Il Digiuno e la Glicemia: Un'Analisi Approfondita

La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è la principale fonte energetica per l’organismo, in particolare per il cervello. Le persone con diabete mellito hanno un alterato metabolismo degli zuccheri. Ciò significa, che, in assenza di cure, i loro valori di glicemia (cioè la concentrazione di glucosio nel sangue) sono superiori alla norma anche a digiuno.

Cos'è la Glicemia a Digiuno?

Una condizione ricorrente è l’iperglicemia a digiuno (glicemia elevata al risveglio), anche in persone che hanno valori normali durante il giorno. Valori elevati di glicemia nel sangue a digiuno sono maggiori di 100 mg/dl. Valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dl, confermati in almeno due rilevazioni, indicano la presenza di diabete mellito.

Cause della Glicemia Alta al Mattino

La glicemia a digiuno elevata può essere asintomatica nelle fasi iniziali. Tra le cause della glicemia alta al mattino, possiamo individuare:

  1. Effetto Alba (Dawn Phenomenon): È un fenomeno fisiologico per cui, al mattino, il corpo rilascia ormoni contro-insulari (come cortisolo, adrenalina e glucagone) per prepararsi al risveglio.
  2. Effetto Somogyi
  3. Resistenza insulinica

Digiuno Intermittente e Glicemia

È considerato infatti digiuno intermittente sia quello di chi si astiene completamente da qualunque alimento o bevanda, o solo dai cibi solidi, uno o più giorni la settimana, sia chi restringe i pasti in una particolare fascia oraria, sempre o per determinati periodi, per ragioni religiose, professionali, o per semplice abitudine. Le versioni più comuni sono indicate come 5:2 - con due giorni la settimana non consecutivi a bassissimo tenore calorico (circa 500-600 calorie) - oppure come 16:8, 18:6, 12:12 a seconda della distribuzione di tempi quotidiani in cui sia consentito o no assumere alimenti.

Se può aiutare a dimagrire, il digiuno intermittente può quindi avere una sua utilità. A oggi, le prove di una maggiore efficacia rispetto ad altri metodi per dimagrire e della sicurezza del digiuno intermittente nelle persone con diabete restano tuttavia limitate e in parte contraddittorie [4,5]. Vi sono peraltro evidenze, in animali di laboratorio, dell’efficacia del digiuno intermittente nel prevenire e nel curare patologie metaboliche, come obesità, elevati valori della pressione arteriosa e diabete mellito.

Accanto a questa linea di ricerca, c’è quella che indaga l’impatto di una diversa distribuzione dei pasti nel tempo, anche a parità di apporto calorico. Secondo queste teorie, non contano solo quantità e qualità degli alimenti, ma anche l’orario a cui vengono assunti. Questo nuovo approccio alla nutrizione ha, dal punto di vista evolutivo, un fondamento teorico sensato. Il nostro corpo è quindi predisposto ad accumulare riserve per i tempi più difficili più che a sedersi a tavola tre volte al giorno, abitudine che potrebbe aver contribuito, insieme alla minore attività fisica, alla diffusione delle malattie croniche tipiche della nostra epoca [12].

Studio sul Digiuno Intermittente e Sindrome Metabolica

Tredici donne e sei uomini con sindrome metabolica, per la maggior parte obesi, hanno limitato per 12 settimane l’assunzione del cibo a 10 ore al giorno (il primo pasto fra le 8 e le 10 del mattino, l’ultimo fra le 18 e le 20) con digiuno nel resto della giornata, senza nessuna indicazione a ridurre l’apporto calorico totale o a modificare la loro dieta, né a modificare il livello di attività fisica. Al termine dei 3 mesi i partecipanti hanno perso in media 3,3 kg, con una riduzione significativa dell’indice di massa corporea, della percentuale di grasso corporeo e di grasso viscerale, nonché della circonferenza vita.

È stata inoltre riscontrata una serie di effetti positivi sui parametri cardiometabolici, con riduzione significativa della pressione arteriosa, del colesterolo totale, del colesterolo LDL e non HDL, in maniera indipendente dalla perdita di peso. Undici partecipanti avevano una forma di pre-diabete (glicemia ≥100 mg/dl e/o emoglobina glicata ≥5,7%), un partecipante era affetto da diabete tipo 2: in questo sottogruppo l’intervento dietetico ha portato a una significativa riduzione della glicemia a digiuno ed emoglobina glicata, particolarmente marcata nel soggetto affetto da diabete.

