Ionoforesi: Benefici, Controindicazioni e Applicazioni

La ionoforesi, termine che deriva dal greco e significa “trasporto di ioni”, è una tecnica terapeutica consolidata che sfrutta la corrente continua per far “viaggiare” i farmaci attraverso la nostra pelle. Come un’ambulanza elettrica, la corrente crea un campo che guida i farmaci carichi, in base alla loro polarità, verso il bersaglio desiderato.

Cos'è la Ionoforesi?

Spesso, si parla sempre più spesso di ionoforesi ma non tutti conoscono di cosa si tratta. Di base, la ionoforesi è una tecnica di somministrazione farmaceutica che utilizza una corrente continua per introdurre e veicolare farmaci attraverso gli epiteli, in particolare la pelle. Si tratta di una tecnica elettroterapica che permette di avere una somministrazione di un determinato farmaco attraverso la cute. In pratica, potremmo definirla un’iniezione senza ago. È come un’iniezione senza ago e può essere descritta come non invasiva. Viene perciò sfruttato un impulso che viene fornito dalla corrente continua.

A differenza dei cerotti cutanei, che non dipendono da un campo elettrico, la ionoforesi spinge una sostanza carica, di solito un farmaco o un agente bioattivo, attraverso la pelle grazie a una forza elettromotrice repulsiva. La prima dimostrazione scientifica della validità della ionoforesi risale ai primi anni del ‘900 quando LeDuc, nel 1908, attraverso un esperimento mostrò come fosse possibile il passaggio degli ioni attraverso la cute senza l’ausilio di aghi. Tuttavia, le potenzialità di un trattamento che sfrutta le caratteristiche della corrente elettrica erano state approntate già nella metà del ‘700 e migliorato sensibilmente da Munck nella seconda metà del XIX secolo.

Molto semplicemente durante la ionoforesi un dispositivo medico utilizza lievi correnti elettriche per fornire farmaci attraverso le membrane biologiche mentre, spesso, la parte del corpo interessata è immersa nell'acqua oppure a contatto con spugne bagnate. Per comprendere i principi di base della ionoforesi è importante spiegare un semplice principio fisico-chimico, ovvero che le cariche ioniche che sono simili tra loro si respingono a vicenda, mentre gli ioni che sono caricati in modo opposto saranno attratti l'uno dall'altro. Ecco perché, nell’eseguire la procedura di ionoforesi per assumere un medicinale, si utilizza una soluzione acquosa che è caricata negativamente in modo che quando viene applicata la carica elettrica negativa ad essa la medicina in soluzione possa essere “spinta via” verso il distretto corporeo da trattare.

La tecnica della ionoforesi ha radici nella ricerca di laboratorio, soprattutto in neurofarmacologia. Tramite microtecniche elettroforetiche, come la microionoforesi, è possibile somministrare artificialmente agenti chimici molto vicino ai neuroni ricettivi e capaci di elaborare e trasmettere informazioni. Nel trattamento si applica una piccola corrente elettrica a una camera ionoforetica posta sulla pelle, contenente un agente attivo carico e il suo solvente. Un’altra camera o un elettrodo cutaneo porta la corrente di ritorno. La camera positivamente carica, chiamata anodo, respingerà una specie chimica positivamente carica, mentre la camera negativamente carica, chiamata catodo, respingerà una specie negativamente carica nella pelle.

Come si svolge la ionoforesi

Durante la ionoforesi vengono applicati sulla pelle del paziente 2 cerotti adesivi o stimolatori elettrici (elettrodi): uno è per la corrente negativa e uno è per la corrente positiva. Il medicinale necessario al trattamento verrà applicato all'elettrodo positivo o a quello negativo, a seconda del tipo di farmaco che viene utilizzato. Nello specifico, l’elettrodo con il farmaco viene applicato all'area del corpo da trattare, mentre l’elettrodo senza il farmaco viene posizionato nelle vicinanze.

Applicazione del farmaco: il professionista applica una sostanza ionizzata (analgesica o infiammatoria) sulla zona da trattare. Questa sostanza può essere liquida o in forma di gel. Collegamento degli elettrodi: i due elettrodi vengono collegati al generatore di corrente. Avvio del trattamento: il generatore di corrente viene acceso, e la corrente continua fluisce attraverso gli elettrodi e la sostanza ionizzata. Durata del trattamento: la durata del trattamento varia a seconda della patologia e del farmaco utilizzato. Ripetizione: la ionoforesi spesso richiede più sessioni per ottenere risultati significativi.

Tipi di ionoforesi

Esistono due tipi principali di ionoforesi:

  • Ionoforesi continua: Utilizza una corrente continua a bassa intensità.
  • Ionoforesi pulsata: Utilizza impulsi di corrente continua con periodi di interruzione ad alta intensità, per tempi di applicazione più lunghi.

