Le nostre ossa, pur sembrando rigide e statiche, sono in realtà strutture vive e dinamiche in continua rigenerazione. Tuttavia, con l’età, la densità minerale delle ossa può diminuire, esponendoci a un rischio maggiore di fratture. L’osteoporosi, una malattia che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, rappresenta la principale causa di fragilità ossea. La densitometria ossea, o DEXA, offre un metodo preciso e non invasivo per valutare la salute delle nostre ossa, permettendoci di intervenire tempestivamente per prevenire o contrastare l’osteoporosi. Vediamo di cosa si tratta in questo articolo.
Cos’è la densitometria ossea?
La densitometria ossea, o DEXA (Dual-Energy X-ray Absorptiometry), nota anche come MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), è un esame indolore che misura la densità minerale delle ossa. È uno strumento prezioso per la diagnosi, la valutazione del rischio e il monitoraggio dell’osteoporosi, una condizione che indebolisce le ossa e le rende più soggette a fratture.
La densitometria ossea è un esame strumentale che permette di misurare in modo preciso la quantità di minerali nelle ossa, fornendo indicazioni preziose sulla loro salute. L’esame è rapido, indolore e non invasivo: attraverso una bassa dose di raggi X è possibile rilevare eventuali carenze minerali o riduzioni della densità ossea che possono aumentare il rischio di fratture. Viene richiesto dal medico quando si sospetta una perdita di massa ossea, per monitorare l’osteoporosi o per valutare la risposta a terapie specifiche.
La densitometria è l’esame diagnostico di riferimento per prendersi cura della salute dello scheletro e prevenire la demineralizzazione ossea.
Densitometria, MOC e DEXA: che differenza c’è?
In realtà densitometria ossea, MOC e DEXA indicano la stessa cosa: densitometria ossea è il termine generico, MOC sta per Mineralometria Ossea Computerizzata, mentre DEXA (o DXA) è l’acronimo di Dual-Energy X-ray Absorptiometry, la tecnologia più comune utilizzata. Tutti i nomi, quindi, si riferiscono allo stesso esame della densità ossea.
A cosa serve la densitometria ossea?
La mineralometria ossea serve principalmente a valutare la salute delle ossa e identificare eventuali segni di demineralizzazione, cioè la perdita di minerali che le rende più fragili. L’esame permette di diagnosticare condizioni come osteoporosi e osteopenia ancora prima che si manifestino sintomi o fratture: attraverso la MOC il medico può valutare se la densità minerale delle ossa risulta normale, ridotta o molto bassa, decidere se iniziare dei trattamenti preventivi o terapeutici, e valutare nel tempo l’efficacia delle terapie.
Obiettivo della MOC è misurare la densità minerale nelle ossa di un’area ben delimitata dello scheletro, che solitamente coincide con la colonna lombare e il collo del femore.
La densitometria ossea è il metodo più efficace per valutare il rischio di osteoporosi e prevenire le fratture da fragilità.
Tale patologia, infatti, essendo caratterizzata da fragilità ossea, espone al rischio di fratture, anche spontanee, che si possono verificare in assenza di traumi importanti.
Questa malattia dello scheletro si caratterizza per la riduzione del contenuto minerale delle ossa e per il deterioramento della microstruttura che le caratterizza; come tale, espone i pazienti ad un importante rischio di subire fratture anche per traumi di lieve entità.
Perché è importante la densitometria ossea?
L’osteoporosi è una malattia silenziosa che può progredire per anni senza sintomi evidenti. La densitometria ossea consente di identificare la malattia in fase precoce, quando il trattamento è più efficace nel prevenire fratture.
Quando e per chi è consigliata la MOC/DEXA?
La densitometria ossea è raccomandata soprattutto a donne in menopausa, uomini sopra i 65 anni, persone con fattori di rischio per l’osteoporosi (familiarità, uso prolungato di cortisonici, malattie endocrine o autoimmuni) e chi ha subito fratture “da fragilità”. La MOC può essere consigliata anche in caso di carenze nutrizionali, rapidi cali di peso o terapie che possono influire sulla salute delle ossa.
