Lo sapete che la salute delle nostre cellule dipende dai grassi? Scopriamo il perché.
L'Importanza della Fluidità della Membrana Cellulare
Affinché la cellula possa svolgere in modo ottimale le proprie funzioni e comunicare con l’esterno la membrana biologica deve essere sufficientemente fluida ed adattabile. La membrana biologica rappresenta il concetto chiave per comprendere i collegamenti esistenti tra l’alimentazione e l’infiammazione.
Composizione e Funzione della Membrana Cellulare
I grassi contenuti negli alimenti che mangiamo vanno a comporre la membrana delle cellule, che è costituita da un doppio strato di molecole grasse, dette fosfolipidi, in cui sono intercalati colesterolo e proteine. Ecco il punto di collegamento con l’alimentazione. L’equilibrio tra queste tipologie di grassi, insieme alla presenza di colesterolo, garantisce una membrana sufficientemente dinamica e flessibile, che facilita ed ottimizza il funzionamento cellulare e le interazioni con le molecole esterne. Ciò non riguarda soltanto l’ingresso di nutrienti, ma anche la trasmissione degli opportuni segnali ormonali.
Il Ruolo dei Grassi: Omega-3, Omega-6 e Altri
La membrana biologica rappresenta il concetto chiave per comprendere i collegamenti esistenti tra l’alimentazione e l’infiammazione. A riguardo un ruolo cardine è svolto proprio dai grassi, la cui rilevanza nell’ambito della salute è ormai indiscussa. E’ stato dimostrato, infatti, che un eccesso di grassi saturi contribuisce direttamente allo sviluppo delle patologie epatiche, cardiovascolari e neurodegenerative.
Tipi di Grassi Insaturi
Tra i grassi insaturi ci sono i monoinsaturi, detti anche omega-9, tra cui spicca per importanza l’acido oleico, presente nell’olio di oliva e dalla confermate proprietà protettive a livello cardiovascolare. Inoltre i grassi polinsaturi possono essere a loro volta suddivisi in due classi: gli omega-6 e 3. Al primo gruppo appartiene l’acido arachidonico, che è contenuto per lo più nei grassi animali e da cui si formano potenti sostanze ad azione vaso-costrittiva, bronco-costrittiva, ipertensiva e pro-infiammatoria. D’altra parte gli omega-3 sono contenuti specialmente nel pesce d’acqua fredda, nelle verdure a foglia verde, in alcuni olii vegetali ed anche negli animali non d’allevamento (selvaggina). Tra questi è possibile citare l’acido alfa linolenico e l’EPA, dal quale si origina il DHA, che è molto abbondante nelle membrane dei neuroni e nella retina. In aggiunta l’EPA ed il DHA producono molecole che mettono un freno ai processi infiammatori, riducono la pressione arteriosa e l’aggregazione delle piastrine, oltre ad intervenire in numerosi altri funzioni.
L'Importanza dell'Equilibrio tra Omega-6 e Omega-3
È bene precisare che è scorretto considerare gli omega 6 come “i cattivi” e gli omega 3 come “i buoni”. Ciò che conta veramente è il loro equilibrio. In merito si stima che il rapporto ottimale tra gli omega 6 e 3 debba essere intorno al 4:1 o persino inferiore. Ebbene, la membrana delle cellule nei paesi occidentali di regola presenta un rapporto superiore a 10:1. Ciò potrebbe essere una spiegazione della notevole diffusione di patologie su base infiammatoria in queste nazioni. Diversi studi, infatti, hanno osservato che un rapporto equilibrato tra i grassi è protettivo nei confronti dello sviluppo di malattie metaboliche, epatiche (steatosi), infiammatorie croniche (es. artrite reumatoide) e neurodegenerative.
Carenza di Omega-3 in Gravidanza e nei Neonati
La carenza di grassi omega-3 è particolarmente grave in gravidanza e nei primi mesi di vita del neonato, soprattutto se non è allattato al seno, in quanto il latte materno è ricco di acidi grassi polinsaturi che servono al corretto sviluppo del cervello.
