Pizza Integrale e Indice Glicemico: Guida Completa per una Scelta Consapevole

Buongiorno a tutti. Sono diabetico e quindi molto attento all alimentazione. Buongiorno A Tutti. Sono Diabetico E Quindi Molto Attento All Alimentazione.

L’Indice Glicemico (IG) e il Carico Glicemico (CG) sono due indicatori molto importanti per valutare l’influenza che i cibi hanno sulla glicemia durante e dopo un pasto.

Comprendere l'Indice Glicemico (IG)

«L’indice glicemico misura la risposta media di un soggetto sano all’ingestione di una porzione di alimento contenente 50 grammi di carboidrati, misurata in percentuale rispetto alla risposta a 50 grammi di glucosio», spiega la dottoressa Michela C. Speciani, medico esperto in nutrizione applicata.

L’indice glicemico è un parametro nutrizionale elaborato agli inizi degli anni ’80 dal prof.

Più è alto l’indice glicemico di un alimento, maggiore sarà il suo impatto sulla glicemia, fatto cento lo zucchero bianco da cucina (saccarosio).

L’Indice Glicemico (IG) di un alimento è una misura qualitativa che ci dice quanto quell’alimento - rispetto allo zucchero bianco da cucina (che ha valore 100), è capace di far alzare la glicemia.

Per il confronto oggi si usa anche il pane bianco (sempre considerando 100 come valore di riferimento).

Esistono delle tabelle di classificazione arbitraria in IG elevato, intermedio e basso che secondo la maggior parte degli autori è fissata nei range di valori indicati nella tabella sottostante.

I cibi che fanno salire il glucosio rapidamente hanno un Indice Glicemico alto, quelli che lo fanno salire gradualmente hanno un IG basso.

Che cosa possiamo dedurre? I cibi che hanno un alto indice glicemico vengono assorbiti più rapidamente e danno una risposta più rapida rispetto ai cibi a basso IG.

Quindi se noi pensiamo a un alimento con alto IG che è 100 è lo zucchero bianco e infatti lo utilizziamo proprio quando vogliamo fare alzare la glicemia - nel corso di una crisi ipoglicemia - perché è quello più efficace nel breve tempo.

L’indice glicemico è un indicatore importante per chi soffre di diabete, considerato che deve evitare rapidi innalzamenti della glicemia.

Seguire una dieta a base di alimenti con indice glicemico basso, per quanto possa sembrare complicato, può permettere un migliore controllo della propria glicemia.

Secondo alcuni Esperti, inoltre, gli alimenti a indice glicemico più basso aiutano a tenere sotto controllo il peso perché provocano sazietà senza bisogno di molte calorie.

E sentirsi sazi è importante sia per chi ha il diabete che per chi vuole dimagrire.

Fattori che influenzano l'Indice Glicemico

Quando consumiamo qualche alimento che contiene carboidrati, questi - grazie all’insulina che funziona come una sorta di “chiave - passano dall’intestino al sangue e così i livelli di glucosio aumentano.

L’ammontare di questo aumento dipende da diversi fattori:

  • la composizione dell’alimento;
  • il luogo di coltivazione e di raccolta;
  • il contenuto in amidi, proteine, fibre e grassi;
  • la combinazione con altri alimenti;
  • il tipo di cottura;
  • il grado di maturazione (per es. per la frutta)

sono tutti fattori che possono influenzare anche notevolmente gli effetti sulla glicemia; inoltre l’IG può presentare forti variazioni da una persona all’altra.

I valori dell’Indice Glicemico pur essendo un parametro utile soprattutto per la qualità della propria dieta, vanno considerati, tuttavia, come valori puramente indicativi perché si riferiscono sempre e solo all’alimento puro, considerano solo gli zuccheri e non gli altri nutrienti (grassi, proteine, fibre che sappiamo influenzare il metabolismo degli zuccheri) presenti nell’alimento, e - limite importante - non considerano la quantità effettivamente consumata di quel determinato alimento (carico glicemico).

