Il Papilloma Virus: Diagnosi e Prevenzione

Il papillomavirus, o HPV, è un virus molto diffuso tra la popolazione generale, che si trasmette principalmente per via sessuale, attraverso il contatto con cute o mucose. Le infezioni da HPV sono tra le più frequenti nella popolazione sessualmente attiva.

Dei circa 100 diversi ceppi di HPV di cui siamo a conoscenza, 12 sono strettamente associati all’insorgenza del carcinoma della cervice uterina e per questo sono detti ceppi ad alto rischio oncogeno. La maggior parte delle persone è portatrice del virus senza saperlo. Il nostro sistema immunitario, tuttavia, può eliminare in modo spontaneo queste infezioni senza conseguenze sulla salute.

Come si diagnostica l'HPV?

Non è disponibile alcun esame del sangue che possa riscontrare il virus. L’unico modo per riconoscere il virus è quello di andare a dimostrare la presenza del DNA virale all’interno di cellule umane infettate.

HPV DNA test e Pap Test

L’HPV DNA test è uno degli esami legati al Papilloma virus, insieme al Pap test. Il test HPV (detto anche DNA HPV test) è un esame molecolare che ha lo scopo di identificare la presenza di tali ceppi ad alto rischio oncogeno in un campione di mucosa della cervice.

L’HPV DNA test permette quindi di individuare le donne che sono a rischio di sviluppare la malattia con largo anticipo. Il test HPV permette di identificare con grande anticipo le donne a rischio di sviluppare questa malattia e, nella maggior parte dei casi, le donne risultate positive dovranno sottoporsi ai controlli più frequentemente.

Come si esegue l'HPV DNA test?

Le modalità di esecuzione dell’esame sono analoghe a quelle del Pap test: nel corso di una normale visita ginecologica, si applica lo speculum, uno strumento che, dilatando il canale vaginale, permette la visualizzazione e l’accesso al collo dell’utero. La modalità è identica a quella di un Pap test, ma con uno scopo diverso.

A questo punto si inserisce delicatamente una speciale spatola o un bastoncino cotonato che serve a raccogliere piccole quantità di cellule sia dal collo dell’utero sia dal canale cervicale, da esaminare poi in laboratorio. Non si tratta di un test doloroso, per quanto alcune donne potrebbero sentire del fastidio durante il prelievo o in seguito.

Preparazione all'HPV DNA test

La preparazione all’HPV test è molto simile a quella del PAP test. Le uniche raccomandazioni sono di non eseguire l’esame durante il flusso mestruale e nei due giorni precedenti; astenersi dai rapporti sessuali nei due giorni precedenti; evitare l'uso di deodoranti intimi, prodotti spermicidi, lavande, creme, gel, ovuli o schiume vaginali di qualunque tipo.

Interpretazione dei risultati

Quel che deve essere ben chiaro è che: la positività al test HPV non significa necessariamente che sia presente un tumore; il test HPV può essere eseguito a intervalli più lunghi (almeno cinque anni) rispetto ai tre anni previsti per il Pap test; il test HPV per la diagnosi precoce del cancro del collo dell'utero non deve essere effettuato prima dei 30-35 anni, per le ragioni illustrate in precedenza.

Se l’analisi laboratoriale mette in luce delle alterazioni delle cellule, si prosegue con la colposcopia. Se una donna è invitata a fare lo screening con il test HPV farà un unico prelievo che serve sia per il test HPV che per il Pap test. Il Pap-test però sarà letto solo se il test Hpv sarà positivo, in maniera tale da fornire indicazioni utili per i successivi controlli.

Screening per fasce d'età

Per le donne tra i 30 anni e i 64 anni, la ricerca scientifica ha dimostrato che lo screening con test HPV è più efficace dello screening basato su Pap test, in quanto rileva la presenza del virus HPV, consente di individuare con maggiore anticipo eventuali lesioni pretumorali e pertanto è più protettivo. Tra i 25 e i 29 anni invece il Pap test rimane il test raccomandato.

Questo perché le infezioni da HPV sono molto frequenti, in questa età, ma nella gran parte dei casi (circa l’80%) guariscono spontaneamente. Dopo i 64 anni, per una donna che ha eseguito regolarmente il Pap test o il test HPV, si può ragionevolmente escludere la presenza di questo tumore anche per gli anni futuri, visti i tempi di sviluppo molto lenti.

Prevenzione

Tra le misure di prevenzione al Papilloma Virus c’è il vaccino che protegge i soggetti dai 9 ceppi di HPV più frequenti e aggressivi. La vaccinazione andrebbe fatta prima di iniziare l’attività sessuale.

Esistono tre tipi di vaccino: un vaccino bivalente (Cervarix®) efficace contro due tipi Hpv responsabili del 70% del tumore del collo dell’utero, un vaccino tetravalente (Gardasil 4®) che previene l’infezione dovuta a quattro tipi Hpv (due tipi che sono responsabili del 70% dei tumori del collo dell’utero e due tipi che sono responsabili dei condilomi genitali) e un vaccino 9-valente (Gardasil 9®) efficace su nove ceppi di cui sette oncogeni (16, 18, 31, 33, 45, 52, 58), responsabili del 90% dei tumori del collo dell’utero.

Alle donne non vaccinate contro l'HPV con almeno due dosi entro i 15 anni, viene invece offerto il Pap test ogni 3 anni a partire dai 25 anni di età, come per le donne non vaccinate. Questo perché il vaccino è meno efficace se si è già presa l’infezione e, a 15 anni, una parte delle donne potrebbe averla già presa.

Vaccinazione e Screening

Sarà importante continuare a fare lo screening, perché il vaccino per HPV previene oltre il 70% dei tumori del collo dell’utero, ma non il 100%. Le ragazze che hanno ricevuto due dosi di vaccino prima del compimento del 15° anno di età, e sono nate dal 1998 in poi, saranno invitate a fare il loro primo test di screening (test HPV) a 30 anni anziché a 25. Questo perché la ricerca scientifica ha dimostrato che le donne vaccinate contro l'HPV entro i 15 anni hanno un bassissimo rischio di sviluppare un tumore del collo dell’utero prima dei 30 anni.

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