Creatina: Benefici e Rischi dell'Integrazione

La creatina è una delle sostanze più frequentemente usate dagli sportivi e da chi vuole raggiungere in tempi brevi una buona performance sportiva e migliorare il proprio fisico. Ma è una sostanza sicura? Fa parte delle sostanze dopanti?

Cos'è la Creatina?

La creatina è una molecola derivata da amminoacidi che si trova principalmente nei muscoli. Un uomo adulto di circa 70 chili ha in media tra i 120 e i 140 grammi di creatina nel corpo, anche se l’allenamento costante ne aumenta le scorte muscolari. L’assunzione di creatina permette di aumentare le scorte muscolari fino al 40%, aumentando la disponibilità di fonti di energia presenti e quindi facilitando l’esecuzione di esercizi di breve durata e alta intensità. Nel muscolo, la creatina serve a produrre energia e permettere la contrazione muscolare perché facilita la produzione dell’ATP, la principale fonte energetica delle nostre cellule.

La creatina è un aminoacido scoperto nella carne dal francese Michel Chevreul nel 1832. Presente nel corpo umano è prodotta dal fegato, dal pancreas e dai reni. In buona parte viene prodotta da fegato, reni e pancreas e, in parte, si assume con una dieta ricca di carne bianca o rossa, latte, pesci e molluschi.

La creatina è un aminoacido, conosciuto soprattutto nell’ambito dello sport, che rafforza e costruisce la massa muscolare, aumentando l’energia corporea. La creatinina ricopre un ruolo fondamentale a livello muscolare, nell’attività di contrazione, per sostenere gli sforzi a cui la struttura è sottoposta.

Si ma, a differenza delle sostanze anabolizzanti (steroidi) che inducono la sintesi di proteine muscolari e rientrano tra le sostanze dopanti, la creatina agisce sulle riserve di energia aumentando la forza del muscolo e riducendo la fatica e i tempi di recupero.

La creatina monoidrato è l'integratore più utilizzato nel fitness e dai bodybuilder e si può assumere anche da vari alimenti. La creatina non può essere assunta a caso! È dimostrato che l’associazione con zucchero facilita, attraverso la secrezione di insulina, la spinta della creatina da parte del pancreas verso le cellule muscolari.

La creatina può essere un buon integratore per chi svolge attività sportiva o che utilizza il proprio fisico per lavori che richiedono sforzo muscolare.

La creatina è uno degli integratori più studiati e utilizzati nel campo della nutrizione sportiva e della fisiologia umana. Si tratta di un composto azotato presente naturalmente nel corpo umano, sintetizzato principalmente nel fegato, nei reni e nel pancreas a partire dagli aminoacidi arginina, glicina e metionina. Circa il 95% della creatina corporea è immagazzinata nel muscolo scheletrico, dove svolge un ruolo cruciale nella produzione di energia attraverso il sistema dei fosfageni.

L’integrazione di creatina è stata ampiamente studiata per i suoi effetti ergogenici, in particolare nel miglioramento della forza, potenza, capacità anaerobica e recupero muscolare. Oltre all’ambito prettamente sportivo, emergenti evidenze suggeriscono benefici anche per la funzione cognitiva e la neuroprotezione (Forbes SC, et al.2022).

Storia e scoperta

La creatina fu scoperta nel 1832 dal chimico francese Michel Eugène Chevreul, che la isolò dai muscoli animali e ne intuì il potenziale bioenergetico. Tuttavia, il suo impiego come integratore sportivo iniziò solo alla fine del XX secolo, quando alcuni atleti olimpici, tra cui il campione britannico di sprint Linford Christie, ne dichiararono l’assunzione ai Giochi Olimpici di Barcellona 1992. Da allora, la creatina è diventata uno degli integratori più studiati e utilizzati nel mondo dello sport e della medicina.

Pubblicazioni scientifiche e crescita del mercato

L’interesse scientifico per la creatina è cresciuto esponenzialmente negli ultimi decenni. Dal 2000 ad oggi, il numero di pubblicazioni riguardanti la creatina ha superato le 2000 ricerche solo su database come PubMed, spaziando dall’ambito sportivo a quello neurologico.

