Livelli di colesterolo troppo alti e per troppo tempo aumentano la probabilità di malattie delle arterie, e in particolare di infarto e di ictus cerebrale. Il livello del colesterolo si può abbassare molto spesso anche senza ricorrere ai farmaci, ma per ottenere un risultato bisogna avere il coraggio di cambiare qualcosa nello stile di vita che può e deve migliorare. Per chi già sta prendendo farmaci che riducono il livello del colesterolo nel sangue, cambiare stile di vita è ancora più urgente e fondamentale, perché potrebbe aiutare a prendere una dose di farmaco più bassa.
Il colesterolo è una molecola appartenente alla classe dei lipidi (cioè grassi) presente nel nostro sangue. Questa sostanza è prodotta per la maggior parte dall’organismo stesso, ma una piccola percentuale viene assimilata con l’alimentazione di tutti i giorni. Il colesterolo è presente nel sangue in diverse forme, i due tipi principali sono il colesterolo HDL (Hight Density Lipoprotein, detto comunemente “colesterolo buono”) e il colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein, detto comunemente “colesterolo cattivo”). L’eccesso di colesterolo totale nel sangue (ipercolesterolemia), in particolare di LDL, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.
Un corretto stile alimentare e di vita può essere di grande aiuto nel mantenere i valori di colesterolo LDL entro i limiti di norma, tant’è che nelle forme più lievi o responsive della malattia una dieta adeguata può rappresentare l’unica terapia. Anche in associazione alla cura farmacologica una corretta ed equilibrata alimentazione può portare diversi benefici, in quanto aumenta l’efficacia dei farmaci ipocolesterolemizzanti permettendo così di ridurne la posologia e gli eventuali effetti indesiderati. L’ipercolesterolemia, purtroppo, è spesso asintomatica, cioè non dà origine a nessun segno specifico della malattia. Tuttavia, la sua diagnosi si può ottenere con un semplice esame del sangue.
Come Ridurre il Colesterolo: Consigli Pratici
- Sì, ai grassi buoni, no a quelli cattivi. I grassi saturi sono i più dannosi, si trovano soprattutto nella carne rossa e nei latticini, aumentano il livello del colesterolo totale e soprattutto della sua componente cattiva (LDL). Possiamo mangiarli ma pochi: non devono rappresentare più del 7% delle calorie che ogni giorno introduciamo con l’alimentazione. Scegliamo i tagli di carne più magri, latticini light (magri) e diamo la preferenza ai grassi monoinsaturi come quelli contenuti nell’olio di oliva.
- I grassi trans: zero! Dobbiamo proprio dimenticarceli, perché aumentano il livello del colesterolo LDL ( cattivo) e riducono il colesterolo buono HDL, quindi aumentano il rischio di infarto. Li trovate nei cibi fritti e in molti prodotti confezionati come biscotti , crackers, dolci e snacks .Imparate a leggere le etichette, anche se non potete fidarvi ciecamente: “senza grassi” non vuol dire che non contengono grassi trans, vuol dire che ne contengono meno di 0.5 grammi per porzione.
- SI ai cibi ricchi di omega 3: fanno bene al cuore, aumentano il colesterolo buono HDL, aiutano ad abbassare i trigliceridi, grassi contenuti soprattutto nei dolci e negli alcoolici, e a ridurre la pressione del sangue. SI alla fibra: la fibra può essere solubile e insolubile, e fa sempre bene alla salute. SI alle proteine che provengono dal siero del latte, come la caseina. Le proteine del siero di latte, che si possono assumere anche sotto forma di integratori contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo totale e cattivo LDL: leggete bene le etichette prima di usarli.
- L’esercizio fisico consuma il colesterolo, perché i muscoli lo usano come carburante. L’attività fisica moderata e aerobica aiuta ad aumentare il colesterolo buono HDL: 30-40 minuti al giorno, se il vostro dottore è d’accordo, sono l’ideale. 40 minuti consecutivi sono perfetti, ma anche 10 minuti ripetuti più volte possono aiutare a cominciare a perdere peso: non sforziamoci di scalare l’Everest, diamoci obiettivi possibili, facciamo un programma adatto a noi, compatibile con i nostri impegni, che possiamo riuscire a rispettare.
- Chi ancora fuma, davvero è ora che smetta: il colesterolo buono aumenterà, il ritmo del cuore rallenterà, la pressione scenderà, tutto questo dopo un solo giorno senza fumo.
