Latte senza Lattosio e Glicemia: Un'Analisi Dettagliata

Il diabete, in particolare quello di tipo 2, rappresenta un disturbo metabolico che ha raggiunto ormai la dimensione di una vera e propria epidemia. Per le sue peculiarità, la prevenzione di questa malattia può beneficiare in modo considerevole del mantenimento di una alimentazione sana ed equilibrata, nell’ambito della quale latte e prodotti lattiero-caseari costituiscono un componente importante. Per fortuna, la scienza viene in soccorso con il latte delattosato: più comunemente conosciuto come latte senza lattosio, si tratta di un prodotto lattiero-caseario processato industrialmente per eliminare il problema del lattosio.

Cos'è il Lattosio e Perché Alcune Persone Sono Intolleranti?

Il lattosio è uno zucchero disaccaride, che si trova con diverse concentrazioni in tutti gli alimenti appartenenti al gruppo del latte e dei suoi derivati, ed è composto da due monosaccaridi, il glucosio e il galattosio. Per essere assorbito dall’intestino il lattosio necessita di una scissione, operata dall’enzima Lattasi, che lo converte negli zuccheri semplici (monosaccaridi) Glucosio e Galattosio.

Le persone intolleranti al lattosio non sono in grado di digerire questo zucchero semplice, cioè di dividerlo nei suoi due costituenti (glucosio e galattosio) che possono essere assorbiti dall’intestino. Stai probabilmente sperimentando un'intolleranza al lattosio. Si tratta infatti di un'intolleranza estremamente comune - ne soffre circa il 75% della popolazione mondiale adulta ed è dovuta a una carenza dell'enzima lattasi nell'apparato digerente.

Lattasi Persistenza e Non Persistenza

La produzione dell’enzima Lattasi nei mammiferi è, tuttavia, limitata al periodo che va dalla nascita allo svezzamento. Le forti differenze individuali nella capacità di digerire il latte nell’essere umano dipendono esattamente dalla diversa capacità che alcuni individui hanno nel continuare a produrre l’enzima anche nel corso dell’età adulta. Tale fenomeno, che interessa circa il 35% degli esseri umani, viene chiamato Lattasi Persistenza.

«Le persone caratterizzate dalla non persistenza della lattasi (LNP) mostrano una diminuzione della produzione di questo enzima, normalmente presente nei bambini e gradualmente prodotto in quantità sempre più limitate fino all’età adulta. In questo scenario la composizione del microbiota intestinale assume un ruolo determinante, contribuendo in modo importante alla produzione di sostanze capaci di influenzare in modo positivo lo stato metabolico del soggetto, riducendo nel suo complesso il rischio di Diabete di Tipo 2″Spiega il coordinatore dello studio, il dr. Qibin Qi del Dipartimento di nutrizione e Salute Pubblica di Harvard.

I sintomi della Lattasi Non Persistenza, condizione comunemente nota come Intolleranza al Lattosio in cui l’enzima lattasi non viene più prodotto in modo significativo, derivano dal fatto che il lattosio non digerito, una volta giunto nel colon, crea un gradiente osmotico che richiama una grande quantità di acqua, innescando così fenomeni diarroici talvolta anche importanti. Il lattosio non digerito, inoltre, viene metabolizzato dai batteri della flora intestinale che, a loro volta, producono diversi metaboliti tra cui acidi grassi e notevoli quantità di gas, responsabili di gonfiore addominale e flatulenza.

Latte Senza Lattosio: Processo di Produzione e Proprietà

Per permettere alle persone intolleranti al lattosio di consumare comunque il latte e i suoi derivati, l’industria alimentare ha inventato il latte senza lattosio: al latte viene letteralmente tolto lo zucchero lattosio e sostituito con i suoi due mattoni costituenti, glucosio e galattosio. Il latte senza lattosio viene prodotto aggiungendo lattasi, un enzima naturalmente prodotto dall'intestino delle persone, al latte vaccino. La lattasi, scomponendo il lattosio, fa in modo che gli zuccheri che lo compongono (e che lo renderanno molto più dolce del normale latte di mucca) vengano assorbiti correttamente dall'intestino.

La lavorazione Il latte viene trattato con una lattasi industriale che scompone circa il 90% del lattosio. Fa il lavoro dell'enzima che negli intolleranti è carente, scindendo il disaccaride nelle sue molecole base: glucosio e galattosio.