La Composizione e la Fluidità delle Membrane Cellulari
Le membrane cellulari contengono una varietà di molecole biologiche, in particolare lipidi e proteine. La composizione non è fissa, ma cambia costantemente per fluidità e cambiamenti ambientali, anche più volte durante le diverse fasi di sviluppo cellulare. La fusione delle vescicole intracellulari con la membrana (esocitosi) non solo espelle il contenuto della vescicola ma incorpora anche i componenti della membrana della vescicola nella membrana cellulare. I glicolipidi rappresentano solo una piccola quantità di circa il 2% e gli steroli costituiscono il resto. Negli studi sui globuli rossi, il 30% della membrana plasmatica è lipidica.
Acidi Grassi Saturi e Insaturi
Le catene idrocarburiche nei fosfolipidi e nei glicolipidi contengono solitamente un numero pari di atomi di carbonio, tipicamente tra 16 e 20. Gli acidi grassi con 16 e 18 atomi di carbonio sono i più comuni. Gli acidi grassi possono essere saturi o insaturi, con la configurazione dei doppi legami quasi sempre "cis". La lunghezza e il grado di insaturazione delle catene di acidi grassi hanno un profondo effetto sulla fluidità della membrana, poiché i lipidi insaturi evitano di agglomerarsi, diminuendo così la temperatura di fusione (aumentando la fluidità) della membrana. La fluidità della membrana è permessa invece dagli acidi grassi insaturi presenti nelle code dei fosfolipidi perché presentano delle pieghe che impediscono l’impaccamento degli stessi.
Interazioni e Mobilità nella Membrana
L'intera membrana è tenuta insieme tramite l'interazione non covalente delle code idrofobiche; tuttavia la struttura è piuttosto fluida e non fissata rigidamente in posizione. In condizioni fisiologiche, le molecole di fosfolipidi nella membrana cellulare si trovano allo stato liquido. Ciò significa che le molecole lipidiche sono libere di diffondersi e mostrano una rapida diffusione laterale lungo lo strato in cui sono presenti. Tuttavia, lo scambio di molecole di fosfolipidi tra i lembi intracellulari ed extracellulari del doppio strato è un processo molto lento.
Zattere Lipidiche e Caveole
Le zattere lipidiche e le caveole sono esempi di microdomini arricchiti di colesterolo nella membrana cellulare.
Il Ruolo del Colesterolo nella Fluidità della Membrana
Il colesterolo si trova normalmente disperso in varia misura nelle membrane cellulari, negli spazi irregolari tra le code idrofobiche dei lipidi di membrana, dove conferisce un effetto irrigidente e rinforzante sulla membrana. Inoltre, la quantità di colesterolo nelle membrane biologiche varia a seconda degli organismi, dei tipi di cellule e persino delle singole cellule. Il colesterolo, uno dei componenti principali delle membrane plasmatiche, regola la fluidità dell'intera membrana, il che significa che il colesterolo controlla la quantità di movimento dei vari componenti della membrana cellulare in base alle sue concentrazioni.
Effetti della Temperatura sulla Fluidità Mediata dal Colesterolo
Alle alte temperature, il colesterolo inibisce il movimento delle catene di acidi grassi fosfolipidici, causando una ridotta permeabilità alle piccole molecole e una ridotta fluidità della membrana. È vero il contrario per il ruolo del colesterolo nelle temperature più fredde. La produzione di colesterolo, e quindi la sua concentrazione, viene sovraregolata (aumentata) in risposta alla temperatura fredda. A temperature fredde, il colesterolo interferisce con le interazioni della catena degli acidi grassi. Agendo come antigelo, il colesterolo mantiene la fluidità della membrana. Il colesterolo è più abbondante negli animali che vivono in climi freddi rispetto a quelli che vivono in climi caldi.
