Il Caffè e la Glicemia: Studi e Considerazioni

Capita a tutti: dopo una notte insonne, la prima cosa che si desidera è una tazza di caffè, sperando che sia sufficiente per rimettersi in sesto. Anzi, più ci sentiamo stanchi e più ne beviamo.

Effetti del Caffè sul Metabolismo e la Glicemia

Tutto è partito dagli studiosi del Center for Nutrition, Exercise & Metabolism della britannica Università di Bath, che hanno deciso di misurare gli effetti sul metabolismo dopo una notte di sonno interrotto. In precedenti ricerche si è scoperto che una cattiva qualità del sonno influisce sul buon controllo della glicemia sanguigna. Il focus dello studio è stato quello di scoprire cosa succedeva dopo una notte.

Nel primo esperimento, i partecipanti hanno trascorso una normale notte di sonno e al risveglio hanno bevuto una bevanda zuccherata con un contenuto calorico simile a quello di una prima colazione standard. Nel secondo, le persone testate sono state costrette a trascorrere una notte piuttosto agitata perché sono state svegliate ogni ora e tenute sveglie per 5 minuti. Al mattino hanno bevuto la stessa bevanda zuccherata. Nel terzo, i partecipanti hanno avuto il sonno interrotto ogni ora nello stesso modo dell’altro esperimento: l'unica differenza è che hanno sorseggiato un caffè nero forte 30 minuti prima di consumare la bevanda zuccherata.

Prima la buona notizia: solo una brutta notte non è sufficiente ad alterare il controllo della glicemia e il nostro metabolismo reagisce bene. Ed ecco la notizia non proprio piacevolissima, specie per gli amanti del caffè e, ancora di più, se combattono con gli zuccheri nel sangue. Secondo i risultati delle analisi, il caffè consumato prima della bevanda dolce (che simulava la colazione) ha notevolmente aumentato, di circa il 50 per cento, la risposta glicemica post-bevanda.

Perché questo accade?

Ancora i meccanismi non sono del tutto chiari, anche se ricerche precedenti hanno dimostrato che la caffeina possa facilitare la resistenza all'insulina, riducendo, cioè, l'efficacia di questo ormone.

A rispondere è il professor James Betts, co-direttore del Center for Nutrition, Exercise and Metabolism: "Al mattino il controllo della glicemia dopo la colazione può essere alterato quando la prima cosa con cui i nostri corpi entrano in contatto è il caffè, specialmente dopo una notte di sonno disturbato. Potremmo però migliorare la situazione facendo prima colazione e bevendo il caffè solo in seguito, sempre se sentiamo di sentirne bisogno. Sapere ciò può avere anche importanti benefici per la salute di tutti noi".

Il Ruolo della Caffeina e dell'Acqua

Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo e contiene diverse sostanze bioattive, tra cui la caffeina, i polifenoli e altri composti che influenzano la fisiologia umana. La caffeina, agendo come stimolante del sistema nervoso centrale, stimola anche il rilascio di adrenalina, un ormone che innesca un temporaneo rilascio di glucosio nel sangue da parte del fegato.

L'acqua rappresenta un elemento fondamentale nella regolazione dei processi metabolici, compresa la gestione della glicemia. Bere acqua al risveglio contribuisce a "riattivare il metabolismo" dopo il digiuno notturno. L'idratazione incide direttamente sulla funzionalità cellulare, inclusa la capacità delle cellule di rispondere all'insulina.

Bere acqua prima del caffè può ridurre i sintomi di acidità gastrica, bruciore e fastidi intestinali, frequenti in chi assume caffè a stomaco vuoto. Ma non solo. L'acqua ingerita prima della caffeina aiuta a rallentare l'assorbimento del principio attivo e a modularne gli effetti sul sistema nervoso e sulla glicemia.