Parallelamente, il mercato degli integratori a base di creatina ha seguito un trend in forte crescita. Nel 2023, il mercato globale della creatina è stato stimato intorno ai 400 milioni di dollari, con una previsione di crescita costante, grazie all’espansione dell’uso non solo tra atleti, ma anche tra popolazioni anziane e soggetti con disturbi neuromuscolari.

Negli anni, l’uso della creatina ha generato un acceso dibattito tra atleti, scienziati e appassionati di fitness. Mentre alcuni ne esaltano i benefici, altri hanno diffuso idee errate che hanno contribuito alla nascita di numerosi miti.

Miti e Verità Sulla Creatina

Vediamo insieme quali sono i principali miti e verità sulla creatina, basandoci sulle evidenze scientifiche più recenti.

Creatina e Ritenzione Idrica

Uno dei dubbi più diffusi sull’integrazione di creatina riguarda la ritenzione idrica, un’idea nata dalle prime ricerche condotte negli anni ’90. Si riteneva che l’aumento delle scorte di creatina nei muscoli potesse determinare un accumulo di acqua, provocando gonfiore e un aumento di peso non legato alla crescita muscolare. Tuttavia, studi più recenti hanno chiarito che questa interpretazione è spesso fuorviante.

La creatina è una molecola osmoticamente attiva, il che significa che può influenzare la distribuzione dei liquidi nell’organismo. Viene trasportata all’interno delle cellule muscolari da un trasportatore sodio-dipendente e, poiché questo processo coinvolge il sodio, una certa quantità di acqua segue il gradiente osmotico e si sposta all’interno della cellula per mantenere l’equilibrio. Questo fenomeno è spesso interpretato come “ritenzione idrica”, ma in realtà non si verifica un accumulo patologico di liquidi nello spazio extracellulare, come accade in caso di edema.

Le prime evidenze scientifiche suggerivano che alte dosi di creatina (20 g al giorno) potessero aumentare la quantità totale di acqua corporea, ma questi studi avevano una durata limitata a pochi giorni (3-6 giorni) e spesso non consideravano altri fattori. Studi successivi, condotti su periodi più lunghi (5-10 settimane), hanno esaminato protocolli di assunzione con una fase di carico (20 g/giorno per 5-7 giorni) seguita da una fase di mantenimento (3-5 g/giorno). I risultati non hanno sempre confermato un aumento significativo della ritenzione idrica, né variazioni significative nei livelli di acqua intracellulare ed extracellulare.

Le poche variazioni osservate riguardavano per lo più soggetti non allenati o individui che avevano appena iniziato ad assumere creatina. Inoltre, nella maggior parte dei casi, non si è riscontrata alcuna modifica del rapporto tra massa muscolare e acqua intracellulare: eventuali aumenti di peso erano dovuti principalmente a un aumento della massa muscolare e non a una ritenzione idrica patologica.

Alla luce delle evidenze scientifiche più recenti, i timori di una ritenzione idrica eccessiva o negativa legata all’uso della creatina sono infondati. Qualsiasi minimo aumento del contenuto di acqua intracellulare è in realtà un effetto positivo, poiché contribuisce alla crescita muscolare e al miglioramento della performance atletica.

La Creatina Causa Disidratazione e Crampi Muscolari?

La convinzione che l’integrazione di creatina potesse causare disidratazione e crampi muscolari derivava dal presupposto che le sue proprietà osmotiche potessero alterare la distribuzione dei fluidi corporei, influenzando l’idratazione muscolare e sistemica.

Gli studi hanno smentito questa convinzione. Tra i primi, nel 2003 (Greenwood et al. 2003) uno studio sui giocatori di calcio universitari della NCAA Division IA, durante un’intera stagione, ha evidenziato che coloro che assumevano creatina riportavano una riduzione significativa di episodi di crampi rispetto a chi assumeva un placebo. Questo risultato è particolarmente rilevante considerando le condizioni di caldo e umidità a cui gli atleti erano esposti.

