Artroscopia della Spalla: Intervento, Riabilitazione e Tempi di Recupero

L’artroscopia della spalla è una tecnica chirurgica mininvasiva utilizzata per diagnosticare e trattare patologie articolari. Il termine deriva dal greco arthro (articolazione) e skopein (guardare), indicando la capacità di esplorare direttamente l’interno di un’articolazione senza doverla aprire completamente. Sviluppata per le indagini diagnostiche nella prima metà del secolo scorso, è stata applicata alla chirurgia negli anni ’60 e ’70 dall’illustre chirurgo giapponese Masaki Watanabe.

Cos'è l'Artroscopia della Spalla?

L’artroscopia della spalla è una procedura di chirurgia della spalla che, grazie ad uno speciale microscopio ottico, consente di visualizzare l’interno dell’articolazione senza che vi sia necessità di effettuare grandi incisioni nei tessuti, come avviene invece quando si utilizzano le tecniche tradizionali che, proprio per questo, sono anche dette “a cielo aperto”. Effettuare un intervento chirurgico in artroscopia significa operare per mezzo di speciali strumenti chirurgici che possono essere manovrati attraverso incisioni operatorie molto piccole, con l’aiuto della visione che si ottiene grazie all’aiuto di un potente microscopio.

La procedura prevede l’inserimento di un artroscopio, uno strumento sottile dotato di una telecamera e una sorgente luminosa, attraverso piccole incisioni nella pelle. Le immagini ad alta definizione vengono trasmesse su un monitor, consentendo al chirurgo di visualizzare in dettaglio le strutture articolari come cartilagine, legamenti, menischi e membrane sinoviali. Durante l'intervento, il chirurgo inserisce nella spalla la piccola telecamera, chiamata artroscopio. Questi strumenti vengono inseriti attraverso dei "piccoli fori", rendendo possibile la riparazione dei tessuti lesionati senza dover ricorrere a incisioni più grandi.

I vantaggi dell'artroscopia

Tra i principali vantaggi dell’artroscopia ci sono un minore trauma chirurgico, riduzione del dolore post-operatorio, tempi di recupero più rapidi e minori rischi di complicanze rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto. Incisioni operatorie più piccole consentono inoltre un risultato migliore anche dal punto di vista estetico; anche per questo, talvolta la procedura artroscopica può essere utilizzata soltanto come verifica diagnostica, per permettere al chirurgo di comprendere meglio la situazione dell’articolazione ed intervenire con una procedura classica solo dopo aver effettuato le valutazioni del caso. L’artroscopia di spalla permette di accorciare notevolmente i tempi di recupero rispetto ad una procedura classica, un vantaggio che è spesso significativo per la qualità della vita del paziente, anche dal momento che l’integrità della spalla è indispensabile per muovere il braccio e quindi per svolgere autonomamente molte azioni che hanno un notevole impatto sulla vita di tutti i giorni.

È per questo che, quando è possibile, i chirurghi ortopedici con buona esperienza, adottano questa tecnica. Come ho accennato in precedenza, la tecnica artroscopica permette numerosi vantaggi rispetto alle tecniche “a cielo aperto”. I tempi e gli sforzi necessari per il recupero funzionale dell’articolazione si riducono notevolmente, il risultato estetico è migliore, meno punti di sutura e cicatrici molto più piccole, e, dal momento che le ferite sono più piccole, vi sono minori possibilità che si infettino.

Quando è Necessaria l'Artroscopia alla Spalla?

Ho elencato di seguito le patologie che più comunemente tratto con una operazione alla spalla, utilizzando il metodo artroscopico; è bene specificare che la spalla va considerata sempre come un distretto anatomico unico, visto che tutte le sue parti sono strettamente collegate e che il buon funzionamento dell’articolazione dipende dall’interazione fra tutti i suoi elementi:

  • ossa;
  • cartilagini;
  • tendini;
  • legamenti;
  • muscoli.

Patologie trattabili con Artroscopia della Spalla

L’artroscopia della spalla è una procedura chirurgica che utilizza una piccola telecamera, l’artroscopio, per visualizzare, diagnosticare e trattare i problemi all’interno di un’articolazione.

