Quando si parla di trigliceridi, spesso si pensa subito alla loro accezione negativa. In realtà, essi sono fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo. Sono un indicatore importante di salute che non deve essere né troppo alto, né troppo basso: devono rimanere in equilibrio.
Cosa Sono i Trigliceridi?
I trigliceridi sono i "grassi" contenuti in alcuni alimenti come il burro, l’olio e il grasso della carne. Possono essere fluidi come nell’olio del pesce, oppure duri e rigidi, come nel caso del formaggio. In parole semplici, i trigliceridi sono un tipo di grasso (lipide) presente nel sangue e rappresentano una delle principali riserve di energia del corpo, oltre a essere tra i più importanti costituenti del tessuto adiposo. Si formano dall’unione di una molecola di glicerolo a tre acidi grassi.
Funzione dei Trigliceridi
I trigliceridi sono lipidi (grassi) presenti normalmente nel nostro sangue che provengono per la maggior parte dalla dieta. Solo una minima parte, infatti, è prodotta dal fegato. Ogni qual volta mangiamo più calorie di quante ne abbiamo bisogno, il nostro corpo le trasforma in trigliceridi. La funzione dei trigliceridi è di riserva energetica: le calorie in eccesso vengono trasformate in queste sostanze, in modo da garantire energia nei momenti in cui ce n'è bisogno. Quando si mangia, il corpo converte in grassi tutte le calorie di cui non ha bisogno e li immagazzina nelle cellule adipose. Da queste poi vengono rilasciati durante l’arco della giornata per garantire il giusto apporto energetico per azione degli ormoni. I trigliceridi rappresentano la riserva energetica del nostro organismo, pronta ad essere utilizzata secondo le necessità. Per questo motivo, sono molto importanti per il mantenimento della salute. Senza i trigliceridi, quindi, non riusciremmo ad affrontare la nostra giornata; dovremmo mangiare di continuo per immettere nuovo “carburante” nel nostro corpo.
Dopo un pasto il corpo converte le calorie in eccesso, soprattutto quelle provenienti da zuccheri e carboidrati, in trigliceridi. Gli acidi grassi vengono poi assorbiti a livello intestinale e trasformati in trigliceridi, che vengono infine conservati all’interno del tessuto adiposo. I trigliceridi sono una delle fonti di energie principali del nostro organismo.
Valori Normali dei Trigliceridi
Il valore raccomandato dei trigliceridi è quello che li vede inferiori a 150 mg/dl. In un soggetto sano il valore dei trigliceridi è inferiore a 180 mg/dL, diventa ottimale quando risulta inferiore a 100 mg/dL. Sopra i 200 mg/dl si parla di ipertrigliceridemia, mentre tra i 120-150 mg/dl siamo nella situazione di normalità. Ci rendiamo conto che vi è una fascia definita border-line tra i 150-199 mg/dl. Proprio in questa fascia è altrettanto importante intervenire per creare un’inversione di marcia e riportare i valori da una situazione di potenziale rischio a normali.
I livelli di trigliceridi vengono così classificati:
- Fino a 150 mg/dl: Normale
- Fino a 199 mg/dl: Borderline
- Tra 200-499 mg/dl: Alti
- Oltre 500 mg/dl: Molto alti
Anche avere i trigliceridi bassi (sotto i 40 mg/dl) è da tenere presente come indice di anormalità e disequilibrio. Può infatti essere segnale di presenza di altri disturbi, come l’ipertiriodismo, malassorbimenti intestinali o problematiche a livello del fegato.
Trigliceridi Alti: Cause e Rischi
I trigliceridi sono alti quando superano 180 mg/dL. Questo valore deve essere contestualizzato per permettere di intervenire in maniera corretta ed abbassarlo. Infatti, un valore alto di trigliceridi è riscontrabile in più occasioni e patologie. Quando però si assumono molte più calorie di quelle necessarie per funzionare, i livelli di trigliceridi nel sangue possono aumentare a dismisura. Ciò contribuisce all’insorgenza della condizione patologica nota come ipertrigliceridemia. Le cause più diffuse dei trigliceridi alti sono la sedentarietà e la cattiva alimentazione.
Si può riscontrare ipertrigliceridemia per, ad esempio:
- Malattie cardiovascolari (ipertensione, arteriosclerosi, infarto e ictus)
- Diabete mellito
- Sindrome metabolica
- Malattie del pancreas
- Malattie renali
- Alcune rare condizioni genetiche
A volte, i trigliceridi alti sono un effetto collaterale dell’assunzione di determinati farmaci. L’ipetrigliceridemia è ritenuta una delle cause principali dell’insorgenza di aterosclerosi e altre malattie cardiovascolari, come ictus, infarto e diabete. È associata spesso ad aumento dei valori di pressione arteriosa, aumento della glicemia a digiuno, steatosi epatica e aumento dei valori del colesterolo LDL.
In generale, a valori elevati di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia) si associano anche quantità elevate di colesterolo totale e LDL. Ciò dipende dalla presenza concomitante di alcuni fattori di rischio o di stili di vita sbagliati quali, ad esempio:
- Sovrappeso / Obesità
- Sedentarietà
- Alimentazione scorretta
Come Misurare i Trigliceridi
Basta un semplice esame del sangue per misurare il livello di trigliceridi nel sangue. Il dosaggio dei trigliceridi viene effettuato attraverso un semplice prelievo ematico, attraverso cui si dosa la trigliceridemia. Affinché l’esame sanguigno per la valutazione dei trigliceridi sia attendibile è necessario che il paziente sia a digiuno, al momento del prelievo, da almeno 12 ore. Il dosaggio dei trigliceridi deve essere effettuato a digiuno da almeno 8-10 ore. Il profilo lipidico, che comprende anche il monitoraggio del livello di trigliceridi nel sangue, andrebbe prescritto ogni cinque anni, anche negli adulti sani.
Come Abbassare i Trigliceridi: Consigli e Strategie
L’atteggiamento migliore da seguire è sicuramente una dieta sana ed equilibrata, accompagnata da una costante attività fisica per mantenere un buon livello di trigliceridi. L’adozione di uno stile di vita e un regime dietetico sani rappresentano il caposaldo della prevenzione e del trattamento dell’ipertrigliceridemia. Il trattamento comprende prima di tutto modifiche delle abitudini di vita quali raggiungere/mantenere il peso forma, svolgere un’attività fisica moderata almeno 3 volte a settimana e adottare un sano ed equilibrato regime dietetico.
Alimentazione
Per tenere sotto controllo i trigliceridi è importante limitare l'assunzione di grassi ingeriti tramite le carni, preferendo le carni bianche ed evitando salumi con parti grasse visibili. Limitare, anche, il consumo di zuccheri (o carboidrati) e preferire in ogni caso i carboidrati complessi a quelli semplici (es. pane bianco). La verdura e i legumi sono fonti preziose di fibre alimentari. Queste, oltre a regolarizzare l’intestino, rallentano l’assorbimento dei grassi. Via libera quindi a verdura (cotta e cruda) e ai legumi, che peraltro hanno il duplice vantaggio di essere poco calorici e di contenere carboidrati a lento assorbimento.
Per mantenere i livelli di trigliceridi sotto controllo bisogna prestare attenzione alla propria alimentazione. In sintesi, i carboidrati consigliati sono quelli dei legumi: fagioli, piselli, ceci, fave, lenticchie. Entrano meno velocemente nel sangue e quindi stimolano in misura minore la produzione di trigliceridi da parte del fegato. Quelli da consumare con moderazione (se integrali è meglio) sono invece: pasta, riso, pane, orzo, farro.
È consigliabile mangiare pesce (meglio se 2-3 volte a settimana) e legumi. Dire invece no ad alcool e alimenti di produzione industriale e/o surgelati, che contengono dosi elevate di grassi idrogenati. È importante rispettare le quantità indicate nella dieta e limitare al consumo occasionale i frutti più zuccherini (uva, banane, fichi, cachi, mandarini). Il kiwi, invece, è il frutto perfetto per abbassare i trigliceridi, dato che contiene molte fibre che eliminano i lipidi, ma anche Vitamina C e antiossidanti, che combattono l’accumulo di grassi in eccesso.
Cosa non mangiare per evitare alti livelli di trigliceridi:
- Alcool
- Alimenti di produzione industriale e/o surgelati
- Frutta disidratata
- Frutti più zuccherini (uva, banane, fichi, cachi, mandarini)
Attività Fisica
Rendere lo stile di vita più attivo (abbandona la sedentarietà!).
Farmaci e Integratori
In alcuni casi, il medico può prescrivere farmaci per abbassare i trigliceridi:
- **Fibrati:** rappresentano i farmaci più efficaci per l’ipertrigliceridemia (fino al 50% di riduzione) e determinano anche un aumento del colesterolo HDL (cosiddetto colesterolo “buono”).
- **Statine:** sebbene la loro indicazione principale sia ridurre il colesterolo LDL (cosiddetto colesterolo “cattivo”), sono sufficientemente efficaci anche contro l’ipertrigliceridemia. In caso di elevati livelli di trigliceridi e colesterolo LDL rappresentano una soluzione farmacologica ideale.
- **Acidi grassi omega 3:** ad alte dosi ( 1-6 g al giorno di acido eicosanpentaenoico-EPA e di acido docosaesaenoico-DHA) possono ridurre i livelli di trigliceridi ed hanno anche proprietà cardioprotettive, antiossidanti, antinfiammatorie.
Gli acidi grassi omega 3 EPA e DHA rappresentano i principi attivi dell’olio di pesce e delle capsule di omega 3. Possono essere utilizzati in aggiunta ad una dieta sana ed equilibrata descritta in precedenza e/o possono essere di ausilio in aggiunta ad altri farmaci nel mantenimento di valori adeguati di trigliceridi.
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