Lontano dal causare disidratazione e crampi, la creatina sembra offrire un effetto protettivo contro questi problemi. Per atleti e individui impegnati in attività fisiche intense, l’integrazione di creatina si conferma una scelta sicura e potenzialmente benefica, contribuendo all’idratazione, alla riduzione dei crampi e al miglioramento della funzionalità muscolare (Antonio et al. 2021).

Creatina e Salute Renale

Uno dei dubbi più diffusi riguardo all’integrazione di creatina era la sua presunta tossicità renale. Si temeva che un uso prolungato potesse sovraccaricare i reni, portando a danni o insufficienza renale. Tuttavia, le attuali evidenze scientifiche indicano che questa preoccupazione è basata più su sospetti e fraintendimenti che su reali dati sperimentali.

La principale ragione per cui la creatina è stata associata a problemi renali è l’aumento dei livelli di creatinina nel sangue in seguito alla sua integrazione. La creatinina è un metabolita della creatina ed è comunemente utilizzata come indicatore di funzione renale. Livelli elevati possono essere segnale di ridotta capacità filtrante dei reni, ma nel caso di chi assume creatina, l’aumento della creatinina non indica necessariamente un danno, bensì una maggiore produzione dovuta al metabolismo della creatina stessa.

Questa confusione ha portato a interpretazioni errate e alla diffusione del sospetto che la creatina possa “affaticare” i reni.

Diverse ricerche hanno valutato l’impatto della creatina sulla funzione renale, soprattutto in atleti e persone sane, evidenziando come non esiste alcuna evidenza di tossicità renale negli individui sani che assumono creatina alle dosi raccomandate (Antonio et al. 2021).

Gli unici casi in cui sono stati riportati problemi renali sono legati a soggetti con patologie preesistenti, uso improprio di creatina (dosi eccessive per lunghi periodi) o assunzione combinata con altre sostanze nefrotossiche, come farmaci o steroidi anabolizzanti.

Se un individuo soffre di patologie renali preesistenti (insufficienza renale, glomerulonefrite, nefropatia diabetica), è essenziale consultare un medico prima di assumere creatina. Sebbene non esistano studi che dimostrino un peggioramento della funzione renale con dosaggi normali, in questi soggetti la capacità filtrante del rene potrebbe essere già compromessa e ogni integrazione dovrebbe essere valutata con attenzione.

Tuttavia, per la popolazione generale, l’integrazione di creatina a dosaggi raccomandati non rappresenta un rischio per la salute renale.

L'aumento della creatinina (prodotto di scarto della creatina) nel sangue, è normale per chi assume creatina e non indica necessariamente un danno renale. Se vengono rispettate le dosi raccomandate dalle linee guida, quindi non superiori a 3 grammi al giorno per ripristinare il fabbisogno quotidiano, non ci sono evidenze di sofferenza dei reni2.

Creatina e Perdita di Capelli

Una delle preoccupazioni più discusse riguardo l’integrazione di creatina è la sua presunta associazione con la calvizie. Questo timore nasce da uno studio del 2009, che suggeriva un aumento dei livelli di diidrotestosterone (DHT) a seguito dell’integrazione con creatina.

Il DHT è un metabolita del testosterone, convertito dalla sua forma libera. Negli uomini, può legarsi ai recettori androgeni dei follicoli piliferi, contribuendo alla miniaturizzazione dei capelli e alla calvizie androgenetica.

Lo studio già citato di van der Merwe et al. (2009) su giocatori universitari di rugby osservò un aumento dei livelli di DHT nei soggetti che assumevano creatina. Tuttavia:

  • Non è stata misurata direttamente la caduta dei capelli.
  • L’aumento del DHT era comunque entro i limiti clinici normali.
  • I livelli iniziali di DHT nei giocatori che assumevano creatina erano significativamente più bassi rispetto al gruppo di controllo.
  • Nessuno studio successivo ha confermato questi risultati o dimostrato una correlazione diretta tra creatina e perdita di capelli.

Diversi studi hanno esaminato la relazione tra creatina e testosterone, senza trovare variazioni significative nei livelli ormonali dopo l’assunzione. Anche nei rari casi in cui si è osservato un lieve aumento del testosterone, questo era fisiologicamente insignificante.

