Molti si chiedono quale sia l'impatto di alimenti come le gallette di kamut sulla glicemia, specialmente per chi ha il diabete. Questo articolo esplora l'indice glicemico (IG) degli alimenti, con un focus sulle gallette di kamut e consigli pratici per gestire l'assunzione di pasta e pane nella dieta quotidiana.
Indice Glicemico: Un Parametro Importante
L'indice glicemico è un valore che indica la velocità con cui un alimento contenente carboidrati aumenta la glicemia nel sangue. È uno strumento utile per chi deve tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue, come le persone con diabete.
Tuttavia, è importante considerare anche il carico glicemico, che tiene conto sia dell'IG dell'alimento sia della quantità di carboidrati contenuti in una porzione tipica. Un alimento con un IG alto ma un basso carico glicemico potrebbe avere un impatto minore sulla glicemia rispetto a un alimento con un IG medio ma un alto carico glicemico.
Gallette di Mais e Glicemia
Il mais soffiato ha un indice glicemico alto. Però il reale aumento della sua glicemia dipenderà da quanto ne mangia (carico glicemico) e non solo dall’indice glicemico dell’alimento. Per es. 100 g di pane integrale o 2-3 gallette di mais (circa 20 g). È possibile che il suo reale aumento di glicemia dopo il pasto sia più basso con le gallette che con il pane integrale. Questi calcoli andrebbero fatti con le tabelle nutrizionali alla mano e non sono sempre comode da fare perché andrebbero inseriti tutti gli alimenti consumati nel pasto.
Il solo valore dell’Indice Glicemico di un alimento è indicativo ma può non essere così determinante. In generale comunque, vale per il pane ma per qualsiasi alimento, l’indice glicemico è più basso quanto più è basso il contenuto di carboidrati e quanto più è alto il contenuto di fibra alimentare. Poi in realtà il valore dipende anche dalle tecniche di produzione, dal metodo di cottura, e da tanti altri fattori.
Pasta e Diabete: Quali Scelte?
La pasta con indice glicemico basso può essere molto utile. Anche la pasta preparata con farine di legumi può essere consumata. Spesso si trova anche on-line se nei supermercati di zona si fa fatica a reperirla. Si può in ogni caso provare a chiedere al gestore di ordinarla appositamente.
Come più volte sottolineato, è utile abituarsi progressivamente ad abbandonare la pasta raffinata per utilizzare la pasta integrale e abituarsi a moderare la quantità e la frequenza di consumo. Alternare il cereale di partenza è una cosa benefica in termini salutistici e può aiutare un po' nella gestione del diabete ma non è fondamentale per tenere sotto controllo la patologia. Per esempio si possono variare pasta di kamut, pasta di farro, pasta d’avena, pasta di grano saraceno, ecc. Sempre preferendo l’integrale.
L’aspetto negativo è che sono tutti prodotti il cui costo supera sempre quello della pasta di semola classica e che occorre trovare in un negozio adatto o in un buon supermercato che abbia ampia scelta. L’alternativa è fare ordini on-line.
Essendo la pasta, qualsiasi essa sia, un alimento ricco di carboidrati occorre sempre e comunque tenere sotto controllo la quantità e non solo la qualità. Il modo migliore è impostarne la quantità rispetto alle proprie esigenze insieme ad un nutrizionista professionista e standardizzarne il consumo giornaliero in base al proprio stile di vita ed ad altri fattori che vanno presi in considerazione.
In termini di qualità si consiglia la pasta integrale e si sconsiglia il consumo abituale di pasta fatta con farina raffinata. In commercio esistono tipi di pasta integrale con aggiunta di ulteriore fibra (es. inulina) per abbassare ulteriormente l’indice glicemico come la FiberPasta o pasta proteica (il cui consumo va sempre iniziato sotto controllo di un Nutrizionista professionista di fiducia che possa valutare la situazione individuale generale).
Alternare anche il cereale di partenza può essere utile: invece di mangiare sempre pasta di semola di frumento (integrale o non) si può consumare anche la pasta di farro, d’avena, di grano saraceno, ecc.
Pane e Diabete: Quali Scelte?
Il pane nero al carbone vegetale può sostituire il pane normale. Non posso sbilanciarmi sulla quantità perché non conosco la sua situazione in maniera approfondita e non ho neanche la possibilità di stimare il suo consumo energetico giornaliero. In linea generale, ma andrebbe tutto personalizzato, potrebbe consumarne 2 porzioni al giorno. Una porzione di pane equivale a 50 g.
Potrei dire che il pane integrale è meglio del raffinato come punteggio dell’indice glicemico ma quanto sia meglio dipende da quanto è integrale il pane e come è stato fatto. Esiste differenza tra un pane integrale fatto con il 100% di farina integrale con una concentrazione di fibra alimentare alta e un pane integrale (la legge permette di chiamare integrale diversi preparati) preparato con 85% di farina 0 e 15% di crusca aggiunta.
In linea generale se si abbandonano le farine raffinate e si inizia a mangiare solo prodotti integrali si ottiene un bell’aiuto sul controllo della glicemia. L’altro consiglio è non esagerare con le porzioni. Se - cucinato nel piatto - consumiamo un pugno, un pugno e mezzo, potrebbe andare bene.
Avena e Diabete
In una revisione sistematica e una meta-analisi del 2015 (Nutrients 2015 Dec 10;7(12):10369-87), il consumo di avena è stato associato alla riduzione del rischio di malattie cardiache, diabete tipo 2 e obesità. I risultati hanno evidenziato che il consumo abituale di avena può migliorare la glicemia a digiuno, riducendo i livelli di zucchero nel sangue e - nei soggetti che consumavano più avena - anche i livelli di glicemia post-prandiale.
Si è evidenziato anche un miglioramento della sensibilità all’insulina, cioè la capacità dell’organismo di utilizzare l’ormone insulina per regolare i livelli di zucchero nel sangue. Infine, il consumo di avena ha ridotto i livelli di colesterolo-LDL (“colesterolo cattivo”), contribuendo a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.
Ovviamente questi effetti positivi dipendono dalla quantità e dalla frequenza di consumo, tenendo sempre conto che la dieta deve essere personalizzata per le esigenze di ogni paziente.
Consigli Generali
- Preferire farine integrali: Sono ricche di fibre e aiutano a controllare la glicemia.
- Moderare le porzioni: Anche gli alimenti sani possono influire sulla glicemia se consumati in eccesso.
- Variare l'alimentazione: Alternare diverse fonti di carboidrati può apportare benefici nutrizionali.
- Consultare un professionista: Un nutrizionista può aiutare a personalizzare la dieta in base alle proprie esigenze.
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