Radiografia: Cos'è, Come Funziona e Quando è Necessaria

La radiografia (RX), o esame radiologico, è un'indagine diagnostica che prevede l'utilizzo di particolari onde elettromagnetiche, i raggi X. Per radiografia (RX) si intende sia l’immagine radiografica, detta anche radiogramma, sia la tecnica utilizzata per ottenere l’immagine stessa. La scienza che si occupa della produzione e della relativa interpretazione delle immagini radiologiche è detta radiologia.

Sviluppatasi a partire dal 1895 con la scoperta dei raggi X, la radiografia venne presto utilizzata per scopi medico-diagnostici, diventando un prezioso strumento in campo chirurgico e un valido aiuto per la cura dei pazienti. Sin dal suo primo utilizzo nel 1896 la Radiografia a Raggi X ha rappresentato una fondamentale innovazione nel campo della Diagnostica Medica, permettendo di scrutare l´interno del nostro corpo.

Come Funziona la Radiografia

Il metodo di produzione di un radiogramma si basa sull’interazione che avviene fra un fascio di fotoni (cioè i raggi X) trasmessi da una sorgente (tubo radiogeno) verso un ricettore e la materia interposta che, nel caso dell’applicazione medica, è un corpo biologico. I raggi X sono radiazioni ionizzanti che si comportano come fasci di luce che, attraversando il corpo umano, vengono assorbiti in modo differente a seconda della densità dei tessuti attraversati.

Quando l’apparecchio viene acceso i raggi X viaggiano attraverso il corpo e vengono assorbiti in quantità diverse dai vari tessuti, secondo la densità radiologica del mezzo attraversato. L´immagine della radiografia a raggi X è in negativo, per cui le parti del corpo più dense, come le ossa, appaiono chiare, mentre i tessuti molli appaiono grigi e gli organi, invece, scuri. Per esempio, le strutture come le ossa contengono calcio, che ha un numero atomico più alto della maggior parte dei tessuti. Questa proprietà fa sì che le ossa assorbano i raggi X e producano quindi immagini molto contrastate sul rilevatore.

Di conseguenza, le strutture ossee risultano più bianche di altri tessuti rispetto allo sfondo nero di una radiografia. Le formazioni ad alto numero atomico e di elevato spessore trattengono quasi completamente le radiazioni, apparendo bianche sulla pellicola; quelle che le trattengono solo parzialmente appaiono di colore grigio; mentre le formazioni che vengono attraversate quasi completamente dai fotoni risultano scure. La radiologia quindi sfrutta il fatto che tessuti a diversa densità ed a diverso numero atomico assorbono i raggi X in maniera diversa.

Tipi di Radiografia

  • Teleradiografia: Si parla di teleradiografia, ad esempio, nei casi in cui il tubo radiogeno venga posto ad una distanza di un metro e mezzo o due metri dall’oggetto da analizzare e viene utilizzata in particolare nella radiografia al torace o al cranio.
  • Serioradiografia: Quando l’oggetto da radiografare è mobile, risulta utile avere una serie di immagini in rapida successione, cioè una serioradiografia.

Radiologia Digitale: Un'Evoluzione Importante

Fino a qualche decennio fa l’immagine radiografica veniva impressa su una pellicola fotografica (comunemente detta lastra) che veniva poi data al medico radiologo per essere analizzata e, successivamente, rilasciata al paziente. Fino a qualche tempo fa l´immagine radiografica veniva impressa su una pellicola fotografica, comunemente detta “lastra” che, dopo essere stata valutata e refertata, veniva consegnata al paziente.

La moderna tecnologia ha permesso l’avvento della radiografia digitale che porta notevoli vantaggi. Da tempo la lastra non è più in uso e le tecniche attuali producono un’immagine digitale, visualizzata al computer e fornita al paziente in formato digitale su CD, DVD o consultabile in remoto. La moderna tecnologia ha portato in seguito allo sviluppo della Radiologia Digitale, per cui non viene più effettuata la stampa dell´immagine ma questa può essere visionata, refertata e archiviata digitalmente. Tra i diversi vantaggi, la Radiografia Digitale Diretta (DR) di ultima generazione, presente nel nostro Centro, permette una migliore qualità e definizione dell´immagine con una ridotta dose radiogena per il paziente.

