Ionoforesi: Trattamento Estetico, Benefici e Controindicazioni

La ionoforesi è una procedura medica non invasiva che utilizza una corrente elettrica a basso voltaggio per favorire il trasporto transdermico di sostanze ioniche attraverso la pelle. La ionoforesi è una tecnica rivoluzionaria che sfrutta l’uso della corrente elettrica per somministrare un farmaco attraverso la pelle, in modo completamente indolore. Difatti grazie alla ionoforesi è possibile somministrare farmaci senza ricorrere a un’ iniezione. Questa tecnica, spesso definita come “iniezione senza ago” riveste particolare interesse per la sua modalità unica di somministrazione di farmaci.

Come funziona la ionoforesi

Il suo principio di funzionamento si basa sull’applicazione di una corrente elettrica, costante e a basso voltaggio, attraverso la pelle. La ionoforesi è una tecnica di somministrazione farmaceutica che utilizza una corrente continua per introdurre e veicolare farmaci attraverso gli epiteli, in particolare la pelle. La ionoforesi appartiene alla categoria delle elettroterapie che sfruttano la corrente continua, a differenza della TENS terapia che impiega corrente alternata. La corrente utilizzata varia da 5 a 10 milliampere ed è prodotta da un generatore che la trasmette a due elettrodi. Questi ultimi vengono posizionati a contatto con la cute della regione in cui verrà somministrato il farmaco. Poiché i due elettrodi costituiscono uno il polo positivo e l’altro il polo negativo, il farmaco da somministrare viene posto sull’elettrodo con la polarità corrispondente.

Impiegando la repulsione degli elettroni come forza trainante, la ionoforesi comporta il posizionamento di farmaci ionizzati positivamente (cationici) o neutri sotto l’elettrodo caricato positivamente (anodo). Al contrario, i farmaci ionizzati negativamente si orientano al di sotto dell’elettrodo caricato negativamente (catodo). La corrente continua agisce come veicolo, trasportando il farmaco ionizzato verso il polo opposto, agevolando un assorbimento immediato e rapido. Per esempio, per trattare affezioni come l’artrite e il gonfiore muscolare, si impiega l’acetilsalicilato di lisina, caratterizzato da una carica negativa, e pertanto collocato sull’elettrodo negativo. Nello specifico, se il farmaco ha polarità negativa verrà indirizzato verso l’elettrodo positivo, mentre se ha polarità negativa allora verrà diretto verso l’elettrodo positivo.

Per comprendere i principi di base della ionoforesi è importante spiegare un semplice principio fisico-chimico, ovvero che le cariche ioniche che sono simili tra loro si respingono a vicenda, mentre gli ioni che sono caricati in modo opposto saranno attratti l'uno dall'altro. Ecco perché, nell’eseguire la procedura di ionoforesi per assumere un medicinale, si utilizza una soluzione acquosa che è caricata negativamente in modo che quando viene applicata la carica elettrica negativa ad essa la medicina in soluzione possa essere “spinta via” verso il distretto corporeo da trattare. La sostanza da un elettrodo, positivo o negativo a seconda del farmaco che viene impiegato. Prima di procedere con il trattamento tramite ionoforesi, la zona destinata al trattamento viene attentamente pulita e sgrassata per agevolare l’applicazione degli elettrodi.

Le sostanze ioniche vengono iniettate nel paziente attraverso la cute, in particolare tramite i dotti, le ghiandole sebacee, le ghiandole sudoripare e gli orifizi esterni dell’apparato pilifero. Una volta superata l’epidermide, gli ioni si estendono a livello capillare e si immettono nel flusso circolatorio. Per far sì che questo processo avvenga correttamente, gli elettrodi devono essere posizionati entrambi sulla zona da trattare e la pelle deve essere perfettamente pulita, dato che la maggior parte dei farmaci è solubile nei grassi e una pelle untuosa potrebbe ostacolarne la penetrazione.

Di base, un trattamento standard viene somministrato per un tempo ben determinato e specifico (generalmente da 10 a 20 minuti), a seconda della quantità di farmaco che deve essere assunta. Solitamente, la durata di una seduta è di circa 20-30 minuti. La durata di una seduta di ionoforesi varia dai 10 ai 30 minuti. Con 20 minuti circa di media. La maggior parte dei cicli di ionoforesi comporta 6 sedute nell'arco di 2 settimane, ma la frequenza può essere variata a seconda della condizione specifica e delle necessità individuali. Spesso è inserita nei protocolli riabilitativi più strutturati ed è parte di un percorso che può comprendere anche altre terapie. E per questa ragione, è fondamentale affidarsi a strutture e professionisti del settore.