La Struttura del Colesterolo e la Sua Importanza
Il colesterolo è una molecola, appartenente alla famiglia dei grassi denominati steroli, dalle funzioni essenziali per la vita. Oggi, la misurazione del colesterolo avviene attraverso la valutazione standard eseguita tramite analisi del sangue, ma si esamina il colesterolo plasmatico, ovvero quello circolante che si lega alle lipoproteine (HDL e LDL). La valutazione completa del colesterolo anche “dentro” la membrana è necessaria, ma non è ancora disponibile. Il colesterolo, inserito nel doppio strato fosfolipidico (membrana cellulare), è indispensabile per creare un distanziamento tra i fosfolipidi in grado di dare la stabilizzazione sia nella fase fluida che nella fase gel. Queste due fasi contraddistinguono la membrana cellulare, perché essa colloca canali e recettori che lavorano o nella fase gel o nella fase fluida.
Interazione del Colesterolo con le Catene di Acidi Grassi
Il colesterolo, essendo una molecola lipofila, ha la capacità di interfacciarsi con le catene degli acidi grassi e così contribuisce a regolare l’organizzazione, la dinamica e l’oligomerizzazione di recettori fondamentali, come ad esempio GPCR (G-protein coupled receptor).
Lipidomica e Colesterolo
Si è anche notata la correlazione della composizione in acidi grassi del globulo rosso maturo al conseguente livello di colesterolo nell’individuo. In particolare l’aumento del colesterolo, in dipendenza anche del fenotipo dei pazienti, si verifica sia nel caso di eccesso di grassi saturi, sia nel caso di un eccesso di grassi polinsaturi (omega-6 come nell’infiammazione ed omega-3 in caso di eccessiva assunzione di questi grassi) con aumento sia di HDL che LDL. Effetto di abbassamento del livello totale di colesterolo libero e trigliceridi nel plasma è anche presente ma è anche molto discusso. Il globulo rosso maturo può darci importanti informazioni su questi acidi grassi per spiegarci la ragione dell’assetto di membrana che si riflette nel livello di colesterolo prodotto dall’organismo. La lipidomica è uno degli strumenti più importanti per razionalizzare l’eccesso di colesterolo e renderlo anche visibile all’individuo ovvero spiegargli quali sono le abitudini alimentari che possono incidere nell’innalzamento.
Controllo del Colesterolo attraverso l'Alimentazione e lo Stile di Vita
Nel controllo del colesterolo l’alimentazione e lo stile di vita hanno un ruolo chiave. Un’attenzione alle abitudini quotidiane deve tenere conto che a livello intestinale, la produzione di colesterolo serve a creare le prime particelle lipidiche (chilomicroni), quindi svolge una funzione fisiologica. In presenza di ipercolesterolemia, una quota di colesterolo da ridurre può essere proprio a livello intestinale (tramite l’azione sequestrante di beta glucani e steroli vegetali). L’abitudine di consumare i cibi contenenti steroli o beta-glucani deve essere instaurata. In contemporanea una buona misura è quella dell’utilizzo di antiossidanti naturali, che servono a proteggere il colesterolo da ossidazioni, poiché il vero problema è il colesterolo ossidato.
Il Colesterolo: Non Solo un "Cattivo"
Il colesterolo e i suo metaboliti giocano un ruolo essenziale nel nostro organismo, partecipando ad un gran numero di processi di importanza fondamentale per il nostro benessere. Eppure il colesterolo è conosciuto soltanto per il ruolo deleterio che può avere in condizioni particolari, come uno dei responsabili di quei processi aterosclerotici che sono una delle principali cause di morte nel mondo occidentale. Il colesterolo appartiene alla classe dei lipidi, ha formula C27H46O e una struttura caratterizzata da quattro anelli legati (condensati) tra loro, un gruppo alcolico sull’anello A e una catena ramificata sull’anello D: si tratta della struttura tipica degli steroli. Queste comunicazioni avvengono attraverso proteine che sono disperse nel doppio strato lipidico, organizzate in complessi che permettono di trasmettere precisi segnali che regolano i processi cellulari.
