Cortisolo e Glicemia: Un Legame Indissolubile

Il cortisolo, spesso definito l'ormone dello stress, è un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali. La sua secrezione è correlata alla durata e all'intensità dello stress: tanto più questi fattori aumentano, tanto maggiore sarà la quantità di cortisolo secreta.

Cos'è il Cortisolo?

Il cortisolo è un ormone prodotto dalle cellule della fascicolata del surrene in risposta all'ormone ipofisario ACTH. Con la sua azione, quest'ormone tende a inibire le funzioni corporee non indispensabili nel breve periodo, garantendo il massimo sostegno agli organi vitali.

Funzioni del Cortisolo

  • Modulazione della risposta immunitaria
  • Controllo della pressione sanguigna
  • Regolazione del metabolismo del glucosio

Il Cortisolo e lo Stress

Il cortisolo è l’ormone simbolo dello stress: nei momenti di maggior tensione determina l’aumento di glicemia e grassi nel sangue, mettendo a disposizione l’energia di cui il corpo ha bisogno. Insieme al cortisolo vengono poi liberate adrenalina e noradrenalina (catecolamine); la combinazione di questi tre elementi aumenta la pressione sanguigna per migliorare le prestazioni fisiche e la prontezza.

Lo stress tuttavia non è necessariamente un male: c’è infatti uno stress buono, chiamato eustress, che consente al nostro organismo di far fronte a piccole e grandi emergenze, dandoci una forza e una resistenza inaspettate. Ma se la situazione di stress si protrae troppo a lungo nel tempo, e non è seguita da una fase di rilassamento, si ripercuote in una serie di ricadute dannose per l’organismo. Si parla allora di stress cattivo, o distress.

Passata la situazione di stress l’organismo torna in equilibrio (diminuiscono tono muscolare, respiro frequenza cardiaca e pressione sanguigna) e il corpo si rilassa. Questa fase è essenziale: senza di essa si verificano le condizioni per l’esaurimento.

Il Ciclo dello Stress

Lo stress è una condizione ciclica, il cui corso si può dividere in tre fasi:

  1. Allerta: l’organismo appronta le risorse necessarie ad affrontare la situazione stressante.
  2. Resistenza: periodo in cui si prolunga lo stress. L’organismo raziona in maniera efficiente le risorse a disposizione, rilasciando l’energia accumulata sotto forma di grasso grazie all’azione del cortisolo, che in questa fase rimane a livelli costantemente alti. Ciò causa quindi una perdita di peso. A mano a mano che le risorse si esauriscono però, si prospetta una condizione di stress cronico.
  3. Esaurimento: le ghiandole surrenali non riescono più a secernere la quantità richiesta di cortisolo, il cui livello si abbassa fino appunto all’esaurimento. È un fatto naturale che si verifica quando la situazione di stress diventa insopportabile, cui segue uno stato di malessere fisico e psichico.

Cortisolo e Glicemia: Un'Interazione Chiave

Il cortisolo ha un impatto significativo sul metabolismo del glucosio. Esso infatti stimola la gluconeogenesi epatica aumentando la produzione di glucosio riducendo la sensibilità all’insulina nei tessuti periferici. Questo porta ad elevati livelli di glicemia che, se prolungati, possono contribuire anch’essi allo sviluppo di insulino-resistenza e diabete di tipo 2.

In condizioni normali il cortisolo è l’ormone principalmente coinvolto nella risposta allo stress: agisce aumentando la glicemia (quantità di glucosio in circolo), favorendo la produzione di glucosio a partire dalle proteine e riducendo il suo utilizzo. L’aumento della glicemia serve ad assicurare una corretta funzione cerebrale anche in condizioni di stress, inoltre il cortisolo favorisce la mobilitazione del tessuto adiposo dell’organismo.

Lo stress che può essere sia fisico sia mentale aumenta la concentrazione di glucosio nel circolo sanguigno poiché aumenta il cortisolo e questo rende meno sensibili i tessuti all’insulina. In realtà, anche dei bruschi cambiamenti positivi durante il giorno (per esempio una promozione al lavoro) possono aumentare improvvisamente la glicemia. Quindi è fondamentale la gestione dello stress.

Il cortisolo aumenta i livelli di glucosio nel sangue, inducendo il corpo a desiderare cibi ricchi di zuccheri per ottenere un rapido apporto energetico.

