L'ipertiroidismo è il disturbo endocrino più comune nel gatto. L'ipertiroidismo felino (FHT) è una patologia endocrina che colpisce soprattutto gatti adulti/anziani caratterizzata da un’aumentata concentrazione di ormoni tiroidei in circolo con un conseguente stato ipermetabolico. L’ipertiroidismo felino è una malattia piuttosto frequente, soprattutto nel gatto adulto/anziano. E’ causato da un aumento di volume della ghiandola tiroide che quindi produce un maggior quantitativo di ormoni.
Cos'è l'Ipertiroidismo?
L'ipertiroidismo è la condizione in cui la tiroide non funziona in modo adeguato e produce una quantità eccessiva di ormoni tiroidei. La ghiandola tiroide è localizzata nel collo, ai lati della trachea, e nei gatti è formata da due lobi. La tiroide produce due tipi di ormoni tiroidei: T3, la forma attiva, e T4, la forma inattiva che viene immessa in circolo nel sangue. Le cellule dei tessuti sono in grado di captare il T4 e convertirlo in T3. La forma attiva degli ormoni tiroidei, il T3, agisce come una specie di manopola del volume per il metabolismo.
L'attività della tiroide, e quindi la produzione di T4, è regolata dalla ghiandola ipofisi, una piccola ghiandola posta alla base del cervello, che ha una funzione fondamentale di regolazione di tutto il sistema endocrino del corpo (surrenali, tiroide, sistema riproduttivo, e altro ancora). L'ipofisi produce una sostanza chiamata TSH (ormone stimolante la tiroide). La maggior parte del T4 circolante è trasportato dalle proteine del sangue e non può essere utilizzato dalle cellule; la parte che non è trasportata dalle proteine (il cosiddetto "T4 libero") può invece penetrare nei tessuti per essere attivata.
Cause dell'Ipertiroidismo nel Gatto
L'ipertiroidismo nella maggior parte dei casi è causato da tumori benigni della ghiandola tiroide, con una produzione eccessiva di ormone T4. Nella patogenesi di FHT non è stata dimostrata una componente immuno-mediata come nel morbo di Graves umano, mentre è stata riscontrata un’iperplasia nodulare con aumentata produzione di ormoni tiroidei, simile al morbo di Plummer nell’uomo. I noduli tiroidei nel gatto sono nella maggior parte benigni (iperplasia adenomatosa/ adenoma) e solitamente interessano entrambi i lobi tiroidei. Solo il 2-3% di soggetti presenta noduli di origine maligna (adenocarcinoma). Non essendo perfettamente noto il meccanismo per cui si instaura si pensa sia dovuto a più fattori, soprattutto ambientali.
Uno studio pubblicato nel 2004 ha dimostrato che esiste una forte correlazione tra la somministrazione ai gatti di cibo in scatola e un successivo sviluppo di ipertiroidismo. I gatti che mangiano solo alimenti conservati in lattine con l'apertura a strappo presentano un rischio cinque volte maggiore di sviluppare ipertiroidismo rispetto ai gatti che mangiano solo cibo secco. I gatti la cui dieta è rappresentata per il 50% da alimenti in lattina con apertura a strappo hanno un rischio 3,5 volte maggiore di sviluppare ipertiroidismo rispetto ai gatti che mangiano solo cibo secco. È stato ipotizzato che la causa sia la sostanza di cui sono rivestite le lattine di alluminio con apertura a strappo, il bisfenolo-A-digliciletere (BADGE), che passa negli alimenti contenenti oli o grassi. Nei paesi del mondo dove questo tipo di lattina non viene utilizzata per il cibo per gatti, l'ipertiroidismo non è una malattia comune.
Si è visto inoltre che i gatti che vivono esclusivamente in casa hanno un rischio maggiore di sviluppare ipertiroidismo rispetto a quelli che escono all'esterno. I motivi di questo fatto non sono noti, ma potrebbero essere ascrivibili a: contatto con sostanze chimiche della lettiera; sostanze nella casa; maggior longevità dei soggetti che vivono in casa: questi potrebbero avere maggior possibilità di sviluppare la malattia; maggiori controlli a cui sono sottoposti i gatti di casa rispetto a quelli che vivono anche all’esterno (o solo fuori), per cui la malattia è semplicemente sotto-diagnosticata.
