È possibile diagnosticare il cancro con gli esami del sangue? Quali esami sono utili?

Un esame molto utile per avere un quadro generale della salute di una persona, sia per un’analisi di routine sia in presenza di possibili problematiche, è l’emocromo: tramite un piccolo prelievo di sangue è infatti possibile diagnosticare infezioni, infiammazioni, malattie autoimmuni e addirittura tumori.

Quali valori dell'emocromo sono spia di un tumore?

Guardando il risultato di un semplice emocromo, nella mente del medico si potrebbe accendere una spia d’allarme che può consentire di iniziare un importante iter diagnostico. Anche le diagnosi di tumore, infatti, possono arrivare al termine di un percorso iniziato da un semplice esame del sangue.

Come sappiamo, l’analisi del sangue per eccellenza è l’esame emocromocitometrico, spesso abbreviato con la parola emocromo. Si tratta di un esame di routine, capace di evidenziare stati infiammatori o infezioni, emorragie, anemie e molto altro. Cominciamo dai globuli rossi, o eritrociti, cioè le cellule del sangue che trasportano l’ossigeno ai tessuti, grazie all’emoglobina in essi contenuta.

Globuli rossi

I globuli rossi sono le cellule più numerose del sangue, si parla di circa 4,5 e 5,8 milioni per millimetro cubo e grazie all’emoglobina, 12,5-16 grammi per decilitro, trasportano ossigeno e anidride carbonica ai tessuti. Normalmente sono presenti 4,5-5,8 milioni di eritrociti per microlitro (μl) o millimetro cubo (mm3) di sangue, e una quantità di emoglobina pari a 12,5-16 grammi per decilitro.

Una prima spia di tumore può accendersi quando i globuli rossi diminuiscono bruscamente nel giro di poco tempo, fino ad arrivare a un valore inferiore agli 8 grammi per decilitro. Questo succede quando il midollo osseo inizia a danneggiarsi a causa delle cellule malate presenti nel sangue; si tratta di un segnale che potrebbe rivelare la presenza di malattie come la leucemia cronica, il mieloma, il linfoma e le mielodisplasie.

Se, al contrario, i valori dei globuli rossi aumentano superando i 5,8 milioni per millimetro cubo e l’emoglobina oltrepassa 16,5 grammi per decilitro, è possibile parlare di una rara forma di tumore del sangue chiamata policitemia vera.

Globuli bianchi

I globuli bianchi, anche noti come leucociti, invece, sono normalmente tra 4.000 e 10.000 per μl o per mm3. Spesso, al loro semplice conteggio è associata la formula leucocitaria, ovvero la misura in valore assoluto e in percentuale dei diversi tipi di leucociti. I globuli bianchi, o leucociti, sono le cellule del sangue destinate alla difesa immunitaria contro le infezioni che possono colpire l’organismo. I valori normali dei globuli bianchi si aggirano tra i 4.000 e i 10.000 per microlitro, quando questi diminuiscono (meno di 1.000-500) è possibile riscontrare complicazioni al midollo osseo anche gravi.

I globuli bianchi, infatti, si suddividono in varie popolazioni: granulociti neutrofili, granulociti eosinofili, granulociti basofili, linfociti e monociti. In merito ai globuli bianchi, il loro compito è di intervenire per combattere le infezioni, quindi un loro aumento è spesso connesso a fenomeni infettivi ed infiammatori. Ad esempio, i granulociti neutrofili aumentano in corso di infezione batterica, i linfociti in caso di infezione virale e i granulociti eosinofili in caso di infezioni da parassiti.

Valori davvero molto elevati dei globuli bianchi, però, fanno insorgere il sospetto di tumore, cioè di leucemia sia essa acuta o cronica.

Piastrine

Le piastrine sono cellule che hanno la funzione di regolare il meccanismo di coagulazione del sangue; vengono misurate in migliaia per microlitro e il loro valore normale in un soggetto sano si aggira tra i 150.000 e i 400.000 per mm3. Tra le cellule del sangue, poi, vi sono le piastrine, cioè le cellule deputate alla regolazione della coagulazione sanguigna.

Anche per la variazione del numero di piastrine possono esservi molteplici spiegazioni, come una malattia autoimmune o un’infezione che ne causano la diminuzione, oppure una carenza di ferro o un’infiammazione che ne causano un aumento. Tuttavia, il riscontro di piastrine molto basse (inferiori a 30.000-50.000/mm3) insieme ad alterazioni di emoglobina e globuli bianchi, può anche far sospettare una leucemia acuta.

Piastrine nettamente basse, in particolare se accompagnate da alterazioni di globuli bianchi e anemia, possono essere sintomo di un cattivo funzionamento del midollo.

Marcatori tumorali

Oltre questi tre parametri, molte volte è utile analizzare anche i cosiddetti marcatori tumorali. Si tratta di molecole, il più delle volte proteine, che possono essere rilevate nel sangue e i cui valori possono indicare la presenza di un tumore. Questi livelli anomali, di conseguenza, possono essere un campanello di allarme per intercettare la malattia.

Nello specifico i valori che devono fungere da campanello d’allarme sono quelli più alti: queste molecole sono infatti presenti anche in assenza di malattie, ma solo in presenza di un tumore i loro livelli si alzano in modo consistente. Questo accade perchè le cellule tumorali si replicano molto più velocemente di quelle sane e in questo processo rilasciano nel sangue elevate quantità di proteine (tra cui i marcatori tumorali).