Essa consiste nel suddividere l'immagine in tanti elementi di superficie (pixel), cui assegnare - in codice binario - il valore di tonalità di grigio. Più fine è la suddivisione dell'immagine, tanto maggiore sarà la sua risoluzione, quindi tanto maggiore il numero di pixel da digitalizzare e memorizzare. Tipicamente, un'immagine di alta definizione consiste in almeno un milione di pixel. Dato che la digitalizzazione corrisponde ad un byte (parola binaria) per ogni pixel, una simile immagine occupa quindi 1 megabyte (1MB) di memoria.

Le immagini digitalizzate possono permettere la ricostruzione e la correzione delle strutture geometriche (eliminazione di deformazioni o di artefatti), oppure la modifica delle tonalità di grigio, per mettere in risalto anche piccole differenze tra tessuti molli simili. Esse, appena ottenute, sono immediatamente visibili sul monitor di una consolle predisposta. Mediante la radiografia digitale è dunque possibile ricavare dalle immagini radiografiche maggiori informazioni di quanto permetta l'osservazione visiva diretta della pellicola radiografica.

Inoltre, la digitalizzazione consente un minor inquinamento (provocato dallo smaltimento delle pellicole radiografiche impressionate) ed un risparmio economico (ora tutti gli esisti di un'indagine radiografica vengono rilasciati al paziente sotto forma di CD-Rom).

Quando è Indicata la Radiografia?

Un esame radiologico viene in genere prescritto dal medico per diagnosticare l’eventuale presenza di malattie, lesioni o infiammazioni. Inoltre, la radiografia viene utilizzata anche in campo odontoiatrico per evidenziare ed analizzare eventuali problematiche della cavità orale. La Radiografia a Raggi X è un esame indolore e non invasivo che viene utilizzato per lo studio di:

  • patologie osteoarticolari degenerative (artrosi);
  • patologie osteoarticolari traumatiche (fratture);
  • malattie a carico della colonna vertebrale (spondilolistesi, spondiloartrosi, scoliosi);
  • dismetria degli arti inferiori;
  • calcolo dell´età ossea;
  • diagnosi di patologie polmonari (polmoniti, versamenti pleurici e lesioni tumorali);
  • studio dell´addome (calcoli renali, occlusioni e perforazioni intestinali).

Preparazione all'Esame Radiografico

L’esecuzione di una radiografia (RX) non richiede preparazioni particolari. L’esame radiologico di per sé è una procedura piuttosto semplice e assolutamente non dolorosa, che non richiede accorgimenti particolari. In genere viene chiesto al paziente di indossare un abbigliamento comodo e consono. Si consiglia di rimuovere preziosi e bigiotteria, come orologi e gioielli, dalla parte interessata. Al momento dell'esame non devono essere presenti oggetti metallici nell´area di scansione: orecchini, catenine, piercing labiali o linguali, reggiseno con ferretto, cinture e bottoni metallici.

È importante, inoltre, avere con sé la precedente documentazione clinica che potrà essere utile ai tecnici e al personale medico per eseguire un esame corretto. Se, invece, la radiografia dovesse essere eseguita su una mano o al polso bisognerà liberare, anche in questo caso, la parte interessata da eventuali oggetti metallici come anelli, bracciali o l’orologio. Esempio, se dovete eseguire una radiografia del torace portate eventuali precedenti radiografie e altri esami (anche non radiologici) riferiti al torace.

Nel caso della radiografia addome e radiografia reni è consigliabile non ingerire, nelle 24 ore precedenti l’esame, cibi che fermentano nell’intestino. L’eccessiva presenza di aria nell’intestino, infatti, rende maggiormente difficoltoso lo studio dell’addome e la sua refertazione. Prediligere pesce e carni bianche dal giorno prima. Non è necessario il digiuno. Il paziente può tenere indossati indumenti intimi come slip e maglietta, priva di eccessivo pizzo o strass. Gli altri indumenti vanno rimossi, reggiseno compreso.