L’indagine densitometrica è indicata per:
- Persone di qualsiasi età che abbiano un passato di fratture da fragilità, di riscontro radiologico di osteoporosi o di fattori di rischio maggiori per osteoporosi (uso di farmaci osteopenizzanti o malattie associate a osteoporosi);
- La donna in postmenopausa o l’uomo over 60 anni in presenza di altri fattori di rischio, per esempio:
- Menopausa precoce (prima dei 45 anni di età);
- Donne in post menopausa con familiari, da parte materna, colpiti da fratture non causate da traumi prima dei 75 anni di età;
- Terapie croniche (in corso o previste) con farmaci corticosteroidi per via generale, antiepilettici, anticoagulanti, immunosoppressori e antiretrovirali;
- Periodi prolungati di immobilizzazione;
- Fumo;
- Abuso di alcool;
- Eccessiva magrezza.
L’esame è consigliato a donne in menopausa e uomini over 65, ma anche a persone più giovani con fattori di rischio per l’osteoporosi, come:
- Familiarità con l’osteoporosi
- Fumo
- Basso peso corporeo
- Assunzione prolungata di steroidi
- Alcune malattie croniche (ad esempio, artrite reumatoide, ipertiroidismo, diabete mellito)
C’è inoltre da considerare un elemento fondamentale: l’osteoporosi colpisce soprattutto le donne e in modo particolare dopo la menopausa. Nei pazienti di sesso maschile l’osteoporosi può presentarsi quindi in un arco di tempo più lungo, mentre le stime parlano di un terzo delle donne caucasiche con più di 50 anni interessate dalla patologia.
Su quali zone si esegue la densitometria ossea?
La mineralometria ossea si esegue secondo un protocollo standard riconosciuto a livello mondiale: vengono studiati insieme la colonna vertebrale lombare e il femore (colonna lombare L1-L4 + anca) in quanto riflettono meglio il rischio di osteoporosi e fratture. In alcuni casi specifici e su indicazione del medico, l’esame può essere esteso anche ad altre sedi fino all’opzione Total Body, che valuta la densità ossea dell’intero scheletro.
I segmenti scheletrici studiati dalla densitometria ossea variano in relazione alle caratteristiche del paziente; in generale viene valutato il tratto lombare della spina dorsale nelle donne più giovani (< 65 anni) e del collo del femore in quelle più anziane e/o con patologie del rachide.
La MOC-DEXA misura la densità minerale nelle ossa di una zona campione, ossia un’area ben delimitata dello scheletro. Queste zone sono solitamente la colonna vertebrale e il femore prossimale.
Come si svolge la densitometria ossea?
L’esame è semplice, rapido e non invasivo. Non richiede anestesia e non è associato a dolore.
L’esame MOC con metodo DEXA è semplice e veloce: il paziente si sdraia su un lettino mantenendo una posizione rilassata, mentre l’apparecchiatura esamina le zone da analizzare (in gran parte dei casi lombare e femorale). L’esame non provoca dolore, non richiede iniezioni né mezzi di contrasto, e si svolge in un ambiente tranquillo.
Il paziente si sdraia su un lettino simile a quello a raggi X. Una macchina a bassa dose di raggi X emette fasci di raggi per misurare la densità minerale delle ossa dello scheletro, in particolare femori, colonna vertebrale e bacino.
La durata complessiva è di circa 10-15 minuti, a seconda dell’ampiezza delle aree da valutare: subito dopo il paziente può riprendere le normali attività senza restrizioni.
- Il tempo necessario per l'indagine è di circa 10 minuti, non è in alcun modo dolorosa e non c'è bisogno di particolari preparazioni dietetiche o farmacologiche.
Per l’OMS la diagnosi densitometrica di osteoporosi si basa sulla valutazione con tecnica dual-energy x-ray absorptiometry (DEXA).Questa è la modalità attualmente preferita perché presenta il migliore rapporto costo/beneficio. Rispetto agli altri esami a raggi X, infatti, utilizza un livello molto più basso di radiazioni.