Assumere acqua dopo il caffè non è dannoso e può essere utile per contrastare l'effetto leggermente diuretico della caffeina. Tuttavia, a livello glicemico, l'impatto è minore rispetto all'assunzione precedente. Bere acqua successivamente può avere più che altro un ruolo riequilibrante, utile per supportare la diuresi e prevenire la disidratazione.

La sequenza e il timing con cui si assumono acqua e caffè al mattino possono influenzare sensibilmente il metabolismo del glucosio e il benessere generale. Per chi è attento alla regolazione della glicemia, come le persone con prediabete o diabete di tipo 2, iniziare la giornata con uno o due bicchieri d'acqua prima della prima tazzina di caffè può rappresentare una scelta semplice ma efficace.

In definitiva, la risposta alla domanda iniziale - "Acqua prima o dopo il caffè alla mattina: fa differenza?" - è sì: fa una piccola differenza.

Caffè e Diabete di Tipo 2: Cosa Dicono gli Studi

Il diabete di tipo 2 (DT2) è in costante aumento nella popolazione. La patogenesi del DT2 è multifattoriale e di non facile comprensione ma sono tantissimi gli studi per individuare lo stile di vita, gli alimenti e le sostanze che possono contribuire a prevenirlo.

Già nel 2018, una review aveva analizzato circa 30 studi già pubblicati, per un totale di oltre 12 milioni di persone, e gli autori avevano evidenziato che il consumo abituale di caffè può ridurre il rischio di sviluppare diabete di circa il 30% in soggetti sani. L’associazione non dipende dalla caffeina perché risulta esserci anche con il caffè decaffeinato mentre sembra essere dose-dipendente: il rischio diminuirebbe del 6-7% per tazza al giorno.

La nuova meta-analisi è stata condotta analizzando 26 studi effettuati su popolazioni di persone degli Stati Uniti che consumavano caffè con caffeina, mostrando una riduzione del rischio di sviluppare diabete tipo 2, malattie cardiovascolari e altre patologie. La riduzione del rischio di diabete di tipo 2 maggiore è stata osservata con il consumo di 3-4 tazzine di caffè al giorno confermando i precedenti studi che avevano mostrano un effetto dose-dipendente.

Da uno studio ancora più recente pubblicato sulla prestigiosa rivista Nutrients emerge che la caffeina, i polifenoli con funzione antiossidante presenti nel caffè, e i componenti del caffè senza caffeina possono contribuire a ridurre la gravità della steatosi epatica non alcolica (NAFLD) nelle persone in sovrappeso con diabete di tipo 2.

Le Proprietà Antiossidanti del Caffè

Il caffè è ricco di sostanze antiossidanti, come i polifenoli, la cui assunzione contrasta i radicali liberi, favorisce la detossificazione e la riparazione del DNA, tutti meccanismi che a lungo termine possono ridurre lo stress ossidativo che viene indicato come uno tra i diversi fattori che portano all’insorgenza del diabete mellito di tipo 2. Qualche autore inizia a suggerire, seppur con dati a disposizione ancora scarsi, anche un effetto di modulazione positiva sul microbiota intestinale da parte di fibre prebiotiche del caffè.

Sebbene su questo effetto concordino tutte le Istituzioni di riferimento, compresa la Società Italiana di Diabetologia (SID), per chiarire in modo esaustivo i meccanismi d’azione e le esatte sostanze coinvolte, allo scopo - per esempio - di poter formulare integratori o farmaci utili servono ancora molti studi approfonditi.

Consigli sul Consumo di Caffè

Quante tazzine al giorno?

Un’altra considerazione importante da fare è l’eventuale consumo e relativa quantità di zucchero usato come dolcificante. Una ripetuta e/o eccessiva assunzione di zucchero durante la giornata non è raccomandabile per chi volesse avere delle abitudini salutari. Quindi anche se l‘Organizzazione Mondiale della Sanità e l’EFSA (European Food Safety Authority) indicano in 3-5 tazzine di caffè al giorno un consumo sicuro che può far parte di una dieta sana ed equilibrata e di uno stile di vita attivo va prestata attenzione all’introduzione di zucchero.