Digiuno Intermittente: Vantaggi Metabolici

Secondo gli studi nazionali e internazionali ormai decennali, alimentarsi in modo intermittente fa parte di uno stile di vita sano. Dal punto di vista metabolico, migliora molti indicatori di benessere, come:

  • La sensibilità all’insulina
  • La circonferenza addominale (sovrappeso ed eccessivo accumulo di grasso viscerale)
  • I livelli di pressione arteriosa
  • La frequenza cardiaca a riposo
  • I livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue

Il Ruolo della Colazione

Lo scorso anno uno studio spagnolo pubblicato su Journal of Epidemiology aveva concluso che le persone sane che facevano colazione più tardi (dopo le 9 del mattino) avevano un maggior rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Mentre in quelli che la consumavano prima delle 8 del mattino il rischio si riduceva del 59%. E se l’orario dei pasti ha la sua importanza anche saltarli completamente può avere conseguenze negative: diverse ricerche hanno dimostrato che saltare la prima colazione fa impennare la glicemia dopo pranzo e diminuire la capacità dell’insulina di rispondere adeguatamente.

In conclusione, saltare la colazione aumenta la PPHG dopo pranzo e cena, riduce iGLP-1 e peggiora la risposta insulinica. Questo studio mostra un’influenza a lungo termine della colazione sulla regolazione della glicemia nei pazienti diabetici che persiste per tutta la giornata.

Diabete di Tipo 1 e Tipo 2

Il diabete di tipo 1 è infatti una malattia prevalentemente su base autoimmune, provocata per lo più dalla reazione anomala del sistema immunitario contro le cellule beta del pancreas. Queste cellule sono deputate alla produzione di insulina, un ormone indispensabile alla vita perché permette a tutto l’organismo di utilizzare il glucosio circolante. Viceversa, attualmente non abbiamo alcuna prova che il digiuno possa servire come cura.

Nel diabete di tipo 2, invece, inizialmente l’insulina non manca, ma le cellule dell’organismo diventano via via più resistenti al suo segnale che le invita ad assumere glucosio, rimuovendolo dal sangue. Questa perdita di sensibilità, detta “insulino-resistenza”, ha una forte componente ereditaria ma in genere si associa anche a stili di vita poco sani, in particolare a un’alimentazione eccessiva e sbilanciata e a scarsa attività fisica. In questi casi perdere peso è un obiettivo importante, che spesso aiuta a migliorare il controllo della glicemia e talvolta consente di fare a meno dei farmaci [3].

Alterata Glicemia a Digiuno (IFG)

L'alterata glicemia a digiuno o IFG (acronimo di Impaired Fasting Glucose) è una condizione in cui i livelli di glucosio nel sangue, rilevati a digiuno da almeno otto ore, superano per eccesso il limite di normalità pur rimanendo al di sotto dei valori che sanciscono lo stato diabetico.

L'alterata glicemia a digiuno è un monito che ci ricorda due cose molto importanti. La prima è che il diabete mellito di tipo II non colpisce all'improvviso, ma nella maggior parte dei casi, se non sempre, passa per una condizione reversibile e non propriamente patologica che dura degli anni. Questa condizione, che possiamo identificare nell'alterata glicemia a digiuno, non dà sintomi particolari, motivo per cui dopo il quarantacinquesimo compleanno, specie in presenza di sovrappeso e familiarità per la patologia, è necessario sorvegliare con una certa attenzione la propria glicemia.

L'alterata glicemia a digiuno (IFG) non va confusa con l'alterata tolleranza al glucosio (IGT), anche se le due condizioni possono coesistere. La diagnosi di IGT viene posta attraverso il cosiddetto carico orale di glucosio, in cui si registra nel tempo la risposta glicemica del paziente all'ingestione di 75 grammi di glucosio sciolti in acqua; se dopo due ore i livelli di glucosio nel sangue sono superiori a determinati valori soglia (>140 mg/dL ma inferiori a 200 mg/dL), si parla di IGT.

Precauzioni Importanti

Praticare il digiuno intermittente per stabilizzare la glicemia va fatto esclusivamente sotto controllo di un esperto in materia. Sono molte le complicazioni che possono verificarsi se si seguono diete rigide con una rilevante riduzione calorica. La dieta del digiuno intermittente è una particolare scelta di alimentazione da effettuare sotto stretto controllo medico. Questo regime alimentare provoca un drastico cambiamento delle proprie abitudini di vita. È necessaria la guida di uno specialista esperto per gestire i sintomi iniziali, come la sensazione di fame e l’irritabilità.

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