Rispetto a una dieta classica che fornisce le quantità esatte da consumare, quella dell’IG è necessariamente più imprecisa.

Il consiglio quindi è quello di usare l’Indice Glicemico come ausilio complementare ad altri tipi di dieta consultandoti con il tuo medico.

L'Indice Glicemico della Pizza

«L’indice glicemico della pizza viene generalmente considerato 60, collocandolo qualche scalino più in basso rispetto al pane e in una posizione di “medio indice glicemico”», dice l’esperta.

«Questo valore può comunque dipendere ed essere modificato da diversi fattori come la farina usata nell’impasto e il tipo di condimento.

La classica pizza napoletana e la pizza a base alta condita con la passata di pomodoro, ad esempio, sono di solito quelle con più carboidrati.

L’aggiunta di mozzarella o formaggio però può modulare la velocità di assorbimento degli zuccheri senza aggiungerne di fatto al piatto», dice il medico, che qui ci dà una serie di consiglia su pizza e indice glicemico.

Per molto tempo in passato si è ritenuto che tutti i carboidrati semplici (zucchero, dolci, bibite, succhi…) fossero uguali e facessero salire rapidamente il glucosio nel sangue; viceversa si riteneva che tutti i carboidrati complessi (farine e cereali, pizza, patate, gnocchi di patate, legumi, verdure, castagne) lo facessero salire lentamente e in modo graduale.

Negli ultimi quindici anni, molti studi scientifici hanno dimostrato direttamente o indirettamente l’interesse dell’indice glicemico nella lotta contro l’obesità ma anche nella prevenzione del diabete e delle malattie cardiovascolari.

Il Carico Glicemico (CG): Un Approccio Più Completo

Che cos’è il carico glicemico (CG)?Il carico glicemico è un secondo indicatore nutrizionale che valuta l’effetto sulla glicemia di un alimento basandosi sulle quantità effettivamente consumate.

Di conseguenza è un parametro più adatto per calcolare il consumo quotidiano dei vari alimenti.

La formula per calcolare il Carico Glicemico è molto semplice, perché basta calcolare la quantità di alimento che stiamo consumando in gr di carboidrati per il suo Indice Glicemico e poi dividere tutto per 100.

A seconda delle dimensioni della porzione, infatti il carico glicemico di alimenti diversi può risultare simile nonostante l’indice glicemico degli stessi sia molto diverso.

Il Carico Glicemico è quindi un indicatore molto più interessante e utile per l’uso quotidiano perché considera le quantità effettivamente consumate.

Tabella di Esempio: Indice Glicemico e Carico Glicemico Comparati

Alimento Indice Glicemico (IG) Carico Glicemico (CG) per Porzione
Pane ai cereali Basso 19
Pane bianco Alto 17

Pizza Integrale: Benefici e Caratteristiche

L’impasto integrale è ricco di fibre alimentari, essenziali per mantenere il nostro sistema digestivo in salute. Le fibre aiutano a regolare il transito intestinale, prevenendo problemi come la stitichezza.

A differenza della farina raffinata, questa alternativa conserva tutte le parti del chicco di grano, inclusi il germe e la crusca, rendendola ricca di vitamine del gruppo B, vitamina E, magnesio, ferro e zinco.

A differenza dell’impasto tradizionale, che può risultare neutro, l’impasto integrale è caratterizzato da dolci note di nocciola e un gusto leggermente “terroso”.

Uno dei principali vantaggi di questo impasto è la sua texture unica.

La scelta di utilizzare farina integrale per l’impasto della pizza è anche una scelta ecologica: la produzione di farina integrale ha un impatto ambientale minore rispetto a quella della farina raffinata.

Questo perché la farina integrale utilizza l’intero chicco di grano, riducendo così gli scarti e sfruttando al massimo le risorse naturali.

Optare per l’impasto con farina integrale spesso significa anche supportare i produttori locali.

Molti piccoli agricoltori e mulini locali producono farina integrale in modo tradizionale e sostenibile.

