L'intolleranza al lattosio è una condizione fisiologica che colpisce una parte significativa della popolazione ed è caratterizzata dall'incapacità dell'intestino di digerire il lattosio, lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati. Le uniche intolleranze alimentari riconosciute scientificamente sono l’intolleranza al lattosio e l’intolleranza al glutine, intesa come malattia celiaca.
Cos'è l'Intolleranza al Lattosio?
L’intolleranza al lattosio è l’incapacità di digerire lo zucchero presente nel latte. Il lattosio è un disaccaride che prima di essere utilizzato dall’organismo deve essere scisso in due zuccheri semplici: il glucosio e il galattosio. Per effettuare questa operazione è necessario un enzima chiamato lattasi. Un deficit di tale enzima fa sì che il lattosio non idrolizzato raggiunga il colon esercitando un effetto osmotico che provoca richiamo d’acqua e di elettroliti nel lume intestinale, fermentazione batterica dello zucchero e formazione di gas.
L’intolleranza primaria al lattosio è causata dal deficit di produzione della lattasi, l’enzima che scinde il lattosio in glucosio e galattosio, due zuccheri semplici che possono essere digeriti dall’apparato gastrointestinale. Il lattosio è contenuto nel latte e derivati, ma viene utilizzato anche nella produzione industriale di molti alimenti ed è aggiunto come eccipienti in diversi farmaci. In Italia il deficit di lattasi interessa in media il 40-50% della popolazione, si può manifestare fin dall’infanzia o in età adulta per una riduzione progressiva della lattasi.
Sintomi dell'Intolleranza al Lattosio
I sintomi tipici dell’intolleranza al lattosio sono: diarrea o stipsi, meteorismo, crampi e spasmi addominali, nausea e vomito, spossatezza. Il meteorismo, con conseguente flatulenza, è un altro dei sintomi più diffusi e consiste nella presenza persistente di gas all’interno dell’intestino a causa della presenza nel colon di lattosio non digerito, che per mezzo della flora batterica subisce una fermentazione, diventa acido e quindi si trasforma in gas idrogeno.
Questi sintomi si verificano di solito in tempi che variano dai 30 minuti alle 2 ore dopo l’ingestione di alimenti contenenti il lattosio, ma a volte si manifestano entro pochi minuti dal consumo di latte e derivati, in base a quanto è grave la carenza di lattasi nel soggetto intollerante in questione.
Tipi di Intolleranza al Lattosio
- Primaria: è la forma più comune negli adulti e si manifesta generalmente in tarda infanzia o nella prima fase dell’età adulta.
- Acquisita: è dovuta a lesioni dell’intestino tenue (dove vengono prodotte le lattasi) che può avvenire in seguito ad un’infezione, celiachia, malattie.
Come Diagnosticare l'Intolleranza al Lattosio: Esami e Test
Se si sospetta di essere intolleranti al lattosio, è importante consultare un medico che potrà consigliare gli esami più appropriati. Se sospettate di avere un’intolleranza al lattosio e dopo averne discusso con il vostro medico curante avete deciso di recarvi da uno specialista d’area per averne la certezza, questi vi sottoporrà a una visita accurata e vi farà delle domande, consigliandovi anche di fare un test clinico, quasi sicuramente il Breath Test, l’esame più diffuso e attendibile in casi simili.
Nella medicina moderna esistono tre fondamentali tipi di test per l’intolleranza al lattosio, o “lattosio test“, gli unici davvero attendibili, e tutti prevedono la raccolta di campioni a digiuno, che verranno poi raccolti ed esaminati in laboratorio in tempi prestabiliti che variano in base al test effettuato.
1. Breath Test al Lattosio (Test del Respiro)
Il test più diffuso e attendibile per la diagnosi di intolleranza al lattosio è il test sul respiro o breath test, un esame non invasivo che consiste nell’analisi dell’aria espirata del soggetto prima e dopo l’assunzione di lattosio. Il test va a misurare le quantità dei gas idrogeno e metano presenti nell’espirato. Il Breath Test Intolleranza al Lattosio è un test non invasivo dall’elevata accuratezza diagnostica che può essere effettuato anche dai bambini a partire dai 5 anni di età, che consente di diagnosticare l’intolleranza al lattosio, causata dall’incapacità dell’intestino di dividere lo zucchero complesso contenuto nel latte e nei suoi derivati.
Il test consiste nell’assunzione di 25 grammi di lattosio puro, nel campionamento di respiro ogni 30 minuti per 4 ore. In ogni campionamento sarà valutato il livello di idrogeno. I livelli di idrogeno in ogni campionamento saranno comparati con quello basale, cioè prima della assunzione della soluzione di lattosio. In caso in cui il lattosio ingerito non riesce ad essere digerito, sarà fermentato dalla flora batterica del colon con produzione di idrogeno, metano ed altre sostanze.