Rigidità e Flessibilità della Membrana
La rigidità è in una certa misura data dalla presenza di acidi grassi nei fosfolipidi che costituiscono la membrana: i grassi saturi hanno infatti una struttura lineare e permettono uno stretto impacchettamento dei componenti della membrana. Tuttavia i fosfolipidi necessitano anche della presenza di acidi grassi insaturi che con la loro struttura ripiegata non rendono possibile raggiungere la rigidità necessaria. È necessario che sia presente una molecola differente che permetta di organizzare al meglio la membrana.
Evoluzione del Colesterolo
La storia evolutiva del colesterolo è interessante. Precursori in forma di molecole lineari compaiono già in alcuni organismi unicellulari molto primitivi ma le cellule più complesse degli organismi eucarioti richiedevano molecole più rigide e con strutture particolari. Già nelle prime fasi dell’evoluzione dei procarioti le strutture lineari si chiusero a formare degli anelli, quattro per la precisione: una forma che dava la giusta rigidità alla molecola e le permetteva di inserirsi e legarsi alle code dei lipidi di membrana. Il colesterolo delle cellule animali è quindi essenziale per la corretta organizzazione della membrana cellulare, ne determina la permeabilità e soprattutto permette la formazione di “zattere” lipidiche che costituiscono l’impalcatura sulla quale si organizzano tutta una serie di proteine che hanno funzione di segnalazione e che controllano specifici processi all’interno della cellula, processi che comportano l’attivazione di particolari geni essenziali per lo sviluppo e la corretta funzionalità della cellula e dell’intero organismo. Sono note diverse sindromi malformative dovute a difetti nelle vie di sintesi del colesterolo, con manifestazioni che comportano ritardo mentale e anomalie della crescita, che nei casi più gravi possono essere letali, a testimonianza del ruolo essenziale che il colesterolo riveste nel corretto sviluppo dell’organismo.
Sintesi del Colesterolo nell'Organismo
Visto il ruolo critico del colesterolo nello sviluppo della cellula non sorprende che il nostro organismo sia in grado di sintetizzare in maniera autonoma la preziosa molecola. Il processo di sintesi parte da una molecola chiave del metabolismo, l’acetil CoA, con diverse unità che sono condensate per azione di specifici enzimi, con formazione successiva di intermedi importanti come il mevalonato, lo squalene, il lanosterolo, per arrivare infine al colesterolo. La quantità prodotta ogni giorno è di circa 1-2 grammi ed è strettamente controllata a livello di alcune reazioni chiave che sono estremamente sensibili ai livelli di colesterolo presente, tanto che un’assunzione elevata di colesterolo con la dieta tende a ridurre la produzione autonoma. Sono molto complessi anche i meccanismi che regolano l’assorbimento a livello intestinale del colesterolo contenuto negli alimenti, in un gioco di equilibri che, in condizioni normali, fa sì che la quantità di colesterolo sintetizzato sommata alla quantità di quello assorbito dal cibo consumato sia pari a quella del colesterolo eliminato con la bile, circa 0,8-1,4 grammi al giorno. Un altro importante fattore che controlla la sintesi del colesterolo è lo stato energetico della cellula: se la cellula dispone di quantità limitate di ATP la produzione di colesterolo risulterà rallentata.
Colesterolo e Alimenti
Il colesterolo che proviene dagli alimenti contribuisce in maniera modesta al contenuto complessivo di colesterolo dell’organismo.
