Intervento di Artroscopia al Ginocchio per Lesioni del Menisco e Riabilitazione

Il menisco è una piccola struttura cartilaginea a forma di C all’interno del ginocchio, che svolge un ruolo fondamentale nel distribuire il peso corporeo e ammortizzare gli urti.

Quando si riscontra una lesione del menisco, fondamentale è determinare il tipo di infortunio e la sua gravità, così da decidere il trattamento più indicato per lo specifico paziente. In alcuni casi, come ad esempio i traumi sportivi, può accadere che il menisco possa danneggiarsi. Come ci accorgiamo che ci sono problemi al menisco?

Cause delle Lesioni Meniscali

Le lesioni del menisco sono spesso causate da:

  • Movimenti bruschi e torsioni del ginocchio: che possono verificarsi nell’ambito di un trauma ma anche durante l’attività sportiva. Un classico esempio è la distorsione del ginocchio durante un cambio di direzione improvviso nello sport.
  • Usura e degenerazione: il menisco può risultare più sensibile a potenziali lesioni o rotture anche a causa dell’avanzare dell’età, che provoca una progressiva degenerazione e usura dei tessuti, rendendoli più fragili.

Trattamento delle Lesioni Meniscali

La cura di una lesione del menisco dipende dalla gravità della lesione stessa, dall’età e dalle condizioni di salute generali del paziente.

  • Chirurgia artroscopica: per le lesioni più gravi o per quelle che non rispondono al trattamento conservativo, può essere necessario un intervento chirurgico artroscopico.

Tecniche Chirurgiche Artroscopiche

Per eseguire l’artroscopia, il chirurgo pratica due o tre piccole incisioni (della dimensione di circa 5mm) intorno al ginocchio. Il chirurgo può decidere, a seconda della gravità della lesione, se riparare il menisco attraverso delle suture oppure se rimuovere la porzione di menisco lesionata.

Fino a qualche anno fa, spesso si procedeva con la rimozione del menisco lesionato. Un menisco rotto va eliminato.

In passato, il trattamento delle lesioni meniscali traumatiche prevedeva un intervento chirurgico invasivo con asportazione dell’intero menisco lesionato. Oggi, la più moderna tecnica artroscopica, mini-invasiva, consente di asportare solo la porzione di menisco lesionato, praticando soltanto dei piccoli fori, di circa 1 cm, attraverso i quali si inserisce una telecamera e gli strumenti chirurgici.

Il trattamento chirurgico, invece, è più complesso: innanzitutto, comporta un intervento mirato all'interno dell'articolazione da parte di uno specialista; in secondo luogo, esistono due opzioni operative: la meniscectomia (ossia la rimozione parziale o totale del menisco lesionato) e la suturazione meniscale.

Durante l’operazione del menisco in artroscopia, si effettuano piccole incisioni per inserire la camera e gli strumenti. Allo stesso modo, anche l’intervento di regolarizzazione meniscale (meniscectomia) viene effettuato in artroscopia.

Asportare più del 50% del menisco mediante una meniscectomia è però una procedura che innalza il rischio di sviluppare artrosi del ginocchio.

Riparare i menischi (sutura meniscale) è preferibile: farlo infatti preserva il ginocchio dalla degenerazione artrosica. Attualmente è possibile eseguire questa pratica anche attraverso suturatrici automatiche con tecnica mini-invasiva sempre in artroscopia (“a cielo chiuso”).

La riparazione meniscale, attraverso l’utilizzo della tecnica di sutura dei menischi, rappresenta oggi un intervento fondamentale per risolvere le lesioni del menisco, preservando la sua funzionalità e prevenendo l’insorgere di problemi articolari a lungo termine.

I menischi mediale e laterale del ginocchio sono strutture fibrocartilaginee semicircolari che fungono da ammortizzatori e trasmettono le forze tra femore e tibia.

Le lesioni meniscali possono essere classificate in base alla loro forma e posizione, ed includono strappi longitudinali, trasversali, radiali o a manico di secchio.

I sintomi tipici includono dolore, gonfiore, difficoltà nella flessione e dell’estensione del ginocchio - talvolta annesso a un senso di blocco articolare.