Abituarsi a consumarlo amaro sarebbe la cosa migliore; in pochi giorni, vi accorgerete di assaporare ancora di più l’aroma originario di un buon caffè. Lo zucchero appiattisce il gusto più che esaltarlo.

Sostanze Nocive Quando il Consumo di Caffè è Eccessivo

Un altro aspetto da considerare riguarda l’assunzione di acrilammide. La tostatura dei chicchi di caffè porta alla formazione di questa sostanza cancerogena. L’OMS nel 2016 ha eliminato il caffè dalla lista dei possibili cancerogeni ma l’assunzione di acrilammide resta e l’EFSA consiglia di ridurne il consumo perché la considera pericolosa per la salute pubblica.

Se anche il consumo moderato di caffè di per sé non è sufficiente per apportare una quota di acrilammide rischiosa va ricordato che l’acrilammide si trova in tutti i prodotti contenenti amido posti in cottura oltre i 120° C quindi cibi fritti e soprattutto prodotti da forno. Come già ribadito più volte, è sempre importante leggere le etichette dei prodotti che si acquistano e consumano!

A chi è sconsigliato il consumo di caffè?

L’ultima considerazione riguarda quei soggetti per i quali il consumo di caffè è sconsigliato, o se ne consiglia un consumo davvero limitato e/o nella versione decaffeinata. Persone con ulcera peptica, dispepsia, gastriti ipersecretive, reflusso gastro-esofageo, ipertensione arteriosa o aritmie cardiache, ipercolesterolemia, ipersensibilità alla caffeina devono continuare a seguire le indicazioni ricevute dal proprio medico o dal nutrizionista.

Caffè, Diabete e Glicemia: Approfondimenti e Alternative

Il caffè è per molti una piacevole abitudine a cui è difficile rinunciare. Quello che rende il caffè così amato è l’aroma avvolgente e la presenza di caffeina, la sostanza responsabile di alcuni effetti collaterali.

I diabetici devono stare molto attenti all’alimentazione e soprattutto agli zuccheri. Secondo alcuni studi, la caffeina è responsabile dell’innalzamento della glicemia nel sangue e, per questo, chi soffre di diabete dovrebbe ridurre l’assunzione di caffè. Sono necessari ulteriori studi che permettano di capire come la caffeina influisce sui livelli di zuccheri nel sangue. Scopriamo insieme quanti caffè possono bere i diabetici e se l’orzo può essere una buona alternativa per non alzare il livello di zuccheri nel sangue.

Cos’è il Diabete e Come si Cura

Il diabete è una malattia metabolica cronica dovuta a una disfunzione della produzione di insulina, l’ormone che regola proprio il livello di glucosio nel sangue. Una delle sue caratteristiche cliniche è l’iperglicemia, a cui nel tempo si aggiungono anche altri tipi di problemi, specialmente di tipo vascolare.

Oltre a essere curato con iniezioni di insulina regolari per tutta la vita, il diabete prevede uno stile di vita regolato, che va dall’alimentazione all’attività fisica regolare.

La dieta per i soggetti diabetici prevede un consumo ridotto di cibi con un indice glicemico alto, quindi è consigliato consumare cereali integrali e prodotti a base di farine integrali (pasta, pane, fette, biscotti…) e evitare alimenti dolci come zucchero e miele. È consigliato, invece, assumere alimenti che aiutano a controllare il livello di zuccheri nel sangue, come l’avena o altri tipi di cereali integrali come farro, quinoa, grano saraceno… e le verdure a volontà.

La frutta va consumata evitando frutta come fichi, cachi, uva, banane e castagne e moderandone le quantità. Tra le bevande, gli esperti dicono di non esagerare con prodotti a base di caffeina e preferire piuttosto surrogati del caffè, tra cui l’orzo.

