L'ecografia prenatale è uno strumento fondamentale per monitorare lo sviluppo del feto durante la gravidanza. Sarebbe auspicabile che il monitoraggio ecografico di una gravidanza fisiologica prevedesse almeno tre ecografie: una nel primo trimestre, una nel secondo trimestre ed una nel terzo trimestre. Per ottimizzare le informazioni derivanti delle ecografie eseguite nelle tre diverse epoche di gestazione sarebbe opportuno praticare quella del primo trimestre tra 10 settimane + 1 giorno e 13 settimane + 6 giorni, quella del secondo trimestre tra la 19a e la 21a settimana e quella del terzo trimestre tra la 30a e la 34a settimana di gestazione.
Obiettivi dell'Ecografia del Terzo Trimestre
L'esame ecografico del terzo trimestre ha lo scopo di studiare nuovamente l'anatomia fetale valutata nel secondo trimestre ed eventualmente di individuare quelle patologie il cui riconoscimento è difficile e/o impossibile prima di tale epoca ovvero quelle patologie evolutive (es.: idrocefalia, tumori, ernia diaframmatica, patologie cardiache, patologie ostruttive renali, etc.) che possono comparire in qualsiasi momento della vita del feto. L'esame ecografico del terzo trimestre si completa con lo studio della placenta e del liquido amniotico.
Limitazioni dell'Ecografia
È importante essere consapevoli dei limiti dell'ecografia del terzo trimestre:
- Non si potrà mai accertare se gli organi descritti possano avere difetti di funzione.
- Non si potrà mai ed in nessun caso diagnosticare sindromi genetiche e/o cromosomiche.
- Non si potranno assolutamente diagnosticare patologie malconformative la cui insorgenza è tardiva (ad es.: le neoplasie ed alcune infezioni in utero) oppure quelle nelle quali il difetto morfologico si rende manifesto solo nelle fasi avanzate della gravidanza (ad es. alcune displasie ossee ed alcune microcefalie) ovvero di quei dimorfismi che, inizialmente piccoli, presentino un’evoluzione ingravescente (ad es.: alcune ventricolomegalie o rachidopatie) ovvero ancora di malformazioni di difficile individuazione (ad es.: la spina bifida occulta e simili).
Fattori che Influenzano l'Accuratezza dell'Esame
Lo studio ecografico prenatale dell'anatomia fetale è fortemente condizionato da diversi fattori, che possono falsare i risultati, nonostante la correttezza dell'esame. Tali fattori sono:
- L'epoca di gestazione.
- La variabilità della morfogenesi fetale (in pratica la diversità dei tempi di sviluppo del corpo fetale), che non sempre consente deduzioni definitive con un unico esame ecografico.
- La storia naturale della malattia.
- L’indicazione all’esame.
- L’esperienza dell’operatore.
- Lo spessore della parete addominale materna.
- La posizione sfavorevole del feto.
- Le anomalie di quantità del liquido amniotico.
- La gemellarità.
Anomalie Congenite e Sensibilità dell'Ecografia
Le anomalie congenite hanno un’incidenza di circa il 5%, includendo nella definizione le malformazioni fetali, le sindromi genetiche, le cromosomopatie, le malattie metaboliche e quelle da infezione contratta in gravidanza. L'ecografia prenatale può riconoscere e/o escludere un certo numero di malformazioni maggiori. La sensibilità (ovvero la capacità) dell'ecografia prenatale di riconoscere le anomalie fetali è più elevata nel secondo trimestre. Da questo si evince che nessuna patologia fetale può essere sempre riconosciuta con l’ecografia.
Sensibilità dell'Esame per Apparato
- Sistema Nervoso Centrale: Lo studio per le malformazioni del sistema nervoso centrale ha una sensibilità del 68% - 92%. L'esame ecografico dei difetti del tubo neurale (spina bifida) presenta nel complesso un’elevata sensibilità (90-95%) che scende a valori molto più bassi se consideriamo solo il secondo trimestre. Infatti, lo studio della colonna vertebrale è indaginoso nel secondo trimestre (per la non completa ossificazione del tratto sacrale) mentre è più accurato nel terzo trimestre. E’ chiaramente descritto, dalla letteratura mondiale che la diagnosi ecografica è meno complessa se sono presenti delle anomalie intracraniche associate (“segni indiretti”) mentre è difficilissima o, talvolta, impossibile in assenza di tali segni.