Indicazioni terapeutiche della ionoforesi

Le indicazioni per la ionoforesi sono numerose e possono comportare un rilascio locale, regionale o sistemico del principio attivo. La ionoforesi per i suoi innumerevoli vantaggi terapeutici viene utilizzata per la cura di diverse patologie. Principalmente, trova impiego nel sollievo del dolore associato a malattie dell’apparato muscolo-scheletrico) come artrosi, artrite, lombosciatalgia e lesioni muscolari. È indicata nel trattamento di patologie dermatologiche come l'iperidrosi, nonché per l'assorbimento locale di farmaci per il dolore muscoloscheletrico.

La ionoforesi è utilizzata per trattare diverse condizioni e malattie che vanno dalle problematiche muscolo scheletriche, come artrosi, artrite, sciatica e strappi muscolari, fino al trattamento di condizioni dermatologiche come eczema e dermatiti, passando per cellulite e iperidrosi. In ambito odontoiatrico, viene utilizzata per anestesie superficiali, profilassi anticarie, trattamenti endocanalari e per ridurre la sensibilità dentinale e curare le gengiviti. Inoltre, la ionoforesi trova applicazione nel campo estetico per ridurre la cellulite, penetrando direttamente nel derma e mitigando gli inestetismi cutanei. È inoltre efficace per trattare contratture muscolari, lesioni e stati edematosi, contribuendo a ridurre il dolore e l'infiammazione in modo mirato.

La ionoforesi è indicata nel trattamento delle seguenti condizioni:

  • Patologie inserzionali (epicondilite laterale, fascite plantare, tendinite del rotuleo, tendinite dell’Achilleo)
  • Periartrite scapolo-omerale
  • Borsiti
  • Edema
  • Miosite ossificante
  • Spasmi muscolari
  • Capsulite adesiva

Tabella: Applicazioni della ionoforesi

Condizione Descrizione
Iperidrosi Eccessiva sudorazione
Dolore muscolo-scheletrico Dolore associato a muscoli e scheletro
Cellulite Inestetismo cutaneo
Artrosi, artrite, sciatica e strappi muscolari Problematiche muscolo scheletriche
Eczema e dermatiti Trattamento di condizioni dermatologiche

Quali sono i benefici della ionoforesi

I benefici proposti dalla ionoforesi sono tanti e permettono di soddisfare anche esigenze molto diverse tra loro. La ionoforesi si distingue come una forma di trattamento farmacologico con molteplici benefici. In primo luogo, si rivela particolarmente vantaggiosa per i pazienti sottoposti a terapie sistemiche che coinvolgono l’epidermide, riducendo notevolmente gli effetti collaterali comuni di questa modalità di somministrazione. Grazie alla ionoforesi, il farmaco viene amministrato direttamente nella zona target, agevolando un assorbimento rapido e accelerando i tempi di recupero. Con la ionoforesi il farmaco viene somministrato direttamente nella zona interessata, favorendo il rapido assorbimento e accelerando i tempi di guarigione. Rispetto alle iniezioni epidermiche tradizionali, la procedura ionoforetica non provoca dolore, manifestando al massimo un lieve formicolio temporaneo durante il trattamento.

A seguire, con la ionoforesi il farmaco viene somministrato direttamente e localmente nella zona interessata, il che favorisce il rapido assorbimento e velocizza il processo di guarigione. Un altro beneficio della ionoforesi è la possibilità di somministrare un farmaco puro, senza eccipienti, riducendo così l’insorgenza di allergie e infiammazioni. In ultimo, il trattamento con ionoforesi aumenta la soglia di eccitabilità, quindi riduce il dolore immediatamente. Durante il trattamento con ionoforesi, si verifica un aumento della soglia di eccitabilità, portando a una rapida riduzione del dolore. La liberazione graduale del farmaco durante la ionoforesi prolunga l’effetto antidolorifico, contribuendo a migliorare la qualità della terapia.

Somministrazione locale del farmaco: il farmaco viene fornito direttamente nell’area da trattare, evitando la necessità di assumerlo a livello sistemico. Ciò contribuisce a ridurre notevolmente gli effetti collaterali associati all’assunzione sistemica del farmaco e accelera i tempi di guarigione.

Assenza di eccipienti: la somministrazione del farmaco avviene senza l’uso di eccipienti, riducendo così il rischio di reazioni avverse a tali sostanze ausiliarie.

Indolenza durante la somministrazione: la procedura è generalmente indolore, con pochi e leggeri fastidi sopportabili durante la seduta.

Rilascio prolungato del farmaco: l’accumulo del farmaco negli interstizi favorisce un rilascio graduale nel tempo, prolungando l’emivita del farmaco. Questo può contribuire a mantenere concentrazioni terapeutiche più costanti nel tempo.