Sintomi dell'Ipertiroidismo nel Gatto
I segni clinici associati all'ipertiroidismo felino possono essere numerosi. Il segno principale e più tipico è una perdita di peso nonostante l'appetito eccellente. Il gatto può anche mostrare aumento della sete e quindi della produzione di urina, irrequietezza, iperattività, vomito cronico, feci voluminose e di cattivo odore. Le manifestazioni cliniche di questa patologia sono tendenzialmente multiorganiche, avendo la tiroide un ruolo primario nella gestione di numerosi e differenti processi metabolici; talvolta, però, possono prevalere sintomi imputabili al malfunzionamento di un singolo apparato.
A prescindere dalla motivazione per cui si ha un aumento degli ormoni prodotti, vediamo come si manifesta la malattia. Vista l’influenza sul metabolismo di tutti gli organi degli ormoni tiroidei ed una sua accelerazione, il gatto con questa patologia si presenta spesso, con uno stato psico-fisico alterato. Gli scompensi si riscontrano però a livello di tutti gli organi, perché è proprio il metabolismo cellulare di tutti i tessuti ad essere colpito.
I segni che più frequentemente riscontri nel tuo micio sono quindi:
- aumento della fame (49%)
- riduzione del peso corporeo (88% dei casi)
- magrezza (65%)
- vomito (44% dei casi)
- respiro affannoso e difficoltà respiratoria (10%)
- irritabilità
- iperattività (31% dei casi)
- aumento della quantità di urina prodotta e sete (poliuria 36%)
- aumento della quantità di feci prodotte (8%)
- pelo meno curato
- anoressia (7%)
- debolezza
- diarrea (15%)
- disappetenza (16%)
- diminuzione dell’attività (12%).
Alla visita clinica si possono rilevare diverse alterazioni. Nel gatto normale i lobi della tiroide non si possono avvertire alla palpazione. Nel gatto ipertiroideo almeno un lobo di solito è aumentato di volume e può essere rilevato dal veterinario durante la visita. Il gatto può presentare tachicardia (aumento della frequenza cardiaca) e magrezza. I gatti colpiti da ipertiroidismo sono solitamente iperattivi, malgrado l’età, e possono manifestare alla visita intolleranza nei confronti delle manipolazioni o avere fenomeni di aggressività, soprattutto se si sentono “costretti” in determinate posizioni. L’eccessiva magrezza e uno stato scadente del pelo sono caratteristiche facili da individuare sia a casa che durante l’esame clinico, così come problematiche cardio-circolatorie conseguenti al mal funzionamento della tiroide.
La cardiomiopatia ipertrofica felina (HCM) è una patologia del cuore che può essere causata da uno stato di ipertiroidismo e predispone, nei casi più avanzati, all’insorgenza di un’insufficienza cardiaca congestizia (CHF) causante dispnea, tosse e ritmo di galoppo all’auscultazione. In ultimo, l’ipertiroidismo del gatto anziano può anche causare uno stato di lieve ipertensione: le alterazioni cardiache e pressorie,comunque, sono reversivibili se si interviene correttamente sul problema tiroideo.
Diagnosi dell'Ipertiroidismo nel Gatto
La diagnosi di ipertiroidismo nel gatto anziano è dettata da un’anamnesi scrupolosa, in cui l’attenzione del proprietario gioca un ruolo fondamentae, da un’attenta visita clinica, durante la quale frequentemente si percepiscono noduli mobili alla palpazione della tiroide, e da esami di laboratorio. Quando lo porti alla visita, ciò che il medico rileva più frequentemente è:
- aumento della dimensione della tiroide (nell’83% dei casi), che diviene palpabile
- battito cardiaco accelerato
- ipertensione
- ipertermia
- soffio cardiaco (rilevabile alla visita 54%)
- aritmie - tachicardia (42%)
- atrofia muscolare.