  • Sindrome da impingement: La sindrome da impingement è una patologia dolorosa, causata dallo schiacciamento del tendine sovraspinato, che interviene (almeno inizialmente) quando si effettua il movimento di sollevamento del braccio oltre un certo angolo. In questo caso è spesso necessario riparare il tendine lesionato e talvolta rimodellare testa dell’omero ed acromion, le ossa intorno alle quali il tendine scorre.
  • Tendinite Calcifica: La tendinite calcifica è una patologia viene trattata chirurgicamente quando le calcificazioni, che si formano a livello di uno o più tendini della cuffia dei rotatori, rischiano di danneggiare i tendini (o lo hanno già fatto) per via dell’attrito che si sviluppa quando i tendini stessi scorrono l’uno contro l’altro.
  • Lesione della cuffia dei rotatori: Le lesioni della cuffia dei rotatori possono avvenire a causa di una caduta o un incidente, oppure essere una conseguenza di un’altra patologia della spalla che è stata trascurata o non è stata diagnosticata per tempo. La cuffia dei rotatori è un gruppo di muscoli e tendini che stabilizzano la spalla. Quando questi sono danneggiati, può essere necessario un intervento chirurgico. La cuffia dei rotatori è un gruppo di quattro muscoli che si fondono in un unico tendine e formano una copertura sopra la testa dell’omero. La cuffia dei rotatori mantiene l’omero attaccato alla scapola e lo aiuta a sollevare ed a ruotare il braccio. Quando uno o più tendini della cuffia dei rotatori si rompono non sono più completamente attaccati alla testa dell’omero. La maggior parte delle lesioni coinvolge il tendine del muscolo sovraspinato, ma possono essere coinvolte anche altre parti della cuffia dei rotatori.
  • Instabilità di spalla: Di solito, l’instabilità di spalla è legata ad un trauma o a molti microtraumi ripetuti nel tempo, che hanno lentamente portato la degenerazione dei tessuti fino al punto di rendere instabile il posizionamento della testa dell’omero all’interno della cavità glenoidea. La lussazione della spalla avviene quando la testa dell’omero (osso del braccio) fuoriesce dalla sua sede, come conseguenza di un trauma violento, di una serie di piccoli traumatismi ripetuti o da un allentamento costituzionale dei legamenti.
  • Spalla congelata: La spalla congelata, nota anche con il nome di capsulite adesiva, si determina quando, in assenza di lesioni traumatiche o da stress, l’ispessimento dei tessuti dell’articolazione limita i movimenti che è possibile compiere con il braccio e causa sintomi dolorosi quando si cerca di superare tale limite.

L'Intervento di Artroscopia della Spalla: Come si Svolge?

La tecnica si basa sull’inserimento di un particolare strumento, l’artroscopio, attraverso un’incisione operatoria del diametro di pochi millimetri. Per permettere il passaggio di tutti gli strumenti operatori necessari si procederà poi ad effettuare altre incisioni delle stesse dimensioni in altri punti della spalla. L’artroscopio è ovviamente collegato ad un monitor che permette al chirurgo una visione dettagliata ed ingrandita della situazione.

La durata di un intervento in artroscopia della spalla è variabile, ma risulta minore rispetto alle tecniche tradizionali, se eseguita da un chirurgo esperto. In media, l’atto chirurgico è di circa 25 minuti.

Cosa aspettarsi dopo l'intervento

Terminato il suo effetto, i farmaci antinfiammatori permettono un controllo del dolore molto buono. La loro assunzione verrà protratta anche nei giorni successivi alla dimissione in modo da rendere tollerabile la sintomatologia.

Tempi di recupero della chirurgia della spalla

I tempi di recupero dopo l’artroscopia della spalla variano a seconda del tipo di intervento eseguito e delle condizioni individuali del paziente. Dopo una artroscopia di spalla i tempi di recupero sono di circa 3 mesi: il tempo biologico necessario per la guarigione del tendine. In questo periodo il tendine riparato acquisisce una resistenza sufficiente ad affrontare tutti gli sforzi della vita normale di un individuo. Il tendine subirà poi ulteriori rimaneggiamenti sulla cicatrice per oltre un anno fino a diventare completamente stabile. Inizialmente il tendine è mantenuto dove è stato riparato esclusivamente dai punti di sutura. Questi sono estremamente resistenti, ma non possono sopportare tutti i movimenti della vita normale.

Trascorsi circa 60 giorni dall’operazione chirurgica, il paziente dovrebbe aver recuperato la maggioranza dell’elasticità articolare che aveva in origine (in termini di ampiezza dei movimenti, dovrebbe essere pari all’85-90%). Arrivati a questo punto, è possibile cominciare a lavorare sul potenziamento muscolare oltre che sul recupero della flessibilità. La cicatrizzazione dei tessuti che sono stati suturati dovrebbe essere completata entro questa data, permettendo al paziente un’ampiezza di movimenti vicina al 100% rispetto alle sue possibilità prima dell’infortunio. In questa fase, gli esercizi sono quasi completamente focalizzati sul rinforzare i muscoli della spalla, anche per prevenire future ricadute.

Dopo 4 mesi il normale percorso di riabilitazione dovrebbe essere stato completato e il paziente dovrebbe essere in grado di svolgere tutte le attività della normale routine quotidiana senza difficoltà e senza percepire alcun dolore. Solo per affrontare le attività sportive agonistiche più dure, come quelle che prevedono il pieno contatto fisico, potrebbero rendersi necessarie 4-6 ulteriori settimane di riabilitazione. In generale, la maggior parte dei pazienti può riprendere le normali attività quotidiane entro pochi giorni dopo l’intervento.