Colesterolo come Precursore di Altre Molecole
La struttura del colesterolo lo ha reso il precursore ideale per tutta una serie di composti dalle importanti attività biologiche. Nel fegato un complicato processo che coinvolge oltre 14 enzimi utilizza il colesterolo come base per la sintesi degli acidi biliari, composti che riversati nell’intestino, in forma di sali biliari, rendono possibile l’assorbimento dei grassi e delle vitamine liposolubili - A, D E e K - presenti nel cibo. Purtroppo possono anche precipitare formando aggregati solidi che accumulandosi nella cistifellea possono portare a colecistite acuta, una infiammazione che spesso è accompagnata da infezioni batteriche, condizione molto pericolosa che richiede un immediato intervento medico. Il colesterolo è anche il precursore dei vari ormoni steroidei, sia quelli prodotti dal surrene, aldosterone e cortisolo, sia quelli prodotti dalle gonadi, testosterone, estradiolo, progesterone. Sintesi, azione e metabolismo di questi ormoni sono processi estremamente complessi e, nel caso del cortisolo e degli ormoni sessuali, oltre che controllare specifici processi fisiologici, possono influenzare in maniera rilevante il comportamento del soggetto e la risposta agli stimoli ambientali. Non sorprende che si tratti quindi di processi finemente regolati, in cui giocano un ruolo importante un gran numero di fattori interni e d esterni, non ultima la disponibilità del colesterolo necessario per la sintesi di queste sostanze.
Colesterolo e Vitamina D
La natura odia gli sprechi e tende a fare economia su tutto. Così il 7-deidrocolesterolo, un precursore del colesterolo, a livello della pelle viene convertito in vitamina D3 - colecalciferolo - per azione della luce solare. A sua volta il colecalciferolo viene convertito nella forma attiva della vitamina D, 1,25-(OH)2D3 o calcitriolo, che grazie alla sua struttura è in grado di legarsi a un recettore del nucleo e partecipare così alla regolazione del metabolismo del calcio e a molti altri processi fisiologici.
Il Colesterolo e il Nostro Stile di Vita Moderno
Abbiamo visto che il colesterolo è una molecola essenziale, che in maniera diretta o indiretta partecipa a un gran numero di importanti processi metabolici. La struttura di questa molecola è il frutto di un processo evolutivo lunghissimo durato miliardi di anni, un risultato eccezionale che ha reso il colesterolo una sostanza chiave in processi critici, assolutamente necessari per la sopravvivenza e la riproduzione dell’organismo. Le pressioni che hanno guidato questo processo evolutivo sono quelle legate alla scarsa disponibilità di cibo e alla intensa attività fisica necessaria per procurarselo. Situazioni molto diverse da quelle in cui viviamo oggi, caratterizzate da elevata disponibilità di cibo, spesso molto superiore agli effettivi bisogni, e sedentarietà diffusa. In queste condizioni il nostro organismo può avere difficoltà a mantenere una normale concentrazione di colesterolo, con un aumento dei valori ben oltre i limiti di guardia che, se protratto negli anni rappresenta un importante fattore di rischio per patologie cardiovascolari. Il colesterolo non è certo il cattivo della storia, anzi è essenziale per un buon funzionamento del nostro organismo.
Proteine di Membrana e le Loro Funzioni
La membrana cellulare ha un grande contenuto di proteine, tipicamente circa il 50% del volume della membrana. Queste sono importanti, perché responsabili di varie attività biologiche. Circa un terzo dei geni del lievito codifica specificamente per loro, e questo numero è ancora più alto negli organismi multicellulari. Le proteine integrali sono transmembrana anfipatiche. I canali ionici consentono agli ioni inorganici come sodio, potassio, calcio o cloro di diffondersi lungo il loro gradiente elettrochimico attraverso il doppio strato lipidico grazie ai pori idrofili attraverso la membrana. Le pompe protoniche sono pompe proteiche incorporate nel doppio strato lipidico che consentono ai protoni di viaggiare attraverso la membrana trasferendosi da una catena laterale di amminoacidi a un'altra. Un recettore accoppiato a proteine G è una singola catena polipeptidica che attraversa il doppio strato lipidico sette volte, rispondendo alle molecole segnale (cioè ormoni e neurotrasmettitori). La membrana cellulare, essendo esposta all'ambiente esterno, è un importante sito di comunicazione cellula-cellula. Pertanto, sulla superficie della membrana è presente un'ampia varietà di recettori proteici e proteine di identificazione, come gli antigeni. La maggior parte delle proteine di membrana deve essere incorporata nella stessa. Affinché ciò avvenga, una "sequenza segnale" N-terminale di aminoacidi dirige le proteine al reticolo endoplasmatico, che inserisce le proteine nel doppio strato lipidico. La membrana cellulare svolge anche un ruolo nell'ancoraggio del citoscheletro per dare forma alla cellula e nell'attaccarsi alla matrice extracellulare, e ad altre cellule per tenerle insieme per formare i tessuti. La membrana cellulare funziona quindi come un filtro selettivo, che consente solo a determinate sostanze di entrare o uscire dalla cellula. Poiché la membrana agisce come una barriera per alcune molecole e ioni, questi possono presentarsi in concentrazioni diverse sui due lati della membrana.