Per fare la diagnosi di malattia è necessario certamente effettuare esami specifici, oltre a raccogliere tutti i dati che caratterizzano la vita e la storia del gatto (fai cioè l’anamnesi): Con i soli sintomi sopra descritti, le malattie che dovrebbero essere considerate ed escluse sono:
- insufficienza renale cronica
- neoplasia
- diabete Mellito
- ipertiroidismo
- cardiopatia
- sindrome da malassorbimento
- patologia epatica
A tale fine, sarà dunque utile effettuare un prelievo del sangue (emocromocitometrico e biochimico) e delle urine. L’aumento di almeno uno degli enzimi epatici (ALT, ALP, AST) si riscontrano nel 90% dei gatti ipertiroidei. I valori sono direttamente proporzionali alle concentrazioni di T4 e T3, che successivamente andranno valutate. Ma attenzione, in tutti i casi in cui si registra un aumento marcato di tali valori a fronte di ormoni tiroidei non molto elevati si deve sospettare una patologia epatica distinta.
I successivi accertamenti comprendono: Ecografia addominale, radiografia toracica, per valutare la silhouette cardiaca e i bronchi (broncogramma), ecocardiografia (in cui spesso si nota un ingrossamento del ventricolo sinistro). Questi saranno utili soprattutto per mettere in evidenza patologie cardiache, che potrebbero essere, malattie singolarmente riscontrate (in assenza dunque di ipertiroidismo), oppure essere una complicanza secondaria all’aumentata produzione di ormoni. La conferma diagnostica, arriverà da test specifici ed in particolare dalla misurazione degli ormoni tiroidei.
Valori T4 nell’ipertiroidismo del gatto
Quello più probante è la misurazione della TT4 (Tiroxina totale) . In pratica la Tiroxina prodotta dalla tiroide, arriva a destinazione nei tessuti, attraverso due forme: una legata a delle proteine di trasporto (T4) ed una frazione libera (f-T4), che è quella maggiormente attiva. La misurazione della quantità totale di ormone, è il valore più significativo di malattia e rappresenta la somma delle due frazioni, libera e legata (TT4 = T4+ fT4).
Non è però tutto sempre così semplice, in quanto se è pur vero che nella maggior parte dei gatti ipertiroidei si ha un aumento del valore della TT4, è anche vero che esiste un 5-10% di casi in cui, questo valore è nella norma o solo leggermente aumentato, nonostante la malattia. Il TT4, ad esempio subisce una riduzione di concentrazione a causa della normale fluttuazione all’interno della stessa giornata, o a causa di patologie concomitanti che ne abbassano il valore, oppure perché la malattia, seppur conclamata è ancora agli stadi iniziali. In medicina si sa, nulla è assoluto, per cui ci si deve basare su valutazioni relative a parametri che sono stati riscontrati in un numero significativo di casi.
Si è stabilito quindi che:
- valori di tiroxina totale (TT4) maggiori di 4 mcg/dl sono molto probabilmente significativi di ipertiroridismo felino;
- valori di tiroxina totale (TT4) tra 3 e 4 mcg/dl sono possibili;
- valori di tiroxina totale (TT4) tra 2.5 e 3 mcg/dl sono sconosciuti (da indagare in altra maniera);
- valori di tiroxina totale (TT4) inferiori a 2 mcg/dl sono improbabili.
In questa situazione di dubbio, cioè con evidenza probabile di malattia, le vie da seguire sono due:
- ripetere il test a distanza di qualche settimana, anche in considerazione del fatto che i valori di ormone possono fluttuare
- effettuare una misurazione anche della parte libera di T4, la f-T4.
Purtroppo però anche in questo caso ci possono essere situazioni dubbie, nonostante la f-T4 sia meno fluttuante ed influenzabile anche da patologie concomitanti. Esiste quindi un ultimo test che dovrebbe poter dare la certezza diagnostica: il test di soppressione con Tiroxina T3. Il test si basa sulla somministrazione di una alta concentrazione di Liotiroxina (T3). Questa, arrivando nei tessuti, normalmente blocca la produzione di T4. Attraverso dunque la misurazione prima e dopo la somministrazione del farmaco (che viene dato per bocca per due giorni consecutivi) a seconda del range di misurazione che si ottiene, si può avere una certezza di diagnosi.