L’Orzo nella Dieta

L’orzo è un cereale antichissimo che da millenni fa parte della nostra dieta, sia sotto forma di chicchi che di farina o bevanda. In chicchi, è possibile trovarlo nella versione integrale, in forma decorticata e come orzo perlato, in cui viene eliminata tutta la parte esterna del chicco.

Macinato, tostato e ridotto in polvere serve invece a preparare una bevanda dal gusto molto particolare, che tanti bevono come alternativa al caffè.

Orzo e Diabete

L’orzo è tra gli alimenti concessi a chi soffre di diabete, perché ha un buon rapporto tra amidi e fibre ed evita i picchi glicemici dopo mangiato. Mangiare una zuppa d’orzo in alternativa alla pasta o al riso aiuta a non innalzare il livello di glucosio nel sangue.

Il caffè non è sconsigliato del tutto ai diabetici ma, come tutte le bevande a base di caffeina, è sempre bene non esagerare con le dosi.

I diabetici che non amano il caffè o vogliono sostituire l’espresso con una bevanda alternativa, da poter bere in qualsiasi momento della giornata, possono bere una tazza d’orzo, privo di zuccheri e caffeina ma contenente fibre, betaglucani e inulina, che nell’intestino tenue formano un gel utile a modulare l’assorbimento di glucosio modificando la risposta glicemica al pasto.

L’orzo è disponibile nella versione tostata, da preparare con l’orziera o la moka, o in comode capsule, compatibili con le più comuni macchine da caffè. L’orzo solubile è invece adatto a chi vuole gustare una buona tazza d’orzo pronta in pochi minuti e senza nessuna attrezzature particolari.

L’apporto di zuccheri, nel caffè come nell’orzo, è dato solo dalla quantità di zucchero usata per dolcificare la bevanda.

Studio sull'Effetto del Caffè sulla Glicemia nei Diabetici di Tipo 2

Uno studio condotto presso l’Università di Duke nel North Carolina ha dimostrato che un consumo eccessivo di caffè aumenta la risposta glicemica postprandiale in soggetti con diabete di tipo 2. Allo studio hanno partecipato diabetici di tipo 2 trattati con dieta e antidiabetici orali e abituali consumatori di caffè.

Tutti i soggetti sono stati sottoposti a un monitoraggio continuo della glicemia per un periodo di tre giorni, mediante un sistema di rilevazione basato sull’impiego di un sensore ad ago inserito nel sottocutaneo dell’addome che consente la misurazione automatica della concentrazione interstiziale di glucosio -che riflette fedelmente il valore della glicemia- ogni 5 minuti. Nel secondo e terzo giorno dell’esperimento sono stati somministrati in successione, sotto forma di capsule, un placebo o una dose di caffeina equivalente a quella abitualmente ingerita dai pazienti. In particolare, la caffeina veniva somministrata alla dose di 250 mg prima della colazione e del pranzo.

Il confronto tra il profilo glicemico del giorno in cui veniva somministrata caffeina e quello in cui veniva somministrato il placebo, ha dimostrato che la assunzione di caffeina induceva, rispetto al placebo, un aumento significativo della concentrazione media di glucosio nel corso della giornata con una elevazione più evidente nelle tre ore successive alla ingestione della colazione, del pranzo e della cena.

I risultati così ottenuti confermano quanto era stato osservato in altri studi nei quali era stato dimostrato un incremento della risposta glicemica e insulinemica, dopo un carico orale di carboidrati. Il meccanismo di azione della caffeina non è chiaro. E’ possibile che la caffeina inibisca direttamente l’utilizzazione di glucosio da parte del tessuto adiposo e muscolare; oppure, la caffeina può influenzare il metabolismo glucidico stimolando la secrezione di adrenalina dotata di un potere contro-insulare e iperglicemizzante.

