Il Lattosio e la Glicemia: Cosa Devi Sapere

Il rapporto tra lattosio e glicemia è un argomento di grande interesse, soprattutto per chi soffre di diabete o intolleranza al lattosio. Questo articolo esplora in dettaglio come il lattosio influisce sui livelli di zucchero nel sangue e quali sono le implicazioni per la salute.

Lattosio e Indice Glicemico

È però bene sapere che vi sono ancora tanti preconcetti e falsi miti a proposito dell’indice glicemico degli alimenti, che possono portare a creare più danni che benefici.

Un altro caso esemplare è rappresentato dal latte: tutti i carboidrati presenti nel latte sono sotto forma di zuccheri semplici.

Eppure, il latte è un alimento a basso indice glicemico (IG compreso tra 35 e 40), perché la sua composizione nutrizionale regola il suo impatto sulla glicemia grazie alle proteine e ai lipidi presenti, che svolgono la funzione di rallentare l’assorbimento degli zuccheri.

Proprio per questo, chi sceglie una dieta a basso indice glicemico dovrebbe preferire il latte intero o parzialmente scremato, perché l’assenza di lipidi nel latte scremato consente un passaggio più rapido degli zuccheri nel sangue.

Il latte alza la glicemia? Si tratta di un alimento ottimo per regolare l’indice glicemico di un pasto.

Anche lo yogurt bianco intero svolge una funzione simile e, se scelto nella variante dello yogurt greco, risulta ancora più saziante ed efficace contro la glicemia, grazie a un apporto proteico tre volte superiore.

Un altro importante elemento che concorre a far assegnare ai prodotti lattiero caseari un basso indice glicemico è il contenuto di calcio, vitamina D, acidi grassi (in particolare l’acido trans-palmitoleico) e proteine, che modulano la funzionalità delle cellule beta pancreatiche e regolano l’insulino-resistenza e l’infiammazione, i meccanismi chiave nell’eziologia del diabete di tipo 2.

Lattosio e Diabete di Tipo 2

Il lattosio presente naturalmente in latte, yogurt e formaggi, dunque, non solo non aumenta il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, ma svolge anzi un ruolo protettivo.

I dati confermano, perfino negli intolleranti al lattosio, l’importanza di latte e latticini nel prevenire il diabete di tipo 2, già emersa anche da una recente revisione italiana di tutti gli studi sull’argomento: in questi prodotti ci sono nutrienti che influenzano in maniera positiva il metabolismo del glucosio, proteggendo per esempio dalla comparsa della resistenza all’insulina che è il primo passo verso la malattia.

Studio sull'Intolleranza al Lattosio e Diabete

Sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Metabolism è stato pubblicato un lavoro in cui risulta che gli adulti intolleranti al lattosio hanno un rischio minore di insorgenza di diabete di tipo 2 (T2D).

Sembra infatti esistere un’associazione protettiva tra consumo di latte e rischio di diabete di tipo 2 negli individui con fenotipo ‘lattasi non persistente’, cioè intolleranti al lattosio.

Il fenotipo LNP, che sta per lattasi non persistente, è caratterizzato dalla diminuzione della produzione di lattasi, enzima presente nei bambini e gradualmente non più prodotto dopo lo svezzamento o prodotto in quantità sempre più limitate fino all'età adulta, spiega il coordinatore dello studio Qibin Qi del Dipartimento di nutrizione alla Harvard TH Chan School of Public Health di Boston, sottolineando che il latte vaccino è spesso incluso nella dieta umana, ma la relazione tra il suo consumo e il T2D rimane controversa.

Nello studio sono stati coinvolti 16.415 adulti ispanici e latini di diversa provenienza, per i quali sono state raccolte informazioni dettagliate relative ad aspetti sociodemografici, di salute e di alimentazione.

È interessante notare come i bifidobatteri siano microrganismi del microbiota particolarmente attivi nella metabolizzazione del lattosio (attraverso la produzione di specifiche lattasi batteriche), nella regolazione del sistema immunitario e del normale transito intestinale riducendo la produzione di gas ad opera di altri batteri fermentatori e migliorando, quindi, il quadro della intolleranza al lattosio.

Questo arricchimento, favorito dall’assunzione di latte, è inoltre accompagnato da una generale riduzione dei livelli di Aminoacidi Ramificati Glucogenetici insieme all’aumento dei livelli di Indolpropionato, che hanno dimostrato di essere associati alla riduzione del rischio di Diabete di Tipo 2.

Benefici del Consumo Moderato di Latticini

Latte e formaggi sono alimenti a basso indice glicemico, da inserire a pieno titolo in una dieta che aiuti a prevenire diabete e patologie cardiovascolari.

Inoltre, la più recente meta-analisi che indaga il legame tra prodotti lattiero-caseari e incidenza del diabete, conferma l'importanza di latte e latticini nel prevenire il diabete di tipo 2, già emersa anche da una recente revisione italiana di tutti gli studi sull’argomento.

Praticamente tutti gli intolleranti al lattosio possono sopportare senza fastidi una tazza di latte e ciascuno può individuare la dose adeguata per sé o, in alternativa, optare per prodotti come lo yogurt, che moltissimi tollerano perché più povero di lattosio grazie alla presenza dei fermenti lattici, o i formaggi con poco lattosio.

Il Ruolo del Microbiota

L’aggiunta del latte, stando all’indagine, si accompagna a modifiche nella composizione del microbiota, la flora batterica intestinale: aumentano per esempio i batteri del genere Bifidobacterium e si riducono quelli del genere Prevotella, con conseguenze sulla quantità e qualità dei metaboliti presenti in circolo.

