Il Medico Curante Può Prescrivere Risonanza Magnetica?

La risonanza magnetica è un esame diagnostico frequentemente prescritto per l’identificazione di numerose patologie, permettendo di conoscere nel dettaglio le condizioni degli organi interni e rivelarne eventuali disfunzioni.

Prescrizione e Modalità di Esecuzione

Per svolgere una Risonanza Magnetica è obbligatoria la prescrizione del medico curante o del medico specialista presso cui si è in cura, che indichi le motivazioni dell’esame e la zona del corpo da analizzare. La risonanza magnetica è un esame da svolgersi su prescrizione di uno specialista tramite ricetta medica. L’impegnativa, invece, è necessaria se si vuole usufruire della convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, pagando il ticket previsto dalla Regione in cui si svolge la RMN.

Le possibilità a disposizione per ottenerla sono il pagamento del ticket con il Sistema Sanitario Nazionale, la modalità intramoenia e il rivolgersi a cliniche e strutture private.

Costi e Modalità

  • Ticket con SSN: il costo delle prestazioni ambulatoriali specialistiche, a cui la risonanza magnetica fa riferimento, è stato fissato dalla normativa ad un massimo di 36,15€, al quale ciascuna regione aggiunge un costo fisso sulla ricetta.
  • Modalità intramoenia: questa modalità, introdotta dal Ministero della Salute negli ultimi anni, prevede l’erogazione di visite specialistiche ed esami al di fuori degli orari ambulatoriali degli ospedali statali. Si tratta in sintesi di un medico privato che lavora in una struttura pubblica. In questo caso, nonostante la spesa è detraibile dalle imposte al pari delle altre prestazioni sanitarie, tuttavia prevede una tariffa superiore che varia da un minimo di 200€ sino ad un massimo di 1000€ nel caso in cui l’esame richiesto sia particolarmente dettagliato ed esteso.
  • Risonanza magnetica in struttura privata: i costi in questo caso variano notevolmente, in relazione a diversi fattori, prima fra tutti la convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale.

Rivolgersi ad una struttura pubblica risulta vantaggioso in termini di costo, ma - nella maggioranza dei casi - le liste d’attesa ti consentiranno di ricevere la prestazione solo dopo mesi dalla richiesta. Nella maggior parte dei casi questa tempistica non è compatibile con la necessità di diagnosticare la patologia e curarla nei tempi più brevi possibili.

Tipologie di Risonanza Magnetica

La Risonanza Magnetica, sia essa chiusa o aperta, è in grado di analizzare in modo dettagliato tutti gli organi e i tessuti del corpo, soprattutto molli poiché ricchi di acqua e quindi di atomi di idrogeno, il cui rilevamento consente l’acquisizione delle immagini da parte dei macchinari per la RMN.

  • Risonanza Magnetica Chiusa (o ad alto campo): viene eseguita con un macchinario dalla forma cilindrica aperto soltanto alle due estremità, al cui interno è collocato un lettino scorrevole. Negli ultimi anni sono stati progettati numerosi modelli tecnologicamente avanzati, come l’apparecchio Siemens Magnetom Aera, che presenta una profondità ridotta, grazie alla quale il paziente ha gran parte del corpo fuori dal cilindro, in base alla zona da analizzare.
  • Risonanza Magnetica Aperta: si presenta invece come un’enorme C, con i magneti installati all’interno dei due bracci che la compongono, superiore e inferiore. Anche se a basso campo, i tempi d’esame non differiscono di molto rispetto alla versione chiusa, rilasciando comunque immagini diagnostiche di alta qualità. La sua caratteristica principale è il comfort per i pazienti, i quali godono di uno spazio quasi completamente aperto.

Preparazione e Svolgimento dell'Esame

L’esecuzione dell’esame è seguita interamente dal Tecnico Sanitario di Radiologia. In prima istanza, sottopone il soggetto ad un’intervista per verificare la presenza di eventuali protesi non visibili che potrebbero andare in contrasto con i campi elettromagnetici della RMN.

Terminata la fase preliminare, il paziente viene fatto stendere sul lettino, su cui dovrà restare fermo e rilassato per tutta la durata dell’esame. Può capitare che la macchina in funzione emetta dei rumori molto forti, ma non c’è da preoccuparsi.

È consigliabile indossare sempre dei capi privi di elementi metallici e comodi, che consentano di muoversi con agilità e senza restrizioni di sorta. Evitare di indossare indumenti con ganci automatici, zip o altri accessori metallici come spille e orologi. Soggetti con protesi metalliche, per evitare che i campi magnetici possano surriscaldarle o provocare il loro spostamento.

Mezzo di contrasto

Il mezzo di contrasto viene richiesto quando c’è necessità di ottenere delle immagini ancora più nitide e dettagliate dei vasi sanguigni e degli organi interni. Anche se raramente, il mezzo di contrasto può causare delle reazioni indesiderate, sia lievi che più gravose. Per le donne in fase di allattamento è consigliato raccogliere e conservare il proprio latte prima di sottoporsi all’esame, poiché il mezzo di contrasto impiega tre le 24 e le 48 ore per essere smaltito.