Acquistare da loro non solo aiuta l’economia locale, ma riduce anche l’impronta di carbonio associata al trasporto delle materie prime.

Un buon impasto integrale ha un colore più scuro rispetto a quello raffinato, tendente al marrone chiaro.

Grano Khorasan KAMUT®: Un'Alternativa Nutriente

«I risultati positivi emersi da questi due nuovi studi si aggiungono, perciò, a quelli derivati dalla nostra ricerca che ha coinvolto 30 soggetti sani che per un periodo di 16 settimane hanno seguito una dieta a base di grano khorasan KAMUT® integrale o a base di grano moderno integrale.

Al termine dello studio, abbiamo verificato come solo i soggetti che avevano consumato prodotti a base di grano khorasan KAMUT® presentavano una riduzione significativa dei livelli di insulina nel sangue e della massa grassa, rispetto ai soggetti che avevano consumato prodotti a base di grano moderno.

«Lo dimostrano al meglio i risultati di uno studio da noi condotto su pazienti con diabete di tipo 2 in cui sono state testate due differenti fonti di carboidrati: prodotti fatti con grano khorasan KAMUT® e prodotti fatti con grano moderno”, continua la dr.ssa Simonetti.

Consigli per Gestire la Glicemia con la Pizza

Il nutrizionista mi ha spiegato che durante il pranzo, per esempio, è bene accompagnare una portata ,a base di carboidrati, con un contorno di verdure per tenere a bada la glicemia.

E questo lo faccio sempre con buoni risultati.

La pizza non ha un alto indice glicemico, ma ha un alto carico glicemico (una pizza normale con condimenti classici può contenere fino a 100 grammi di amido) infatti dopo aver mangiato una pizza si avrà un elevato picco di glucosio nel sangue ma lo si raggiungerà lentamente ecco perché lei non lo rileva subito.

Come sicuramente le avrà spiegato il suo diabetologo e/o la sua Biologo Nutrizionista, non si concentri solamente sull'indice glicemico ma tenga in considerazione soprattutto il carico glicemico.

La pizza presenta un carico glicemico nettamente maggiore rispetto ad un suo pasto (pranzo o cena che sia) classico (ha detto che è molto attento all'alimentazione, di conseguenza non credo faccia tanti spropositi).

Anche quando mangia la pizza non faccia mai mancare la presenza di verdure.

Dopo una pizza infatti si avrà un elevato picco di glucosio nel sangue ma lo si raggiungerà lentamente.

Le proteine e il grasso della mozzarella e quello dell’olio, l’eventuale fibra delle verdure (quella della salsa di pomodoro è poca roba) e della farina quando si sceglie la versione integrale “smorzano” la velocità di ascesa della glicemia, ma c’è un prezzo da pagare: il maggior quantitativo calorico della preparazione.

Se si vuole un indice glicemico basso bisogna aggiungere calorie.

Per abbassare un poco gli effetti le consiglio di iniziare il pasto con della verdura cruda senza nessun accompagnamento se non un cucchiaino d’olio e limone.

In considerazione di quanto riferisce oltre a ricordarele, come i miei colleghi prima di me, che oltre all'indice glicemico deve tener conto dell'alto grado calorico vorrei porre attenzione sul quantitativo di coarboidrati che assume con la pizza rispetto ad un piatto di pasta con verdure.

Buongiorno, sicuramente la pizza ha un elevato carico glicemico, come già affermato dai colleghi precedenti, perciò è normale vedere dopo qualche ora un'innalzamento graduale della glicemia.

Buonpomeriggio, come già piegato dai colleghi, il picco glicemico può essere raggiunto anche dopo un'ora e mezza dal pasto; è molto importante che controlli anche il carico glicemico e non solo l'indice glicemico degli alimenti.

Associ sempre buoni quantitativi di verdure ai suoi pasti.

Diminuisca di un poco la porzione di pizza e aumenti quella delle verdure.