Queste due modalità danno approssimativamente gli stessi effetti, tutto sta alla tolleranza della persona per gli stimoli elettrici.

Meccanismi di veicolazione dei farmaci

Proprio in tema di efficacia, andiamo a vedere quali sono i fattori che favoriscono un migliore risultato della ionoforesi:

  • Dimensioni e carica del farmaco: i farmaci con dimensioni molecolari più piccole e carica più elevata penetrano più facilmente attraverso la pelle.
  • Concentrazione del farmaco: Una concentrazione maggiore del farmaco nella soluzione ionizzata ne favorisce il trasporto.
  • Durata del trattamento: Un trattamento più prolungato permette una maggiore penetrazione del farmaco.
  • Caratteristiche della pelle: La pelle più sottile e idratata permette un passaggio più facile dei farmaci.
  • Idratazione generale del corpo: una buona idratazione generale favorisce il successo del trattamento.

Durata di una seduta

Di base, un trattamento standard viene somministrato per un tempo ben determinato e specifico (generalmente da 10 a 20 minuti), a seconda della quantità di farmaco che deve essere assunta. La maggior parte dei cicli di ionoforesi comporta 6 sedute nell'arco di 2 settimane, ma la frequenza può essere variata a seconda della condizione specifica e delle necessità individuali. La durata di una seduta di ionoforesi varia dai 10 ai 30 minuti. Con 20 minuti circa di media. Per una seduta di ionoforesi efficace, la durata minima consigliata è di 20 minuti, ma, come vedremo, un trattamento prolungato permette una maggiore penetrazione del farmaco nella pelle con migliori risultati! E per questa ragione, è fondamentale affidarsi a strutture e professionisti del settore.

Perché ricorrere alla Ionoforesi e a quali patologie è indicata?

La ionoforesi è utilizzata per trattare diverse condizioni e malattie che vanno dalle problematiche muscolo scheletriche, come artrosi, artrite, sciatica e strappi muscolari, fino al trattamento di condizioni dermatologiche come eczema e dermatiti, passando per cellulite e iperidrosi. In ambito medico, viene consigliata per l’artrite, artrosi, nevralgie e i dolori muscolari di varia natura. Altro aspetto da non sottovalutare è che ci sono alcune condizioni in cui la ionoforesi è particolarmente indicata. In caso di iperidrosi, ad esempio, ovvero quella condizione in cui una sudorazione eccessiva potrebbe rivelarsi un problema di non poco conto. Fino ad arrivare alla possibilità concreta di contrastare la cellulite, sempre con riferimento estetico.

Ma che tipo di condizioni possono essere trattate grazie alla ionoforesi?

  • Infiammazioni e dolori muscolo-scheletrici.
  • Lesioni muscolari e ossee.
  • Malattie degenerative o infiammatorie delle articolazioni.
  • Iperidrosi
  • Malattia di Peyrone.

Iperidrosi

La ionoforesi è particolarmente efficace nel trattamento dell’iperidrosi, una condizione caratterizzata da eccessiva sudorazione. Oltre a combattere il dolore, la ionoforesi si rivela un valido alleato nella gestione dell’iperidrosi. L’iperidrosi primaria è una sudorazione eccessiva, bilaterale e simmetrica, localizzata alle ascelle, ai palmi delle mani, alle piante dei piedi o alla regione craniofacciale e non causata da altre condizioni sottostanti. L’iperidrosi secondaria può essere focalizzata o generalizzata ed è causata da una condizione medica sottostante o dall’uso di farmaci. L’applicazione di questa tecnica su mani, piedi o ascelle permette di ottenere un controllo efficace sulla sudorazione, migliorando la qualità della vita di chi ne soffre.

Su mani e piedi solitamente si applica con l’ausilio di una bacinella riempita con pochi millimetri di acqua naturale (acqua del rubinetto), dove vengono immersi i due elettrodi (positivo e negativo) su cui si appoggiano mani o piedi. In alternativa, si possono utilizzare delle apposite spugnette imbevute d’acqua. In questo caso, il farmaco utilizzato è spesso un anticolinergico, che agisce sulle ghiandole sudoripare riducendo la produzione di sudore.

Dolore muscolo-scheletrico

La ionoforesi può essere impiegata per somministrare farmaci antidolorifici o antinfiammatori direttamente nella zona interessata. Immagina di avere un dolore articolare fastidioso. Con la ionoforesi, il medico può somministrare un farmaco antidolorifico direttamente sulla zona interessata, senza bisogno di aghi. La corrente continua crea un varco nella barriera cutanea, permettendo al farmaco di penetrare in profondità e raggiungere il sito del dolore, dove può esplicare la sua azione benefica in modo mirato e con minimi effetti collaterali.