- Anche pochi chili di sovrappeso possono contribuire ad aumentare il colesterolo: perdere dal 5 al 10% del peso invece lo riduce. Cominciamo dalle cose più semplici osservando con schiettezza le nostre abitudini quotidiane. Come un’addizione: tanti piccoli cambiamenti danno tanti piccoli vantaggi che si sommano fra loro diventando un unico grande vantaggio. Se mangiamo per noia o per frustrazione, usciamo invece a fare quattro passi. Se siamo costretti a rimanere a pranzo in ufficio e a mangiare al bar, portiamoci invece qualcosa di sano da casa, sostituiamo le patatine con carote o frutta: e non divoriamo il cibo senza sapere che cosa stiamo facendo.
- L’alcool in quantità moderata aumenta il colesterolo buono HDL: ma non è una medicina, i suoi effetti positivi non sono abbastanza importanti da consigliare a un astemio di cominciare a bere. Quindi alcool si, ma solo in quantità moderata. Per le donne 1 bicchiere al giorno a prescindere dall’età, per gli uomini 2 bicchieri al giorno fino ai 65 anni, poi 1 solo.
Il cambio di stile è indispensabile ma a volte può non bastare: non arrendiamoci, continuiamo a provarci con impegno e costanza. Ma se nonostante tutto non raggiungiamo l’obiettivo, non abbattiamoci: il nostro medico sa come aiutarci, se serve prescriverà dei farmaci.
Il Vino e i Suoi Effetti sul Colesterolo
Pur chiamandosi allo stesso modo e pur avendo un profilo nutrizionale molto simile, il vino rosso e quello bianco hanno effetti benefici diversi sulla salute. Va precisato che il consumo di alcol non dovrebbe mai essere promosso come un modo per migliorare la salute, dato che gli effetti dannosi possono presentarsi quando si eccede la dose consigliata.
La principale differenza tra vino bianco e rosso ha a che fare con il colore delle uve utilizzate e con il processo di fermentazione, con con o senza la buccia dell'uva. Per fare il vino bianco, l'uva viene pigiata e le bucce, i semi e gli steli vengono rimossi prima della fermentazione. Al contrario, per fare il vino rosso, le uve rosse pigiate vengono trasferite direttamente nei tini e fermentano con la buccia, i semi e gli steli. Le bucce dell'uva conferiscono al vino il suo pigmento, così come molti dei composti salutari distintivi presenti nel vino rosso.
Le varietà di uve rosse vengono utilizzate per produrre vino rosso, il vino bianco, invece, può essere ottenuto da uve rosse o bianche. Proprio per via della macerazione con le bucce, il vino rosso è particolarmente ricco di composti vegetali presenti in quelle bucce, come i tannini e il resveratrolo.
Differenze Nutrizionali tra Vino Bianco e Rosso
Nel complesso, il vino rosso ha un leggero vantaggio sul bianco perché ha quantità maggiori di alcune vitamine e di alcuni minerali. Poiché fermenta con bucce e semi d'uva, il vino rosso è molto ricco di composti vegetali in grado di fornire una varietà di benefici salutari per l'organismo.
Il vino rosso può aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache e avere un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare. In parte, ciò potrebbe essere dovuto al fatto che il vino contiene composti che hanno effetti sia antiossidanti che antinfiammatori. Questi aiutano a ridurre il rischio di malattie cardiache. Il suo consumo -limitato- può rallentare il declino del cervello correlato all'età. Ciò può essere in parte dovuto all'attività antiossidante e antinfiammatoria del resveratrolo, un composto simile agli antiossidanti nel vino rosso. Il resveratrolo è stato molto studiato per i suoi potenziali benefici come integratore. Aiuta con il diabete: aumenta la sensibilità all'insulina.
Consumare alcol per un lungo periodo aumenta il rischio di livelli elevati di colesterolo e disturbi cardiaci. L'alcol altera i tuoi livelli di colesterolo, e ridurne il consumo è una delle modifiche dello stile di vita più importanti per abbassare i livelli di colesterolo. Smettere di bere alcol o ridurre il consumo può aiutare a gestire i livelli di colesterolo. Ha anche altri benefici per la salute, come abbassare la pressione sanguigna, prevenire le malattie cardiovascolari e favorire la perdita di peso.
