Quando si parla di dimagrimento, sembra difficile fare un’associazione con cibi come le patate. Tuttavia, esistono alcune tecniche culinarie che permettono di sfruttare le proprietà chimiche degli amidi per godersi questo alimento delizioso senza compromettere gli obiettivi di perdita di peso. Farmacista e nutrizionista, gestisco dal 2017 Farmabook, una pagina di divulgazione scientifica.
La Retrogradazione degli Amidi
La retrogradazione degli amidi è un fenomeno "chimico-culinario" che si verifica quando gli amidi vengono cotti e poi raffreddati e subiscono una riorganizzazione delle loro strutture molecolari interne. In sostanza, durante il processo di cottura, gli amidi presenti negli alimenti subiscono un processo di gelatinizzazione, che li rende solubili in acqua e li trasforma in una consistenza gelatinosa.
Quando l’amido gelatinizzato viene raffreddato, le molecole di amido tendono a riorganizzarsi in una struttura cristallina, tornando a una forma insolubile in acqua. Questo fenomeno è particolarmente evidente in alimenti come le patate e il riso.
Amido Resistente e i suoi Benefici
L’amido resistente è un tipo di amido che il nostro corpo non è in grado di digerire completamente e agisce in modo più simile alle fibre alimentari. Durante il processo di retrogradazione, parte dell’amido gelatinizzato diventa amido resistente, il che significa che non viene completamente assorbito dal nostro intestino tenue e può anzi essere fermentato dai batteri nel colon.
La retrogradazione degli amidi può avere effetti positivi sulla salute, poiché l’amido resistente può aiutare a ridurre l’indice glicemico degli alimenti (patate e riso) e può essere benefico per la salute intestinale. Quindi le patate raffreddate, a differenza di quelle calde, contengono una forma particolare di amido resistente.
Questo tipo di amido è meno digeribile nell’intestino tenue, e ciò comporta alcuni vantaggi per chi vuole perdere peso e rimanere in forma. L’amido resistente tende ad aumentare il senso di sazietà e ridurre il picco glicemico, aiutando a controllare l’appetito e mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
Infatti, una porzione di patate lessate (200 g secondo i LARN) apporta per esempio la metà degli amidi (35 g) di una porzione di pasta di semola (80 g secondo i LARN, corrispondenti a circa 64 g di amidi) con un apporto calorico piuttosto contenuto (160 Kcal per 200 g di patate, contro le 290 per 80 g di pasta di semola). Le patate, cotte senza grassi, sono ottimi sostituti di pane, pasta e riso.
Regolazione del metabolismo: i picchi glicemici possono ostacolare il dimagrimento e quindi vanno evitati.
Come Preparare le Patate Fredde per Dimagrire
Per massimizzare i benefici delle patate fredde per dimagrire, è importante evitarne la frittura o l’aggiunta di grassi saturi come il burro.
- Insalata di patate: cucinare le patate, tagliarle a cubetti e condirle con olio extravergine di oliva, succo di limone, sale e pepe.
- Patate al vapore: cuocere le patate al vapore finché non sono belle tenere.
- Patate arrosto: tagliare le patate a spicchi, condirle con una miscela di spezie come aglio in polvere, paprika, pepe nero e timo.
Patate Fredde e Dieta Equilibrata
Come con qualsiasi alimento, le patate fredde devono essere consumate all’interno di una dieta sana e bilanciata, ma soprattutto ipocalorica. Bisogna abbinare le patate a verdure, proteine magre e altre fonti di carboidrati complessi per ottenere un piano alimentare completo e nutriente.
Se le patate fredde diventano parte di un approccio generale al dimagrimento, combinato con attività fisica regolare e uno stile di vita sano, possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi di perdita di peso.
Studio sugli Effetti della Conservazione a Freddo e dell'Aggiunta di Aceto
L’obiettivo di questo studio è stato indagare gli effetti della conservazione a freddo e dell’aggiunta di aceto sulle risposte glicemiche e insuliniche a seguito di un pasto a base di patate, in soggetti sani. I test sono stati effettuati, presso la Applied Nutrition and Food Chemistry della Lund University in Svezia, su un totale di 13 volontari sani.
Questo studio sperimentale ha testato quattro tipologie di pasti: patate appena bollite, patate bollite e conservate fredde (8°C, 24 h), patate bollite e conservate fredde (8°C, 24 h) con aggiunta di salsa vinaigrette (8 g di olio d'oliva e 28 g di aceto bianco (6% di acido acetico)) e pane bianco come riferimento.