Cellulite

La ionoforesi può essere utilizzata per veicolare principi attivi specifici per il trattamento della cellulite.

Altre applicazioni

Oltre alle indicazioni sopra menzionate, la ionoforesi viene studiata e utilizzata in vari contesti di ricerca e terapia.

Quali sono gli effetti e i benefici della ionoforesi?

Dopo aver capito meglio cos’è la ionoforesi, andiamo più nel dettaglio a vedere quali siano gli effetti benefici di questo trattamento:

La ionoforesi offre numerosi vantaggi rispetto ad altre vie di somministrazione di farmaci, tra cui:

  • Somministrazione non invasiva: non richiede iniezioni o aghi, rendendola una procedura più confortevole per i pazienti.
  • Azione mirata: il farmaco viene rilasciato direttamente nella zona interessata, minimizzando gli effetti collaterali sistemici (non vengono impiegati eccipienti). Essa permette una somministrazione sull’area da trattare di una determinata molecola attiva. In questo modo si otterrà un notevole beneficio in grado di garantire una assunzione sicura.
  • Dosaggio personalizzato: la dose del farmaco può essere regolata in base alle esigenze del paziente.
  • Alta efficacia: in molti casi, la ionoforesi si rivela più efficace di altre vie di somministrazione.
  • Aumento della soglia di eccitabilità: durante il trattamento con ionoforesi viene alzata la soglia di eccitabilità delle fibre, riducendo così la sensazione del dolore.
  • La ionoforesi è indolore e soprattutto allunga l’emivita del farmaco.

Inoltre, durante il trattamento con ionoforesi si aumenta la cosiddetta soglia di eccitabilità, riducendo immediatamente il dolore.

Su quali parti del corpo si può effettuare?

La ionoforesi è una tecnica versatile che può essere utilizzata su diverse parti del corpo per trattare varie condizioni. La sua natura non invasiva è infatti perfetta per garantire utilizza una corrente elettrica a bassa intensità per favorire l’assorbimento di farmaci attraverso la pelle, rendendolo efficace in molteplici situazioni.

Tra le zone più indicate ci sono mani, piedi, gambe e ascelle che sono quelle che trattate con determinate sostanze ottengono grandi benefici. Anche addome, fianchi, glutei e braccia sono altre zone corporee che si possono trattare con farmaci mediante la ionoforesi.

Parti del corpo dove si può applicare la ionoforesi:

  • Mani e piedi: spesso utilizzata per trattare l’iperidrosi (eccessiva sudorazione).
  • Gomiti e ginocchia: utile per ridurre l’infiammazione in caso di tendiniti e artriti.
  • Collo e schiena: efficace per alleviare il dolore muscolare e le tensioni: La ionoforesi alla schiena può essere utile per alleviare il dolore al nervo sciatico, ad esempio.
  • Pene: La Ionoforesi al pene è una procedura ottimale per trattare la malattia di Peyrone.

Farmaci somministrati con la Ionoforesi

Con la ionoforesi ci sono alcuni farmaci che vengono somministrati, preferibilmente in soluzione acquosa. Il ketoprofene, un antinfiammatorio, è uno dei più utilizzati. Esso ha una polarità negativa così come altre molecole che danno sollievo in caso di dolori come il diclofenac, l’acetilato di lisina o anche il flumetasone.

Tra i farmaci più utilizzati nell’elettroterapia, ricordiamo i corticosteroidi (antinfiammatori), lidocaina (anestetico locale), epinefrina (vasocostrittore), ialirunidase (enzima che degrada l’acido ialuronico), istamina (vasodilatatore), acetato o acido acetico che aumenta la solubilità dei depositi di calcio nei tendini.

Di seguito, elenchiamo una lista dei farmaci utilizzati con polarità positiva, negativa e bipolarità.

Farmaci con polarità negativa
Acetilsalicilato di lisina
Diclofenac sodico
Indometacina sale di glumina
Flumetasone
Ketoprofene
Pentosano polifosfoestere
Cloruro di sodio (soluzione al 2/100)
Farmaci con polarità positiva
Baclofene
Dantrolene
Fenilbutazone
Glicole salicilato
Idrocortisone
Metile nicotinato
Novocaina
Pridinolo mesilato
Sulfopoliglicano
Tiochilcoside
Vitamina B1 e B2
Alfachimotripsina (soluzione all’1/1000)
Bicloridato di istamina (soluzione allo 0.2/1)
Benzidamina (soluzione al 5/100)
Carbaina (soluzione al 5/100)
Citrato di potassio (soluzione all’ 1/1000)
Cloruro di calcio (soluzione al 2/100)
Farmaco con bipolarità
Benzidamina cloridrato

Controindicazioni della Ionoforesi

La ionoforesi va sempre valutata col proprio medico: in questo modo si potranno evitare rischi, comunque non particolarmente gravi. Ci sono infatti alcune controindicazioni che bisogna sapere per quanto concerne questa soluzione. Meglio non ricorrere ad essa in caso di pacemaker o di utilizzo di spirale uterina, oltre a doverla evitare in caso di protesi metalliche.