La scelta tra sutura meniscale o meniscectomia (rimozione parziale del menisco) dipende dalla natura e dalla posizione della lesione. La sutura meniscale è preferibile per preservare il più possibile la struttura e la funzionalità del menisco.

Tra i vantaggi della sutura, infatti, possiamo considerare che quest’ultima favorisce la conservazione del tessuto meniscale, riducendo come anticipato il rischio di artrosi e migliorando la funzionalità articolare a lungo termine.

Sebbene talvolta sia necessaria, la meniscectomia invece può aumentare il rischio di degenerazione articolare nel lungo periodo, a causa della minore distribuzione dei carichi sul ginocchio.

Il ricovero avviene solitamente in regime di Day Surgery, cioè il paziente effettua l’accesso in ospedale al mattino e viene dimesso nel pomeriggio.

La sutura meniscale viene eseguita con tecniche specifiche per ottimizzare la guarigione.

Riabilitazione Post-Operatoria

Dopo l’intervento di riparazione del menisco è importante che il paziente si sottoponga a un percorso di riabilitazione che consenta di recuperare pienamente il movimento senza dolore.

La riabilitazione dopo lesione meniscale è più rapida se la parte di menisco lesionata viene rimossa chirurgicamente. Il processo riabilitativo è invece più lungo se il menisco viene riparato chirurgicamente (intervento di saturazione).

I tempi di recupero dopo una rottura del menisco (e di conseguenza dopo l’artroscopia del menisco) dipendono largamente dalla gravità della lesione e dall’entità dell’intervento.

La fisioterapia è il pilastro della riabilitazione del menisco, poiché solo con un’adeguata fisioterapia sarà possibile riprendere pienamente la capacità di movimento.

La riabilitazione fisioterapica include anche una serie di esercizi specifici per recuperare forza e flessibilità del ginocchio.

La fisioterapia per il menisco prevede in genere un piano terapeutico che procede per obiettivi. In un secondo momento si lavorerà invece sul rinforzo dell’articolazione, fino a ritornare alla completa mobilità.

Si passa quindi a rinforzare la muscolatura che stabilizza il ginocchio, con estensioni e flessioni a carico progressivo. Successivamente si procede con esercizi di propriocezione dell’arto, utili per migliorare la stabilità. Questi esercizi vengono eseguiti su particolari tavolette sulle quali bisogna cercare di restare in equilibrio.

In base al tipo di intervento o tempi di recupero saranno più o meno brevi. La fisioterapia riveste però un ruolo cruciale nel recupero.

Abbiamo chiesto al nostro Fisioterapista, il Dr. Serhiy D’avino, e ci ha spiegato che la fisioterapia deve in ogni caso iniziare sin dalle prime ore dopo l’intervento, per evitare l’instaurarsi di aderenze della capsula articolare. È sempre importante, anche a distanza di diversi mesi dall’intervento, eseguire una valutazione della biomeccanica del ginocchio.

Attraverso diverse tecniche e strumenti si inizierà un precoce recupero della mobilità e della forza, sempre rispettando le tempistiche di guarigione del tessuto operato.

Nella prima settimana dopo l’artroscopia del ginocchio, l’articolazione è ancora in una fase infiammatoria, fase in cui la fisioterapia prevede principalmente misure antidolorifiche e di guarigione delle ferite.

Le applicazioni di crioterapia in studio o a casa possono garantire che il gonfiore diminuisca e l’infiammazione dell’articolazione si attenui. A seconda dell’operazione, le stampelle con supporto brachiale potrebbero essere necessarie fino a due settimane.

Una volta terminata la fase infiammatoria, l’articolazione del ginocchio entra nella cosiddetta fase di proliferazione, che dura circa due settimane, in cui le ferite si chiudono lentamente e inizia la guarigione.

Il ginocchio può essere allenato in diverse brevi sessioni di allenamento a casa senza alcuno sforzo, poiché sessioni più piccole, per esempio da cinque minuti ogni ora, favoriscono la circolazione sanguigna e stimolano la guarigione delle ferite. La mobilità viene lentamente ripristinata e viene promossa la costruzione muscolare, ma ancora con esercizi effettuati in assenza di dolore.