Buonasera, è corretto come sta già facendo, ma quando mangiamo dobbiamo tener conto non solo dell'indice glicemico ma bensì anche del carico glicemico cioè un parametro che tiene conto della quantità di carboidrati presente in un determinato alimento.

La pizza ha un carico glicemico alto, associ al pasto sempre delle verdure di stagione.

Buongiorno, è giusto associare a dei carboidrati la verdura, quindi quello che fa è corretto, non solo nel suo caso di DMT2.

La pizza ha un carico glicemico alto, infatti una pizza fornisce più carboidrati rispetto a un piatto classico di pasta da 70-80g.

Il mio consiglio è di prediligere una pizza con farine non raffinate e meglio ancora a lievitazione con pasta madre, queste accortezze non solo le faranno scegliere un prodotto di qualità migliore ma contribuiscono a controllare l'impatto glicemico.

Inoltre cerchi di abbinare sempre una bella porzione di verdure a piacere, magari da consumare mentre aspetta che arrivi la pizza.

In generale, a causa del contenuto di carboidrati complessivo della pizza il suo consumo può portare a picchi glicemici a distanza di qualche ora.

Le consiglio, quando possibile, di consumare una pizza fatta con farina integrale, di mangiare una quantità ridotta rispetto a quella che abitualmente consuma e consideri l’idea di mangiare la verdura prima della pizza, le fibre li contenute l’aiuteranno a gestire i picchi glicemici.

Quello che descrivi è un fenomeno tipico legato alla composizione della pizza, che combina carboidrati a lento assorbimento e grassi.

L’impasto della pizza, spesso fatto con farine raffinate e caratterizzato da un indice glicemico medio-alto, viene digerito gradualmente.

Questo può spiegare perché la glicemia continua a salire anche dopo la terza o quarta ora dal pasto.

Per gestire meglio questa situazione, potrebbe essere utile valutare una pizza con impasto integrale o a basso indice glicemico e abbinarla sempre a una porzione abbondante di verdure, che aiutano a rallentare l’assorbimento dei carboidrati.

È importante che tu continui a monitorare la glicemia per comprendere come reagisce il tuo corpo e discuterne con il tuo medico o nutrizionista per eventuali adattamenti.

Queste oscillazioni sono comuni con pasti complessi come la pizza, ma con qualche modifica potresti riuscire a ridurre questi rialzi prolungati.

  • Ritardo nell’assorbimento dei carboidrati: La pizza contiene sia carboidrati (dalla farina) sia grassi e proteine (dai condimenti e dal formaggio).
  • I grassi e le proteine rallentano la digestione e l’assorbimento dei carboidrati, il che può causare un picco glicemico ritardato, come quello che stai osservando dopo 3-4 ore dal pasto.
  • Composizione del pasto: Sebbene tu stia accompagnando il pasto con verdure (che è un’ottima scelta per gestire la glicemia), il tipo di carboidrati contenuti nella pizza (raffinati) può essere assorbito in modo diverso rispetto a carboidrati complessi o ad alto contenuto di fibre, come quelli che si trovano in verdure, legumi o cereali integrali.
  • Fai attenzione alle porzioni: Le porzioni abbondanti di pizza possono essere particolarmente problematiche.

Pizza e Glicemia: I Consigli del Nutrizionista

«Di solito, con l’accordo del proprio medico, anche chi ha problemi di glicemia, seguendo una dieta equilibrata e bilanciata, può mangiare la pizza», dice la dottoressa Michela C. Speciani.

«Una caramella o l’aggiunta di zucchero al caffè può fare decisamente più danni rispetto a una buona pizza con le giuste proteine una volta ogni tanto.

Per ridurre il carico glicemico di questo alimento e l’impatto sulla glicemia l’ideale è scegliere una pizza preparata con sola farina integrale e condita con ingredienti che apportano proteine, nutrienti in grado di modulare la risposta glicemica.

Quindi meglio orientarsi su una pizza farcita con prosciutto e formaggio piuttosto che una marinara.

Le proteine come i grassi buoni, ad esempio quelli contenuti nell’olio extravergine aggiunto a crudo, modulano la risposta metabolica agli zuccheri, rendendola meno violenta».