Se la produzione di ormone si riduce (in range poco significativi) si ha certezza di ipertiroidismo. In particolare:
- la (T4) è diminuita del 50% non c’è malattia, la tiroide è normale;
- la (T4) è maggiore di 1,6 mcg/dl, c’è ipertiroidismo;
- la (T4) è inferiore a 1,6 mcg/dl, significa che la tiroide è normale.
Trattamento dell'Ipertiroidismo nel Gatto
Il trattamento dell’ipertiroidismo felino è mirato a controllare l’eccessiva produzione di ormoni tiroidei e consta di tre opzioni terapeutiche percorribili.
Una volta compresa l’effettiva presenza della malattia, si hanno 4 possibili soluzioni:
- somministrazione di farmaci (a vita) che riducano la produzione dell’ormone
- rimozione chirurgica della ghiandola tiroide
- irradiazione con radioterapia per distruggere il parenchima (difficile trovare centri attrezzati)
- modificazione radicale della dieta che prevede la radicale riduzione dello iodio (non sempre applicabile)
Terapia Medica con Tiamazolo
La terapia medica consiste nella somministrazione di un farmaco il cui principio attivo è il Tiamazolo che blocca la produzione di ormoni.
Svantaggi del Tiamazolo
Questo farmaco, non è scevro da effetti indesiderati (seppur rari) che possono essere:
- letargia
- riducendo la filtrazione glomerulare (la parte funzionale del rene), può dare insufficienza renale, motivo per cui è fondamentale monitorare costantemente la funzionalità del rene.
- perdita di appetito
- vomito
- prurito facciale
In questi casi la sospensione del farmaco per un certo periodo e la rivalutazione dello stesso a dosaggi inferiori, ha comunque consentito di ottenere risultati soddisfacenti. Rari casi hanno invece richiesto la sospensione del farmaco che si è rivelato tossico e quindi non più somministrabile.
Vantaggi del Tiamazolo
- Facilità di somministrazione (è una compressa), è presente anche una formulazione in gel applicabile all’interno del padiglione auricolare
- costo ridotto
- se non crea effetti collaterali nei primi mesi di somministrazione, è raro che ce ne siano in tempi successivi
- ha buona efficacia
- gli effetti collaterali sono comunque rari.
A prescindere dalla tolleranza al farmaco, è comunque consigliato ed indicato effettuare un controllo del sangue per valutare la funzionalità epatica e renale ogni 2-3 mesi. Inoltre, per valutare l’efficacia della terapia e l’aggiustamento eventuale della dose, è necessario effettuare una misurazione del T4, dopo due o tre settimane dall’inizio della terapia.
Altre Opzioni Terapeutiche
- La prima consiste nella distruzione con iodio radioattivo (radioterapia) del tessuto neoplastico infiltrante la tiroide: questa terapia è quella d’elezione, ma solo pochi ccentri sono in grado di eseguirla.
- Un’altra possibilità è la rimozione chirurgica della ghiandola tiroidea, che richiede però un’attento monitoraggio post-intervento per la possibile insorgenza di un’altra patologia endocrina, l’ipoparatiroidismo, che porta ad una ridotta produzione di calcio.
- L’asportazione chirurgica della tiroide costituisce una valida possibilità terapeutica per l’ipertiroidismo. È una procedura efficace, rapida e di relativamente facile esecuzione.
- Da pochi anni è entrato in commercio un alimento specifico per il trattamento dell'ipertiroidismo felino, y/d Hill's. Poichè contiene ridotti livelli di iodio, impedisce alla ghiandola tiroide ammalata di sintetizzare livelli eccessivi di ormoni tiroidei e in tre settimane riporta il gatto a una condizione di normalità. Questo alimento va somministrato per tutta la vita e può essere consumato senza problemi da gatti conviventi normali. E' molto importante che il gatto non assuma nessun altro tipo di cibo, neppure saltuariamente.
