Melone Cantalupo: Indice Glicemico, Benefici e Consigli per il Consumo

Il melone è un frutto estivo che risveglia il gusto, regala energia e buonumore, portando allegria sulle nostre tavole. Tra le diverse varietà, il melone cantalupo si distingue per le sue proprietà e valori nutrizionali.

Melone: Proprietà e Valori Nutrizionali

"Il frutto del melone presenta una polpa succosa, molto dolce, arancione-gialla a seconda delle varietà" spiega Gaia Gottardi, biologa nutrizionista. All’interno ritroviamo dei semi, imprigionati in una massa fibrosa e molliccia, di colore bianco ed appuntiti solo a un’estremità". Esistono molte varietà, tra cui cantalupo, retato, giallo (detto anche melone invernale), sardo, verde, serpente e pugliese, quest’ultimo più simile a un cetriolo.

Dolce, profumato e dissetante, il melone è composto per circa il 90% da acqua, fibre e piccole quantità di proteine e grassi (circa il 2%). La componente zuccherina può superare anche il 13%; meloni con percentuale inferiore al 10% di zuccheri sono considerati di scarsa qualità. L’alto contenuto di vitamina A e C lo rende un alimento antiossidante, proteggendo dai radicali liberi prodotti durante lo stress ossidativo, grazie anche alla presenza di alfa-carotene, luteina, zeaxantina e flavonoidi come la luteolina.

Una curiosità legata a questo alimento è che stimola la produzione di melanina e risulta efficace nella protezione della nostra pelle dalle radiazioni solari. Il melone è un alleato per contrastare la ritenzione idrica e favorire un’azione depurativa e diuretica con una conseguente riduzione della pressione arteriosa. Tanta acqua e potassio si trovano in una fetta di melone.

Melone: Calorie e Quantità da Consumare

Il potere calorico del melone è basso, intorno alle 45 kcal per 100 grammi, rendendolo un alimento adatto anche ai regimi dietetici. Si consigliano porzioni di circa 150 grammi da poter consumare sia a merenda che all’interno dei pasti principali.

Melone e Diabete: Cosa Sapere

E per chi soffre di iperglicemia o di diabete? "Il melone presenta un indice glicemico piuttosto alto ma bisogna considerarne il carico glicemico che in questo caso è basso: non è necessario allontanarlo, ma consumarne una porzione ridotta".

Una delle preoccupazioni più frequenti è il suo potenziale impatto calorico. L'apporto di proteine e grassi è quasi trascurabile, quindi si tratta di circa 34 calorie provenienti da zuccheri semplici. Il melone ha un indice glicemico di 60-65, che si traduce in un carico glicemico modesto, attorno ai 10, variabile in base alla porzione. Questo lo rende un frutto tranquillo anche dal punto di vista della glicemia, a meno di non esagerare con le quantità.

Non conta tanto il carico glicemico del singolo alimento, ma quello dell’intero pasto. Un'alternativa all'abbinamento con il prosciutto crudo è l’insalata di ceci, gamberetti e melone. Il melone fa parte delle opzioni che abbiamo per raggiungere l’obiettivo delle 5 porzioni minime di frutta e verdura da consumare ogni giorno.

Curiosità sul Melone Cantalupo

Sapete perché il melone viene anche detto cantalupo (o cantaloupe, il suo nome inglese, detto anche cucumis melo)? A quanto pare, in pieno Medioevo, i pontefici passavano le loro vacanze in un castello che sorgeva a Cantalupo in Sabina, un comune che si trova in provincia di Rieti.

Benefici del Melone Cantalupo

Il melone è un frutto dall’apporto calorico basso, con sole 34 calorie ogni 100 grammi. Dal punto di vista delle vitamine, 100 grammi di melone contribuiscono per oltre il 60% al fabbisogno giornaliero raccomandato di vitamina C e per il 21% di quello di vitamina A. Grazie al grande apporto di vitamina A e C, il melone risulta essere benefico per tutta una serie di fattori biologici. Fa inoltre bene ai vasi sanguigni, riducendo la pressione arteriosa, ed ha un conclamato effetto antiossidante. Il melone aiuta l'idratazione, apporta potassio, favorisce la digestione e rafforza il sistema immunitario. È anche una buona fonte di vitamina C, beta-carotene (precursore della vitamina A) e potassio. Il melone è totalmente privo di colesterolo e contiene pochissimi grassi. È importante in gravidanza e per il rinnovamento cellulare.

Melone e Diabete: Approfondimenti

Quando si parla di glicemia alta e di diabete di tipo 2 si scatenano le leggende metropolitane e i falsi miti sulla “frutta per diabetici”. Spesso i frutti contenenti più zuccheri vengono banditi ai diabetici. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Per fare un po’ di ordine mentale va detto che la frutta contiene zuccheri (carboidrati) e alcuni frutti più di altri ma per poter conciliare iperglicemia, prediabete e/o diabete di tipo 2 e consumo di frutta occorre considerare il “carico glicemico” del frutto e del pasto in cui si consuma frutta. Questo perché la quantità totale di carboidrati ricavati dagli alimenti assunti è spesso più importante dell’indice glicemico. In altre parole possiamo dire che è la porzione a fare la differenza: la frutta più zuccherina non deve essere per forza allontanata dalla tavola ma occorre consumarne una porzione ridotta.

Quanta Frutta Possono Mangiare i Diabetici?

Chi soffre di iperglicemia e diabete di tipo 2 dovrebbe consumare una porzione di frutta che contenga al massimo 15 g di carboidrati/zuccheri. La porzione di frutta non è facile da determinare, dipende innanzitutto dalla quantità di zuccheri presenti nel frutto. Quindi per i frutti più zuccherini la porzione sarà minore rispetto ai frutti con minor contenuto di carboidrati. Inoltre c’è da considerare anche che la quantità di zuccheri dipende dal grado di maturazione e che la velocità con cui i carboidrati saranno assorbiti dipende anche dalla contemporanea assunzione di altri nutrienti e dalla presenza di fibra alimentare, già naturalmente presente nella maggior parte dei frutti. Più fibra c’è e minore è il picco glicemico raggiunto dopo la digestione.

Nota bene: succhi di frutta e spremute, anche se non hanno zuccheri aggiunti, hanno un indice glicemico più alto del frutto consumato in maniera intera.

Inoltre c’è da considerare che non tutti i diabetici sono uguali nelle loro condizioni, nel loro metabolismo e di conseguenza nei loro fabbisogni nutrizionali, quindi identificare con certezza la porzione non è mai semplice.

Frutta Dopo il Pasto: Attenzione ai Carboidrati

È importante fare attenzione al consumo di frutta dopo un pasto già ricco di carboidrati. Se si mangia la pizza e poi una coppetta di fragole e dopo il pasto la glicemia risulta alta non è colpa delle fragole ma della grande quantità di carboidrati assunti con la pizza. Stessa cosa se nel pasto si è consumata una porzione generosa di pasta e/o pane. Può capitare che il diabetico verifichi la glicemia alta e che ne attribuisca la causa alla frutta. In realtà è il carico glicemico del pasto ad essere stato eccessivo.

Come sempre, non è il singolo alimento a determinare la salute, ma l'insieme delle abitudini quotidiane.

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