Il paziente si sdraia su un lettino, al di sotto del quale è collocata l’apparecchiatura che emette un sottile fascio di raggi X: la scansione avviene in pochi minuti ed è indolore.
Se il paziente deve esaminare la colonna vertebrale, si distende supino sul lettino densitometrico, con un sostegno sotto le gambe.
Se si deve indagare il femore, il paziente sta disteso sul lettino dell’apparecchiatura, con un supporto speciale tra le gambe che può consentirgli di ruotarle leggermente.
Nonostante sia una procedura molto sicura, per precauzione non deve essere eseguita in gravidanza.
Come prepararsi e vestirsi per la mineralometria ossea?
La densitometria ossea non richiede preparazioni particolari: l’unica accortezza è di presentarsi all’esame senza aver assunto integratori di calcio nelle 24 ore precedenti. Per quanto riguarda l’abbigliamento si consiglia di indossare vestiti comodi e senza parti metalliche (bottoni, cerniere, cinture o ganci) specialmente nella zona lombare e delle anche, perché il metallo può interferire con la rilevazione.
Non è prevista alcuna preparazione ma è necessario informare il medico se di recente è stato effettuato un esame baritato (esempio: studio del esofago-stomaco oppure clisma opaco), se è stato iniettato un mezzo di contrasto (esempio: tomografia computerizzata, TAC) o una scansione con radioisotopi poichè, in questi casi, l'esame va rimandato di una decina di giorni.
L'unica accortezza è di rimandare di qualche giorno la densitometria in caso di recente sottoposizione ad un esame scintigrafico o radiologico con mezzo di contrasto baritato (la valutazione in merito è di competenza dello specialista in medicina nucleare).
Lo stato di gravidanza è una controindicazione assoluta.
Cosa rivela una densitometria ossea
La macchina procede in modo automatico, rilevando:
- La Bone Mineral Density (BMD), ossia la densità minerale in grammi per centimetro cubo.
- Il T-score, ovvero l’indicatore della densità minerale relativo all’ipotetico patrimonio massimo di calcio che si ha a 30 anni, considerato rappresentativo del picco nell’arco della vita di una persona. I valori inferiori a -1 indicano una densità minerale molto lontana dalla media in senso negativo e, quindi, una ridotta mineralizzazione o una vera e propria demineralizzazione.
- Lo Z-score è l’indicatore della densità minerale relativo alle persone di pari età. Indica la variazione rispetto alla media: anche in questo caso sono significativi i valori inferiori a -1.
Fra i tre, il T-score è il risultato da tenere maggiormente in considerazione. A seconda dei livelli che raggiunge, indica l’appartenenza a uno dei tre gruppi definiti dall’OMS:
- T score maggiore o uguale a -1: normalità;
- T score compreso tra -1 e -2.5: osteopenia, ovvero impoverimento dell’osso che ancora non raggiunge il grado definito di osteoporosi;
- T score minore di -2.5: osteoporosi, ovvero l’ulteriore impoverimento delle ossa. Se abbinato all’indicazione di frattura, diventa indicatore di osteoporosi grave.
Il T-score misura la differenza tra il valore di BMD dell’osso esaminato e il campione di riferimento, rappresentato da soggetti sani di 30 anni esaminati nel momento in cui si raggiunge il massimo livello di massa ossea L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che un T-score superiore a -1 deviazioni standard corrisponde a una situazione di normalità; un T-score compreso tra a -1 e -2.5 deviazioni standard indica un’osteopenia, dunque un modesto impoverimento dell’osso; mentre un T-score inferiore a -2.5 deviazioni standard indica la presenza di osteoporosi, che implica un rischio sensibilmente maggiore di andare incontro a fratture.
Lo Z-score misura la differenza tra il valore di BMD dell’osso esaminato e il campione di riferimento, rappresentato da soggetti sani e di pari età.
In generale, questo dato è vantaggioso per un approccio altamente personalizzato, che tenga conto dell’età e del genere sessuale.