Durante la fisioterapia il carico sull’articolazione del ginocchio aumenta sempre più, fino ad allenarsi arrivando addirittura alla soglia del dolore. Al termine della fisioterapia, il ginocchio dovrebbe essere di nuovo completamente elastico, in modo che siano nuovamente possibili squat e affondi.

Il paziente continua a svolgere gli esercizi fisioterapici a casa, tra i quali particolarmente importanti sono gli esercizi di stretching regolari.

La cura post-operatoria include riposo, applicazione di ghiaccio, elevazione dell’arto e l’uso di farmaci per gestire il dolore e l’infiammazione. Talvolta è necessario immobilizzare per alcuni giorni il ginocchio con un tutore in estensione.

La riabilitazione inizia con esercizi leggeri, progredendo poi gradualmente per ripristinare la forza e la mobilità. Per i primi giorni la deambulazione sarà aiutata dall’uso di stampelle, le quali poco alla volta saranno abbandonate.

In genere, dopo circa 20 giorni il paziente potrà tornare alla sua normale vita quotidiana e dopo circa 45 giorni potrà riprendere l’attività sportiva. La prognosi dopo una sutura meniscale è generalmente positiva, con tassi di successo elevati.

Solitamente è possibile camminare con l’ausilio di stampelle già dal giorno successivo all’intervento, a seconda delle indicazioni del chirurgo. Il dolore dopo l’intervento, solitamente lieve-moderato, può essere facilmente controllato con antidolorifici.

Il riposo assoluto è raccomandato per le prime 24-48 ore, seguito da un graduale aumento dell’attività fisica. Si guadagnerà poi gradualmente una deambulazione sempre più normale.

Bisogna limitare la corsa e le attività pesanti nei primi 10-15 giorni per evitare un gonfiore del ginocchio. La flessione del ginocchio può essere iniziata subito dopo l’intervento sotto guida fisioterapica, seguendo un programma riabilitativo specifico.

Ciò consente al ginocchio di affrontare gradualmente crescenti livelli di stress settimana dopo settimana, fino a riadattarsi alle normali attività quotidiane.

Esercizi di Riabilitazione

Esercizi di rinforzo: esercizi con elastici, pesi o macchine isotoniche per aumentare la forza dei muscoli. Tra questi rientrano ad esempio gli squat, eseguiti flettendo entrambe le ginocchia di 45°, spingendo sui talloni e ritornando poi in posizione eretta.

  • Contrazioni isometriche del quadricipite: seduti a terra, con la gamba infortunata distesa e aderente al terreno, l'altra piegata. Spingere verso il terreno il ginocchio infortunato contraendo il quadricipite (muscolo anteriore della coscia).
  • Estensioni dell'arto inferiore: seduti a terra, con la gamba infortunata distesa e aderente al terreno, l'altra piegata. Contrarre i muscoli del quadricipite per sollevare l'arto infortunato di 20 cm mantenendolo il ginocchio completamente esteso.
  • Mezzo squat: in piedi, mani lungo i fianchi, piedi alla larghezza delle spalle con le punte ruotate verso l'esterno di 30°. Flettere entrambe le ginocchia di 45 grandi, spingere sui talloni contraendo i muscoli della coscia e tornare nella posizione di partenza.
  • Step, su e giù: allena tutti i muscoli della coscia e i glutei. Salire su un gradino di 5 cm utilizzando l'arto infortunato, poi scendere lentamente fino ad appoggiare il tallone (non le dita) dell'altro piede. Sollevarsi verso l'alto facendo forza sul tallone dell'arto dolente e ripetere. Durante la flessione, il ginocchio infortunato non deve mai superare la proiezione verticale della punta del piede.
  • steso a terra, ginocchio completamente esteso, contrai il quadricipite e spingi il ginocchio verso terra, per almeno 5 secondi a contrazione.
  • seduto su una sedia, con l’arto operato steso e il calcagno appoggiato su uno sgabello, rilassa il ginocchio cercando l’estensione. Puoi aggiungere un peso sulla rotula. Esegui flesso-estensioni della caviglia per facilitare la circolazione dell’arto.
  • sdraiato a pancia in su, ginocchio controlaterale piegato, sollevare la gamba distesa formando un angolo di 60-70°, poi tornare in posizione piegata.
  • sdraiato sul fianco opposto alla gamba operata, sollevare la gamba distesa e tornare alla posizione di partenza. - Puoi proseguire i precedenti esercizi. Se troppo facile, puoi aumentare gradatamente la resistenza usando un peso alla caviglia ( 1kg e successivamente aumentare).
  • posizione prona, piegando il ginocchio, solleva la coscia verso l’alto e torna alla posizione di partenza.
  • In posizione eretta, mano contro un tavolo o al muro per l’equilibrio, con l’arto controlaterale steso, fletti il ginocchio operato fino a 90° e mantieni la posizione per qualche secondo poi torna in posizione iniziale.
  • In posizione eretta, mano contro un tavolo o al muro per l’equilibrio, contrai i quadricipiti e sollevati sulle punte mantenendo il ginocchio in completa estensione. mantieni la posizione per qualche secondo poi torna in posizione iniziale.
  • utilizza un cyclette in casa per migliorare l’articolarità e aumentare la flessione. Regola il sedile, in modo che il ginocchio abbia completa estensione con il tallone ben appoggiato sul pedale. 20-30 minuti per 2 volte al giorno.
  • si possono utilizzare tavolette inclinate, cercando di rimanere in equilibrio con due piede e poi con il piede dell’arto operato.

