Indice Glicemico del Melone Cantalupo: Benefici e Consigli

Quando si parla di glicemia alta e di diabete di tipo 2 si scatenano le leggende metropolitane e i falsi miti sulla “frutta per diabetici”. È facile imbattersi in pareri contrastanti e in coloro che sconsigliano, in chi soffre di diabete, tutti i frutti tranne la mela. Spesso i frutti contenenti più zuccheri vengono banditi ai diabetici. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Frutta per Diabetici: Come Comportarsi

Per fare un po’ di ordine mentale va detto che la frutta contiene zuccheri (carboidrati) e alcuni frutti più di altri ma per poter conciliare iperglicemia, prediabete e/o diabete di tipo 2 e consumo di frutta occorre considerare il “carico glicemico” del frutto e del pasto in cui si consuma frutta. Questo perché la quantità totale di carboidrati ricavati dagli alimenti assunti è spesso più importante dell’indice glicemico. In altre parole possiamo dire che è la porzione a fare la differenza: la frutta più zuccherina non deve essere per forza allontanata dalla tavola ma occorre consumarne una porzione ridotta.

Quanta Frutta Posso Mangiare se Ho il Diabete?

Chi soffre di iperglicemia e diabete di tipo 2 dovrebbe consumare una porzione di frutta che contenga al massimo 15 g di carboidrati/zuccheri. A quanto corrisponda la porzione di frutta non è facile da determinare, dipende innanzitutto dalla quantità di zuccheri presenti nel frutto. Quindi per i frutti più zuccherini la porzione sarà minore rispetto ai frutti con minor contenuto di carboidrati.

Inoltre c’è da considerare anche che la quantità di zuccheri dipende dal grado di maturazione e che la velocità con cui i carboidrati saranno assorbiti dipende anche dalla contemporanea assunzione di altri nutrienti e dalla presenza di fibra alimentare, già naturalmente presente nella maggior parte dei frutti. Più fibra c’è e minore è il picco glicemico raggiunto dopo la digestione.

Nota bene: succhi di frutta e spremute, anche se non hanno zuccheri aggiunti, hanno un indice glicemico più alto del frutto consumato in maniera intera.Inoltre c’è da considerare che non tutti i diabetici sono uguali nelle loro condizioni, nel loro metabolismo e di conseguenza nei loro fabbisogni nutrizionali, quindi identificare con certezza la porzione non è mai semplice.

Melone Cantalupo: Indice Glicemico e Valori Nutrizionali

Il melone è un frutto tipicamente primaverile ed estivo. La distinzione fondamentale è tra melone estivo (arancione) e melone invernale (bianco-giallo). Fra questi campeggia il melone.

Il melone è un frutto dall’apporto calorico basso, con sole 34 calorie ogni 100 grammi. Dal punto di vista delle vitamine, 100 grammi di melone contribuiscono per oltre il 60% al fabbisogno giornaliero raccomandato di vitamina C e per il 21% di quello di vitamina A. Apporto di proteine e grassi quasi trascurabile, fondamentalmente si tratta quindi di 34 calorie provenienti da zuccheri semplici.

Una delle preoccupazioni più frequenti è il suo potenziale impatto calorico. Il melone ha un indice glicemico medio-alto, addirittura 60-65, ma che si traduce in un ben più modesto carico glicemico, attorno ai 10, ovviamente variabile in base alla porzione, insomma, molto tranquillo anche dal punto di vista della glicemia a meno di non esagerare davvero tanto.

Benefici del Melone Cantalupo

  • Aiuta l'idratazione
  • Apporta potassio
  • Favorisce la digestione
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Buona fonte di vitamina C e beta-carotene (precursore della vitamina A)

Grazie al grande apporto di vitamina A e C, il melone risulta essere benefico per tutta una serie di fattori biologici. Fa inoltre bene ai vasi sanguigni, riducendo la pressione arteriosa, ed ha un conclamato effetto antiossidante. Sì, il melone è totalmente privo di colesterolo e contiene pochissimi grassi. Importanti in gravidanza e per il rinnovamento cellulare.

Il melone presenta un’altissima percentuale di acqua, circa il 90% del peso, fibre e piccole quantità di proteine e grassi, in tutto circa un 2% e una componente zuccherina che può superare anche il 13%. L’alto contenuto in vitamina A e C lo rendono un alimento antiossidante, di protezione dai radicali liberi prodotti durante lo stress ossidativo, grazie anche alla presenza di alfa-carotene, luteina, zeaxantina e flavonoidi come la luteolina. Una curiosità legata a questo alimento? Stimola la produzione di melanina e risulta efficace nella protezione della nostra pelle dalle radiazioni solari.

Tanta acqua e potassio in una fetta, il melone è un alleato per contrastare la ritenzione idrica e favorire un’azione depurativa e diuretica con una conseguente riduzione della pressione arteriosa.

Il potere calorico del melone è basso, intorno alle 45 kcal per 100 grammi, il che lo rende un alimento adatto anche ai regimi dietetici: si consigliano porzioni di circa 150 grammi da poter consumare sia a merenda che all’interno dei pasti principali.

Melone e Diabete: Come Gestire il Consumo

Nei soggetti affetti da iperglicemia e diabete, l’assunzione del melone è sconsigliata per effetto dell’alto indice glicemico. E per chi soffre di iperglicemia o di diabete? "Il melone presenta un indice glicemico piuttosto alto ma bisogna considerarne il carico glicemico che in questo caso è basso: non è necessario allontanarlo, ma consumarne una porzione ridotta".

Come sempre, non è il singolo alimento a determinare la salute, ma l'insieme delle abitudini quotidiane. E poi ti ricordo che non conta tanto nemmeno il carico glicemico del singolo alimento, ma quello dell’intero pasto, e con una ricerca che mi ha richiesto addirittura 0.41 secondi scopro ad esempio che ben più interessante del solito abbinamento con il prosciutto crudo è l’insalata di ceci, gamberetti e melone proposta da “Fatto in casa da Benedetta”.

Consigli per il Consumo

  • Consumare una porzione ridotta.
  • Abbinarlo ad altri alimenti che contengono fibre, proteine e grassi per ridurre l'impatto sulla glicemia.
  • Considerare il carico glicemico dell'intero pasto.

Ulteriori Considerazioni

È importante fare attenzione al consumo di frutta dopo un pasto già ricco di carboidrati. Se si mangia la pizza e poi una coppetta di fragole e dopo il pasto la glicemia risulta alta non è colpa delle fragole ma della grande quantità di carboidrati assunti con la pizza. Stessa cosa se nel pasto si è consumata una porzione generosa di pasta e/o pane.

Può capitare che il diabetico verifichi la glicemia alta e che ne attribuisca la causa alla frutta. In realtà è il carico glicemico del pasto ad essere stato eccessivo.

Abbiamo davvero bisogno di trovare mille ragioni scientifiche per consumare un frutto che è semplicemente buono e non ha particolari controindicazioni? No, non ne abbiamo bisogno, perché il melone fa semplicemente parte delle decine di opzioni che abbiamo per raggiungere l’obiettivo delle 5 porzioni minime di frutta e verdura da consumare ogni giorno e personalmente non sento il bisogno di nient’altro per farmi delle gran scorpacciate estive di melone, così come dell’anguria e di tutti gli altri doni che l’estate porta con sé.

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