Mezzo di Contrasto e Glicemia: Considerazioni per Pazienti Diabetici

L'uso di mezzi di contrasto è una pratica comune in diverse procedure diagnostiche, come la tomografia computerizzata (TAC). Tuttavia, in pazienti diabetici, la gestione della glicemia diventa un aspetto cruciale per garantire la sicurezza e l'efficacia dell'esame.

Importanza del Controllo Glicemico Prima di una TAC con Mezzo di Contrasto

Prima di sottoporsi a una TAC con mezzo di contrasto, è fondamentale che i livelli di glicemia siano ben controllati. Questo perché valori glicemici elevati possono interferire con la procedura e potenzialmente causare complicazioni. In particolare, un livello di glicemia massimo di 150 è spesso raccomandato prima dell'esame.

Gestione dell'Iperglicemia

Quando la glicemia non scende a livelli accettabili, è necessario intervenire per abbassarla. L'insulina aspart è un'insulina ad azione rapida, che serve proprio a ridurre i livelli glicemici in maniera estemporanea in caso di iperglicemia e può essere utile il giorno della procedura.

Tuttavia, è importante considerare il rischio di ipoglicemia, soprattutto se il paziente è a digiuno. La terapia che suo padre assume, iDegLira è una formulazione composta di 2 componenti, un'insulina basale (degludec) e un agonista del GLP1 (liraglutide), che agiscono mantenendo i livelli di glicemia. Per ottenere un buon controllo della glicemia è necessario aumentare la terapia (secondo le indicazioni del Diabetologo) titolandola in base alla glicemia a digiuno (al risveglio). un aumento di 4 UI.

Un diabetologo può consigliare il tipo di insulina più appropriato e il dosaggio per abbassare rapidamente la glicemia, tenendo conto dei farmaci che il paziente sta già assumendo. Come scrive, in previsione della TAC le è stato consigliato di sospendere la metformina e questo potrebbe aver contribuito al peggioramento dei valori glicemici.

Mezzi di Contrasto: Cosa Sono e Come Funzionano

In TC viene sostanzialmente utilizzato un mezzo di contrasto in forma liquida che contiene dello Iodio e che viene iniettato attraverso una vena dell’arto superiore (a volte a livello della piega del gomito, altre a livello della mano). Il mezzo di contrasto iniettato percorre le vene e le arterie dell’organismo per finire anche negli organi e nei tessuti.

Grazie al suo contenuto di iodio (un elemento che assorbe le radiazioni) consente di evidenziare e differenziare arterie, vene, linfonodi ed impregnazioni anomale in genere (esempio le formazioni benigne o maligne).

Precauzioni e Rischi Associati ai Mezzi di Contrasto

Prima di sottoporsi ad una TC con mezzo di contrasto bisogna eseguire delle analisi del sangue per conoscere la funzionalità dei reni. Gli esami del sangue richiesti dal CMA sono: AZOTEMIA - GLICEMIA - CREATININA - eGFR - EMOCROMO - QUADRO PROTEICO ELETTROFOREICO - BENCE JONES con catena Kappa e Lambda. In casi particolari, potrebbero inoltre essere richieste ulteriori analisi. Oltre alle analisi del sangue viene richiesta una Rx Torace e un ECG.

I rischi inerenti al farmaco sono essenzialmente legati all’insufficienza renale grave e all’allergia al medesimo. In caso di paziente potenzialmente allergico verrà data una preparazione antiallergica da eseguire nei giorni precedenti l’esame. In altri casi si preferisce eseguire l’esame senza mezzo di contrasto oppure di adottare altra metodica di studio (es. L’allergia al mezzo di contrasto si manifesta generalmente in forma lieve (prurito e nausea). Subito dopo la somministrazione del farmaco un discreto numero di pazienti avverte una sensazione di calore (a volte anche intensa) che passa dal braccio, alla gola, alla testa, all’addome e alle gambe.

Per fare la TC con MdC occorre un digiuno di almeno 6 ore. Un caso di un’insufficienza renale importante viene valutata direttamente dal medico radiologo e dall’anestesista che decideranno in base al grado di insufficienza specifica. Le soluzioni più frequentemente adottate sono: l’utilizzo di un particolare mezzo di contrasto, l’esecuzione dell’esame senza, l’esecuzione dello studio con altra metodica (es. ecografia o RM).

Considerazioni per la PET con FDG

Anche per la tomografia ad emissione di positroni (PET) con fluorodesossiglucosio (FDG) è importante un adeguato controllo della glicemia. La concentrazione plasmatica di glucosio influenza la captazione tissutale del FDG.

Nei pazienti con diabete tipo 2 non insulino-trattati l’esame andrebbe svolto in tarda mattinata, sospendendo almeno 48 ore prima la metformina, al fine di ridurre la cross-reazione tra il mezzo di contrasto e la captazione fisiologica di FDG nelle anse intestinali. Se l’esame viene effettuato al mattino presto, potrebbe esserci una lieve interferenza legata all’insulina basale praticata la sera prima, pertanto sarebbe raccomandato utilizzare una insulina a durata d’azione intermedia (12-18 ore) piuttosto che più lunga; se l’indagine viene effettuata in tarda mattinata il paziente può assumere la colazione e la relativa insulina al mattino presto, somministrando l’FDG almeno 4 ore dopo l’insulina short-acting o 6 ore dopo l’insulina rapida regolare. È importante un’adeguata idratazione, per garantire una bassa concentrazione urinaria di FDG, anche per motivi di radioprotezione.

Gli interventi volti a ridurre i livelli glicemici (come la somministrazione d’insulina) possono risultare dispendiosi in termini di tempi e risorse e possono ridurre la sensibilità della PET per una più avida captazione muscolare dell’FDG. Laddove possibile, pertanto, l’indagine andrebbe rimandata; in alternativa sono adottabili alcune procedure, come chiedere al paziente di idratarsi e camminare, controllando la glicemia fino al raggiungimento di livelli accettabili, o somministrare per via s.c. L’iperglicemia va gestita come precedentemente riportato.

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