Attività Fisica Durante la Riabilitazione

L’attività fisica è importante per mantenere uno stile di vita sano e attivo, anche in presenza di una lesione al menisco.

Durante la riabilitazione sono indicate attività a basso impatto, come il nuoto, il ciclismo o il cammino. Il paziente dovrà sempre ricevere il consenso dell’ortopedico e del fisioterapista prima di ricominciare l’attività sportiva.

Preparazione all'Intervento

Prima dell’intervento occorre effettuare degli accertamenti pre-operatori (APO) prima del ricovero in modo che al momento della ammissione in ospedale non vi siano contro-indicazioni all’anestesia e all’intervento, in caso di assunzione di farmaci (anticoagulanti, antiepilettici, antiipertensivi ) occorre dichiararli durante questi accertamenti e dichiarare qualsiasi allergia o intolleranza a farmaci o sostanze.

Si devono portare gli esami specialistici effettuati (Rx, RMN, TAC, Ecografie) prescritti e la richiesta di ricovero del medico curante insieme ad un documento di identità.

Al momento del ricovero occorre presentarsi digiuni dalle ore 24 del giorno prima con indumenti idonei al ricovero (tuta e scarpe da ginnastica) accompagnati da una persona, con un paio di bastoni o stampelle ascellari e se indicato dallo specialista da una ginocchiera post-operatoria idonea.

La depilazione del ginocchio può essere effettuata in ospedale poco tempo prima dell’intervento (linee guida della preparazione all’intervento). Se non compilati al momento dell’APO occorre compilare la cartella clinica, firmare i consensi all’anestesia e all’intervento prima dell’ingresso in Sala Operatoria.

In sala operatoria verrete accolti dal personale di sala e dall’anestesista che vi chiederà conferma dell’arto da operare e vi informerà sul tipo di anestesia che può essere effettuata (anestesia loco-regionale o blocco dei nervi periferici sciatico, femorale e otturatorio, anestesia spinale, anestesia generale).

Professionisti Specializzati

I nostri ortopedici specializzati sul ginocchio, il Prof. Paolo Lucci e il Dott.

Riparazione e sutura delle lesioni meniscali in artroscopia: il curriculum del Prof.

Il Prof. Giulio Maria Marcheggiani Muccioli si è distinto nel campo dell’ortopedia, iniziando con una laurea con lode in Medicina e Chirurgia, ottenuta presso l’Università di Bologna nel 2006, seguita da una specializzazione con lode in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e un Dottorato in Scienze Chirurgiche.

La carriera del Prof. Marcheggiani Muccioli include il ruolo accademico di Professore Associato di Ortopedia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, dove ha approfondito tematiche di biomeccanica e patologia dell’arto inferiore e superiore.

Ha ampliato le sue competenze attraverso fellowship internazionali, tra cui esperienze nel Regno Unito, Giappone e Stati Uniti, consolidandosi come Chirurgo Ortopedico con un’ampia esperienza pratica, attestata da oltre 250 interventi all’anno.

Il Prof.

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