Tutti i pasti, che fornivano 50 g di carboidrati disponibili, sono stati serviti come colazione in ordine casuale dopo una notte di digiuno. Campioni di sangue capillare sono stati raccolti a intervalli di tempo durante 120 minuti per l’analisi della glicemia e dell’insulina sierica.
Gli indici glicemici (GI) e insulinemici (II) sono stati calcolati, dalle aree incrementali, usando il pane bianco come riferimento.
La conservazione a freddo delle patate bollite ha aumentato in modo significativo il contenuto di amido resistente (RS) dal 3.3 al 5.2% (base di amido). Gli indici di GI e II delle patate fredde, alle quali è stato aggiunto l’aceto (GI/II = 96/128), sono stati significativamente ridotti del 43% e del 31%, rispettivamente, rispetto ai GI/II delle patate appena bollite (168/185). Inoltre, la conservazione a freddo, di per sé, ha abbassato l’II del 28% rispetto al valore corrispondente per le patate appena bollite.
In conclusione, questo lavoro ha dimostrato che la conservazione a freddo delle patate bollite ha generato quantità apprezzabili di RS. Inoltre, la conservazione a freddo e l’aggiunta di aceto hanno ridotto la glicemia acuta e l’insulinemia, in individui sani, dopo un pasto a base di patate. I risultati mostrano che le elevate caratteristiche glicemiche e insulinemiche, comunemente associate ai pasti a base di patate, possono essere ridotte utilizzando condimenti a base di aceto e/o raffreddando i prodotti a base di patate.
Consigli per Diabetici
Le patate possono essere assunte anche dai diabetici con alcuni accorgimenti. Non abbinarle ad alti carboidrati, mangiarle lesse e fredde, far precedere l'assunzione delle patate da una buona porzione di verdura in modo che la fibra in essa contenuta possa abbassare l'indice glicemico complessivo dell'intero pasto.
Contenendo le patate 17 gr di carboidrati circa per 100 gr, si consiglia di non superare tale porzione. L'ideale sarebbe non consumarle insieme a pasta o pane, ma dipende sempre dalle quantità.
Concordo sul fatto che le porzioni da assumere per poter mangiare entrambi sarebbero talmente irrisorie da far passare la voglia!! Chi dice che le patate sono da evitare completamente credo che debba ripassare un po' sia fisiologia che scienze dell'alimentazione :)
Scherzi a parte, è vero che le patate hanno un IG particolarmente elevato, ma con alcuni accorgimenti possono essere consumate anche da chi è affetto da sindrome diabetica; l'importante è non cucinarle troppo, e soprattutto appena tolte dall'acqua bollente raffreddarle immediatamente sotto acqua fredda corrente, in modo da bloccare l'ulteriore aumento della glicemia dell'alimento.
E' bene inoltre consumarle abbinate (o successivamente) ad una buona quota di verdura a foglia verde che, essendo molto ricca di pectine, genera una sorta di tampone intestinale sull'assorbimento dei glucidi nel nostro organismo. E' chiaro anche che la quantità è un aspetto molto importante da considerare, ma credo che una volta ogni tanto non faccia male, anzi!
Le patate fanno parte degli alimenti ad alto indice glicemico e ad alto carico glicemico, come i cereali (specialmente sotto forma di farinacei raffinati). Sono infatti cibi ricchi di amido, il quale altro con è che un "pacchetto" di glucosio che viene facilmente e velocemente assorbito, provocando un rapido e sostanzioso aumento della glicemia. Questi alimenti dunque, indifferentemente che siano integrali o meno, andrebbero consumati in piccole porzioni, in modo però che la somma giornaliera delle porzioni non ecceda la quota stabilita dal diabetologo.
L'abbinamento con verdure (soprattutto quelle a foglia), diminuisce la velocità dell'assorbimento degli zuccheri (abbassamento dell'indice glicemico). Personalmente sconsiglio l'abbinamento col pane proprio per ragioni "psicologiche"... la dose opportuna di pane sarebbe irrisoria; ma soprattutto, meglio per tutti, e soprattutto per i diabetici, imparare a fare a meno del pane come accompagnamento a qualsiasi cosa.
Riserviamo il pane per quando facciamo un scampagnata e ci portiamo i panini imbottiti, o per quando facciamo le bruschette, e cose simili. E sempre occhio alla quantità.
Non sono d'accordo con chi afferma che basta non cucinarle troppo (questo può essere valido per le carote invece) poiché le patate hanno un alto contenuto in solanina, un antinutriente termostabile che se non sottoposto ad appropriato metodo di cottura, il migliore ad esempio è la bollitura, risulta un pro-infiammatorio.