La dose di caffeina somministrata nello studio (500 mg/die) è quella equivalente a quattro tazze di infuso di caffè, il tipo abitualmente consumato dagli americani, ciascuna delle quali, di circa 100 ml di volume, contiene da 90 a 120 mg di caffeina. Anche il caffè espresso ha un contenuto analogo di caffeina, peraltro variabile da 60 a 120 mg, malgrado il volume ridotto, in rapporto alla diversa modalità di estrazione.

I risultati di questo studio non autorizzano la conclusione che il caffè debba essere vietato ai pazienti diabetici ma indicano semplicemente l’opportunità che non si debba eccedere nel suo uso. La caffeina, d’altro canto, non è presente solo nel caffè. La caffeina è un alcaloide naturale (1,3,7 trimetilxantina) denominata anche teina perché presente anche nel tè. Una tazza di tè ne contiene dai 20 ai 30 mg, una di cioccolata 10 mg e una lattina di Coca cola, anche leggera, o una Pepsi 40 mg.

Consigli Aggiuntivi e Conclusioni

Molti di noi hanno l’abitudine di bere una tazzina di caffè appena svegli, prima di fare colazione. Tuttavia, studi hanno evidenziato che assumere caffeina a stomaco vuoto aumenta in modo significativo i livelli di glucosio nel sangue rispetto a chi invece è solito mangiare prima di consumare la bevanda. Al contrario, altri studi suggeriscono che la caffeina e le sue proprietà incidono sulla riduzione del rischio di contrarre il diabete. I risultati in letteratura sono contrastanti, ma è evidente che il caffè influenza in un modo o in un altro il metabolismo del glucosio.

“Il paziente con la glicemia deregolata deve sempre prestare attenzione all’assunzione di bevande stimolanti, sia amare che zuccherate, in particolar modo se a base di caffeina. Quest’ultima ha un effetto modulatorio sull’asse ormonale dello stress, favorendo una maggiore liberazione di glucosio nel sangue.”

“La caffeina è in grado di aumentare il rilascio di cortisolo e di catecolammine, ormoni che vengono secreti normalmente ogni giorno secondo ritmi piuttosto precisi (circadiani), e svolgono molteplici funzioni importanti per la sopravvivenza e regolazione metabolica. Se il soggetto è sotto stress o necessita di energia, il caffè favorisce il rilascio di glucosio.

“Sì, ovviamente, ma contestualizzando la risposta caso per caso.” “Ogni assunzione di zucchero, che siano carboidrati semplici o complessi, provoca un incremento della glicemia (in un lasso di tempo prevedibile e fisiologico, ma alterato nei pazienti malati). Se allo zucchero aggiungiamo lo stimolo della caffeina, ovviamente le cose peggiorano.

“Rispondere a questa domanda è difficile. Dipende molto dallo stato di salute del paziente. Se si tratta di un paziente diabetico grave, con terapia non adeguata, totalmente sedentario, suggerirei di abolirlo. Al migliorare delle condizioni, la risposta ovviamente cambia. Pertanto, limiterai l’assunzione massima ad un paio di caffè al giorno, possibilmente a stomaco pieno e non a prima mattina. Dopo il digiuno notturno il nostro corpo è tendenzialmente già “stressato” e l’aggiunta di un fattore peggiorativo andrebbe evitato. Il caffè ha anche molti effetti benefici sull’organismo.

“Innanzitutto, grazie all’acido clorogenico, favorisce il transito intestinale esercitando una funzione lassativa. I tannini del caffè, inoltre, sembrano avere un’azione protettiva sulla mucosa intestinale (se tostato in modo adeguato). Nello sportivo ha un eccellente effetto stimolante, quando ciclizzato per bene (posologia e cadenza precisa): in momenti salienti del percorso atletico può rappresentare un importante supporto. In ultimo, ma non meno importante, il caffè è il contorno perfetto ad un momento di cordiale socialità. Poche cose sono belle come chiacchierare con un amico sorseggiando un buon caffè”.

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