva: Via ossea e Via aerea abbassate in egual misura.
- Ipoacusia mista: cioè una ipoacusia in parte trasmissiva ed in parte percettiva.
L’esame audiometrico esprime la capacità uditiva del soggetto e non serve per fare diagnosi di una malattia. E' questo un concetto logico: le malattie dell’orecchio sono centinaia e non è possibile distinguerle con un tracciato che ha poche variabili. Per contro l'esame audiometrico è utilissimo per il medico perché permette di capire dove è localizzato il problema lamentato dal paziente. In primo luogo si capisce se si tratta di un disturbo dell’orecchio oppure se ha una sede diversa. In secondo luogo, quando c'è una malattia dell'orecchio, ci permette una precisa diagnosi di sede. Se l’ipoacusia è di trasmissione la malattia sarà a carico di orecchio esterno e/o medio e/o della tuba di Eustachio. Se l’ipoacusia è percettiva (o neurosensoriale) il danno sarà nella parte nervosa, cioè: coclea e/o nervo acustico. Se tutto l'orecchio è danneggiato avremo il quadro audiologico dell'ipoacusia mista.
I tracciati audiometrici tonali e loro interpretazione. Con l’esame audiometrico tonale possiamo riconoscere se c’è una perdita uditiva e vedere il suo andamento. Dalla forma della curva e dal confronto tra via aerea e via ossea distinguiamo tre tipi fondamentali di ipoacusia. Per via aerea o air conduction o conduzione aerea (CA) s'intende il suono che arriva alle nostre orecchie attraverso l'aria. E' questa la vera soglia uditiva di un paziente.
Esame audiometrico eventualmente associato all'esame impedenzometrico sono utili per una diagnosi di sede, cioè per localizzare la sede della malattia che ha determinato la perdita uditiva. Questo concetto si applica anche alla diagnosi degli acufeni.
Trattamento dell'Ipoacusia da Rumore
La distruzione delle cellule sensoriali acustiche dell’organo del Corti è un processo irreversibile in quanto tali cellule sono di tipo perenne e quindi non possono essere sostituite. L’unica proposta valida ed efficace rimane pertanto la prevenzione, in ambiente lavorativo ed extralavorativo, poiché una volta che la patologia si è instaurata la sola possibilità terapeutica consiste nell’applicazione di un apparecchio acustico.
L'utilizzo degli apparecchi acustici per le persone con sordità da rumore è l’unico intervento attuabile una volta che si è instaurato il danno con interessamento delle frequenze del parlato. Amplifon fornisce una vasta gamma di apparecchi acustici che si adattano alle esigenze uditive della singola persona, inoltre gli apparecchi di ultima generazione consentono di collegarsi ad apparecchiature esterne come il televisore, il computer o il cellulare. Per chi, oltre la sordità, ha problemi di acufeni, alcuni apparecchi acustici sono dotati di particolari programmi quali il "Tinnitus Noiser" e "Masker" che erogando suoni particolari determinando una riduzione o, in alcuni casi, blocco totale della percezione dell'acufene. Ogni tipologia di apparecchio acustico è di semplice utilizzo e personalizzabile secondo il tuo stile di vita.
Una terapia farmacologica della sordità da rumore cronica non ha alcuna possibilità di successo.
Tabella: Classificazione delle Ipoacusie
| Tipo di Ipoacusia | Via Ossea | Via Aerea |
|---|---|---|
| Trasmissione | Normale | Abbassata |
| Neurosensoriale | Abbassata | Abbassata (uguale alla via ossea) |
| Mista | Abbassata | Abbassata (più della via ossea) |
Se sospetti di avere un calo uditivo i nostri audiopretisti sono lieti di aiutarvi. Per assicurarsi di utilizzare il 100% del proprio udito, è necessario sottoporsi a controlli regolari. Utilizzate il nostro test dell'udito online gratuito per avere una prima indicazione sullo stato di salute del vostro udito.
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