Intolleranza al Lattosio e Celiachia

Esiste una correlazione tra il diabete e l’intolleranza al lattosio? Non esiste una correlazione diretta.

La presenza di intolleranza al lattosio nel diabete di tipo 2 ha grosso modo gli stessi numeri della popolazione generale. Nel diabete di tipo 1 le cose cambiano in quanto c’è una correlazione con il diabete di tipo 1 e la celiachia.

In questi soggetti la celiachia può dare origine a problemi di intolleranza al lattosio.

Cosa Fare in Caso di Intolleranza al Lattosio e Celiachia

In caso di diagnosi recente di celiachia, deve incentrare un regime alimentare senza glutine e anche senza lattosio.

Dalla dieta priva di lattosio si passa poi a una dieta a ridotto consumo di lattosio con quantità crescenti fino a verificare il ripristino e i livelli di tolleranza. Nel caso in cui si manifestassero ancora i sintomi addominali, allora andrebbe verificata con il medico la presenza di una vera e propria intolleranza al lattosio.

Come può accadere per la popolazione generale anche tra i celiaci può capitare una condizione di intolleranza al lattosio primaria non conseguente alla celiachia.

Intolleranza Primaria al Lattosio

Ci si riferisce a intolleranza primaria quando la causa è genetica.

La presenza dell’enzima lattasi dipende dall’attivazione del suo gene sul DNA ma nel corso degli anni si evidenza un declino fisiologico della produzione dell’enzima lattasi nella maggior parte degli individui ma, si è osservato anche, che alcune persone e alcune popolazioni non mostrano tale declino. In questi soggetti, si ha una persistenza della lattasi.

Studi genomici hanno spiegato tale fenomeno con delle mutazioni che si associano con il persistere dell’attivazione del gene della lattasi o con un aumento di produzione.

Nella popolazione italiana ed europea in generale, si ha un diffusa persistenza dell’enzima lattasi spiegabile con queste mutazioni genetiche, con punte di quasi il 100% nelle popolazioni del nord Europa.

Consigli per Diabetici con Intolleranza al Lattosio

La persona con diabete di tipo 1 deve verificare la contemporanea presenza di celiachia e nel caso la diagnosi fosse positiva segue le stesse regole esposte sopra per il celiaco.

Se invece non si evidenzia malattia celiaca, può essere affetta da intolleranza primaria al lattosio come un qualsiasi individuo della popolazione generale.

In questo caso dovrebbe avere i sintomi clinici dell’intolleranza al lattosio e dovrebbe fare il test per la diagnosi di intolleranza al lattosio.

Analogamente si comporta il diabetico di tipo 2. Se manifesta sintomi deve provvedere a fare la diagnosi di intolleranza al lattosio come un qualsiasi individuo della popolazione generale.

Diagnosi di Intolleranza al Lattosio

Rivolgendosi al proprio medico o a un specialista gastroenterologo che prescrive un test del respiro al lattosio (Breath test al lattosio) con il quale è possibile verificare la presenza di certi gas nell’aria espirata, solitamente idrogeno, prima e dopo l’ingestione di una soluzione contenente lo zucchero.

Se il lattosio è stato digerito e assorbito a livello dei villi, la quantità di idrogeno sarà minima. Se il lattosio non viene digerito dall’intestino allora, per effetto della fermentazione dei batteri, si avranno concentrazioni maggiori di idrogeno nell’aria espirata.

Alimenti con Alto Contenuto di Lattosio

Come è facile immaginare il latte è l’alimento che ne contiene di più. Sia esso vaccino, di bufala, di capra o di pecora la quantità di lattosio è alta.

La quantità resta elevata anche nei latticini freschi come i fiocchi di latte e i formaggi freschi e molli in generale, nella panna da cucina, nei gelati mentre inizia a calare in prodotti sottoposti a fermentazione come lo yogurt e a stagionatura come i formaggi tipo grana, parmigiano, pecorino e formaggi stagionati in genere.

Per esempio, il lattosio mantiene morbida la carne perciò viene spesso aggiunto negli insaccati, soprattutto salami e salumi, nel prosciutto cotto.

Molti sono i prodotti che possono contenere lattosio come i biscotti, merendine, snack, cioccolato al latte o bianco, burro, margarine, confetti.

Sostituti del Latte e Alimenti con Lattosio

Una persona intollerante al lattosio che non volesse rinunciare al latte può scegliere le versioni ad alta digeribilità.

Se la scelta della sostituzione ricade invece su quello che viene definito impropriamente “latte vegetale”, tipo il latte di riso o di soia (o con altri cereali come farro, avena, kamut) occorre precisare che sono bevande a base di un vegetale le cui caratteristiche nutrizionali sono quelle del vegetale di riferimento a meno di sostanze aggiunte industrialmente, spesso aggiungono calcio e/o vitamine per portare i valori nutrizionali ad assomigliare di più al latte.

Strategie per Ridurre gli Effetti Negativi del Lattosio

Si, soprattutto se l’intolleranza non è severa. L’industria farmaceutica mette a disposizione prodotti contenenti enzimi digestivi che possono aiutare nella digestione del lattosio.

In pratica si va a sopperire alla propria carenza di enzima lattasi con l’assunzione di enzimi in capsule da assumere contestualmente al pasto.

Per meglio metabolizzare il lattosio potrebbe risultare utile anche l’assunzione di probiotici ai pasti, nello specifico lattobacilli, in quanto possiedono gli enzimi utili alla digestione del lattosio.

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