Monitoraggio Terapeutico
Dopo l’inizio della terapia per l’ipertiroidismo felino, dal punto di vista laboratoristico, è opportuno monitorare alcuni parametri:
T4 Totale
Occorre misurare la T4 totale dopo circa 1 mese dall’inizio della terapia, misurando l’ormone dopo circa 4 - 6 ore dalla somministrazione del farmaco. Il secondo controllo sarebbe da effettuarsi dopo circa 3 mesi dalla stabilizzazione, e successivamente ogni 6 mesi, nel caso in cui non insorgano altre problematiche. La finalità è quella di ottenere un valore di T4 all’interno del range di normalità (metà inferiore del range di riferimento).
Esame Emocromocitometrico
Poiché le terapia antitiroidee possono causare effetti collaterali sulla componente corpuscolata del sangue, risulta opportuno controllare un emogramma dopo alcune settimane dall’inizio della terapia al fine di valutare eventuali leucopenie/granulocitopenie, trombocitopenie, anemie emolitiche.
Esami Biochimici
Transaminasi (ALT - AST)
Come detto la maggior parte dei gatti ipertiroidei possiede enzimi epatici aumentati al momento della diagnosi. Un’indicazione indiretta della efficacia della terapia consiste nel controllo delle transaminasi. Sembra che dopo alcuni mesi infatti si verifichi (80% dei casi) il progressivo decremento di ALT, ma che solo in una ridotta percentuale di gatti il valore rientra all’interno del range di normalità.
L’aumento, o il mancato decremento degli enzimi epatici dopo alcuni mesi, oltre al fatto di potersi comunque verificare nonostante il controllo adeguato della terapia (vedi sopra) può essere legato al controllo inadeguato dell’ipertiroidismo (da cui l’importanza della misurazione di T4), alla progressione, od all’insorgenza di un’epatopatia di origine differente, o, in ultima analisi, ad una poco comune epatopatia indotta dal farmaco anti-toirodeo.
Urea / Creatinina
Eccessive concentrazione di ormone tiroideo causano un aumento della GFR (velocità di filtrazione glomerulare) ed una diminuzione di urea e creatinina. Pertanto, in soggetti sottoposti a terapia anti-tiroidea, è assolutamente opportuno controllare urea e creatinina come indici della GFR, in particolare dopo alcuni giorni dall’inizio della terapia stessa. Infatti, la riduzione della secrezione di ormoni tiroidei può causare una repentina diminuzione della GFR, con conseguente improvviso smascheramento /esacerbazione della patologia renale sottostante che si rende manifesta, in particolare nei soggetti con nefropatia sottostante relativamente compensata.
Analisi delle Urine
Risulta consigliabile eseguire un esame chimico-fisico, del sedimento e batteriologico, per la possibilità di infezioni urinarie asintomatiche nei gatti ipertiroidei. L’esecuzione di questi accertamenti permette di controllarne l’evoluzione. Inoltre si ricorda come sia possibile che - in corso di ipertiroidismo - che si verifichi una lieve proteinuria di tipo “funzionale” che dovrebbe pertanto rientrare a seguito della terapia anti-tiroidea.
Ipertiroidismo e Insufficienza Renale nel Gatto
L’insufficienza renale è patologia che spesso non si manifesta in modo eclatante se non a stadi piuttosto avanzati. Non è raro che gatti con ipertiroidismo, manifestino un miglioramento della funzionalità renale (apparente) a causa dell’aumento della pressione arteriosa concomitante. Il trattamento con farmaci risolutivi per l’ipertiroidismo quindi, possono fare emergere una sintomatologia di insufficienza renale che prima non era manifesta. In queste situazioni bisogna trovare la mediazione tra una riduzione della sintomatologia della tiroide e un peggioramento del rene, sfruttando quindi l’apparente “vantaggio” dell’ipertiroidismo sull’insufficienza renale.
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