L'etimologia del termine panettone è controversa, ma questo dolce è immancabile sulle tavole durante le festività natalizie. L'aspetto del panettone è molto simile a quello di un pane molto lievitato, tuttavia è più alto, con crosta sottile e poco consistente, e dotato di mollica gialla arricchita con altri ingredienti tipo uvetta, canditi o cedrini e cioccolato. All'esterno può essere glassato.
Valori Nutrizionali del Panettone
Il panettone è un alimento dolce ipercalorico. L'energia viene fornita principalmente dai carboidrati e dai lipidi; le proteine invece, sono meno rilevanti. I glucidi sono prevalentemente complessi, ma la frazione di quelli solubili è comunque abbondante. Gli acidi grassi, dovrebbero essere in gran parte saturi, anche se questo non significa che siano prevalenti sugli insaturi. L'apporto di colesterolo è senz'altro molto elevato. Le fibre sono presenti, anche se questo alimento non può esserne considerato una fonte nutrizionale rilevante. Essendo un dolce lievitato a base di farina di frumento, il panettone apporta glutine. Contenendo burro e, se farcito, anche creme contenenti latte, apporta anche una certa quantità di lattosio. Non è ricco di istamina ma è composto da uova, alimenti istaminoliberatori.
L'apporto di vitamine non è ben documentato. Dovrebbero abbondare molte molecole idrosolubili del gruppo B, come la tiamina (vit B1), la niacina (vit PP) ecc; inoltre, potrebbero non essere trascurabili i livelli delle liposolubili: retinolo ed equivalenti (RAE) - composti da precursori e dalla stessa vit A - e calciferolo (vit D). Se il panettone è stato realizzato secondo la ricetta classica, ogni cento grammi contengono:
- Kcal: 370
- KJoule: 1392
- Calorie da proteine: 8 %
- Calorie da carboidrati: 63%
- Calorie da grassi: 29%
Il panettone è un alimento ipercalorico.
Le proprietà nutrizionali del panettone non sposano in alcun modo la necessità dell'uomo contemporaneo occidentale - vista la continua tendenza al sovrappeso e alle patologie metaboliche legate all'iper-mal nutrizione (ad esempio diabete mellito tipo 2, ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia, ipertensione, iperuricemia ecc). Il panettone è un alimento ipercalorico, ricco di carboidrati - tra i quali molti di tipo solubile - e di grassi - buona parte dei quali di tipo saturo. Non manca il colesterolo. Ciò lo rende inadatto alla dieta ordinaria, non solo dell'obeso o del malato di patologie del ricambio, ma anche del soggetto sano.
L'apporto energetico del panettone è molto alto e per questo si consiglia un consumo sporadico dell'alimento, meglio se unicamente riferito al periodo natalizio. Non si può stabilire una porzione raccomandabile di panettone in quanto, nel ruolo di dolce natalizio, la tradizione vorrebbe che venisse consumato al termine dei due pasti principali; dal punto di vista esclusivamente nutrizionale, non esiste una porzione praticabile e/o consigliabile, in quanto andrebbe totalmente evitato dopo pasti molto abbondanti.
Panettone: Valori Nutrizionali Medi per 100g
| Nutriente | Valore Medio |
|---|---|
| Calorie | 350-450 kcal |
| Carboidrati | Circa 70g |
| Zuccheri Solubili | 29-37g |
| Grassi | Variabile (prevalentemente saturi) |
| Colesterolo | Elevato |
| Fibre | Presenti, ma non rilevanti |
Controindicazioni e Consigli per il Consumo
Per l'alto contenuto energetico e lipidico, nonché per il carico glicemico eccessivo, il panettone è sconsigliato nella dieta del soggetto in sovrappeso - soprattutto in caso di obesità - del malato di iperglicemia - soprattutto in caso di diabete mellito tipo 2 - ed ipertrigliceridemia. Il panettone non si presta all'alimentazione del celiaco e degli intolleranti al lattosio più sensibili. È invece privo di controindicazioni per l'iperuricemia. Contenendo uova, alimenti potenzialmente istaminoliberatori, il panettone andrebbe consumato con moderazione nell'intolleranza all'istamina.
Il panettone non può essere considerato una fonte utile di fibre, vitamine e sali minerali. Bisogna inoltre tenere in considerazione che, in genere, lo mangiamo dopo un pranzo già molto abbondante, al quale non dovremmo aggiungere le calorie di questo dessert. Spesso, poi, si mangia alla fine di pasti particolarmente ricchi, per cui in quei giorni le alimentazioni normo e/o ipocaloriche subiscono uno scossone: l'importante è averne consapevolezza, in modo da recuperare nei giorni seguenti, senza negarsi il piacere di gustare questa delizia.