- Apparato Urinario: L'esame ecografico per la valutazione delle anomalie dell'apparato urinario presenta una sensibilità tra il 24% ed il 90%. Alla 20a settimana possono esserci difficoltà nella visualizzazione dei due reni.
- Addome Fetale: Lo studio ecografico dell'addome fetale (sensibilità 24%-72%) può consentire l'individuazione di difetti di chiusura della parete addominale e di anomalie ostruttive del tubo digerente; i secondi non sono sempre suscettibili di diagnosi sia in relazione al grado che al livello dell'ostruzione (le anomalie del colon ed anorettali non sono identificabili), mentre per alcune di esse la diagnosi è possibile solo nel terzo trimestre.
- Arti Fetali: L'epoca migliore per la visualizzazione degli arti fetali è tra le 18 e le 25 settimane. La diagnosi ecografica delle displasie ossee presenta una bassa sensibilità (18%-53%) ed è essenzialmente confinata a quelle forme letali riconoscibili nel secondo trimestre, mentre, in altri casi, la diagnosi è possibile solo nel terzo trimestre. E' da considerare difficile il riconoscimento dei difetti delle mani e/o dei piedi; è in pratica impossibile il riconoscimento dei difetti delle dita.
Marcatori di Sospetto per Cromosomopatia
Nell'esame ecografico del secondo trimestre, quando eseguito tra 17 e 20 settimane di gestazione, possono essere ricercati dei marcatori di sospetto per cromosomopatia. Essi sono rappresentati da alcuni segni che non essendo delle anomalie sono identificati come segni minori o soft markers e sono: cisti del plesso corioideo, foci iperecogeni cardiaci (golf ball), pielectasia, intestino iperecogeno ed altri. La presenza di un soft marker non indica che il feto è malato; purtroppo la sua assenza non indica che è sano. Per questi motivi la diagnosi ecografica di cromosomopatia è solo di “sospetto”.
Ecografia del Terzo Trimestre e Crescita Fetale
In circa il 7-10% delle gravidanze si verifica un rallentamento della crescita fetale, che può dipendere da diversi fattori come fumo, esposizione a teratogeni, malnutrizione materna, infezioni, problemi genetici e insufficienza placentare. Questo rallentamento rappresenta un fattore di rischio per morbilità e mortalità perinatale, inclusa la morte improvvisa intrauterina inspiegabile, e aumenta il rischio di malattie in età adulta, come disturbi dello sviluppo neurologico e cardiovascolare.
Monitoraggio della Crescita Fetale
Il monitoraggio della crescita fetale è un obiettivo fondamentale delle cure prenatali e prevede misurazioni ripetute durante la gravidanza. Nel caso di rallentamento tardivo, che si verifica nel terzo trimestre, l'ecografia di screening non è raccomandata dalla maggior parte delle linee guida internazionali, ma una revisione recente evidenzia che queste raccomandazioni si basano su ecografie eseguite troppo presto.
Studio sull'Efficacia dell'Ecografia di Routine nel Terzo Trimestre
Uno studio randomizzato multicentrico ha valutato l'efficacia dell'ecografia di routine nel terzo trimestre per ridurre gli esiti perinatali avversi nelle gravidanze a basso rischio, confrontandola con le cure abituali. Lo studio ha coinvolto 13.046 donne con gravidanza singola a basso rischio, offrendo loro l'assistenza consueta e, in seguito, aggiungendo due scansioni biometriche nel terzo trimestre a 28-30 e 34-36 settimane di gestazione.
Risultati dello Studio
I risultati hanno mostrato che i feti piccoli per l'età gestazionale alla nascita sono stati rilevati più spesso nel gruppo di intervento rispetto al gruppo di cura abituale. Tuttavia, l'incidenza di esiti avversi perinatali gravi è stata simile nei due gruppi. La strategia di intervento ha mostrato una maggiore incidenza di induzione del travaglio e una minore incidenza di intensificazione del travaglio. In conclusione, nelle gravidanze a basso rischio, le ecografie aggiuntive nel terzo trimestre sono state associate a un maggior numero di rilevazioni di neonati piccoli per l'età gestazionale e all'induzione del travaglio, ma non sono state associate a una riduzione degli esiti perinatali avversi gravi rispetto alle cure normali.
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