Parmigiano Reggiano e Colesterolo: Un'Analisi Approfondita

Il Parmigiano Reggiano è uno dei formaggi più amati e consumati in Italia, famoso per il suo sapore ricco e per le sue proprietà nutritive. Tuttavia, chi soffre di colesterolo alto potrebbe chiedersi se sia saggio includerlo nella propria alimentazione. In questo articolo esploreremo il rapporto tra il Parmigiano e il colesterolo, cercando di capire se e come questo formaggio possa far parte di una dieta bilanciata.

Cos'è il Parmigiano Reggiano?

Il parmigiano reggiano è un formaggio stagionato tipico dell'Italia settentrionale, più precisamente della val padana (zona compresa tra l'Emilia centro-occidentale e il mantovano). Essendo un prodotto DOP (Denominazione di Origine Protetta), il parmigiano reggiano è strettamente regolamentato dall'apposito disciplinare di produzione e ciò ne garantisce (o standardizza) il livello qualitativo generale. Si tratta di un prodotto caseario ricavato dalla lavorazione del latte vaccino parzialmente scremato.

Origini e Storia

Pare che il parmigiano reggiano sia nato pressappoco 900-1000 anni fa (XI-XII secolo d.C.), nelle stesse zone in cui viene tuttora prodotto (Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del fiume Reno e Mantova a sud del fiume Po). La sua scoperta, come quella del grana padano, viene attribuita ai monaci Benedettini e Cistercensi di Parma e Reggio Emilia.

Solo nel 1928 d.C., a Reggio Emilia, nacque il consorzio volontario del Grana Reggiano; parallelamente, a Parma si iniziò la marchiatura indipendente (con simbolo la corona ducale). Nel '37 si definirono del tutto i confini attuali dell'area deputata, che comprendevano anche la zona di Bologna. Finalmente, nel '38 venne usato per la prima volta il nome di Parmigiano Reggiano. Il titolo DOP fu deliberato mediante la norma europea del Reg. CEE 2081/92 e il riconoscimento del Reg. (CE) N. 1107/96.

Caratteristiche e Produzione

Secondo il disciplinare di produzione, il parmigiano reggiano è un formaggio a pasta dura, cotta e di lenta maturazione, prodotto con latte crudo parzialmente scremato (per affioramento naturale) e proveniente da vacche alimentate con foraggi della zona d'origine. Il latte utilizzato per il parmigiano reggiano non può essere sottoposto a trattamenti termici e non è ammesso l'uso di additivi alimentari (il glutammato di sodio presente nel formaggio è il frutto del legame naturale tra l'acido glutammico delle proteine e il sodio del cloruro di sodio).

In seguito, è prevista l'aggiunta di caglio di vitello per la coagulazione proteica; si ricava così una massa di cagliata finalizzata alla produzione di due forme per ogni contenitore (caldaia di rame). La cagliata del parmigiano reggiano viene dunque rotta, cotta e lasciata decantare. La massa caseosa è poi raccolta e immessa negli stampi. Dopo alcuni giorni avviene la salatura in salamoia delle forme e la successiva maturazione si protrae per almeno 12 mesi (conteggiati dalla formatura).

La forma di parmigiano reggiano si presenta esternamente di forma cilindrica, con 2 facce piane larghe 35-45cm, alte circa 20-26cm, con un peso di almeno 30kg e crosta color giallo paglierino. La pasta del formaggio è fragrante, delicata, saporita e non piccante, con sapore e aroma caratteristici; strutturalmente, pare minutamente granulosa e con frattura a scaglia.

Parmigiano Reggiano: le caratteristiche nutrizionali

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio a pasta dura, ottenuto da latte di vacca parzialmente scremato. Si tratta di un prodotto caseario ricavato dalla lavorazione del latte vaccino parzialmente scremato; come tale, il parmigiano vanta delle caratteristiche nutrizionali piuttosto buone: rispetto alla maggior parte dei formaggi stagionati, il parmigiano reggiano è meno grasso, più proteico, contiene meno lattosio e apporta un'ottima concentrazione di calcio; la quantità di sodio è comunque notevole, così come quella di colesterolo. Questo processo di produzione lo rende meno grasso rispetto ad altri formaggi, ma comunque ricco di proteine, calcio, vitamine e minerali essenziali.