Quando i marcatori sono affidabili, il monitoraggio dei loro livelli rappresenta un metodo semplice e poco invasivo per seguire nel corso del tempo la malattia, oppure per individuare precocemente una ripresa dopo una remissione.

Tuttavia, data la complessità dei tumori, non esistono marcatori che siano sempre attendibili, né un marcatore unico e specifico per tutte le forme di cancro.

È inoltre importante sottolineare che nessuno dei marcatori e dei test attualmente disponibili è consigliato come strumento di screening per la diagnosi precoce di un tumore, soprattutto in assenza di disturbi che facciano sospettare la malattia. Peraltro alcuni di questi marcatori possono risultare positivi per ragioni diverse dal cancro (falso positivo).

Esempi di marcatori tumorali

  • PSA (Antigene Prostatico Specifico): è la sigla dell’antigene prostatico specifico, prodotto dalla ghiandola prostatica, e la sua concentrazione può crescere in uomini con carcinoma della prostata, ma anche in caso di iperplasia prostatica benigna, infezione o infiammazione della ghiandola prostatica.
  • CA 125 (Antigene Tumorale 125): si può trovare in alte concentrazioni nel sangue di pazienti con diversi tipi di tumore tra cui il carcinoma dell’ovaio.
  • CEA (Antigene Carcino-Embrionario): è una sostanza che si può trovare nel sangue di pazienti che hanno il cancro del colon, altri tipi di cancro o malattie, o in quello di persone che fumano tabacco.
  • Alfafetoproteina (AFP): normalmente prodotta dal feto, può suggerire la presenza di un tumore primitivo del fegato o di un tumore delle cellule germinali quando si trova ad alta concentrazione in uomini adulti e donne non in gravidanza.

Nuovi test ematici per la diagnosi precoce

I nuovi test ematici per la diagnosi precoce dei tumori multipli (MCED) in fase di sviluppo sono in grado di rilevare un segnale tumorale comune a più di 50 tipi di cancro. Il segnale proviene da piccole sequenze di DNA tumorale che circolano nel sangue e che sono diverse dal DNA non tumorale.

I ricercatori americani si sono concentrati su uno di questi marcatori: il DNA tumorale circolante. I tumori espellono nel sangue pezzi di DNA che portano con loro specifici marcatori epigenetici, chiamati metilazioni. Le metilazioni sono fondamentali per diversi meccanismi cellulari, tra cui l’espressione genica.

L’algoritmo, addestrato dall’apprendimento automatico, classifica i campioni come cancerosi o non cancerosi in base ai modelli di metilazione del DNA circolante. Complessivamente, l’algoritmo ha diagnosticato con successo il 43,9% dei 50 tipi di cancro analizzati. Quanto più avanzato è lo stadio della malattia, tanto più efficace è il test.

Raccomandazioni

Molti si chiedono se specifiche alterazioni dei valori del sangue, come globuli bianchi troppo alti o troppo bassi, livelli di piastrine, eritrociti o emoglobina alterati, possano costituire un campanello d’allarme e favorire la diagnosi precoce dei tumori. Al momento, però, un test affidabile ed efficace che in base ad analisi di routine come queste possa essere utilizzato come screening nelle persone sane non esiste.

La regola è quella di non trascurare eventuali sintomi o segnali del corpo, ma anche di evitare di sottoporsi a esami o analisi senza una reale motivazione. È sbagliato pensare che fare un emocromo ogni anno per trovare eventuali problemi di salute, in assenza di sintomi di qualche tipo, sia sinonimo di prevenzione.

La raccomandazione è quella di fare gli esami che consigliano i medici e di evitare invece gli esami spontanei, autoprescritti. Diverso è se si parla di fare degli esami del sangue per un approfondimento clinico su un qualche sintomo o problema che il medico curante o lo specialista voglia approfondire.

È giusto indagare in maniera tempestiva segnali come perdite di peso improvvise e non spiegabili da una dieta, stanchezza cronica, dolori che non hanno una causa apparente, alterazioni sospette dei nei e così via.

Sul fronte poi della prevenzione, oltre al fatto di condurre uno stile di vita salutare (quindi seguire un’alimentazione sana, fare regolarmente esercizio fisico, evitare il fumo e il consumo di alcolici) la buona norma è ovviamente quella di sottoporsi agli screening offerti dal Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), che sono quelli riconosciuti come efficaci e utili per anticipare un’eventuale diagnosi.

“Un concetto importante in questo contesto è che gli screening offerti dal Ssn, per esempio quelli per il tumore del colon, della mammella o del collo dell’utero, sono considerati utili poiché è stato dimostrato che scoprendo prima quel tipo di tumore si hanno più chance di guarigione."

Tabella riassuntiva dei marcatori tumorali

Marcatore Tumorale Tumori Associati Utilizzo
PSA Cancro alla prostata Diagnosi e monitoraggio
CA 125 Cancro all'ovaio Diagnosi, monitoraggio e valutazione prognostica
CEA Cancro del colon-retto, polmone, pancreas Diagnosi e monitoraggio
AFP Cancro al fegato, tumori delle cellule germinali Diagnosi e monitoraggio

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