Sicuramente per una persona diabetica è buona norma assumere alimenti a basso indice glicemico quindi preferire alimenti composti da farina integrale.
In un soggetto diabetico è importante mantenere il più possibile stabile il rialzo glicemico post-prandiale, evitando quindi "picchi" di glicemia. Le patate possono essere inserite nell'alimentazione di un diabetico, sicuramente in porzioni moderate ed abbinate ad una buona quantità di verdure (contenente fibre) e una giusta porzione di alimenti che contengono proteine.
Le patate sono un alimento ad alto indice glicemico, cioè che tendono quindi ad alzare la glicemia in modo più marcato. Innanzitutto sono importanti frequenze e porzioni: considerando la sua patologia direi di consumare max 1v/sett e in porzione piccola (circa 100 g a crudo, senza buccia). Andrebbero cucinate in acqua e raffreddate sotto acqua fredda dopo cottura, per evitare che l'indice glicemico si alzi ancora.
Quindi si alle patate, ma con moderazione.
Benefici delle Patate Lesse Fredde per la Salute Intestinale
Le patate lesse fredde secondo gli esperti sono uno dei migliori alimenti per la salute dell'intestino. Il motivo per cui le patate fredde sono così utili per mantenere un ambiente intestinale sano è il tipo di amido che contengono: un amido resistente alla digestione.
«L'amido resistente è importante per sostenere molti aspetti della nostra salute e del nostro benessere, dalla funzione intestinale, alla digestione e all'assorbimento dei nutrienti, fino a un'efficace funzione immunitaria», afferma Maz Packham, nutrizionista e fondatore di Nourishful Nutrition. Significa che passa dall'intestino tenue all'intestino crasso - o colon -intatto e senza essere scomposto dall'organismo. I suoi benefici nutrizionali vengono quindi utilizzati dai microbi batterici del colon.
Amido Resistente e Batteri Buoni
Quando le patate vengono cotte, l'amido resistente diventa attivo, cioè viene trattato dall'organismo in modo completamente diverso: trasformato in glucosio e poi assorbito. Il colpo di scena? Se le patate vengono cotte e poi lasciate raffreddare, l'amido attivo si trasforma nuovamente in amido resistente, in un processo noto come retrogradazione.
Quando questo amido raggiunge l'intestino crasso inizia a fermentare, contribuendo a creare una grande quantità di batteri buoni. Oltre ad aumentare il numero di batteri, agisce anche come prebiotico, nutrendo i batteri già esistenti.
«Gli alimenti prebiotici sono importanti per nutrire e sostenere la crescita dei batteri benefici nell'intestino, come i lattobacilli e i bifidobatteri», spiega Packham. «Se si considera che gli amidi resistenti e le fibre fermentate nutrono il 90% delle cellule (rispetto alla maggior parte degli altri alimenti che nutrono il restante 10%), si capisce perché è estremamente vantaggioso includerli nella dieta.
Altri Benefici sull'Organismo
Oltre a migliorare la salute dell'ambiente dell'intestino crasso, l'amido resistente ha un impatto sull'organismo in altri modi. Una volta digerito dai batteri, l'amido forma composti tra cui gas e acidi grassi a catena corta come il butirrato, che è un'ottima fonte di energia per le cellule del colon.
Mantenere il colon in salute non è solo importante per migliorare la digestione e le condizioni digestive come la stitichezza, ma può anche ridurre il rischio di cancro del colon-retto, la quarta causa di morte per cancro a livello mondiale. Gli acidi grassi che non vengono utilizzati direttamente dalle cellule del colon viaggiano poi nel resto del corpo, dove svolgono un importante ruolo antinfiammatorio.
Come Consumare le Patate Bollite Fredde
Se siete a corto di idee su come mangiarle, seguite il consiglio della Packham e combinate le patate cotte fredde con altri alimenti amici dell'intestino in un'insalatiera super carica: «Accostare le patate fredde con il kimchi è un piatto amico dell'intestino, in quanto il prebiotico delle patate può fungere da alimento per i batteri probiotici presenti nel kimchi. Le patate fredde inoltre sono versatili e possono essere inserite nell'insalata con la proteina che preferite, sia essa a base di carne o vegetale, e funzioneranno sempre bene».
Consigli per Abbassare l'Indice Glicemico delle Patate
Per abbassare ulteriormente l’indice glicemico delle patate si può optare per un trucco semplice ed efficace: raffreddarle in frigorifero (non è vera la credenza che la conservazione in frigo le rende tossiche).