Valori Nutrizionali e Calorie

Sebbene le proprietà del latte senza lattosio e del latte vaccino siano estremamente simili, il latte senza lattosio risulta più facile da digerire per gli intolleranti. Anche a livello calorico sono molto simili: dipendono infatti dalla lavorazione finale del latte - se è intero sono entrambi sulle 65 kcal, scremato sulle 36 kcal, parzialmente scremato sulle 45kcal. Contengono entrambi vitamine, proteine e sali minerali necessari per il nostro organismo.

Ciò che conta ai fini di un’alimentazione sana è il contenuto totale di zuccheri semplici della dieta nel suo complesso: una sana alimentazione non dovrebbe apportare più del 5% di zuccheri semplici con la dieta.

Impatto sulla Glicemia: Cosa Sapere

Una sostanziale differenza pero deriva dall'indice glicemico del latte senza lattosio: più alto rispetto al latte di mucca, è sconsigliato a chi soffre di glicemia alta o diabete. Il latte delattosato, rispetto a quello normale, ha un indice glicemico più alto poiché la digestione del lattosio è più veloce, essendo già scisso nelle sue due componenti. Questo determina un’assimilazione più veloce degli zuccheri ma la quantità di zuccheri totali è la stessa.

Eppure, il latte è un alimento a basso indice glicemico (IG compreso tra 35 e 40), perché la sua composizione nutrizionale regola il suo impatto sulla glicemia grazie alle proteine e ai lipidi presenti, che svolgono la funzione di rallentare l’assorbimento degli zuccheri. Chi sceglie una dieta a basso indice glicemico dovrebbe preferire il latte intero o parzialmente scremato, perché l’assenza di lipidi nel latte scremato consente un passaggio più rapido degli zuccheri nel sangue.

Il lattosio presente naturalmente in latte, yogurt e formaggi, dunque, non solo non aumenta il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, ma svolge anzi un ruolo protettivo. A confermarlo è la più recente meta-analisi che indaga il legame tra prodotti lattiero-caseari e incidenza del diabete.

Latte senza Lattosio e Diabete: Cosa Dice la Ricerca

Un gruppo di ricercatori ha recentemente pubblicato su Nature l’evidenza secondo cui il consumo di latte potrebbe contribuire a ridurre il rischio di diabete di tipo 2 (T2D) tra gli adulti con intolleranza al lattosio. Potrebbe apparire come un paradosso, ma lo studio condotto presso Harvard e l’Einstein College di New York su oltre 16.000 adulti ispanici e latini provenienti da quattro comunità statunitensi, ha dimostrato che, nelle persone con specifica carenza genetica dell’enzima Lattasi, può esservi in effetti tale possibilità.

Gli effetti del consumo di latte sul rischio di Diabete di Tipo 2 possono, tuttavia, variare in modo molto ampio nella popolazione soprattutto in relazione a differenze etniche e di abitudini alimentari. Gli studi condotti sui popoli dell’Asia Orientale evidenziano, ad esempio, una non trascurabile associazione protettiva tra il consumo di latte e il rischio di Diabete di Tipo 2, mentre, paradossalmente, un rischio più elevato associato al maggiore consumo di latte è stato documentato tra le popolazioni di origine prevalentemente caucasica.

È interessante notare come la distribuzione geografica del fenomeno della Lattasi-Persistenza sia strettamente correlato al consumo regolare di latte nella dieta dell’adulto.

Consigli Alimentari per Chi Soffre di Diabete e Intolleranza al Lattosio

Chi soffre di diabete deve seguire uno stile di vita adeguato che preveda non solo abitudini alimentari specifiche ma anche movimento fisico e l’astensione dal fumo. Prestare molta attenzione alla propria alimentazione per il paziente diabetico significa evitare il più possibile alimenti con alto indice glicemico, che possono innalzare rapidamente i livelli di glucosio nel sangue, e adottare un’alimentazione a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo, per evitare l’insorgere di complicazioni cardiovascolari, visto che il diabete li predispone già di per sé a questo rischio.

I legumi hanno un effetto benefico per i diabetici in quanto, oltre a dare un senso di sazietà, il loro elevato contenuto di fibra solubile è in grado di tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue. Le fibre solubili, infatti, fermentano all’interno dell’intestino formano un gel che impedisce l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi. Sono ottimi quindi fagioli, lenticchie, ceci e piselli. Allo stesso modo, il pane e la pasta integrali offrono un ottimo apporto di fibre e anche la verdura aiuta l’organismo a controllare l’assorbimento degli zuccheri.