Andiamo ad analizzare tutte quelle che possono essere considerate controindicazioni della ionoforesi. Per quanto questa sia generalmente una tecnica sicura e ben tollerata. come ogni trattamento, presenta alcune controindicazioni riportate obbligatoriamente all’interno dei manuali d’uso, le principali sono:

  • Se le spugnette non sono ben bagnate, si incorre nel rischio di ustioni
  • Presenza di dermatiti ed abrasioni (non collocare elettrodi al di sopra di queste zone)
  • Alterata sensibilità cutanea;
  • Malattie della coagulazione del sangue;
  • Presenza di mezzi metallici nei tessuti attraversati dalla corrente;
  • Stati di fragilità capillare;
  • Presenza di stimolatori cardiaci, defibrillatori o altri dispositivi elettronici di supporto a funzioni vitali nel punto di trattamento;
  • Gravi aritmie;
  • Gravidanza

L’elettroterapia ionoforesi è controindicata in caso di:

  • Gravidanza;
  • Presenza di pacemaker o mezzi di sintesi metallici;
  • Gravi disturbi cardiaci e aritmia cardiaca;
  • Epilessia;
  • Polineuropatie;
  • Patologie neurologiche periferiche;
  • Vasculopatie;
  • Allergie ed intolleranze specifiche verso il farmaco da utilizzare;
  • Ipoestesia cutanea;
  • Piede diabetico (rischio elevato di ustioni);
  • Ferite, piaghe e lesioni cutanee;
  • Dermatiti.

Può sottoporsi a questo trattamento chi ha la pelle sana, priva di lesioni, abrasioni o altri problemi cutanei: in caso contrario, si può rischiare un’ustione più o meno importante.

Effetti collaterali

La ionoforesi è una terapia non invasiva e indolore. Presenta effetti collaterali non rilevanti e temporanei come una leggera sensazione di calore, un lieve pizzicore, intorpidimento o arrossamento della zona trattata.

La ionoforesi è un trattamento assolutamente sicuro e ben tollerato, ciononostante, è importante tenere in considerazione le controindicazioni al trattamento nonché valutare attentamente i rischi e le possibili complicazioni. I rischi associati includono irritazione cutanea, arrossamenti, bruciature e raramente, in casi estremi, lesioni elettrolitiche.

La domanda “La ionoforesi fa male?” è comune tra i pazienti. In questo studio, i trattamenti di ionoforesi hanno dimostrato di essere generalmente ben tollerati, con effetti collaterali minimi. Gli effetti collaterali occasionali includono eritema transitorio ed edema al sito degli elettrodi del pene o addominali, ma non sono stati osservati effetti collaterali gravi.

La corrente continua fa male? La densità di corrente utilizzata è sufficiente a permettere al farmaco di penetrare attraverso i pori della pelle ma non risulta dolorosa. La sensazione che il paziente può provare è un deciso formicolio sulla zona degli elettrodi. Nel caso di dolore è necessario ridurre l’intensità dell’impulso.

Se si avverte un pizzicore particolarmente fastidioso il fisioterapista dovrà procedere controllando l’area trattata e regolando l’intensità per evitare il rischio (seppure raro) di piccole ‘ustioni elettriche’. Prima del trattamento, la cute deve essere preparata, ben idratata evitando creme idratanti troppo grasse che non aiutano il passaggio di corrente e del farmaco. Se, invece, si avverte bruciore è necessario sospendere il trattamento. Si sconsiglia il trattamento a persone molto anziane, con pelle a rischio o sotto terapia di Cumadin che sembra aumentare la possibilità di ustioni. La corrente continua veicolerà il farmaco ionizzato verso il polo opposto per facilitare un rapido e immediato assorbimento.

Conclusioni

La ionoforesi è una tecnica ormai consolidata ed utilizzata senza particolari problematiche nel mondo medico e nella fisioterapia. La sua esecuzione è legata principalmente alle preferenze del paziente, alla particolare condizione da trattare, alle scelte terapeutiche ritenute opportune dal professionista. In genere prima dell’esecuzione del trattamento il paziente è sottoposto ad una serie di controlli, esami e verifiche dal medico o altro professionista per valutare e identificare la condizione ed eventuali controindicazioni al trattamento.

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