«Quindi nelle stagioni calde - consiglia Stefano Erzegovesi - possiamo preparare l’ insalata fredda di Pantelleria con patate, prezzemolo, capperi, olio extravergine d’oliva, basilico fresco a pezzettini stracciato con le mani e, se piace, qualche goccia di aceto bianco. Nelle stagioni fredde invece possiamo optare per l’ insalata di patate conservata in frigorifero e riscaldata il giorno dopo. Ogni ciclo di raffreddamento/riscaldamento delle patate aumenta la percentuale di amido resistente che, oltre ad abbassare il carico glicemico, non viene assorbito (quindi significa meno calorie) e, dulcis in fundo, quando arriva nel colon funziona come prebiotico (cibo preferito dai nostri batteri intestinali amici).
Altre Strategie per Ridurre l'Indice Glicemico
Per evitare un elevato indice glicemico è innanzitutto importante acquistare patate giovani. La buccia delle patate contiene moltissime fibre che riducono l’indice glicemico dell’alimento, oltre a essere veri e propri “spazzini” del sangue e aiutare l’intestino. Una patata di medie dimensioni contiene circa sette grammi di fibre.
Considerate sempre che sbucciandola, le fibre si ridurranno a meno di un grammo. Se preparate le patate bollite, il consiglio è di mangiarle fredde. Alcune ricerche dimostrano che se alle patate vengono aggiunte verdure ricche di fibra es. cime di rape o broccoli, le fibre di questi ortaggi rallentano la velocità di assorbimento degli zuccheri abbassandone l'indice glicemico.
Valori Nutrizionali delle Patate
Le patate sono molto ricche di Vitamina C, ma anche di vitamina A, B3, B6, B2 e B1 e di minerali essenziali per il nostro benessere come ad esempio il ferro, lo zinco, il fosforo il rame, il calcio ed il magnesio, senza contare tutte le loro proprietà antiossidanti.
Dal punto di vista nutrizionale le patate presentano ad esempio una densità calorica notevolmente inferiore rispetto ai cereali, inclusi pasta e pane. È importante sottolineare che le patate dovrebbero essere considerate come alternative ai carboidrati complessi quali pasta e pane, piuttosto che come verdure.
Ciononostante, analogamente alle verdure, le patate forniscono un apporto significativo di micronutrienti, tra cui ferro, potassio, magnesio, zinco, rame e, in alcuni casi, selenio. Sono inoltre fonte di vitamine del gruppo B, con particolare rilevanza per la B5 e la B6.
Oltre alle vitamine e ai minerali le patate contengono diversi composti fitochimici, tra cui carotenoidi e polifenoli, come l’acido clorogenico, noto per le sue proprietà antiossidanti.
La patata è composta principalmente da amido. Quando le patate vengono cotte e poi raffreddate, parte dell’amido presente si trasforma in quello che viene chiamato “amido resistente”. La temperatura di consumo della patata influisce sull’indice glicemico in misura maggiore rispetto a pasta e riso.
Modalità di Cottura e Calorie
Le patate fritte sono ricche di grassi e calorie a causa del processo di frittura e degli oli utilizzati, il che può contribuire più rapidamente all’aumento di peso se consumate frequentemente e in grandi quantità (le calorie sono più del doppio a parità di peso).
Non bisogna infine dimenticare che, a parità di calorie, la quantità di patate (senza condimenti) rispetto all’equivalente di pane/pasta è molto più voluminosa, il che significa che si può consumare una porzione più grande di patate mantenendo lo stesso apporto calorico.
Considerazioni Generali sull'Alimentazione
Da un punto di vista più generale l’alimentazione può essere considerata un sistema a somma zero, in cui l’introduzione di un alimento comporta necessariamente l’esclusione di un altro.
È opportuno prestare attenzione quando le patate vengono associate ad altri alimenti ad alto contenuto calorico o glicemico all’interno dello stesso pasto. Come evidenziato anche dai medici della Mayo Clinic, l’abbinamento delle patate con alimenti ricchi di proteine di alta qualità, fibre e grassi insaturi può modulare la digestione degli amidi, favorendo un rilascio più graduale di glucosio nel flusso sanguigno.
Un’alternativa alle patate comuni, potenzialmente preferibile sotto il profilo nutrizionale, è rappresentata dalle patate dolci americane o batate.
leggi anche:
- Indice di Fertilità Spermiogramma: Come Interpretare i Risultati
- Indice Meccanico Ecografia: Cos'è e Perché è Importante
- Indice di Ittero negli Esami del Sangue: Cosa Significa e Cosa Fare?
- Esame del Sangue per Tumore al Colon: È Affidabile? Guida
- Breast ultrasound: what to expect and why it's important
