Indice Glicemico e Valori Nutrizionali del Melone Bianco

Il melone è un frutto estivo che risveglia il gusto, regala energia e buonumore. Fra questi campeggia il melone. Numerosissime sono le varietà coltivate, differenti per forma, dimensioni e colore di buccia e polpa. La distinzione fondamentale è tra melone estivo (arancione) e melone invernale (bianco-giallo).

Caratteristiche e Varietà del Melone

I meloni invernali arrivano sul mercato in estate, ma rimangono oltre la stagione grazie alla loro capacità di conservarsi a lungo: per questo possiamo trovarli anche in inverno. Poco profumati esternamente (e per questo detti “inodorus”), al momento del taglio sprigionano un profumo molto forte.

Molte le varietà: cantalupo, retato, giallo detto anche melone invernale, sardo, verde, serpente e pugliese, quest’ultimo più simile a un cetriolo. Sapete perché il melone viene anche detto cantalupo (o cantaloupe, il suo nome inglese, detto anche cucumis melo)? A quanto pare, in pieno Medioevo, i pontefici passavano le loro vacanze in un castello che sorgeva a Cantalupo in Sabina, un comune che si trova in provincia di Rieti.

Valori Nutrizionali del Melone

Dolce, profumato e dissetante, "Il frutto del melone presenta una polpa succosa, molto dolce, arancione-gialla a seconda delle varietà - spiega Gaia Gottardi, biologa, nutrizionista -. All’interno ritroviamo dei semi, imprigionati in una massa fibrosa e molliccia, di colore bianco ed appuntiti solo a un’estremità". "Il melone presenta un’altissima percentuale di acqua, circa il 90% del peso, fibre e piccole quantità di proteine e grassi, in tutto circa un 2% e una componente zuccherina che può superare anche il 13%: si consideri che meloni con percentuale inferiore al 10% di zuccheri sono considerati di scarsa qualità.

Il melone è un frutto dall’apporto calorico basso, con sole 34 calorie ogni 100 grammi. Il potere calorico del melone è basso, intorno alle 45 kcal per 100 grammi, il che lo rende un alimento adatto anche ai regimi dietetici: si consigliano porzioni di circa 150 grammi da poter consumare sia a merenda che all’interno dei pasti principali. Dal punto di vista delle vitamine, 100 grammi di melone contribuiscono per oltre il 60% al fabbisogno giornaliero raccomandato di vitamina C e per il 21% di quello di vitamina A.

Grazie al grande apporto di vitamina A e C, il melone risulta essere benefico per tutta una serie di fattori biologici. È anche una buona fonte di vitamina C, beta-carotene (precursore della vitamina A) e potassio. È anche una buona fonte di vitamina C, beta-carotene (precursore della vitamina A) e potassio. Fa inoltre bene ai vasi sanguigni, riducendo la pressione arteriosa, ed ha un conclamato effetto antiossidante. L’alto contenuto in vitamina A e C lo rendono un alimento antiossidante, di protezione dai radicali liberi prodotti durante lo stress ossidativo, grazie anche alla presenza di alfa-carotene, luteina, zeaxantina e flavonoidi come la luteolina".

Una curiosità legata a questo alimento? Stimola la produzione di melanina e risulta efficace nella protezione della nostra pelle dalle radiazioni solari. Il melone è un alleato per contrastare la ritenzione idrica e favorire un’azione depurativa e diuretica con una conseguente riduzione della pressione arteriosa". Il melone aiuta l'idratazione, apporta potassio, favorisce la digestione e rafforza il sistema immunitario. Importanti in gravidanza e per il rinnovamento cellulare. Sì, il melone è totalmente privo di colesterolo e contiene pochissimi grassi.

Melone e Diabete: Cosa Sapere

È da tanto tempo che si legge e si sente dire che certa frutta sarebbe da evitare o addirittura vietata quando si convive con un diabete di tipo 1. Falso! Ecco la spiegazione: alcuni frutti hanno un contenuto di zuccheri più elevato e un indice glicemico più alto rispetto ad altri. La frutta a basso IG è quella che spesso viene “consigliata”, infatti, essendo meno zuccherina, il consumo provoca solo un piccolo aumento della glicemia.

Per le persone con DT1 (e DT2), è generalmente consigliabile mangiare frutta cruda piuttosto che trasformata. Il motivo è semplice: puree, composte, marmellate, succhi, sciroppi, sorbetti, ecc. Il consumo di frutta nelle persone con il diabete è consigliato in ragione di tre porzioni al giorno. Per controllare nel migliore dei modi la glicemia e le dosi di insulina (indipendentemente dall’uso di un microinfusore, di una penna, ecc.), una buona abitudine è quella di distribuire il consumo delle porzioni di frutta nell’arco della giornata - ad esempio a colazione, a pranzo, come merenda, ecc.

E per chi soffre di iperglicemia o di diabete? "Il melone presenta un indice glicemico piuttosto alto ma bisogna considerarne il carico glicemico che in questo caso è basso: non è necessario allontanarlo, ma consumarne una porzione ridotta". Sì, con moderazione: il melone ha un indice glicemico medio-alto, ma un carico glicemico basso. Nei soggetti affetti da iperglicemia e diabete, l’assunzione del melone è sconsigliata per effetto dell’alto indice glicemico.

Consigli per il Consumo

  • Consumare porzioni ridotte.
  • Distribuire il consumo durante la giornata.
  • Preferire il melone crudo e non trasformato.

In effetti, è noto che le fibre alimentari migliorano il controllo della glicemia. Se sei una persona con il diabete e vuoi mangiare frutta senza provocare un eccessivo aumento della glicemia, è il caso che tu faccia attenzione anche al contenuto di fibre. Buono a sapersi: più un frutto è maturo e più è alto il suo contenuto di zuccheri, soprattutto nel caso delle banane. Inoltre, il rapporto sodio/potassio impone un consumo non eccessivo, poiché può portare alla formazione di crampi e di disturbi gastrointestinali.

Come Scegliere e Conservare il Melone

Il melone deve avere un peso abbastanza significativo, anche se piccolo: più è pesante, infatti, e migliore sarà la qualità della polpa. Il grado di maturazione si evidenzia poi anche annusando il melone: se emana un buon profumo, infatti, è pronto per essere consumato. Ma attenzione: una morbidezza eccessiva potrebbe voler significare una maturazione troppo avanzata.

Negli ultimi anni, l’acquisto e il consumo dei meloni in Italia ha conosciuto un sensibile aumento, soprattutto per le varietà nostrane. Come sempre, non è il singolo alimento a determinare la salute, ma l'insieme delle abitudini quotidiane.

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