L'alcol che consumi viene scomposto e convertito in colesterolo e trigliceridi nel fegato. Pertanto, maggiore è il consumo di alcol, maggiori sono i tuoi livelli di trigliceridi e colesterolo. Inoltre, i trigliceridi in eccesso iniziano ad accumularsi nel fegato, causando la malattia del fegato grasso. Questo, a sua volta, compromette il funzionamento del fegato, che non riesce a rimuovere l'eccesso di colesterolo dal sangue, elevando ulteriormente i livelli di colesterolo. Un consumo prolungato di alcol aumenta i livelli di trigliceridi, abbassando i livelli di colesterolo HDL (colesterolo ad alta densità), aumentando così il rischio di disturbi cardiovascolari.
Le linee guida della Società Europea di Cardiologia/Società Europea di Aterosclerosi raccomandano un consumo moderato di alcol, che è inferiore a 10 g/giorno (1 unità) sia per gli uomini che per le donne. Un'unità di alcol varia a seconda del tipo di alcol.
Polifenoli e Rischio Cardiovascolare
Le sostanze fenoliche sono molecole in grado di prevenire diversi processi degenerativi dell'organismo, tra i quali anche l'aterosclerosi. I polifenoli sono contenuti in molti alimenti di origine vegetale come la frutta, gli ortaggi, l'olio extravergine d'oliva, il tè verde ed il vino. Il vino contiene soprattutto tannini, flavonoidi e resveratrolo nella sua forma TRANS, quindi il trans-resveratrolo.
Questo potente antiossidante sembra incrementare significativamente la fluidità del sangue migliorando il circolo e riducendo l'affaticamento cardiaco; inoltre, il trans-resveratrolo possiede una discreta funzione antiinfiammatoria sistemica ed abbassa notevolmente il livello di aggregazione piastrinica. Entrambe queste caratteristiche determinano una riduzione dell'insorgenza di aterosclerosi e rischio cardiovascolare.
Benefici del Trans-Resveratrolo
Il trans-resveratrolo si dimostra estremamente efficace nella lotta all'ossidazione delle lipoproteine LDL. La funzione antiossidante e preventiva del trans-resveratrolo dipende dalla sua capacità di penetrare nelle LDL e di chelare il rame (Cu2+) quale principale catalizzatore dei processi ossidativi che compromettono l'integrità strutturale-funzionale dei lipidi contenuti nella lipoproteina.
L'alcol etilico contenuto nel vino, se introdotto in eccesso, determina un innalzamento dei trigliceridi ematici che possono favorire l'aumento del rischio cardiovascolare. In conclusione, il vino contenente sostanze fenoliche può essere considerato una bevanda molto utile al raggiungimento della quota di antiossidanti alimentari; tuttavia, considerando che si tratta di un prodotto alcolico, non è totalmente corretto consigliarne il consumo frequente e sistematico.
D'altro canto, in assenza di patologie e SE GRADITO, il consumo di 2-3 unità alcoliche giornaliere di vino rosso può favorire la prevenzione dell'ossidazione lipidica e del colesterolo (LDL), riducendo di conseguenza anche il rischio cardiovascolare.
Dietro gli effetti protettivi del vino sul cuore potrebbe celarsi un meccanismo che agisce su particolari lipidi presenti nel sangue, chiamati ceramidi. I benefici del consumo lieve-moderato di vino sono stati ampiamenti dimostrati, in particolare l’assunzione di vino rosso è stata correlata a un minor rischio di malattia coronarica. Peraltro, non vi sono dati sul possibile effetto del vino sulle ceramidi, che sembrano avere un ruolo di ‘facilitatori’ nel processo di aterogenesi favorendo con vari meccanismi la deposizione del colesterolo “cattivo” LDL nella parete delle arterie causandone così la progressiva ostruzione.
Bere vino può aiutare a proteggere la salute cardiovascolare grazie al resveratrolo, che contrasta l’ossidazione del colesterolo, un processo coinvolto nella formazione delle placche aterosclerotiche. Il vino rosso contiene poi anche altre molecole che possono svolgere un’altra azione utile in termini di protezione cardiovascolare: ridurre l’assorbimento del colesterolo.
