Sicuramente hai sentito più volte parlare di colesterolo, trigliceridi, glicemia e pressione arteriosa. Magari hai pensato di non essere “toccato/a” da questi argomenti, convinto/a di essere in buona salute e di essere ancora abbastanza giovane per interessarti a questa tipologia di temi. Ci sono tre aspetti su cui puoi riflettere:
- I valori di questi parametri, prima di arrivare a situazioni patologiche che richiedono un trattamento farmacologico, si alzano progressivamente e gradualmente, senza manifestare alcun sintomo, soprattutto nella fase iniziale.
- Valori alti o borderline di colesterolo, trigliceridi, glicemia e pressione arteriosa riguardano sempre di più persone giovani (40-50 anni) e non solo anziane.
- Siamo tutti sempre meno capaci di ascoltare il nostro corpo e di essere in connessione con esso, a causa dei ritmi frenetici della nostra vita!
Colesterolo, Trigliceridi, Glicemia e Pressione Arteriosa: Cosa Sono?
Il colesterolo è un grasso presente nel sangue, prodotto in gran parte dall’organismo e in parte minore introdotto attraverso l’alimentazione. È necessario per il corretto funzionamento del nostro organismo. Diventa un pericolo quando i suoi livelli aumentano significativamente; la quantità in eccesso di colesterolo si accumula nei vasi sanguigni, rendendo più difficile il passaggio del sangue. Naturalmente questa condizione aumenta a sua volta il lavoro del cuore, esponendoci al rischio di infarto e di altre malattie cardiovascolari.
Il colesterolo LDL (Low Density Lipoproteins) svolge la funzione di distribuire il grasso sintetizzato dal fegato verso i vari tessuti del corpo, inclusi i vasi sanguigni. Se i livelli di LDL sono troppo elevati, il colesterolo può accumularsi nelle pareti delle arterie, formando delle placche aterosclerotiche. Per questo viene chiamato “colesterolo cattivo”!
Il colesterolo HDL (High Density Lipoproteins) svolge la funzione di rimuovere il colesterolo in eccesso dal sangue e dalle pareti delle arterie, trasportandolo al fegato perché venga del tutto eliminato. Avere livelli elevati di HDL, quindi, è positivo perché può ridurre il rischio di accumulo di placche nelle arterie, e di conseguenza il rischio cardiovascolare.
I trigliceridi sono lipidi presenti normalmente nel nostro sangue, che provengono per la maggior parte dall’alimentazione. Vengono utilizzati dall’organismo come fonte di energia o immagazzinati come riserva energetica. Quando mangiamo, il corpo converte le calorie inutilizzate in trigliceridi, che vengono poi immagazzinati nelle cellule adipose. Durante i periodi che intercorrono tra i pasti, gli ormoni rilasciano i trigliceridi per fornire energia. Quando però assumiamo più calorie di quelle necessarie, i trigliceridi aumentano e questo rappresenta un fattore di rischio per la salute del nostro cuore.
Una delle cause principali dei trigliceridi alti è un’alimentazione squilibrata, ricca di grassi, soprattutto saturi (carne rossa, insaccati, salumi) e carboidrati (in particolare zuccheri semplici). Incidono anche l’abuso di alcol, il fumo e la sedentarietà.
La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è il nutriente essenziale di tutte le cellule del nostro organismo, presente nel sangue. Quando assumiamo un alimento, i livelli di glucosio nel sangue aumentano progressivamente con l’assorbimento degli zuccheri.
Oltre alla genetica, esistono numerosi fattori che favoriscono l’insorgenza di valori alti di glicemia: l’obesità o il sovrappeso (soprattutto se concentrato nella zona addominale), la sedentarietà ed un’alimentazione troppo ricca di grassi e povera di fibre naturali.
È utile conoscere due parametri: Indice Glicemico (IG) e Carico Glicemico (CG).
- L’Indice Glicemico (IG) indica la velocità con cui la glicemia aumenta dopo aver mangiato una porzione di alimento contenente 50g di carboidrati. È considerato basso per valori al di sotto di 50, medio da 50 a 70, alto dai 70 in su. Associare, all’interno dello stesso pasto, carboidrati, fibre e proteine riduce l’indice glicemico di ogni singolo alimento.
- Il Carico Glicemico (CG), ancora più utile, mette in correlazione l’IG con la quantità̀ di alimento assunto. Si calcola moltiplicando l’IG di un alimento per la quantità̀ in grammi di carboidrati contenuti nella quantità̀ consumata dell’alimento e infine dividendolo per 100.
La pressione arteriosa è la “forza” che il cuore esercita per far circolare il sangue nel corpo e si misura in mm di mercurio (mmHg). Il cuore, infatti, è una pompa che, con le sue contrazioni, invia il sangue a tutti gli organi e tessuti del corpo.
Con ipertensione o pressione alta, ovvero a partire da valori di 140/90 o più, si intende un’elevata pressione del sangue sulle pareti delle arterie che sottopone a sforzo e tensione vasi sanguigni, cuore, cervello e reni, confermandosi come la prima causa nel mondo di malattie cardiovascolari che possono condurre a infarto e ictus provocando la morte di 7,5 milioni di persone in tutto il pianeta ogni anno.