La frutta, invece, deve essere consumata con moderazione, evitando di consumare i frutti contenenti più zucchero, come l’uva e i fichi. Infine, non devono mancare i cibi che costituiscono la dieta mediterranea, come il pesce, l’olio extravergine di oliva, affettati magri, come l’arrosto di tacchino o pollo, lo speck, il prosciutto crudo e la bresaola, latte e formaggi, in giuste quantità, la carne sia rossa che bianca. Da evitare sono tutti gli zuccheri raffinati, dolci, salse e condimenti grassi, così come le bevande zuccherate, i formaggi più ricchi di grassi e i cibi fritti.

Esempio di Colazione per Diabetici

Sulla base di uno studio condotto su pazienti diabetici è emerso che una colazione ricca ed energetica è in grado di tenere sotto controllo la glicemia media durante tutto l’arco della giornata e dopo i pasti, dopo i quali, solitamente, si ha un picco glicemico. Questo sarebbe dovuto a una maggior risposta delle cellule β del pancreas e un maggior assorbimento di glucosio durante le prime fasi del giorno. La colazione deve contenere quindi tutti i principali nutrienti, ovvero carboidrati, proteine, grassi buoni, fibre, vitamine e sali minerali, anche se bisogna limitare gli alimenti che hanno un impatto negativo sulla glicemia.

Per quanto riguarda i carboidrati sono da preferire quelli complessi e integrali e per la frutta è bene consumarla fresca e intera o in alternativa la marmellata ma deve essere 100% frutta e senza zuccheri aggiunti. Un esempio di colazione per diabetici può prevedere: mezzo pompelmo e 1 Yogurt Zymil Bianco o di soia con 2 fette di pane integrale ricoperte da 2-3 cucchiaini di marmellata senza zucchero. Tutto accompagnato da un caffè decaffeinato e senza zucchero.

Alternative al Latte: Cosa Scegliere?

Non siete amanti del latte vegetale o siete semplicemente stanchi di optare per il latte di soia, il latte di riso, di mandorla, di avena o di cocco? In genere contiene 10 volte meno lattosio rispetto a quello normale. Si possono però sperimentare altre soluzioni, per esempio bevendo la bevanda alla soia, che ha un buon contenuto proteico, e provando yogurt o kefir, in cui i batteri fermentano il lattosio in maniera naturale.

È bene consumare, quindi, alimenti privi di lattosio o alternare quelli che lo contengono con il consumo di altre bevande o prodotti alternativi, ad esempio il latte di origine vegetale senza zuccheri aggiunti e lo yogurt di soia.

Prodotti Senza Lattosio: Cosa Controllare nelle Etichette

Se siete intolleranti o sospettate un’intolleranza, fate attenzione alle etichette quando fate la spesa e acquistate i vostri prodotti. Le indicazioni relative a lattosio seguono delle apposite regole, in quanto si tratta di informazioni di rilievo sanitario perché relative a ingredienti potenzialmente allergeni. A livello nazionale, l’indicazione “senza lattosio” può essere impiegata per i diversi tipi di latte e prodotti lattiero-caseari con un residuo di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml.

Tabella Comparativa: Latte Intero vs. Yogurt Intero vs. Scamorza (per 100g)

Alimento Proteine (g) Grassi (g) Zuccheri (g)
Latte Intero 3-4 3-4 4-5
Yogurt Intero 3-4 3-4 4-5
Scamorza 25 25.6 1

Gli studi sul tema non mancano e ribadiscono quanto latte e latticini rappresentino una classe di alimenti eterogenea. Infatti, anche il rischio di prediabete varia a seconda del prodotto consumato. In particolare, spesso il rischio di prediabete è risultato più basso quando il consumo di formaggi e, fra questi, di formaggi più grassi, è più elevato. Anche il consumo di latte e altri latticini ad alto contenuto di grassi è stato associato a un’incidenza di prediabete ridotta. I dati a disposizione suggeriscono, quindi, che latte e latticini siano potenziali alleati contro il prediabete e che le loro versioni più ricche di grassi siano le migliori da questo punto di vista. Attenzione, però: latte e latticini potrebbero esercitare effetti diversi a seconda delle condizioni di salute individuali.

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