Sebbene siano necessari ulteriori studi per approfondire il tema, non esiste alcuna evidenza scientifica che dimostri un collegamento diretto tra l’integrazione di creatina e la perdita di capelli. Al momento, il timore di calvizie legato all’uso di creatina rimane un mito senza basi solide.

La Creatina è Dannosa per Bambini e Adolescenti?

La sicurezza della creatina nei bambini e adolescenti è un argomento di grande interesse, soprattutto considerando la crescente popolarità di questo integratore tra i giovani atleti. Contrariamente alle preoccupazioni comuni, un numero crescente di studi suggerisce che la creatina è sicura e potenzialmente benefica per questa fascia d’età.

Due revisione della letteratura condotta da Jagim et al. (Jagim et al.2018&2021) non hanno trovato alcuna evidenza di effetti nocivi legati all’uso della creatina, evidenziandone invece i potenziali benefici.

La review ultima sottolinea come sia fondamentale continuare a indagare i potenziali benefici della creatina in popolazioni cliniche in cui potrebbe esistere una specifica razionalità fisiologica per un effetto terapeutico. Tra queste condizioni rientrano le miopatie, la distrofia muscolare, le patologie caratterizzate da perdita di massa muscolare, la cachessia neoplastica, la depressione clinica, i traumi cranici, le lesioni del midollo spinale, le lesioni ortopediche e i periodi di allettamento o immobilizzazione.

Sebbene sia sempre consigliato consultare un medico prima di iniziare qualsiasi supplementazione in età giovanile, le evidenze scientifiche attuali indicano che la creatina è una scelta sicura e potenzialmente vantaggiosa per bambini e adolescenti impegnati in attività sportive.

Come Assumere la Creatina

Meglio solo o accompagnata?

La creatina è efficace indipendentemente dalla co-assunzione con altri nutrienti. Tuttavia, ci sono prove che l’assorbimento di creatina nel muscolo scheletrico può essere migliorato dall’ingestione di glucosio. I primi a ipotizzarlo furono Green et al. che nel 1996 riportavano che la combinazione di creatina (5 grammi), destrosio (18 grammi) e glucosio (95 grammi) promuoveva una maggiore ritenzione di creatina muscolare nel tempo. Studi successivi inoltre hanno dimostrato che la creatina ha effetti favorevoli sulla resintesi del glicogeno.

In merito alla co-assunzione con proteine, diversi studi riportano come la combinazione di creatina, carboidrati e proteine del siero di latte stimoli un maggiore assorbimento e ritenzione di creatina rispetto alla creatina integrata da sola.

In sintesi, ci sono evidenze che la combinazione di creatina con altri composti ergogenici (es. carboidrati, proteine) possa accelerare l’accumulo di creatina intramuscolare e potenzialmente aumentare gli adattamenti relativi all’esercizio (Antonio J, et al. 2025).

Caffeine & creatina. Vanno d’accordo?

Pur avendo creatina e caffeina meccanismi ergogenici indipendenti, la caffeina ha dimostrato di facilitare l’assorbimento della creatina stimolando i trasportatori di creatina all’interno del sarcolemma (Vandenberghe K, et al. 2022). Specifícamente, la caffeina può attivare la pompa sodio-potassio ATPasi, aumentando il gradiente di sodio lungo il sarcolemma. I trasportatori di creatina dipendono dai livelli extracellulari di sodio, che potrebbero essere stimolati dal gradiente di sodio indotto dalla caffeina. Da cui, l’ipotesi di un effetto sinergico.

Tuttavia, altre evidenze suggeriscono che la caffeina potrebbe attenuare gli effetti ergogenici della creatina a causa di effetti opposti sulla cinetica del calcio a livello del reticolo sarcoplasmatico, ritardando i tempi di rilassamento muscolare e, di conseguenza, riducendo la performance fisica. Inoltre, è stato teorizzato che la co-ingestione di creatina e caffeina possa aumentare i sintomi di distress gastrointestinale, il che potrebbe indirettamente compromettere la prestazione

In sintesi, l’ingestione a breve termine di creatina monoidrato e caffeina (<5 mg/kg/giorno) probabilmente non determina effetti muscolari contrastanti. Gli eventuali effetti di interferenza a lungo termine rimangono ancora da investigare. Questa strategia combinata potrebbe aumentare il distress gastrointestinale e, di conseguenza, interferire indirettamente con la prestazione.