Trasporto attraverso la Membrana
È considerato un processo di trasporto passivo perché non richiede energia ed è azionato dal gradiente di concentrazione creato da ciascun lato della membrana. Tale gradiente di concentrazione, attraverso una membrana semipermeabile, crea il flusso osmotico per l'acqua. L'osmosi, nei sistemi biologici, implica un solvente, che si muove attraverso una membrana semipermeabile in modo simile alla diffusione passiva, poiché il solvente si muove in base al gradiente di concentrazione e non richiede energia. I nutrienti, come gli zuccheri o gli aminoacidi, devono entrare nella cellula, mentre alcuni prodotti del metabolismo devono lasciare la cellula. Le proteine canale proteiche, chiamate anche permeasi, sono generalmente piuttosto specifiche, e riconoscono e trasportano solo una varietà limitata di sostanze chimiche, spesso limitate a una singola tipologia. La membrana plasmatica crea una piccola deformazione verso l'interno, detta invaginazione, nella quale viene catturata la sostanza da trasportare. Questa invaginazione è causata dalle proteine all'esterno della membrana cellulare, che agiscono come recettori, raggruppandosi in depressioni che, alla fine, promuovono l'accumulo di più proteine e lipidi sul lato citosolico della membrana. La deformazione, poi, si stacca dalla membrana all'interno della cellula, creando una vescicola contenente la sostanza catturata. L'endocitosi è un percorso per l'internalizzazione di particelle solide (fagocitosi), piccole molecole e ioni (pinocitosi) e macromolecole. Proprio come il materiale può essere introdotto nella cellula mediante invaginazione e formazione di una vescicola, la membrana di una vescicola interna può essere fusa con la membrana plasmatica, espellendo il suo contenuto nell'ambiente circostante. Nel processo di esocitosi, il vacuolo alimentare contenente rifiuti non digeriti, o la vescicola secretoria germogliata dall'apparato di Golgi, viene prima spostato dal citoscheletro interno della cellula alla superficie. La membrana della vescicola entra in contatto con la membrana plasmatica. Le molecole lipidiche dei due doppi strati si riorganizzano e le due membrane vengono, quindi, fuse.
Mobilità delle Proteine nella Membrana
Le proteine di membrana, come già esplicato, si muovono. A dimostrarlo furono Frye e Edidin nel 1970 prendendo una cellula di topo e una di uomo, marcarono poi di colori diversi le proteine di membrana delle due differenti cellule; fusero successivamente le cellule attraverso il PEG (glicolpolietilenico), si formò così l’eterocarionte (letteralmente nucleo diverso perché vi sono due nuclei diversi, che non si fondono). Aspettando poi circa 1 ora a 37 gradi le fluorescenze si sono completamente mescolate, testimoniando il movimento delle proteine. Le proteine di membrana possono avere diverse funzioni: trasportatori, ancoraggio, recettori, antigeni oppure enzimi: trasportatori: le membrane cellulari hanno permeabilità selettiva. Piccole molecole polari possono diffondere liberamente (acqua, urea, etanolo), lo stesso discorso vale per i gas.
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