Il Ritmo Circadiano del Cortisolo

Come per molti altri ormoni anche i livelli di cortisolo seguono un ritmo circadiano naturale con un picco massimo nelle prime ore del mattino che precedono il risveglio e una progressiva diminuzione nel corso della giornata con livelli minimi durante la notte.

Il picco maggiore si verifica nel momento che precede il risveglio, per fornire al corpo l’energia di cui ha bisogno per affrontare la giornata.

Lo stress incide su questa curva, facendo in modo che il livello di cortisolo resti alto anche alla fine della giornata. Ciò consente di lavorare fino a notte fonda, ma ostacola il sonno e a lungo andare modifica il ritmo sonno-veglia: al mattino ci si sente stanchi perché i livelli di cortisolo sono bassi, ma aumentano nell’arco della giornata fino a raggiungere picchi eccessivi di sera.

Cortisolo Alto: Conseguenze e Patologie

Un aumento del cortisolo in circolo si manifesta anche in caso di digiuno prolungato o abitudini alimentari scorrette. Saltare la prima colazione e/o mangiare molto in un unico pasto giornaliero, favorisce infatti l'ipercortisolismo (l'aumento, cioè, della produzione di cortisolo).

In caso di stress cronico, chi ha i livelli di cortisolo alti alla sera corre maggiori rischi di sviluppare forme di arteriosclerosi legate all’ipertensione, che aumentano a loro volta il rischio cardiovascolare. Inoltre un eccesso cronico di cortisolo debilita il sistema immunitario e può favorire patologie come l’osteoporosi.

L’ipercortisolemia comporta una modifica del metabolismo, aumentando la glicemia e il deposito di lipidi nel tessuto adiposo.

Morbo di Cushing

La malattia di Cushing insorge quando nell’organismo sono in circolo eccessive dosi di ormoni glucocorticoidi, in particolare il cortisolo; per questo è anche definita come una condizione da “ipercortisolismo”. La malattia di Cushing vera e propria è causata dall’aumentata funzionalità della porzione più esterna (corticale) della ghiandola surrenale (una ghiandola endocrina situata sopra il rene), condizione nota come “ipercorticosurrenalismo”.

I sintomi che si manifestano nei soggetti colpiti dalla malattia di Cushing coinvolgono tutto l’organismo: sono, infatti, esacerbate tutte le azioni fisiologiche compiute dal cortisolo. Si possono distinguere sintomi a breve termine, come ad esempio l’ipertensione e la tachicardia, e sintomi a lungo termine, che sono i più caratteristici di questa condizione. In particolare si possono riscontrare:

  • Aumento di peso e obesità
  • Striae rubrae
  • Ulcerazioni cutanee, gastriche e duodenali multiple ed estese
  • Porpora
  • Nelle donne: aumento dei peli sul viso e su tutto il corpo (irsutismo) e un’assenza del ciclo mestruale
  • Negli uomini: una riduzione della libido e della fertilità o una disfunzione erettile
  • Affaticamento
  • Debolezza muscolare
  • Depressione, ansia e irritabilità
  • Alterazioni dell’umore
  • Difficoltà cognitive
  • Mal di testa
  • Fragilità ossea
  • Alterazioni della crescita nei bambini

Sindrome di Addison

Ci sono poi condizioni in cui si verifica una ipoproduzione di cortisolo come nel caso della Sindrome di Addison che comporta una serie di problematiche metaboliche tra cui ipoglicemia, affaticamento, iperpigmentazione della cute e perdita di peso involontaria.

Come Misurare i Livelli di Cortisolo

Il modo più rapido per capire i livelli di cortisolo è un test salivare. Per eseguire il test basta un semplice prelievo salivare, questa matrice infatti è l’ideale per avere la flessibilità di effettuare 4 campionamenti nell’arco di una giornata.

Il medico, a seguito di un attento esame obiettivo durante la visita endocrinologica, prescrive alcuni esami a cui sottoporsi:

  • Esame del sangue e delle urine: per misurare i livelli di cortisolo in circolo e la quantità di ormone escreta con le urine. L’esame delle urine ne richiede la raccolta nell’arco delle 24 ore.
  • Test della saliva: misura la quantità dell’ormone in questo fluido corporeo. Di solito il campione viene raccolto verso la mezzanotte, perché in condizioni normali è il momento della giornata in cui i livelli di cortisolo sono i più bassi.
  • Test clinici eseguiti dopo la somministrazione di ACTH (che è uno stimolatore della produzione di cortisolo) o di un inibitore della secrezione servono a verificare il comportamento del surrene e la sua funzionalità.