Il suo profilo nutrizionale include:

  • Proteine di alta qualità, ideali per la costruzione muscolare e la riparazione dei tessuti.
  • Calcio, che contribuisce alla salute delle ossa e dei denti.
  • Vitamina A e vitamina B12, importanti per la vista e il sistema nervoso.
  • Grassi saturi, che rappresentano una preoccupazione per chi ha il colesterolo alto.

Nonostante sia una fonte eccellente di nutrienti, il Parmigiano contiene una quantità significativa di grassi saturi, che possono influire sui livelli di colesterolo LDL (il colesterolo “cattivo”) se consumato in eccesso.

Valori Nutrizionali

Le caratteristiche nutrizionali del parmigiano reggiano sono diverse; anzitutto, contiene poco lattosio e ciò lo rende idoneo (quasi sempre) anche nell'alimentazione dell'intollerante a questo zucchero. Apporta inoltre una notevole concentrazione di proteine ad alto valore biologico, aspetto molto interessante per gli sportivi, per i soggetti in accrescimento, per i vegetariani e per chi soffre di malassorbimento intestinale.

Per quel che concerne le vitamine, il parmigiano reggiano è ricco di riboflavina (vit. B2) e retinolo (vit. A); al contrario, dal punto di vista salino, abbondano soprattutto minerali essenziali per l'accrescimento/mantenimento delle ossa, come il calcio (100 grammi di parmigiano coprono abbondantemente il fabbisogno di un adulto) e il fosforo.

Parmigiano e colesterolo: il legame

Il Parmigiano è un alimento grasso, e una porzione di circa 30 grammi contiene tra i 6 e 8 grammi di grassi saturi. I grassi saturi sono noti per aumentare i livelli di colesterolo LDL, il tipo di colesterolo che può depositarsi nelle arterie e contribuire allo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Per chi soffre di colesterolo alto, il consumo di cibi ricchi di grassi saturi come il Parmigiano deve essere monitorato attentamente. Tuttavia, non è necessario eliminarlo completamente dalla dieta, poiché le quantità moderate di Parmigiano Reggiano possono essere integrate in una dieta equilibrata.

In molti ci si chiedono se il consumo di Parmigiano Reggiano possa rientrare nel regime alimentare di chi ha problemi legati al valore elevato di colesterolo.

Da un punto di vista fisiologico, il colesterolo risulta fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo e, nello specifico, per il metabolismo in quanto è precursore di estrogeni, ormoni steroidei, vitamina D e acidi biliari. Tuttavia, se presente in quantità eccessive, il colesterolo rischia di compromettere gravemente la salute del corpo.

Il Colesterolo LDL e HDL

Il colesterolo si ritrova nel sangue sotto forma di "colesterolo buono" (HDL) e “colesterolo cattivo” (LDL). Normalmente indicate con la sigla LDL(Low Density Lipoproteins) e che a volte vengono ulteriormente distinte dalle Lipoproteine a bassissima intensità - VLDL (Very Low Density Proteins). Nel complesso il colesterolo, che viene misurato attraverso le analisi del sangue, va inteso come la somma del tipo LDL e del tipo HDL.

Ipercolesterolemia

L'ipercolesterolemia (alto livello di colesterolo) può derivare da molteplici cause, le più comuni delle quali sono solitamente riconducibili a eccesso di peso, alimentazione disordinata e ricca di grassi, fumo, diabete, sedentarietà e rappresenta uno dei principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari. In un soggetto sano, la produzione endogena (ovvero quella prodotta dal corpo) del colesterolo si sintonizza con quella proveniente dall’alimentazione, regolandosi per eccesso o per difetto in base a quest’ultima.

In generale, possiamo dire che chi soffre di ipercolesterolemia, deve tenere in considerazione che i grassi dei cibi che presentano un elevato tenore di acidi grassi saturi tendono a far innalzare il livello di colesterolo nel sangue ancor più di quanto non faccia il colesterolo contenuto nell’alimento stesso. Pertanto il contenuto di colesterolo nell’alimento potrebbe non essere l’unico dato da tenere in considerazione.

Ancora, parlando di formaggi in generale, una stagionatura più elevata implica una quantità inferiore di acqua libera e di lattosio e una maggiore presenza di colesterolo e di grassi saturi. Nei formaggi freschi, quindi meno stagionati, l’apporto di acqua libera è maggiore, così come il lattosio, mentre colesterolo e grassi saturi tendono ad essere inferiori.