Poi occorre fare attenzione alle quantità e alla frequenza di consumo.

«Il suggerimento, in particolare se sussistono problemi metabolici, è di affidarsi a un professionista che possa indirizzare in modo efficace a una nutrizione personalizzata, rispetto alle necessità che spesso variano molto da persona a persona».

La Pizza Giusta se Hai Problemi di Peso

«Se il consumo di pizza è occasionale e non sussistono particolari problemi di salute il consiglio è di scegliere la pizza preferita.

Una nutrizione sana lascia spazio alla gioia e al gusto e anche a qualche momento di trasgressione.

Se invece l’obiettivo è quello di rendere il consumo della pizza il meno trasgressivo possibile, meglio scegliere una pizza non fritta o che non sia farcita di cibi fritti come le classiche patatine.

I grassi trans presenti nella frittura peggiorano infatti la risposta metabolica agli zuccheri.

La pizza, a causa dell'alto numero di calorie, è considerata l'opposto di un alimento dietetico e per questo, è quasi sempre bandita dalla routine alimentare di chi si sottopone a una dieta dimagrante, che spesso non consente di sforare le 1300 calorie.

A fare la differenza in molti casi è il tipo di farina che si sceglie e la quantità utilizzata.

Meno una farina è raffinata, infatti, più i granuli di amido sono grandi e questo aumenta la presenza di fibre ed eventuali grassi del germe di grano, che a loro volta diminuiscono l'indice glicemico.

Un ultimo trucco per chi deve mantenere la glicemia sotto controllo è quello di mangiare, prima della pizza, un abbondante piatto di verdure crude con olio e limone o aceto.

Altri Accorgimenti Utili

  • utilizzare farine non raffinate, semi-integrali e integrali con un buon apporto di fibre;
  • occhio alla quantità: ordinare una pizza baby piuttosto che dividere la pizza con qualcuno o lasciare 1-2 fette piuttosto che lasciare il bordo;
  • consumare una pizza semplice senza esagerare con i condimenti: ad esempio una pizza margherita con poca mozzarella più verdure;

Deamidare il Riso per Ridurre l'Indice Glicemico (Metodo Alternativo)

Sappiamo che ci sono diverse varietà di riso e ciascuna ha un Indice Glicemico diverso, mediamente pari a IG = 70 (per 100 g di riso, 330 kcal, CHO 85 g, proteine 7 g, fibre 1 g).

Se si ha a disposizione un po’ di tempo, è possibile de-amidare il riso prima di consumarlo, così da ridurne l’Indice Glicemico:

  1. Mettere il riso in ammollo in una ciotola di acqua fredda.
  2. Lasciare in ammollo per 2-3 ore o più, cambiando spesso l’acqua. In questo modo, parte dell’amido rimane nell’acqua.
  3. Sciacquare.
  4. Procedere con la cottura.

L'Importanza della Quantità Consumata

Molti alimenti con un indice glicemico basso sono integrali e sono ricchi di nutrienti come fibre, vitamine, minerali e altri componenti importanti per la salute, perciò è consigliabile inserirne molti nel proprio menù quotidiano.

Tuttavia, è importante tenere sempre d’occhio anche la quantità che si assume di ciascun alimento.

Risorse Utili: Tabelle e App per l'Indice e il Carico Glicemico

Esistono diversi libri, pagine web e application che riportano tabelle con l’indice glicemico dei vari alimenti.

Di seguito, riportiamo alcuni esempi.

The complete list of the glycemic index and glycemic load for more than 1,000 foods can be found in the article “International tables of glycemic index and glycemic load values: 2008” by Fiona S. Atkinson, Kaye Foster-Powell, and Jennie C. Brand-Miller in the December 2008 issue of Diabetes Care, Vol.

Indice e carico glicemico è un applicazione che ti permette di navigare facilmente, cercare, visualizzare l’indice glicemico e il carico glicemico di vari alimenti.

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