Facilitare sì, ma non stabilire in senso stretto: la MOC non è sufficiente a interpretare pienamente ogni singola situazione, che deve anche essere considerata alla luce di altri fattori.
Il singolo livello di fragilità delle ossa può essere quindi ulteriormente approfondito tramite metodi che integrano la MOC e i suoi risultati, come ad esempio la densitometria ossea con TBS (Trabecular Bone Score).
Possono inoltre essere integrati nella diagnosi esami come radiografie alla colonna vertebrale e morfometria vertebrale, per identificare eventuali deformità causate dall’osteoporosi.
Nell'interpretazione dei referti si deve ricordare che non è sempre facile mettere a confronto i risultati ottenuti con apparecchiature diverse o dalla misurazione di segmenti ossei diversi della stessa persona. Sarebbe preferibile paragonare le indagini densitometriche eseguite con lo stesso strumento.
I risultati della densità minerale ossea offrono un’indicazione attendibile della resistenza e della qualità dell’osso, ma non segnalano il rischio di frattura, che dipende da fattori come età, sesso o una storia di cadute precedenti che il medico deve considerare per decidere se ricorrere a una terapia farmacologica.
In generale, si può affermare che una densitometria che segnala una riduzione della densità ossea fornisce un dato molto importante per la formulazione della diagnosi, associato alle analisi del sangue o strumentali richieste dal medico.
Considerata la complessità dell’interpretazione dei risultati, si consiglia di eseguire la MOC in un centro attrezzato con macchinari affidabili e personale esperto.
NOTA: un T-score uguale a 0 indica che il soggetto esaminato presenta una densità ossea uguale a quella media delle persone giovani; un T-score pari o superiore a -1 viene comunque considerato normale. In presenza di un un T-score compreso tra -1 e -2,5 il soggetto presenta una densità ossea ridotta, non così grave da parlare di osteoporosi ma comunque sufficiente per indurlo ad impostare, insieme al proprio medico, un trattamento efficace per impedire un ulteriore demineralizzazione ossea.
Cosa fare dopo la densitometria ossea?
In base ai risultati dell’esame, il medico potrà:
- Confermare o escludere la diagnosi di osteoporosi
- Valutare il rischio di fratture
- Consigliare un trattamento farmacologico o modifiche dello stile di vita per ridurre il rischio di fratture
Consigli per la salute delle ossa
Oltre alla densitometria ossea, è importante seguire uno stile di vita sano per mantenere le ossa forti. Ecco alcuni consigli:
Dieta ricca di calcio e vitamina D
Assumere la giusta quantità di calcio e vitamina D è essenziale per la salute delle ossa. Fonti alimentari di calcio includono latticini, verdure a foglia verde, pesce con le lische e legumi. La vitamina D si trova nel pesce grasso, nelle uova e nei funghi. L’esposizione al sole è un’altra importante fonte di vitamina D.
Dieta ricca di calcio e vitamina D: latticini, verdure a foglia verde, pesce e frutta secca sono alimenti essenziali per la salute delle ossa.
Esercizio fisico regolare
L’attività fisica con carico, come camminare, correre o ballare, aiuta a rafforzare le ossa e a ridurre il rischio di fratture.
Non fumare
Il fumo è un fattore di rischio significativo per l’osteoporosi. Smettere di fumare è uno dei modi migliori per proteggere le ossa.
Limitare l’assunzione di alcol
Un consumo eccessivo di alcol può indebolire le ossa e aumentare il rischio di fratture.
Densitometria ossea: un alleato per la salute delle tue ossa
Prendersi cura della salute delle ossa è fondamentale per il benessere generale. La densitometria ossea è un esame semplice e sicuro che può fare la differenza nel prevenire fratture e migliorare la qualità della vita. La densitometria ossea è uno strumento importante per la prevenzione e il trattamento dell’osteoporosi. L’osteoporosi è una malattia silenziosa che indebolisce le ossa, rendendole fragili e più soggette a fratture, anche in seguito a traumi lievi.
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