Indice Glicemico del Prosciutto Cotto: Caratteristiche Nutrizionali e Impatto sulla Glicemia

Il prosciutto cotto è uno tra gli alimenti più consumati nelle cucine italiane e viene impiegato in moltissime ricette. Innanzitutto, è bene chiarire che il prosciutto cotto è un salume, non un insaccato, in quanto si ricava dalla coscia disossata del maiale, privata di tendini e cotenna.

Caratteristiche Nutrizionali del Prosciutto Cotto

Dal punto di vista nutrizionale, il prosciutto cotto può essere inserito nella nostra alimentazione come un sostituto proteico, avendo una percentuale medio-alta di proteine. Su 100 g di prodotto, infatti, ben il 19,8 - 22,2% è rappresentato da proteine (la percentuale varia in base alla presenza della parte grassa). La restante parte è rappresentata da acqua (62,2 %), da una percentuale variabile di grasso (tra il 14,7 ed il 4,4 %), e dallo 0,9-1 % di carboidrati unitamente a piccole percentuali, in ordine decrescente di potassio, ferro, sodio, calcio, fosforo, niacina (vitamina B3), riboflavina (vitamina B2) e tiamina (vitamina B1). Pur essendo quindi un alimento che contiene un’alta percentuale di sale, il prosciutto cotto rappresenta un’importante fonte di proteine e di grassi, ricco di aminoacidi liberi (essenziali e non) e di acidi grassi.

Variazioni nel Contenuto di Grasso

Da cosa dipende una così ampia variabilità della percentuale di grasso? Dipende dalla presenza o meno della parte di grasso visibile. Mediamente i 14,7 g di grasso del prosciutto cotto sono composti da 5,1 g di grassi saturi, 6,05 di grassi monoinsaturi e 2,45 di grassi polinsaturi.

Apporto Calorico

Il prosciutto cotto è un alimento ipercalorico? Assolutamente NO! Le calorie variano notevolmente in base alla presenza o meno del grasso. Il prosciutto cotto intero (non privato del grasso visibile) apporta 215 kcal per 100 g di prodotto contro le 132 kcal del prosciutto cotto privato del grasso visibile.

Indice Glicemico del Prosciutto Cotto

Un altro notevole vantaggio del prosciutto cotto è che, essendo composto principalmente da proteine, presenta un indice glicemico pari a 0. Queste sono le risposte scientifiche a chi può avere il dubbio “il prosciutto cotto fa ingrassare?” o “il prosciutto cotto fa male?”. Se consideriamo che quanto è prodotto con cura (come fa Segata) il prosciutto cotto è senza glutine, senza conservanti e senza lattosio, allora ecco che possiamo consumarlo con sicurezza.

Benefici per la Dieta e lo Sport

Dal punto di vista nutrizionale, si tratta di un alimento che apporta all’organismo una buona percentuale di proteine di alto valore biologico, offrendo un’alternativa gustosa e sana a chi pratica sport. Inoltre, il prosciutto cotto contiene importanti nutrienti come ferro, zinco e vitamine del gruppo B (tiamina, la niacina e la vitamina B12) in forma facilmente digeribile che lo rendono particolarmente indicato per una dieta sportiva, per la salute ossea e la regolazione della pressione sanguigna.

Considerazioni sull'Indice Glicemico

Nota importante è la presenza di un indice glicemico pari a 0, che rende il prosciutto facilmente consumabile anche da persone che soffrono di alterazioni glicemiche. In generale, possiamo dire che il prosciutto cotto è un alimento versatile, ricco di proteine, che può essere introdotto agevolmente nelle diete sportive, con un consumo moderato e all’interno di un regime alimentare bilanciato.

Cos'è l'Indice Glicemico (IG)?

L’Indice Glicemico (IG) e il Carico Glicemico (CG) sono due indicatori molto importanti per valutare l’influenza che i cibi hanno sulla glicemia durante e dopo un pasto. L’Indice Glicemico (IG) di un alimento è una misura qualitativa che ci dice quanto quell’alimento - rispetto allo zucchero bianco da cucina (che ha valore 100), è capace di far alzare la glicemia. Per il confronto oggi si usa anche il pane bianco (sempre considerando 100 come valore di riferimento).

Più è alto l’indice glicemico di un alimento, maggiore sarà il suo impatto sulla glicemia, fatto cento lo zucchero bianco da cucina (saccarosio). I cibi che fanno salire il glucosio rapidamente hanno un Indice Glicemico alto, quelli che lo fanno salire gradualmente hanno un IG basso.

I valori dell’Indice Glicemico pur essendo un parametro utile soprattutto per la qualità della propria dieta, vanno considerati, tuttavia, come valori puramente indicativi perché si riferiscono sempre e solo all’alimento puro, considerano solo gli zuccheri e non gli altri nutrienti (grassi, proteine, fibre che sappiamo influenzare il metabolismo degli zuccheri) presenti nell’alimento, e - limite importante - non considerano la quantità effettivamente consumata di quel determinato alimento (carico glicemico). Rispetto a una dieta classica che fornisce le quantità esatte da consumare, quella dell’IG è necessariamente più imprecisa. Il consiglio quindi è quello di usare l’Indice Glicemico come ausilio complementare ad altri tipi di dieta consultandoti con il tuo medico.

Importanza dell'IG per i Diabetici

L’indice glicemico è un indicatore importante per chi soffre di diabete, considerato che deve evitare rapidi innalzamenti della glicemia. Seguire una dieta a base di alimenti con indice glicemico basso, per quanto possa sembrare complicato, può permettere un migliore controllo della propria glicemia. Secondo alcuni Esperti, inoltre, gli alimenti a indice glicemico più basso aiutano a tenere sotto controllo il peso perché provocano sazietà senza bisogno di molte calorie. E sentirsi sazi è importante sia per chi ha il diabete che per chi vuole dimagrire.

Fattori che Influenzano l'IG

Quando consumiamo qualche alimento che contiene carboidrati, questi - grazie all’insulina che funziona come una sorta di “chiave - passano dall’intestino al sangue e così i livelli di glucosio aumentano. L’ammontare di questo aumento dipende da diversi fattori:

  • la composizione dell’alimento
  • il luogo di coltivazione e di raccolta
  • il contenuto in amidi, proteine, fibre e grassi
  • la combinazione con altri alimenti
  • il tipo di cottura
  • il grado di maturazione (per es. per la frutta)

Sono tutti fattori che possono influenzare anche notevolmente gli effetti sulla glicemia; inoltre l’IG può presentare forti variazioni da una persona all’altra.

Carico Glicemico (CG)

Prima di parlare del carico glicemico è importante comprendere cos’è l’indice glicemico (IG). Per questo, nasce il concetto di carico glicemico, che considera anche la quantità di zuccheri presenti.

Il carico glicemico è un secondo indicatore nutrizionale che valuta l’effetto sulla glicemia di un alimento basandosi sulle quantità effettivamente consumate. Di conseguenza è un parametro più adatto per calcolare il consumo quotidiano dei vari alimenti.

La formula per calcolare il Carico Glicemico è molto semplice, perché basta calcolare la quantità di alimento che stiamo consumando in gr di carboidrati per il suo Indice Glicemico e poi dividere tutto per 100.

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