Rischi e Controindicazioni

Poiché le radiazioni, seppur in modo limitato, sono dannose per il corpo umano l’esame è da effettuarsi solo quando il beneficio previsto sia superiore al rischio biologico. I raggi X, essendo radiazioni ionizzanti, comportano un effetto biologico sulle strutture anatomiche che attraversano e possono quindi essere dannosi per determinate zone anatomiche come ad esempio per le ovaie, i testicoli, la tiroide, il midollo osseo e i tessuti in fase di formazione. Sono noti da tempo gli effetti dell’esposizione ai raggi X e il loro ruolo nell’aumentare il rischio di tumori e leucemie in relazione alla dose, soprattutto nei bambini e nei giovani.

Tuttavia, la dose di radiazioni per una singola radiografia, espressa attraverso l’unità di misura chiamata Sievert, è molto bassa. Oggi, però, la diminuzione dei tempi di esposizione alle radiazioni e l’uso di apparecchiature di ultima generazione e di opportune schermature per proteggere gli organi più radiosensibili hanno contribuito a ridurre notevolmente questo rischio. Anche se nel caso di una radiografia il danno è solo di tipo probabilistico, ciò non toglie il fatto che è stabilito dalla legge che ogni esame radiologico debba essere ben giustificato da un preciso quesito diagnostico che non possa essere risolvibile con altre metodiche.

L’esame mediamente dura 10/15 minuti, tempi più lunghi sono richiesti solo per esami particolarmente complessi. L'esame dura qualche minuto e richiede l’immobilità del paziente soltanto per pochi secondi. Una volta eseguito l’esame, alla paziente viene chiesto di attendere qualche minuto per dare modo al medico radiologo di valutare la qualità delle immagini.

La radiografia (RX) è controindicata nelle donne incinte per l’intera durata della gravidanza e nei bambini piccoli, in quanto utilizza radiazioni ionizzanti. Controindicazioni per quanto con la Radiografia Digitale Diretta (DR) di ultima generazione l´esposizione alle radiazioni ionizzanti sia molto bassa, l´esame non deve essere effettuato se si è in stato di gravidanza certo o presunto. Tutte le pazienti che sospettano di essere in stato di gravidanza devono comunicarlo al personale tecnico prima di sottoporsi all’esame radiologico.

Nel caso in cui, prima di eseguire una radiografia, una paziente sospetta di essere in stato di gravidanza deve assolutamente informare il personale tecnico per evitare di causare potenziali danni al feto. Se la radiografia non riguarda la colonna lombare, il bacino o l’addome c’è la possibilità di ridurre la dose di radiazioni assorbita dall’embrione a valori che si avvicinano quasi allo zero. Se scoprite di essere in stato di gravidanza qualche giorno dopo esservi sottoposte ad un esame radiologico (o radiografia) fate presente il vostro caso in radiologia.

Inoltre, il personale medico è tenuto a prendere specifici accorgimenti per ottimizzare l’esame e somministrare al paziente la minor dose possibile di radiazioni. Anche il personale medico ha l’obbligo di proteggersi da questo tipo di radiazioni in quanto, col tempo, l’accumulo di radiazioni potrebbe risultare nocivo.

Nel caso in cui una paziente scopra solo successivamente di essersi sottoposta ad una radiografia mentre si trovava in stato di gravidanza, può rivolgersi al personale medico della struttura per scoprire quante radiazioni siano state effettivamente assorbite dal feto. La risultanza sarà spiegata alla paziente in un colloquio con il medico radiologo e il fisico sanitario. Tutte le pazienti in età fertile vengono “esaminate” come se fossero potenzialmente in gravidanza. Una volta ottenuto il risultato, questo sarà spiegato alla paziente durante un colloquio col medico radiologo e il fisico sanitario e le verrà fornita una certificazione.

Radiografia a Raggi X o Risonanza Magnetica: Quali Differenze?

La scelta della tipologia di esame da effettuare dipende sempre dall´indicazione precisa che il medico ritiene più opportuna a seguito di un´accurata valutazione clinica. La principale differenza tra le due tipologie di esami riguarda la diversa metodica utilizzata. La Radiografia si basa, infatti, sull´uso delle radiazioni ionizzanti, i Raggi X, mentre la Risonanza Magnetica sfrutta campi elettromagnetici, non nocivi per gli esseri viventi. La Risonanza Magnetica viene richiesta prevalentemente per lo studio dei tessuti molli quali tendini, muscoli, legamenti e cartilagini oltre che per la valutazione dell´osso, in quanto permette di rilevare la presenza di edema, segno di fratture e/o di infiammazioni o tumori ossei.

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