Riabilitazione post-operatoria

La riabilitazione post-operatoria è fondamentale per il pieno recupero della funzionalità articolare, spesso includendo fisioterapia mirata e un graduale ritorno all’attività fisica. Per quanto si possano abbreviare, la guarigione dei tessuti che sono stati riparati o ricostruiti richiede comunque dei tempi “tecnici”, di cui l’organismo del paziente ha bisogno per rimarginare completamente le ferite e riacquisire la robustezza necessaria a compiere tutti i movimenti cui i muscoli della spalla devono provvedere. La riabilitazione post-operatoria / fisioterapia inizierà subito ed il tuo programma di terapia fisica è la chiave per un esito positivo. Esso dovrebbe essere iniziato il giorno dopo l'intervento. La riabilitazione inizia infatti con esercizi di movimento passivo per mantenere la mobilità della spalla senza sollecitare i tessuti riparati. Gradualmente, si introducono esercizi di rafforzamento e di aumento dell’ampiezza di movimento. Il recupero completo può variare da pochi mesi fino a un anno, a seconda della gravità della lesione e dell’impegno nel programma di riabilitazione.

Nel corso dei primi giorni dopo l’intervento, sono i punti di sutura a garantire solidità. La loro robustezza non è però sufficiente per sostenere tutto il peso del braccio. È per questo che nella grande maggioranza dei casi si utilizza un tutore, che aiuta il paziente ad evitare di compiere movimenti che potrebbero pregiudicare l’esito dell’intervento stesso. Nel primo mese dopo l’intervento di artroscopia di spalla dovrete portare un tutore. Il tutore serve a reggere il braccio in posizione di riposo per favorire la guarigione dei tessuti. Questo sarà il periodo in cui avrete le maggiori limitazioni nella vita quotidiana. Una volta rimossi i punti di sutura, il chirurgo procede ad una valutazione e di solito conferma la necessità del tutore per un altro breve periodo.

Dopo aver cominciato a svolgere i primi esercizi di riabilitazione, quando è trascorso circa un mese dall’intervento, nella grande maggioranza dei casi è possibile rimuovere il tutore in modo definitivo. Questa è la fase durante la quale l’apporto dell’esercizio fisico e della fisioterapia sono più importanti per determinare il recupero funzionale.

Consigli generali per l'intervento di artroscopia di spalla

Non tutte le lesioni tendinee hanno la stessa capacità di guarigione. Non tutte le persone hanno le stesse esigenze e gli stessi obiettivi. La necessità dell’intervento chirurgico è sempre un complesso di considerazioni che vanno dal tipo di lesione, la sua cronicità, l’aspetto di risonanza magnetica, l’età, le aspettative, le attività svolte. E’ fondamentale aver discusso questo con il medico prima di procedere all’operazione. Come prepararsi all’intervento: la prima cosa importante è arrivare all’intervento con un movimento passivo libero completamente, a meno che non vi stiate operando per una rigidità di spalla. Tutti gli interventi riparativi dei tendini causano rigidità almeno inizialmente. Partire con una spalla non rigida è fondamentale come punto di partenza. Per arrivare con una spalla ben mobile all’intervento serve talvolta un fisioterapista.

Come dormire dopo l'intervento

Per dormire, specialmente i primi giorni, sarà opportuno organizzarsi per mantenere la schiena sollevata con diversi cuscini al fine di evitare il contatto tra i tendini riparati e l’osso soprastante. Questa precauzione aiuta a ridurre i dolori post intervento al tendine di spalla. La notte per alcuni può rimanere un momento molto critico per il dolore alla spalla operata. Può essere necessario dormire in poltrona. Alla dimissione vi verranno indicati i farmaci da assumere per limitare questo problema notturno al minimo. Generalmente il dolore dura soltanto 2-3 notti dopo l’intervento.

Tabella riassuntiva dei tempi di recupero

Fase Tempo Attività
Post-operatorio immediato 2-3 giorni Controllo del dolore con farmaci, applicazione di ghiaccio
Primo mese 1 mese Tutore, esercizi di mobilizzazione autogestita da sdraiati
Rimozione punti di sutura 2 settimane Controllo medico e verifica dell'apprendimento degli esercizi
Rimozione tutore 5 settimane Inizio esercizi da seduti (preghiera, siesta, stiramento)
Recupero del movimento 2-3 mesi Raggiungimento del 90% del movimento, fisioterapia
Recupero completo 4 mesi Ritorno alla vita normale, esclusi sport e attività pesanti
Ritorno allo sport 6 mesi Graduale ripresa delle attività sportive con preparazione atletica specifica

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