La creatina è sicura in gravidanza?

La regolazione del metabolismo della creatina è importante in tutte le fasi della riproduzione, dalla fecondazione alla crescita fetale, all’allattamento. Questo crescente corpus di ricerche sta sollevando interrogativi sull’assunzione dietetica ottimale di creatina durante la gravidanza e sulla possibilità che la creatina monoidrato possa apportare benefici a determinate popolazioni, inclusi i neonati prematuri (Berry MJ, 2019).

In particolare, sono in corso studi per esplorare il potenziale della creatina durante la gravidanza nel favorire l’aumento delle riserve fetali di creatina e nel supportare l’omeostasi energetica durante periodi di ipossia-ischemia di entità variabile, con l’obiettivo di prevenire complicanze maggiori come l’encefalopatia ipossico-ischemica perinatale. I risultati iniziali provenienti da modelli preclinici sono promettenti.

In sintesi, le ricerche preliminari condotte su modelli animali suggeriscono che l’assunzione di creatina durante la gravidanza non ha effetti negativi sulla madre o sulla prole.

Tuttavia, attualmente non sono disponibili evidenze dirette provenienti da studi clinici randomizzati, controllati e ben condotti sulla sicurezza e tollerabilità della creatina durante la gravidanza umana.

Effetti Collaterali e Rischi

La creatina può occasionalmente causare nausea e diarrea, soprattutto quando non viene assunta correttamente.

I possibili effetti avversi, si osservano in caso di alti dosaggi ed a breve termine includono diarrea, crampi ed eruzioni cutanee. L'uso prolungato e non controllato può causare un aumento della creatinina, disidratazione e alterazioni della pressione.

Alle prime assunzioni di creatina, l’aumento del volume di liquidi nelle cellule muscolari può sbilanciare l’equilibrio elettrolitico, ovvero il contenuto di sali minerali, con conseguente comparsa di crampi.

Ritenzione idrica

È l’effetto più frequente, poiché la creatina attira l’acqua nei muscoli. Un aumento di peso è un possibile effetto collaterale dell’integrazione di creatina, ma non è dovuto a un accumulo di grasso.

Crampi muscolari

Sono stati aneddoticamente riportati da alcuni soggetti. L’idea che la creatina possa causare crampi muscolari deriva da preoccupazioni iniziali legate alla sua capacità di trattenere acqua all’interno delle cellule muscolari. Si ipotizzava che ciò potesse alterare l’equilibrio idrico ed elettrolitico, aumentando il rischio di crampi muscolari.

Scarsa solubilità

La creatina monoidrato non è molto solubile in acqua.

Altre Considerazioni

No, non tutti rispondo allo stesso modo: i soggetti che hanno alti livelli basali di creatina non hanno alcun beneficio.

La creatina è studiata anche in ambito medico per patologie che richiedono maggiori riserve energetiche.

Gli integratori che assicurano il miglioramento delle performance sportive e dell’aspetto fisico, spesso reperiti nelle palestre o sul web, possono contenere sostanze non dichiarate, come gli steroidi anabolizzanti, i diuretici e le anfetamine.

Qui non forniremo indicazioni su tempi di somministrazione e quantitativi perché devono essere parametrati ad personam e come già indicato verificati dal medico.

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

Tabella Riassuntiva: Benefici e Rischi della Creatina

Benefici Rischi e Effetti Collaterali
Aumento della massa muscolare Ritenzione idrica (temporanea)
Miglioramento della forza e della potenza Possibili crampi muscolari (raro)
Recupero muscolare più rapido Disturbi gastrointestinali (nausea, diarrea)
Potenziali benefici per la funzione cognitiva Aumento dei livelli di creatinina nel sangue (non sempre indicativo di danno renale)
Effetto protettivo contro la disidratazione e i crampi Rischio di contaminazione in integratori non controllati

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