Il melone è un frutto tipicamente primaverile ed estivo. La distinzione fondamentale è tra melone estivo (arancione) e melone invernale (bianco-giallo). Molte le varietà: cantalupo, retato, giallo detto anche melone invernale, sardo, verde, serpente e pugliese, quest’ultimo più simile a un cetriolo.
Sapete perché il melone viene anche detto cantalupo (o cantaloupe, il suo nome inglese, detto anche cucumis melo)? A quanto pare, in pieno Medioevo, i pontefici passavano le loro vacanze in un castello che sorgeva a Cantalupo in Sabina, un comune che si trova in provincia di Rieti.
Valori Nutrizionali del Melone
Il melone è un frutto dall’apporto calorico basso, con sole 45 kcal per 100 grammi, il che lo rende un alimento adatto anche ai regimi dietetici: si consigliano porzioni di circa 150 grammi da poter consumare sia a merenda che all’interno dei pasti principali. Il melone è un frutto dall’apporto calorico basso, con sole 34 calorie ogni 100 grammi. Il frutto del melone presenta una polpa succosa, molto dolce, arancione-gialla a seconda delle varietà. All’interno ritroviamo dei semi, imprigionati in una massa fibrosa e molliccia, di colore bianco ed appuntiti solo a un’estremità.
Il melone deve avere un peso abbastanza significativo, anche se piccolo: più è pesante, infatti, e migliore sarà la qualità della polpa. Il grado di maturazione si evidenzia poi anche annusando il melone: se emana un buon profumo, infatti, è pronto per essere consumato.
Dolce, profumato e dissetante, "Il melone presenta un’altissima percentuale di acqua, circa il 90% del peso, fibre e piccole quantità di proteine e grassi, in tutto circa un 2% e una componente zuccherina che può superare anche il 13%: si consideri che meloni con percentuale inferiore al 10% di zuccheri sono considerati di scarsa qualità.
Il melone invernale è ricco di acqua (il 94,1 % circa), sali minerali quali ferro, fosforo, calcio che vengono assorbiti con velocità’ grazie alla presenza di antiossidanti, vitamine del gruppo B, C (a sostegno del sistema immunitario) e vitamina A (utile per vista, ossa). Importanti in gravidanza e per il rinnovamento cellulare.
Vitamine e Antiossidanti
Dal punto di vista delle vitamine, 100 grammi di melone contribuiscono per oltre il 60% al fabbisogno giornaliero raccomandato di vitamina C e per il 21% di quello di vitamina A. L’alto contenuto in vitamina A e C lo rendono un alimento antiossidante, di protezione dai radicali liberi prodotti durante lo stress ossidativo, grazie anche alla presenza di alfa-carotene, luteina, zeaxantina e flavonoidi come la luteolina".
Grazie al grande apporto di vitamina A e C, il melone risulta essere benefico per tutta una serie di fattori biologici. Fa inoltre bene ai vasi sanguigni, riducendo la pressione arteriosa, ed ha un conclamato effetto antiossidante.
Una curiosità legata a questo alimento? Stimola la produzione di melanina e risulta efficace nella protezione della nostra pelle dalle radiazioni solari.
Benefici per la Salute
Il melone aiuta l'idratazione, apporta potassio, favorisce la digestione e rafforza il sistema immunitario. È anche una buona fonte di vitamina C, beta-carotene (precursore della vitamina A) e potassio. Le proprietà diuretiche, dovute all’ acqua di vegetazione e alla presenza di iodio, zuccheri, sono utili contro le malattie renali.
Tanta acqua e potassio in una fetta- "Il melone è un alleato per contrastare la ritenzione idrica e favorire un’azione depurativa e diuretica con una conseguente riduzione della pressione arteriosa".
Depurativo, diuretico, alleato delle diete, integratore di sali minerali e vitamine, presenta numerose proprietà salutari. IG vs. Sì, il melone è totalmente privo di colesterolo e contiene pochissimi grassi.
Melone e Indice Glicemico
E per chi soffre di iperglicemia o di diabete? "Il melone presenta un indice glicemico piuttosto alto ma bisogna considerarne il carico glicemico che in questo caso è basso: non è necessario allontanarlo, ma consumarne una porzione ridotta".
Nei soggetti affetti da iperglicemia e diabete, l’assunzione del melone è sconsigliata per effetto dell’alto indice glicemico. Sì, con moderazione: il melone ha un indice glicemico medio-alto, ma un carico glicemico basso.
È da tanto tempo che si legge e si sente dire che certa frutta sarebbe da evitare o addirittura vietata quando si convive con un diabete di tipo 1. Falso! Ecco la spiegazione: alcuni frutti hanno un contenuto di zuccheri più elevato e un indice glicemico più alto rispetto ad altri. La frutta a basso IG è quella che spesso viene “consigliata”, infatti, essendo meno zuccherina, il consumo provoca solo un piccolo aumento della glicemia.
Comunque, convivere con il diabete di tipo 1 non significa doversi privare della frutta! Per le persone con DT1 (e DT2), è generalmente consigliabile mangiare frutta cruda piuttosto che trasformata. Il motivo è semplice: puree, composte, marmellate, succhi, sciroppi, sorbetti, ecc.
Il consumo di frutta nelle persone con il diabete è consigliato in ragione di tre porzioni al giorno. Buono a sapersi: più un frutto è maturo e più è alto il suo contenuto di zuccheri, soprattutto nel caso delle banane. Per controllare nel migliore dei modi la glicemia e le dosi di insulina (indipendentemente dall’uso di un microinfusore, di una penna, ecc.), una buona abitudine è quella di distribuire il consumo delle porzioni di frutta nell’arco della giornata - ad esempio a colazione, a pranzo, come merenda, ecc.
Se sei una persona con il diabete e vuoi mangiare frutta senza provocare un eccessivo aumento della glicemia, è il caso che tu faccia attenzione anche al contenuto di fibre. In effetti, è noto che le fibre alimentari migliorano il controllo della glicemia.
Come sempre, non è il singolo alimento a determinare la salute, ma l'insieme delle abitudini quotidiane.
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