I benefici del Parmigiano

Nonostante il suo contenuto di grassi saturi, il Parmigiano offre alcuni vantaggi per la salute, anche per chi deve controllare i livelli di colesterolo:

  • Proteine di alta qualità: Il Parmigiano è una fonte eccellente di proteine, necessarie per la crescita e il mantenimento dei muscoli.
  • Basso contenuto di lattosio: Essendo naturalmente privo di lattosio, il Parmigiano è ben tollerato da chi soffre di intolleranza.
  • Alta digeribilità: Grazie al suo lungo processo di stagionatura, questo formaggio è altamente digeribile e può essere consumato senza appesantire il sistema digestivo.

Il parmigiano reggiano, come il grana padano, è considerato uno dei formaggi più digeribili, grazie alla presenza non eccessiva di grassi (per scrematura del latte di partenza) e alla maggior idrolisi da parte dei batteri lattici (operata sul lattosio e, in minor parte, sulle proteine); d'altro canto, non è comunque inquadrabile tra gli alimenti definibili oggettivamente "leggeri" poiché, essendo stagionato, possiede un basso livello di idratazione e un'elevata concentrazione energetico-nutrizionale.

Quanto Parmigiano consumare con colesterolo alto?

La chiave per includere il Parmigiano in una dieta per il colesterolo alto è moderazione. Secondo molti esperti di nutrizione, una porzione di 20-30 grammi di Parmigiano, consumata occasionalmente, non dovrebbe avere un impatto significativo sui livelli di colesterolo, soprattutto se abbinata a una dieta ricca di fibre, frutta, verdura e grassi sani come quelli presenti nell’olio d’oliva e nel pesce azzurro.

Per una persona adulta in salute, il Parmigiano Reggiano può essere assunto in quantità non superiore ai 25 grammi al giorno per 5 giorni la settimana.

Strategie per bilanciare la dieta

Per ridurre il rischio associato al consumo di Parmigiano in presenza di colesterolo alto, ecco alcune strategie utili:

  • Ridurre altre fonti di grassi saturi: Se si desidera includere il Parmigiano nella dieta, è possibile bilanciare l’apporto riducendo altre fonti di grassi saturi, come burro, carni grasse e dolci industriali.
  • Aumentare l’assunzione di fibre: Le fibre, soprattutto quelle solubili, possono aiutare a ridurre i livelli di colesterolo LDL. Alimenti come avena, legumi, frutta e verdura sono ottimi alleati in una dieta contro il colesterolo.
  • Scegliere porzioni piccole: Una piccola quantità di Parmigiano può aggiungere molto sapore ai piatti senza compromettere la salute. Usarlo come condimento per insalate o pasta è un buon modo per gustarlo senza esagerare.

E' importante sottolineare che l’effetto del cibo sul colesterolo non dipende solo dal contenuto di grassi saturi, ma anche dal contesto alimentare generale. In altre parole, un moderato consumo di parmigiano all’interno di una dieta equilibrata e varia non dovrebbe comportare un aumento significativo dei livelli di colesterolo.

Colesterolo negli alimenti

Molti credono che il colesterolo si trovi solo negli alimenti “grassi”, in particolare quelli con tanti grassi saturi, invece si trova anche in quelli “magri”.

Grassi dei formaggi

Comunemente si pensa che i formaggi contengano solo grassi saturi, cioè quelli che hanno più possibilità di incidere sull’aumento del colesterolo, ma non è così. A seconda delle varie lavorazioni, nei formaggi troviamo entrambi i grassi (saturi e insaturi), ma in proporzioni differenti. Il Grana Padano DOP, ad esempio, contiene il 68% di grassi saturi, il 28% di monoinsaturi (come quelli dell’olio d’oliva) e il 4% di polinsaturi (come quelli del pesce o delle noci).Questo formaggio contribuisce inoltre al fabbisogno quotidiano di importanti nutrienti: proteine ad alto valore biologico, inclusi i 9 aminoacidi essenziali, tanto calcio, zinco, selenio, vitamina A, B2 e B12, ma non contiene lattosio.

Tabella riassuntiva: Parmigiano e colesterolo alto

Nutriente Quantità (per 30g di Parmigiano) Effetto sui livelli di colesterolo
Grassi saturi 6-8 g Aumenta il colesterolo LDL
Proteine 10 g Benefico per i muscoli
Calcio 360 mg Supporta la salute ossea
Vitamina A 160 µg Benefica per la vista
Vitamina B12 1.2 µg Benefica per il sistema nervoso

leggi anche: