Il caffè è una delle bevande più amate dagli italiani, e per molti rappresenta un insostituibile compagno sin dalle prime ore della giornata. Per qualcuno è indispensabile per svegliarsi, per altri per riattivare le energie nel corso della giornata. In effetti questa bevanda aiuta a mantenersi svegli, ad alleviare la fatica e a migliorare la concentrazione.
Molti appassionati bevitori di caffè si sono chiesti se questa sacra abitudine possa in qualche modo influenzare il livello del loro colesterolo, che magari si presenta già elevato di suo. Quando i livelli di colesterolo nel sangue arrivano a superare i 240 mg, infatti, si instaura una condizione denominata “ipercolesterolemia” che, se trascurata, può procurare seri danni all’organismo, in primis al cuore.
Esiste un’interessante relazione tra alcune componenti del caffè e la regolazione del metabolismo lipidico, ma quanto incide tutto questo nella pratica clinica?
Gli Effetti del Caffè sulla Salute
Secondo nuovi studi, il caffè svolge un ruolo protettivo per il cuore, ma alcune persone dovrebbero evitarlo. I benefici del caffè sono dovuti alla presenza di molti composti bioattivi, quali i polifenoli dell’acido clorogenico e i lignani, che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, e sostanze che agiscono sulla vasodilatazione.
Analizzando persone abituate a bere più caffè al giorno, i ricercatori hanno riscontrato che giova al sistema cardiovascolare, al cuore e alla pressione. Come dimostrato da altri studi precedenti, limitando il consumo di caffeina alle quantità raccomandate, preferibilmente nelle forme espresso, moka e istantaneo (evitando il caffè non filtrato), nelle persone sane non aumenta il rischio di fibrillazione atriale, malattie coronariche, infarto o ictus cerebrale.
La caffeina contenuta nel caffè è una sostanza psicoattiva e eccitante del sistema nervoso, che può aiutare a contrastare temporaneamente la stanchezza. Si tratta, però, di una sintomatologia che non può essere gestita solo con l’assunzione di caffè in quanto, un consumo eccessivo, può rendere più faticoso l’addormentamento notturno. Lo studio conferma che la quantità massima giornaliera di caffeina dovrebbe non superare i 400 milligrammi, che equivale a circa 5 tazzine di caffè della moka al giorno, o 4 tazze di caffè americano.
Studi più recenti sembrano però puntare in tutt’altra direzione, smentendo l’esistenza di un legame tra il consumo di caffè e malattie cardiache o altre gravi patologie, tumori inclusi. Anzi, la maggior parte delle ricerche ha svelato i benefici del consumo di questa bevanda, che a quanto pare aiuta a ridurre la mortalità, inclusa quella per cause cardiovascolari. Sembra inoltre che il caffè possa aiutare a ridurre il rischio di Parkinson, di diabete di tipo 2 e di malattie epatiche.
In generale, secondo gli esperti, un adulto non dovrebbe superare i 400 mg di caffeina al giorno, dose considerata sicura per la maggior parte delle persone. L’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran, oggi CRA NUT) consiglia ad esempio agli individui in salute che seguono un’alimentazione equilibrata di non superare in una giornata i 4-5 mg di caffeina per kg di peso corporeo. A quante tazzine corrispondano esattamente dipende sia dal metodo di preparazione, sia dalla miscela utilizzata. Non bisogna poi dimenticare che la caffeina è presente anche in altre bevande, come energy drink e bibite analcoliche.
Il Legame tra Caffè e Colesterolo: Cosa Dice la Scienza?
Apparentemente sembrerebbe di sì, quantomeno stando ai risultati ottenuti da una ricerca norvegese. Pare che gli scienziati norvegesi siano stati i primi a evidenziare la presenza di un legame tra l’assunzione del caffè e l’aumento dei livelli di colesterolo.
Per fare ulteriore luce sull’argomento, un team di ricerca ha preso in esame i dati relativi ad oltre 21.000 adulti norvegesi che hanno partecipato alla settima edizione del Tromsø study. Lo studio prevedeva la raccolta di campioni di sangue e di informazioni su consumo di caffè e alcool, stile di vita, abitudine al fumo, livello di istruzione, nonché dei dati antropometrici dei partecipanti.
I ricercatori hanno osservato che un consumo di caffè espresso compreso tra 3 e 5 tazze al giorno si associava a un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, in media pari a circa 4 mg/L. Tra gli uomini l’aumento era lievemente maggiore (5 mg/dL). Il consumo del caffè bollito, tipico dei paesi nordici, influenzava invece la colesterolemia in misura più marcata: consumarne 6 o più tazze al giorno, rispetto a non consumarne affatto, correlava infatti con un aumento dei livelli di colesterolo sierico di circa 10 mg/dL.
Tali conclusioni, del resto, sono state confermate da un’ulteriore ricerca condotta nel 2001 e comparsa sul prestigioso “American Journal of Epidemiology”. Al contrario, come emerso da uno studio pubblicato nel 2001 sull’American Journal of Epidemiology, chi consuma caffè filtrato, solubile, espresso oppure moka non incorre in questo problema. Il rapporto tra caffè e colesterolemia, quindi, dipende dal tipo di miscela e dalla modalità di preparazione.
Il cafestolo e il kahweolo sono diterpeni presenti nei chicchi di caffè. Diversi studi dimostrano che queste sostanze interferiscono con il metabolismo del colesterolo, aumentando i livelli di LDL nel sangue.
Tabella: Effetto del tipo di caffè sui livelli di colesterolo
| Tipo di Caffè | Effetto sui Livelli di Colesterolo |
|---|---|
| Espresso (3-5 tazze al giorno) | Aumento medio di 4 mg/L |
| Caffè Bollito (6+ tazze al giorno) | Aumento di circa 10 mg/dL |
| Caffè Filtrato | Piccolo aumento nelle donne |
Caffè Decaffeinato e Colesterolo: Cosa Sapere
Innanzitutto l’autore avrebbe riscontrato, tra i consumatori di caffè decaffeinato, un aumento dei livelli plasmatici dei cosiddetti acidi grassi liberi che, come afferma l’autore stesso, “possono essere utilizzati dall’organismo per produrre colesterolo”.
Tra l’altro, una valutazione globale di otto studi effettuata nel 2001 e pubblicata su una delle principali riviste di epidemiologia (che includeva tra l’altro i risultati di uno studio del tutto analogo all’attuale, condotto dallo stesso autore e già presentato già nel ’91), concludeva negando qualunque differenza tra gli effetti sui lipidi e sulle lipoproteine plasmatiche del caffè normale e del decaffeinato.
Il caffè decaffeinato, a seconda della lavorazione, sembra contenere quantità ridotte di diterpeni.
Consigli e Precauzioni
Pertanto, più che demonizzare il caffè, è opportuno concentrarsi sul tipo di preparazione e sul profilo individuale di rischio del paziente, ad esempio in soggetti con ipercolesterolemia familiare o rischio cardiovascolare elevato, anche aumenti modesti dell’LDL possono tradursi in un incremento del rischio assoluto di eventi cardiovascolari.
Possiamo continuare a goderne, ma con consapevolezza. Fintanto che ti mantieni entro questa soglia, infatti, il caffè sarà il tuo migliore amico, donandoti tutta l’energia che ti serve e aiutandoti a contrastare l’insorgenza di numerose patologie. Il caffè, croce e delizia di chiunque lo ami, rappresenta un piacere irrinunciabile, senza il quale non saremmo nemmeno in grado di cominciare la giornata. Del resto, ti abbiamo ampiamente dimostrato che, consumato nelle dosi giuste, questa bevanda agisce come un vero e proprio “medicinale”.
A meno che tu non soffra di patologie gastrointestinali come il reflusso, la gastrite e l’ulcera, che il caffè tende ad aggravare, non vi è davvero alcun motivo di rinunciare alla tua bevanda preferita. Oltre a questo, le proprietà antiossidanti del caffè si sono dimostrate ottime sia per prevenire le malattie al fegato, sia per mantenere il cuore in buona salute. Ma non solo: questa bevanda funge anche da eccellente vasocostrittore, il che la rende un ottimo rimedio contro l’emicrania.
Bere caffè, dunque, non fa aumentare automaticamente il valore del colesterolo nel sangue. Oppure per chi soffre di patologie gastrointestinali come la gastrite, l’ulcera o il reflusso: ciò perché il caffè è una bevanda acidificante che può aumentare la secrezione di acidi nello stomaco e, dunque, andare a peggiorare le condizioni di chi già soffre di questo tipo di malattia.
Se per curare il colesterolo fosse sufficiente bere meno caffè e rinunciarvi del tutto, al mondo ci sarebbero molte più persone sane. La verità, infatti, è che se soffri di questa patologie, il caffè dovrebbe essere l’ultimo dei tuoi problemi. Quest’ultima, infatti, presenta un rapporto decisamente stretto con il colesterolo, molto più del caffè. Quelli che ti stiamo dando, ad ogni modo, sono semplici consigli dettati dal buonsenso.
leggi anche:
- Caffè Prima dell'Ecografia Addominale: Sì o No?
- Analisi del Sangue e Caffè: Si Può Bere Prima?
- Ecografia Addome Completo: Si Può Bere Caffè Prima dell'Esame?
- Caffè Prima degli Esami del Sangue: Si Può o No?
- Risonanza Magnetica Cardiaca al Maria Cecilia Hospital: Tutto Quello che Devi Sapere!
- Risonanza Magnetica a Brebbia: Centri Diagnostici e Prenotazioni