La presenza di resveratrolo e di saponine non giustifica però un consumo elevato di vino. Per di più è noto che l’alcol può danneggiare la salute anche in molti altri modi, ad esempio aumentando il rischio di malattie come la cirrosi epatica, la pancreatite e diverse forme tumorali e alterando lo stato mentale, portando ad esempio all’aumento del rischio di incidenti. Per tutti questi motivi il consumo di vino deve essere moderato.
Miti e Realtà sul Colesterolo
Purtroppo, sul tema del colesterolo circolano una serie di verità e di leggende metropolitane che spesso si tramandano di generazione in generazione. Cerchiamo di fare chiarezza su alcuni dei miti più comuni:
- Il colesterolo è solo un “nemico”? No, il colesterolo è fondamentale per il nostro organismo, infatti interviene nella formazione e nella riparazione delle membrane cellulari.
- Si può mangiare quello che si vuole se si assumono alimenti o integratori che possono abbassare il colesterolo? No. L’alimentazione deve essere equilibrata in ogni caso ed in particolare per chi già soffre di ipercolesterolemia o ha livelli di LDL e trigliceridi elevati.
- Nell’ipercolesterolemia le uova vanno bandite dalla tavola? Non è vero che le uova sono da bandire dalla tavola di chi non vuole avere un tasso di colesterolo troppo elevato, perché, in realtà, è soltanto il tuorlo a contenere il grasso (il consumo di albume è libero) e la lecitina contenuta nel tuorlo ha effetti favorevoli sul metabolismo del colesterolo.
- Nell’ipercolesterolemia i formaggi devono essere eliminati completamente? Non è vero che latticini e formaggi devono essere eliminati, ma solo consumati nelle corrette quantità e frequenze. Con la loro eliminazione rinunceremmo infatti a un ottimo apporto di calcio, proteine ad alto valore biologico e molte vitamine, in particolare quelle del gruppo B (B12) e la A. La porzione raccomandata è di 50 grammi di formaggio stagionato e di 100 grammi di formaggio fresco, con una frequenza di due volte alla settimana.
- Nell’ipercolesterolemia gli affettati devono essere eliminati? Vanno eliminati gli insaccati ad elevato tenore in grassi saturi (salsiccia, mortadella, etc.), mentre altri affettati (magri) possono essere consumati nelle corrette quantità e frequenze (prosciutto cotto, crudo, speck sgrassati oppure bresaola, affettato di tacchino o pollo).
- Il caffè aumenta i valori di colesterolo? Il rapporto tra caffè e colesterolemia dipende dal tipo di miscela e dalla modalità di preparazione. Nel modo in cui è preparato in Italia non sembra fare aumentare il colesterolo, anzi i suoi componenti antiossidanti potrebbero avere un effetto favorevole sul colesterolo LDL. Comunque meglio scegliere la qualità arabica più pregiata e meno ricca in caffeina e non superare le tre tazzine al giorno.
- Il vino fa male? No, se assunto in minime quantità (un bicchiere da 125 ml al giorno per la donna e due bicchieri per l'uomo) il vino può influire positivamente sui livelli di colesterolo. Il vino rosso, infatti, agisce sull'attività del fegato stimolando la produzione di colesterolo HDL (buono).
Tabella dei Valori Ottimali delle Lipoproteine Ematiche
| Lipoproteina | Valore Ottimale |
|---|---|
| Colesterolo Totale | < 200mg/dl |
| LDL | < 130mg/dl |
| HDL (Uomo) | > 40 mg/dl |
| HDL (Donna) | > 50 mg/dl |
Consigli aggiuntivi
- Scegliere cibi a basso tenore in zuccheri semplici.
- Scegliere alimenti ad elevato contenuto di fibra.
- Cucinare senza aggiungere grassi.
- Preferire metodi di cottura semplici come la cottura a vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, etc.
- Su indicazione del proprio medico curante, è possibile inserire nell'alimentazione integratori che contengono sostanze in grado di ridurre l'assorbimento intestinale del colesterolo (beta-glucani, psillio, steroli vegetali, etc.).
- Evitare cibi tipici da fast food o junk food.
- Consumare Legumi, da due-quattro volte alla settimana non come contorno ma come secondo piatto
- Preferire Carne sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile).
- Rendere lo stile di vita più attivo praticando attività fisica almeno tre volte alla settimana (minimo 150 minuti settimanali, ottimali 300). L’attività fisica aumenta il colesterolo “buono” a scapito di quello “cattivo”.
- Controllare con l'aiuto del proprio medico altre eventuali patologie coesistenti.
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