Effetto antidolorifico: l’iperpolarizzazione delle terminazioni nervose durante la ionoforesi aumenta la soglia di eccitabilità, offrendo un efficace effetto antidolorifico.

Quando è indicata la ionoforesi?

La ionoforesi è impiegata in varie aree, tra cui il trattamento dell’iperidrosi, la sudorazione eccessiva, e il recupero da traumi muscolari e ossei. Può anche essere utilizzato nell’ambito estetico per ridurre macchie cutanee e rughe attraverso la somministrazione di vitamina C.

Trattamento del dolore: si rivela efficace nel trattamento di condizioni dolorose, come l’artrite. Sostanze analgesiche e antinfiammatorie vengono somministrate per alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione nei tessuti circostanti.

Terapia fisica: nell’ambito riabilitativo, la ionoforesi può essere integrata nella terapia fisica per recuperare da infortuni muscolari o articolari. Le sostanze come gli steroidi o gli anestetici locali vengono somministrate direttamente nella zona colpita.

Trattamento di disturbi dermatologici: è impiegata con successo nel trattamento di condizioni dermatologiche come l’iperidrosi (eccessiva sudorazione) e specifiche affezioni cutanee.

Gestione delle cicatrici: in alcuni casi, la ionoforesi è utilizzata per favorire la penetrazione di sostanze benefiche nella gestione delle cicatrici, promuovendo la guarigione.

Costi e durata del trattamento

La ionoforesi è considerata una terapia strumentale efficace e sicura. Il costo di una singola seduta di ionoforesi varia a seconda della città e del tipo di servizio richiesto. Generalmente, sono necessarie più sedute per raggiungere risultati significativi, e vengono offerti pacchetti con tariffe vantaggiose.

Farmaci usati nella ionoforesi

Tra i farmaci impiegati nella ionoforesi, molto utilizzato è il Ketoprofene, da mettere sul polo negativo, disponibile in soluzione acquosa. I farmaci che vengono impiegati nella ionoforesi sono numerosi; il principale è il ketoprofene, posizionato sul polo negativo, ma ne esistono tanti altri.

  • Corticosteroidi: I corticosteroidi, dato il loro profondo effetto antinfiammatorio, sono i farmaci principalmente usati nella ionoforesi. Differenti corticosteroidi sono disponibili per la somministrazione transdermica. I più usati sono il Desametasone ed il Metilprednisolone. I corticosteroidi inibiscono il processo infiammatorio riducendo la migrazione dei neutrofili nell’area infiammata e riducendo l’attività dei globuli bianchi. In ogni caso, i corticosteroidi non devono essere somministrati nelle aree infette, perché inibiscono il sistema immunitario.
  • Lidocaina: la lidocaina è un anestetico locale ampiamente usato in medicina. La lidocaina crea una dilatazione dei vasi sanguigni ed una profonda anestesia locale. In alcune condizioni, la lidocaina viene somministrata insieme ai corticosteroidi.
  • Epinefrina: l’epinefrina è il vascocostrittore maggiormente usato insieme alla lidocaina.
  • Ialirunidase: la ialirunidase è un enzima, che degrada l’acido ialuronico, il maggior costituente del tessuto connettivo.
  • Istamina: l’istamina è un vasodilatatore ampiamente usato nella ionoforesi.
  • Acido acetico: l’acetato aumenta la solubilità dei depositi di calcio nei tendini.

Storia della ionoforesi

La prima dimostrazione scientifica della validità della ionoforesi risale ai primi anni del ‘900 quando LeDuc, nel 1908, attraverso un esperimento mostrò come fosse possibile il passaggio degli ioni attraverso la cute senza l’ausilio di aghi. Tuttavia, le potenzialità di un trattamento che sfrutta le caratteristiche della corrente elettrica erano state approntate già nella metà del ‘700 e migliorato sensibilmente da Munck nella seconda metà del XIX secolo. Anche se i primi esperimenti sulla somministrazione transdermica di farmaci attraverso l’elettricità sono stati eseguiti nel 1745, fu solo nel 1879, che Munck dimostrò chiaramente la possibilità di far passare attraverso la pelle degli ioni. Pochi anni dopo nel 1898 Morton pubblicò un esperimento in cui descrisse il passaggio di particelle attraverso la pelle. Ma fu LeDuc, che nel 1908 eseguì il primo esperimento scientifico in cui dimostrò il meccanismo della ionoforesi. Il termine "ionoforesi" deriva dal greco e significa "trasporto di ioni". Questo processo avviene attraverso l'uso di elettrodi applicati sulla pelle, che creano un campo elettrico capace di trasportare le particelle di un farmaco ionizzato.

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