Per far sì che i risultati del test non siano falsati, è necessario rispettare alcune accortezze. Ad esempio, nel mese che precede l’esecuzione dell’esame si deve evitare l’uso di lassativi e antibiotici e nei 15 giorni prima l’uso di fermenti lattici (probiotici). Il giorno precedente è necessario bere acqua non gassata, pranzare (a dieta libera) entro le ore 14:30, astenersi da pasti intermedi (non fare merenda, nemmeno tè, gomme e caramelle); cenare, entro le ore 20:00, con carne o pesce ai ferri conditi solo con olio e sale a crudo evitando carboidrati e fibre (pane, pasta, riso, verdure, legumi, frutta, cereali, dolci). Nelle dodici ore precedenti l’esame è necessario anche non fumare ed evitare di prendere farmaci non essenziali. Il giorno stesso del test si possono prendere i farmaci “salvavita” quali, ad esempio, quelli per la pressione e per il cuore evitando, invece, gli ormoni tiroidei (che si potranno prendere subito dopo).
2. Test Genetico per l'Intolleranza al Lattosio
Il test genetico è un prelievo del sangue per valutare la predisposizione genetica all’intolleranza al lattosio. Il test genetico è molto semplice e assolutamente non è un esame invasivo, dato che implica un prelievo della saliva che deve essere eseguito quando la bocca è pulita e senza che vi siano state introdotte sostanze diverse dall’acqua nei 30 minuti precedenti il test, soprattutto cibi, caramelle, bevande alcoliche o zuccherine, caffè, tè, farmaci come sciroppi, collutori o sostanze effervescenti e fumo di sigaretta. Dalle cellule della mucosa della bocca viene estratto e analizzato il DNA del paziente, che nel giro di pochi giorni avrà la risposta.
Nel 90% dei casi la condizione di intolleranza al lattosio è riconducibile in Europa a due polimorfismi genetici: un polimorfismo T>C nella posizione -13910 e un polimorfismo A>G in posizione -22018, nella regione regolatrice del gene della lattasi (gene LTC). Quando presente in entrambe le copie del gene tale polimorfismo può portare ad una ridotta espressione dell’enzima nei microvilli dell’intestino tenue, e di conseguenza a una carenza di lattasi. Questa ridotta espressione fa sì che con il passare degli anni il lattosio sia digerito sempre meno.
Il test genetico si differenzia dal Breath test in quanto quest’ultimo verifica se è presente malassorbimento per il lattosio, ma non è in grado di distinguere se la causa è genetica o secondaria.
3. Test Ematologico (Esame del Sangue)
Il test ematico misura il glucosio, e quindi il livello di glicemia, nel sangue, rilevando la conversione del lattosio ingerito negli zuccheri semplici glucosio e galattosio, ma generalmente questo esame non viene eseguito singolarmente, bensì, qualora ne venga individuata dal medico la necessità, in supporto a un test di natura genetica o a un Breath Test del lattosio. Per l’esecuzione del test ematico si effettua una somministrazione per via orale di una quantità nota di lattosio, quindi vengono raccolti attraverso prelievi dei campioni di sangue a intervalli regolari e predeterminati per il dosaggio del glucosio.
Dal momento che il lattosio digerito determina la liberazione di glucosio e galattosio, il mancato aumento dei livelli di glucosio nel sangue indicherà la presenza di un’intolleranza al lattosio. Dopo la somministrazione di lattosio, i risultati di questo test devono comunque essere valutati con attenzione, dato che talvolta i soggetti diabetici, ad esempio, possono mostrare incrementi glicemici anche se la produzione di lattasi non è sufficiente.
Allergie Alimentari vs. Intolleranze Alimentari
È importante, comunque, non confondere le intolleranze alimentari con le allergie: un’allergia alle proteine del latte, infatti, presenterebbe sintomi ben più gravi e pericolosi, se non trattati immediatamente, per la vita stessa dei pazienti che ne soffrono, come difficoltà di respirazione, gonfiore del viso e della bocca e problemi respiratori. L’allergia alimentare è una patologia molto più grave e pericolosa rispetto a una intolleranza. L’intolleranza è una semplice reazione infiammatoria all’assunzione di un cibo che il nostro organismo non riesce a digerire a causa dell’assenza dell’enzima lattasi, andando ad aumentare il fermentare e la produzione di gas nell’intestino e causando i famosi crampi allo stomaco.
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