Per aumentare l'effetto saziante si può usare come dolce insieme ad una tazza di latte, al mattino, come colazione. Una fetta pesa normalmente 100 grammi, quindi è molto meglio che non sia troppo ampia quando la tagliate.
Panettone e Diabete: Cosa Sapere
Sappiamo già che non si tratta di una preparazione leggera, ma è legittimo chiedersi se almeno nel giorno di Natale questo dolce lievitato possa essere consumato anche da chi soffre di diabete o di colesterolo alto e deve, quindi, tenere particolarmente sotto controllo la propria alimentazione. Chi soffre di diabete può mangiare il panettone? Sì, chi soffre di diabete può mangiare il panettone, ma con moderazione e seguendo alcune regole per evitare picchi glicemici. Il panettone tradizionale è ricco di zuccheri e carboidrati semplici, quindi è importante gestirne il consumo in modo intelligente.
- Attenzione alla porzione
- Porzione ridotta: Una porzione piccola (circa 30-50 g, l’equivalente di una fetta sottile) è generalmente accettabile per evitare un eccessivo apporto di zuccheri.
- Evita il consumo frequente: Il panettone dovrebbe essere considerato un’occasione speciale e non un alimento da consumare regolarmente.
- Scegli panettoni adatti
- Panettone senza zuccheri aggiunti: Esistono versioni di panettone pensate appositamente per i diabetici, dolcificate con dolcificanti naturali (es. eritritolo o stevia) o maltitolo/polioli.
- Panettone integrale: Versioni con farina integrale e senza zuccheri raffinati possono avere un indice glicemico più basso rispetto al panettone tradizionale.
- Controlla le combinazioni alimentari
- Abbinamenti utili: Consumalo con una fonte di proteine o grassi sani, come una manciata di noci o un cucchiaio di yogurt greco intero.
- Evita bevande zuccherate: Non accompagnare il panettone con succhi di frutta o altre bevande dolci.
- Monitora la glicemia
- Controlla i livelli di glicemia prima e dopo il consumo.
- In caso di picchi glicemici frequenti, riduci ulteriormente il consumo o consulta il tuo medico.
- Consigli per ridurre il carico glicemico
- Attività fisica leggera: Fare una breve camminata dopo aver consumato il panettone può aiutare a bruciare i carboidrati e stabilizzare la glicemia.
- Distribuisci il consumo: Se decidi di mangiare una fetta di panettone, riduci l’apporto di carboidrati in altri pasti della giornata (es. pane, pasta, patate).
- Quando è meglio evitarlo?
- Evita il panettone se: La glicemia è già fuori controllo, stai seguendo una dieta rigorosa per il diabete su indicazione medica, hai difficoltà a gestire le porzioni o a monitorare i carboidrati.
Il panettone tradizionale è un prodotto lievitato a base di farina, zucchero, uova, burro, uvetta, canditi. Tornando al nostro dolce tradizionale, è indubbio che l’apporto elevato di grassi saturi e zuccheri non renda il panettone adatto alla dieta di chi soffre di colesterolo alto, ma consumarne una piccola porzione, una o due volte durante le festività e lontano dal pasto principale, non è vietato, a meno che non ci sia una raccomandazione da parte del medico curante. Concedersi una porzione di dolce non vuol dire per forza esagerare.
Un’alternativa per i pazienti diabetici, per esempio, può essere il Panettone con farina di farro da preparare in casa, seguendo la ricetta che trovate nel nostro articolo, insieme ad altre due ricette di dolci a basso contenuto di zuccheri da preparare per Natale: i torroncini di cioccolato e mandorle e le scorzette d’arancia al cioccolato fondente. Oltre ai consigli sull’alimentazione, è importante ricordare che durante le feste non bisogna trascurare l’attività fisica, altrettanto fondamentale per il benessere, a maggior ragione quando si soffre di patologie come il diabete o l’ipercolesterolemia.
La Preparazione Artigianale del Panettone
Il panettone non è un dolce facile da preparare e, come molte altre ricette a doppia lievitazione e con pasta madre, necessita di una certa manualità, esperienza e feeling con la strumentazione - soprattutto col forno. Nel caso non fosse già abbastanza chiaro, i due ingredienti "essenziali" per il panettone sono: la farina ed il lievito naturale. Le farine non sono tutte uguali, così come i lieviti non proliferano allo stesso modo - aspetto peraltro notevolmente influenzato dalle condizioni ambientali: temperatura, umidità, ventilazione, substrato, quantità iniziale dei microorganismi, presenza di molecole limitanti ecc). È possibile ottenere risultati simili (ma non uguali) prediligendo farine più o meno forti e starter biologici più o meno efficaci (o condizioni di lievitazione differenti).