Oltre a questi esami di laboratorio, potrebbero risultare utili, a discrezione del medico, una TAC o una risonanza magnetica per valutare la conformazione della ghiandola surrenale o dell’ipofisi.

Come Tenere Sotto Controllo i Livelli di Cortisolo

Come tenere sotto controllo i livelli di cortisolo è una questione di equilibrio tra alimentazione, gestione dello stress e monitoraggio ormonale.

Esistono alcuni accorgimenti che possono essere messi in atto per far fronte a cambiamenti improvvisi e tenere «sotto controllo» gli ormoni: fare 10 respiri profondi per rallentare sia il respiro sia il battito cardiaco, intraprendere una passeggiata anche di pochi minuti.

Strategie per la Gestione dello Stress

Il sollievo dallo stress? Siamo tutti diversi e ciascuno di noi sa cosa può fargli bene e distrarlo dalle preoccupazioni. Certamente una costante attività fisica, anche se leggera, è sempre d’aiuto. Ma anche pratiche fisiche come quelle orientali, dal tai chi al ki gong o allo yoga risultano efficaci per molti. Oppure riprendere i propri hobby abbandonati. Insomma, l’importante è abbassare i livelli di stress e vivere un po’ più sereni.

È importante, inoltre, allontanare situazioni caratterizzate da stress prolungato, regolarizzare il sonno, mantenendo così costante il ciclo sonno-veglia. Infine, è raccomandato praticare un esercizio fisico non eccessivo e costante: l’allenamento diminuisce il cortisolo, mentre lo sforzo lo aumenta.

Alimentazione e Cortisolo

Una dieta ricca di zuccheri raffinati, grassi saturi e cibi ultraprocessati può stimolare la produzione di cortisolo.

Tra gli alimenti che possiamo scegliere, il pesce rappresenta un rimedio naturale contro gli effetti dello stress, grazie agli acidi grassi omega-3 e omega-6 e ai sali minerali come potassio e fosforo che contiene al suo interno. Queste sostanze proteggono il sistema nervoso e cardiovascolare, svolgendo un’azione antinfiammatoria.

Altre sostanze che contrastano gli effetti dell’ormone dello stress e l’azione dei radicali liberi sono gli antiossidanti, cioè minerali e vitamine presenti soprattutto nella frutta e nella verdura di stagione. Una dieta antistress dovrà perciò comprendere ortaggi, frutta fresca e secca e pesce grasso come sgombro, alici, sardine e salmone.

Insieme a questi cibi salutari, è poi consigliabile integrare l’alimentazione con prodotti prebiotici e probiotici. Tra i prebiotici come la fibra solubile, hanno la capacità di stimolare selettivamente la crescita o l’attività dei microrganismi che svolgono diversi ruoli protettivi per l’organismo ospitante. I probiotici sono invece microrganismi che modificano la flora microbica intestinale a svantaggio dei patogeni intestinali e producono vantaggi locali o sistemici per l’organismo ospite.

Una dieta ricca di nutrienti essenziali come Magnesio, Vitamina C e grassi sani può aiutare a modulare la risposta allo stress e a mantenere i livelli di cortisolo sotto controllo così come gli aimenti ricchi di magnesio quali verdure a foglia verde, noci e semi aiutano a ridurre la reattività allo stress.

Nutrienti Specifici per la Regolazione del Cortisolo

  • Vitamine del gruppo B: aumentano l’attività del sistema GABA-ergico diminuendo, di conseguenza, la produzione di cortisolo.
  • Probiotici: influenzano la connessione tra intestino e cervello, contribuendo alla regolazione dei livelli di cortisolo.

Trattamento della Sindrome di Cushing

Il trattamento dipende dalla causa che ha portato all’insorgenza della malattia:

  • In caso di sindrome di Cushing da cause esogene, si opta per una graduale riduzione delle dosi di farmaco per permettere alla ghiandola surrenale di riabilitare le proprie funzioni secretive.
  • Se la causa è di tipo endogeno ACTH-dipendente si va ad agire sull’ipofisi (con un intervento chirurgico).
  • Se la causa è primitiva del surrene si agisce rimuovendo la massa tumorale o si procede con una terapia radiante.

Esistono anche dei farmaci per il controllo della produzione di cortisolo, somministrati qualora non sia possibile sottoporre il paziente all’intervento o prima di avviarlo al trattamento chirurgico in modo da ridurre i sintomi e le complicanze.

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