Il Legame tra Trigliceridi Alti, Ipertensione e Rischio Cardiovascolare
Alcuni studi hanno dimostrato un’associazione tra l’indice trigliceridi-glucosio (TyG) e la placca carotidea (CAP). Tuttavia, la relazione tra l’indice TyG e il carico di placca negli individui con ipertensione primaria rimane incerta.
I ricercatori hanno studiato 5.153 pazienti ricoverati con diagnosi di ipertensione primaria che erano sottoposti a trattamento presso l’ospedale affiliato della Jiangxi University of Chinese Medicine. Tra i pazienti, 2.400 presentavano ipertensione primaria. Lo studio multivariato, che ha preso in considerazione tutte le covariabili, ha mostrato una correlazione positiva tra l’indice TyG e la CAP.
Quando l’indice TyG è stato valutato in base ai quartili, il rischio di CAP nei livelli Q3 e Q4 dell’indice TyG era 1,4 e 1,54 volte maggiore rispetto al livello Q1 dopo l’aggiustamento per tutte le covariabili. Indipendentemente dal fatto che l’indice TyG fosse utilizzato come variabile continua o variabile di categoria, non ha mostrato alcuna associazione significativa con il rischio di placca singola dopo l’aggiustamento per tutti i fattori confondenti.
Si è scoperto che l’indice TyG era sostanzialmente correlato con la presenza di placche multiple quando analizzato come variabile continua. Quando l’indice TyG è stato valutato in base ai quartili, l’OR aggiustato in Q3 e Q4 era rispettivamente 1,49 e 1,67, con Q1 come riferimento.
Ipertensione e Colesterolo
La pressione alta può portare a piccole lesioni vascolari, note come cicatrici vascolari: proprio qui rischia di insediarsi il colesterolo. Quando la pressione diventa troppo alta, le arterie si indeboliscono, la circolazione diventa difficile e il rischio di infarto e ictus aumenta.
Glicemia: Silente Alleata dell’Ipertensione
Purtroppo l’iperglicemia è uno dei fattori scatenanti dell’ipertensione ed è in grado di aggravarla accelerando il danno che essa esercita sulle arterie. L’eccesso di zucchero non controllato altera continuamente l’omeostasi glicemica: i tessuti periferici non rispondono più all’insulina e lo zucchero rimane in circolo portando a iperglicemia e accumulo di tessuto adiposo. Le cellule adipose bianche possono avere anche un’azione endocrina cioè in grado di liberare ormoni che agiscono su cellule lontane dall’organo adiposo.
È pertanto possibile capire quanto sia complessa l’attività dell’organo adiposo e si comprende quanto l’obesità possa essere correlata ad altre malattie e altri fattori di rischio come appunto l’ipertensione, oltreché arteriosclerosi, trombosi, diabete di tipo II e via dicendo.
Come Prevenire l'Ipertensione?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) suggerisce alcune importanti linee-guida per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, tra cui:
- controllare il peso corporeo;
- contenere il consumo di alcol;
- evitare il fumo;
- limitare le condizioni di stress;
- ridurre l’apporto di sale e l’uso degli alimenti che ne sono ricchi (ad esempio gli insaccati);
- contenere il consumo di grassi animali (contengono colesterolo);
- non abusare di liquirizia;
- seguire una dieta ricca di magnesio e potassio (cereali, frutta, verdura, agrumi);
- esercitare regolarmente un’attività fisica.
Prevenire le Complicazioni Dovute a Ipertensione
L’ipertensione arteriosa e le sue gravi complicanze si combattono efficacemente solo iniziando prima che questa condizione abbia fatto danni a cuore e vasi arteriosi. Ciò significa anche iniziare ad occuparsi del problema già nei bambini e negli adolescenti, con maggiore attenzione allo stile di vita e alla necessità di iniziare a misurare la pressione arteriosa anche in questa fascia di età.
Come indicano gli esperti, un bambino iperteso sarà molto probabilmente un adulto iperteso, quindi a rischio di patologie cardiovascolari, che oggi rappresentano la prima causa di morte e di spesa sanitaria nei paesi occidentali. Una diagnosi precoce è quindi estremamente importante anche perché consente di tenere sotto controllo l’ipertensione senza dover ricorrere a farmaci.
Vale la pena di concludere citando la dott.ssa Simona Giampaoli, coordinatrice dello studio per l’Istituto Superiore di Sanità, che afferma:“[…] è necessario adottare politiche sanitarie che migliorino lo stile di vita della popolazione generale: interventi nei trasporti pubblici e nella pianificazione ambientale volti a favorire l’attività fisica, interventi nell’industria alimentare per la riduzione del sale nei cibi preconfezionati, politiche sociali che aumentino la consapevolezza dell’importanza della prevenzioneattraverso l’alimentazione sana, l’abolizione del fumo, la moderazione nel consumo di alcool e lo svolgimento di un’attività fisica regolare.
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