Diritti del Paziente e Tempi di Attesa

Tre sono i fattori che incidono su un esame diagnostico prescritto ad un cittadino: l’eventuale urgenza dell’esame, i tempi di attesa per poterlo effettuare ed il costo, se è prevista l’esenzione dal ticket. Naturalmente, poi arriverà il quarto elemento, il più importante, cioè: il risultato.

Diritto alla risonanza magnetica urgente

L’eventuale urgenza di una risonanza magnetica viene stabilita in primis dal medico di base oppure dal medico che ha eseguito una visita specialistica e vuole approfondire la sua diagnosi con un esame strumentale. Per poter fare una risonanza magnetica urgente, il medico di base, nel prescrivere l’esame diagnostico, dovrà apporre il bollino verde (la cosiddetta urgenza differibile), che dà diritto ad eseguire la risonanza entro 72 ore dalla richiesta. A patto, però, che la prenotazione avvenga subito, cioè entro 48 ore dal rilascio dell’impegnativa e che la prenotazione venga fatta di persona: gli ospedali o le strutture sanitarie non accettano questo tipo di prenotazione on line.

Ci sono, però, degli aspetti critici sul rilascio di un’impegnativa per fare una risonanza magnetica urgente. Il primo, il numero dei bollini verdi a disposizione dei medici curanti: non è infinito. I bollini vengono assegnati dai distretti in base al numero dei pazienti che ha ogni medico di famiglia. Ciascuno di loro ha a disposizione un numero di bollini pari al 10% dei suoi assistiti. Quindi, considerando che ogni medico di base può avere al massimo 1.500 pazienti, se ne deduce che potrà avere a disposizione 150 bollini verdi. Finiti quelli, finite le urgenze.

Altro aspetto da tenere in considerazione è quello dell’obbligo di prestazione entro 72 ore dal rilascio dell’impegnativa. Badate bene che si tratta di 72 ore lavorative. Questo vuol dire che si è in balia del calendario e che se si è particolarmente sfortunati con le date, le 72 ore possono diventare parecchie di più.

Tempi di attesa standard

Tasto particolarmente dolente della sanità italiana è quello dei tempi di attesa per fare un esame diagnostico che non ha bisogno del bollino verde, in questo caso una risonanza magnetica. C’è, però, un limite imposto dalla legge e fissato in 60 giorni.

Se una prestazione sanitaria come una risonanza magnetica non può essere garantita entro i tempi massimi fissati dalla legge, quindi entro 60 giorni per la risonanza, il cittadino ha il diritto ad avere la stessa prestazione da medico privatamente, in intramoenia (cioè all’interno della struttura ospedaliera ma in regime di libera professione) e senza pagare alcun costo aggiuntivo rispetto al ticket sanitario già versato.

Occorre farne richiesta al direttore generale dell’Azienda sanitaria di appartenenza, in carta semplice, per «prestazione in regime di attività libero-professionale intramuraria».

Esenzione dal ticket

L’esenzione dal pagamento del ticket sanitario non è vincolata al tipo di visita o di esame da effettuare - in questo caso una risonanza magnetica - ma alla patologia riscontrata nel paziente, oppure al suo reddito. Ad esempio, se viene prescritta una risonanza magnetica per un semplice dolore al ginocchio, è facile che il Servizio sanitario chieda il pagamento del ticket. Ma se quella stessa risonanza viene prescritta ad un paziente a cui è stato trovato un tumore alle ossa, il malato avrà un’esenzione per patologia che gli consente di fare l’esame strumentale senza pagare il ticket.

Consenso informato

Prima di fare una risonanza magnetica, la struttura sanitaria è obbligata a far firmare al paziente il modulo di consenso informato. Si tratta di un foglio in cui viene spiegato:

  • Che cos’è la risonanza magnetica;
  • A che cosa serve;
  • Quali sono le eventuali complicanze (claustrofobia, calore, prurito, affanno, palpitazioni o sensazione di malessere);
  • La preparazione necessaria per escludere possibili controindicazioni (non avere addosso oggetti metallici, telefonini, protesi dentarie o auditive, lenti a contatto, carte di credito o altre tessere magnetiche, ecc.).

Allegato al consenso informato c’è il questionario anamnestico, in cui il medico raccoglie una serie di informazioni che il paziente è tenuto a fornire: se soffre di claustrofobia, se ha mai avuto incidenti, se ha dei tatuaggi o dei piercing, se è in stato di gravidanza accertata o presunta, se ha mai avuto reazioni allergiche ai liquidi di contrasto, se ha mai subìto interventi chirurgici, ecc.

In base a queste informazioni, il medico autorizza o meno l’esecuzione della risonanza magnetica.

Si specifica che l’orario di prenotazione degli esami di Risonanza Magnetica si riferisce all’orario dell’accettazione presso la reception per il disbrigo delle pratiche amministrative. La Legge sulla Privacy stabilisce che i dati sensibili dei pazienti siano costantemente tutelati. Per adempiere a questo dettato nella reception del Poliambulatorio Medica è stato installato un display touch screen dove selezionare il servizio di cui si necessita.

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