Descriviamo innanzi tutto l'ingrediente "vivo" del panettone: la pasta acida. Questa è definibile come "l'acido prodotto dalla fermentazione della pasta stessa che ha la funzione di scatenare un ulteriore fermento nel composto al quale viene aggiunto". La pasta acida dev'essere alla giusta maturazione, né troppo fresca, né troppo acida. Essa innesca la lievitazione del panettone e permette di produrre bolle di anidride carbonica poi intrappolate nel reticolo di glutine; inoltre, favorisce l'azione dei lactobacilli aromatici ma blocca la contaminazione da patogeni.
Il procedimento per il panettone prevede la formulazione di un pre-impasto specifico: si inizia unendo acqua, farina, tuorlo d'uovo, pasta acida e burro; il tutto lieviterà per 12-16 ore ad una temperatura di 18-20°C per triplicare di volume. Il pre-impasto va poi messo in impastatrice incorporando gli altri ingredienti; per prima la farina, in modo da conferire forza e struttura al panettone; poi lentamente: zucchero, altro tuorlo d'uovo, burro, bacche di vaniglia pulite, sale (facoltativo - aiuta a rinforzare il glutine e contrasta il sapore dolce), uvetta sultanina e canditi. Dopo il riposo, il panettone va scarpato (procedimento col quale si incide una croce al vertice); segue la cottura in forno a 160-170°C per circa 50-60'.
All'esterno, il panettone si presenta di color bruno, eventualmente variegato per la presenza di altri ingredienti - canditi, uva sultanina, glasse chiare o scure, cioccolato ecc. La consistenza della mollica è elastica quasi quanto il pane fresco da tavola, dal quale si differenzia per la presenza di una crosta più sottile e molto meno friabile.
Curiosità e Tradizioni
Insieme al pandoro, il panettone è un vero e proprio simbolo culinario del Natale italiano, sempre presente sulla tavola delle feste, in vari momenti: a fine pranzo, nel pomeriggio, a colazione. Luigi Veronelli ha chiesto ufficialmente che venga assegnata la De.Co. (Denominazione Comunale) al panettone, rilevando che un solo panettone su dieci segue la vera ricetta milanese. C'è stata una vera e propria crociata, a Milano, per la difesa della tradizione, e questo fa ben capire come i milanesi siano gelosi del "loro" dolce.
Una delle leggende narra che il panettone sia nato durante il dominio di Ludovico il Moro, come invenzione di un innamorato, Ughetto degli Atellani, figlio di Giacometto,un nuovo ricco del Ducato, già scudiero del Duca e da questi favorito, desideroso di impalmare la figlia, Adalgisa, di un povero panettiere, di nome Toni. Come per tutte le belle favole,nella quale sembra ci sia anche l'intervento del geniale Leonardo da Vinci, il " pan de' Toni" risolleva le sorti economiche della famiglia e favorisce il matrimonio tra i due giovani, deliziando le papille dei milanesi e, in seguito, di tutte le altre popolazioni.
Dolce tipico natalizio, come il Pandoro, il panettone cresce in altezza, a differenza dei dolci pasquali che, come fanno notare alcuni AA., cresce in larghezza. Per la sua forma attuale, a cupolone, grazie all'uso del "pirottino" di carta da forno, sembra che dobbiamo ringraziare Motta, che la propose nella prima metà del '900. Da allora il dolce viene prodotto a livello industriale anche se continua la tradizione artigianale, che consente di avere un prodotto certamente "più fresco", rispetto a quello industriale che, per la grande diffusione, necessariamente deve cominciare la produzione già dal mese di Agosto.
Non tutti i prodotti sono eguali e non sempre il costo maggiore è indice di migliore qualità; per questo ,come per tutti i prodotti che mettiamo sulla nostra tavola, occorre leggere la composizione ed evitare di comprare quelli che contengono grassi vegetali idrogenati, per esempio,per la conservazione, o che siano prodotti con margarine sospette, specie quando si tratta di panettoni farciti, mentre per quello "classico" non dovrebbero esserci problemi perché si usa, secondo ricetta, il burro. il resto è costituito da acqua, ed altri elementi.
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